Il mio amore per questo autore ormai è appurato!!! Affermare che sono una curiosona , è una cosa verissima……ma è grazie a questa voglia incalzante di sapere sempre di più, che talvolta scopro delle cose , per me, inedite, come questa storia………..

La sera del 2 aprile 1796, il teatro di Drury Lane era pieno come un uovo: il famoso attore John Kemble rappresentava per la prima volta una tragedia di Shakespeare appena riscoperta, Vortigern e Rowena.
In realtà, Kemble aveva insistito per recitarla il primo di aprile ; era convinto che si trattasse di un clamoroso falso. E aveva ragione.

L’opera era stata scritta dal figlio di un noto incisore londinese , un ragazzo di 17 anni,William Henri Ireland, che da piccolo aveva soggiornato a lungo a Stratford-upon -Avon ed era rimasto affascinato dalla casa natale del celebre drammaturgo .
Fu quasi per gioco che il giovane Ireland pensò di imitare la calligrafia di Shakespeare utilizzando un foglio di carta sottratto ad un volume di epoca elisabettiana e dell’inchiostro artificialmente invecchiato.

Incoraggiato dai primi successi. Ireland creò, nel 1795, un manoscritto
” originale” del Re Lear e alcune scene dell’Amleto: per incredibile che possa sembrare, anche i più eminenti critici si affrttarono a riconoscere l’autenticità dei documenti . Sempre più entusiasta, il giovane falsario decise di inventare di sana pianta un nuovo dramma di Shakspeare,Wortigern e Rowena, appunto: ben 2.800 versi che lo impegnarono per due mesi .
Il drammaturgo Richard Sheridan, che lo esaminò per primo , dichiarò che si trattava di un’opera di Shakspeare, per quanto avesse uno stile rude e poco elaborato.” Se ne ricava un’impressione molto strana , sembrerebbe che Shakespeare lo abbia scritto molto da giovane.”

Ma ci pensò il pubblico della prima , abilmente provocato dall’attore Kemble, a svelare coi suoi fischi la truffa.
Ireland confessò il gioco, ma si intestardì a voler reinventare altre tragedie shakesperiane che evocavano tutti i regni della storia inglese.
Nonstante tanto “patrono” non riscosse alcun successo.
Morì nel 1835.
Oggi è ricordato solo per i suoi falsi Shakespeare.

Una storia anloga, si verificò, all’incirca nello stesso periodo , anche in Francia.

Denis Vrain-Lucas ( 1818-1882) era un modesto bibliotecario che aveva fatto il suo apprendistato di falsario nella bottega di un certo Letellier, un creatore di alberi genealogici che aveva nobilitato mezza Francia bottegaia.
Cominciò col vendere alcune pergamene “prelevate ” dalle biblioteche pubbliche o dai conventi ;e poi, visto che il manoscritto rendeva bene, cominciò a fabbricarne di falsi, sempre utilizzando risguardi di libri antichi e pergamene di atti notarili, debitamente trattati col nero di fumo ,
la polvere di avorio, eccetera.
In otto anni di lavoro, smerciò oltre 27.000 documenti falsi, un record
dificilmente superabile.

Tra i suoi clienti figuravano collezionisti seri, come il matematico Chasles, membro dell’Institute de France, e anche alcuni storici minori, che tut de France , e anche alcuni storici minori, che pagarono somme ingenti per documenti che avrebbero fatto ridere un ragazzo.
Come una lettera autografa di Alessandro Magno al suo amico Aristotele
( il celebre condottiero consigliava al filosofo di andare a fare un giro
nelle Gallie per studiare la religione dei Druidi! ), una lettera, sempre dichiarata” autografa “, di CarloMagno al prode Rolando.
Senza contare, poi la sfida manoscritta di Vercingetorige a Giulio Cesare, le lettere di Giovanna D’Arco ai parigini, quelle di Colombo a Rabelais,
del resuscitato Lazzaro all’apostolo Pietro, un intera corrispondenza scientifica Newton-Pascal…Il comoco è che tutte quelle “epistole autografe”, erano redatte in uno pseudo francese arcaico e goticheggiante, zeppo di errori e di parole incomprensibili.
E a nessuno dei gonzi venne il sospetto che difficilmente Cleopatra, Alessandro Magno e Lazzaro avrebbero potuto scrivere in una lingua che ancora non esisteva!!!!
La faccenda finì come doveva finire, nelle aule di un tribunale, dove Vrain-Luca si vide infliggere solo due anni di galera.
I “documenti” falsi, invece, ebbero una fine molto più gloriosa: sono
finiti addirittura nella sala dei manoscritti della Biblioteca Nazionale di Parigi.

Non c’è che dire, sono una testimonianza unica al mondo dell’inguaribile
ingenuità umana………….
Riferimenti: ………che abbocconi………



4 Commenti to “A propositi di William Shakespeaere………”

  1.   vitty Says:

    Sei sicuro??!!……Ma dài……..ora controllo!!!
    Grazie di avermi avvisata……Grazie Andrea, davvero!!!!

  2.   adadea Says:

    Complimenti per le tue 30000 visite, ANdrea!

  3.   rifleman Says:

    semplicemente fantastici :D

  4.   Giano Says:

    Grazie Vitty…
    Proprio vero…l’ingenuità umana non ha limiti.
    Ciaooooooooooo :) ))))))))))))

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