Così siamo arrivati a S.Valentino! per le romantiche come me, questo giorno non può assolutamente passare inosservato?.,è veramente con piacere che mi accingo a dire grazie , non una volta , ma cento, mille volte ,agli amici Cassandro e Sergio , per l’ immersione in questo mare di dolcezza
.
Questa raccolta la chiamerei:

L’AMORE, SECONDO NOI

STRAPPACORE

Purtroppo t’amo in modo “strappacore”.
Credo che in vita mia io non abbia
amato mai così,con questo ardore
Mi stai sotto la pelle come scabbia,

e più mi gratto per mandarti via
e più t’infili tu, sicchè m’ingolfo
fino a che mi rassegno e??così sia?,
mi dico,e butto via sapone e zolfo.

E’questa,solo questa,la mi rabbia
lo stare a te soggetta in tutti i modi
mentre più sbarre tu metti alla gabbia

e la rinsaldi inoltre con i chiodi
al punto che non vi entra manco sabbia.
E il bello è che ci godo e che ci godi.

Ti amo come ‘al tempo del colera’
Di aver l’amor di Daza ‘Ariza spera.

(CASSANDRO)

PARLAMI

Parlami tu…ed io ti regalo
la mia esperienza…i tuoi sogni
confidami un pò…Fa che sia palo
su cui la tua mano…se bisogni

tu di sostegno avrai…appoggerai.
Non posso offrirti nulla di diverso
…di più…di altro. E D’altronde mai
te lo darei…chè andrebbe perso,

in quanto strade nuove a me non note
percorrere dovrai prima che
-ed avverrà-il sole e le sue rote

scompaiano dal tuo cammino…Se
lo riterrai…parlami,e vuote
risposte non avranno i tuoi “perchè”

Scudi io ti darò contro ogni male
…trarrò da ogni tua ferita il sale.

Ti insegnerò soltanto ciò che vale.

Da parte tua al meglio sempre spera
…c’è sempre una luce nella sera.

Scorda la “Storia di una capinera”.

Lievi le mani quindi affonda in me
e prendi tutto quello che vi è.

E’ tuo ciò che so. Salute a te!

( Cassandro)

R O B A M I A

Sarà! Ma io a te ci sto attenta!
hai troppe idee in testa per restare
sempre allo scoglio e non navigare
in mari aperti. La mia mente stenta

a credere che sia riuscita
a fare io entrare te nel mio porto:
temo pertanto che dalla mia vita
tu possa uscire un dì. Non mi conforto

nel dirmi:?ma lo vedi,per te vive!?
?e mi agito?e molto!?sol se penso
che–non per te(chè non avrebbe senso)
ma per le occasioni un po?lascive

che incontrare puoi lungo la via?
tu possa altrove volgere gli sguardi,
i tuoi interessi?Sulla vita mia,
io lotterei allor senza riguardi

per toglierti di mezzo chi ti tenta,
con la bellezza oppur con la cultura,
per darti poi chissà?una fregatura
(e pure a me)?Ecco perché sto attenta!

Tu chiama ciò,se vuoi:passione,
possesso,voglia,amore,gelosia,
o perdita di tempo e di ragione?
per me è guardarmi ben’la roba mia!

(SERGIO SESTOLLA)

B A C I

Fissandoci negli occhi e ad occhi chiusi
Passiamo ore ed ore a baciarci,
in un respiro sol stiamo confusi
come se non dovessimo lasciarci.

Ma tutto finirà, chè non c’è cosa
Che dura eterna per l’eternità:
questione di tempo?anche la rosa
odora odora ma poi sfiorirà!

Perciò,finchè possiamo,fortemente
Diamoci baci,fino a farci male,
torniamo quindi a farlo lievemente
sciogliendoci siccome in acqua sale.

Le calde labbra mie tienile in pegno
mentre accarezzo quelle tue col dito
per ricordare il dolce lor disegno
appena tutto ciò sarà finito.

Ma prima di quel dì facciamo ancora
Quel che abbiamo fatto notte e giorno,
baci su e giù, a dritta ,a manca,a prora,
dal sorgere del sole?al suo ritorno.

( CASSANDRO)

Belle tenere sognanti, romantiche….dolci….!

Cosa ci può essere di più dolce di uno splendido chiaror lunare?

Questa è la mia chicca preferita…

CHIAROR LUNARE

” Possibile che noi sempre di corsa
l’amore lo facciamo…col giornale
al braccio stretto io,tu con la borsa
che pende dalla spalla?…Ma è normale

non riuscire mai ad ottenere
un pò di pace,di tranquillità?
E questo più per te che ami godere
il “dopo” più che il “prima” o la”metà”.

“Metà” che rappresenta anche la meta,
dato purtroppo il modo inconsueto
che abbiamo noi di amarci e che mi vieta

poi di godere del tuo volto lieto
e di sfiorar le tue guance di seta
mentre chiaror lunare entra discreto”.

( Sergio Sestolla )

LA SCUSA DEL SALUTO

Per nostra fortuna oggi si usa
appena ci si incontra di baciarsi
toccandosi la guancia,e questa scusa
ci è stata a noi di aiuto per sfiorarsi

un poco pelle a pelle?E quando mai
avremmo noi potuto farlo??pure
se io volevo?come sai?
o tu bramavi..come so.Che cure

?e che attenzioni abbiamo usato!?
Che scarti in quello scontro!?e ciò perché
le nostre bocche per voler del fato

al fine erano accoste in modo che
un poco?ci bastava?il nostro fiato
si confondesse tutto in noi,e?

Che fantasia abbiamo!?Senti e sento
Profondo bacio,tipo ?Via col vento?.

Da ciò sempre più lento noi il saluto
Or lo facciamo,e si?quasi un minuto!

(SERGIO SESTOLLA)

ALLA MIA MENTE TORNI

Alla mia mente torni più di quanto
tu possa mai avere immaginato
nei tempi in cui,non per farmi vanto,
mi apristi il cuore tuo immacolato

ed io…
a restare…da interdire!…
davanti allo sguardo tuo lucente,
al portamento timido, al fuggire
da me a volte via…sempre silente,

ed io…
a non capir,o capir troppo,
e quindi a non seguirti,a ignorar
ciò che col corpo mi dicevi e il groppo
che avevi in gola e che volevi urlare

ed io…
odor di greco e di latino,
di Dante ed altri,a te che mi ascoltavi,
contenta di quel po’, e a me vicino,
nulla intendendo,lieve ti accostavi

ed io…
Chi capì fra noi di più
che si fermava solo a quei giorni
il nostro sogno,amica, fosti tu
che ora alla mia mente invano torni.

E non mi resta che scrivere versi,
inutili,su tutto ciò che persi.

Pure a gridarli forte come tromba
han suon or sol di volo di colomba.

( Sergio Sestolla)

Ti piacciono Colomba? Sono romantiche e attuali,vero?? Come? Qualche tuo amico potrebbe storcere il naso?? Nooooo, non credo, perché l?amore colpisce tutti, giovani,meno giovani, romantici e non?..comunque, Cassandro ha pensato anche a loro?..ecco un bel duetto, stile fumetto?..tsè??ce n?è per tutti?.ce n?è??

D R A G O E M A N D R A K E

(Lui)

-!Ma chi ti vuole sol come realtà?!
Perché vuoi viver solo se ti vedo,
soltanto se son sveglio?non mi va
sentirti mia sol se ti possiedo!

Ti voglio invece anche nella mente
Per riempir di te il mio pensare,
pure allorquando dormi intensamente
e i sogni miei vieni ad abitare:

?qui non ci sono freni inbitori,
?qui posso farti ciò che più agogno
?qui puoi bruciarmi con i tuoi ardori

?di aver l?età?tu qui non hai bisogno,
chè io ti fermo qui,così non muori?
Che drago!?Dormi e vai pure in un sogno!?

°°°

(Lei)

-? E il drago sarei io??Questa è bella!?
Ma senti che mi tocca di ascoltare!
?mi sembra tale e quale la storiella
di quello che fa?maniaci e quartare?.

Tu alzi il mazzo e tu mischi le carte,
le asole tu fai e pure i bottoni?
nel sogno tu dirigi la mia parte
?tu insomma te la canti e te la suoni!

Sappi però che anch?io spesso dormendo
-forse mentre mi sogni-sogno che
fra le mie braccia stai?e stai fremendo.

Mandrake son?che drago?!!!?E sai perché?
?di cose insieme tre ne sto facendo:
dormo?ti sogno?e vengo da te!?

(CASSANDRO)

…….E un Amore da …far girare la testa….?!

V I N O V I N E L L O

(Lui)
– “I versi buoni sono come il vino,
devi centellinarli ad uno ad uno,
attentamente, e assaporarli fino
a quando capirai che ognuno

di essi non vien posto lì per caso,
ma per entrarti in mente, piano piano,
e scivolarti in cuor come sul raso
scivola via la palma della mano.

Dei miei tu ti sei proprio abbuffata,
ne hai la pancia piena, amore bello…
li bevi come vino non d’annata

e forte come il ?Chianti? ed il ?Brunello?:
infatti loro mai t’hanno ubriacata,
ma resa allegra, sì…come vinello”.

° ° °

(Lei)
– “Lo so che i versi sono da gustare
attentamente, proprio come il vino,
e pure so che questo è da versare
con grazia, sia ch’è doc o cannellino.

Tu porgi infatti i versi come ?Albana?
lieve riverseresti nel bicchiere,
ed è sempre per me impresa vana
restar con gli occhi asciutti, ch’è un piacere

…di quelli che fan mordere le dita…
saper che in una rima ora risiedo,
che c’è in un verso un po’ della mia vita,
che un endecasillabo possiedo.

Ma come il vino può andare perso
se a terra la bottiglia butti giù,
così darò al vento ogni tuo verso
…accorto, dunque!…se non mi ami più.

(Cassandro)

E per finire ecco l’Amore a tutto tondo,visto dalla parte di lei e visto dalla parte di lui…..

IL SONNO DELL’AMORE

Fare l’amore, certo, mi piace,
però più che dell’atto in sè per sè
adoro il corpo tuo quando giace,
stanco alla fine, tutto su di me

… nonchè sentirti il cuor come un tamburo
battere forte forte sopra il mio
per acquietarsi poi in sonno duro,
sonno che t’ho donato solo io.

Ed è un peccato che non puoi capire
cosa vuol dire averti abbandonato,
col corpo che mi schiaccia ed avvertire

però solo il calore del tuo fiato,
il tuo scendere in me e qui morire,
finchè, mio caro, non ti avrò svegliato.

(Sergio Sestolla)

IL SONNO DELL’AMORE
(visto dalla parte di lui)

Dormire dopo aver fatto l’amore
è dolce forse più dell’amor stesso,
precipiti in un mondo senza odore,
senza colore… statua di gesso

ti senti quasi… e giù… nell’aldilà
di botto ti ritrovi… non sai come
– nè t’interessa — qui ritornerà
il corpo tuo, che non ha più nome.

Sei diventato nube… forse cielo…
oppur… che so?… il centro della terra
? o schiuma che per mar va pelo pelo.

Nulla nella tua mente più s’inserra:
su questa infatti è disceso un velo,
che con il mondo non ti fa più in guerra.

(Sergio Sestolla)

Con il cuore pieno di Amore e poesia ,ringrazio gli autori, e non mi resta che andare via!!!

BUON SAN VALENTINO A TUTTI!!!!!

E per finire ecco qua un regalo davvero prezioso dai nostri amici poeti.  Una bella riflessione sulla vita della Signora delle Camelie,  e tutta la sua storia messa in versi.

Allora,siete pronti per immergervi in questa fantastica e amorosa storia?:

 

LA SIGNORA DELLE CAMELIE . . . EROINA SFORTUNATA O FORTUNATA?

Se si pensa a quale è stato il suo destino, sia nel romanzo ed ancor più nella sua trasposizione musicale, la Signora delle camelie si presenta come un personaggio a dire poco “per nulla benvoluto dal Cielo”:

1) affetta da tubercolosi polmonare fin dalla più tenera età, come può dedursi dal fatto che aggravandosi, muore poco più che ventenne (rapportata ai tempi d’oggi ancora una ragazzina),

2) amata — per non dire, più realisticamente, “posseduta” — da uomini più vecchi di lei, con i quali è quanto meno pensabile che avesse dovuto intrattenere licenziosi rapporti d’amore (i vecchi non si accontentano di un amore “semplice”), simulando un trasporto di certo non invidiabile (provate a rifletterci attentamente un attimo come una persona giovanissima, “con quella testolina graziosa”, profumata, “esilissima”, sensibile e viva possa godere nell’amplesso di un…anziano, forse anche grasso, forse poco olezzante, e forse, dato il tipo di frequentazioni, pure incolto, anche se discendente di nobile stirpe),

3) innamorata di un giovane bello, idealista ed ancor pieno di quella vita che a lei sta per sfuggire, è costretta ad abbandonarlo (non interessa per colpa di chi o di cosa), e privarsi quindi dell’unica persona verso la quale, per la prima volta (che poi sarà l’unica), il suo essere ha pulsato di ardore vero, e con la quale era entrata in quella dolce, inspiegabile (“lingua mortal non dice quel ch’io sentia in seno”) e totale “datio animae corporisque”, sulla cui assolutezza v’è traccia pure nei versi di F. M. Piave (“amor ch’è palpito dell’universo intero, misterioso, altero, croce e delizia al cor”),

4) beffata dal fato in quanto ritrova il suo amato sogno, ma da questo riceve solo gretto disprezzo ed ingiuste offese…(e qui mi fermo in quanto sulla sua non lontana, presagita fine la pietas spinge a non intrattenersi).

Eppure Margherite Gautier o Violetta Valéry, chiamiamola come vogliamo, ma è sempre lei “La Signora delle camelie”, può dirsi una donna fortunata per un duplice ordine di motivi:

1) ha ottenuto un posto (attenti: ne stiamo già parlando come di una persona effettivamente esistita!) nell’immaginario collettivo, in quanto la conoscono, bene o male, “quasi” tutti, pur essendo esigua la percentuale di coloro che ha letto per intero l’opera letteraria o teatrale (sarebbe stato immodesto aspirare al privilegio riservato solo ad alcuni personaggi, tipo Don Chisciotte, notoriamente noto anche a chi non sa leggere),

2) pur essendo nata dalla penna di un autore (Dumas figlio) che la crea per vendicarsi della donna che l’aveva abbandonato (Marie Duplessis), e quindi propenso a tenerla nell’opera ben sotto le righe, nel corso della scrittura la “Signora” dalle “ciglia lunghissime che abbassandosi ombreggiavano il roseo colorito delle guance”, ruba la penna al suo autore e si scrive da sola, come càpita nella maggior parte delle vere creazioni artistiche, a volte pure a dispetto di chi sta ponendo nero su bianco, passando così da elemento pensato in negativo ad elemento risolto in positivo.

E che fosse in realtà la protagonista, un elemento positivo è d’altronde pure pensabile se è vero, come è vero, che su tutto conta l’animo (anche per le “cattive signorine”), e per fortuna oggi appare sempre più in regresso (pur se con intermittente rigurgito) quel certo tipo di pensiero che ritiene che chi esercita “il mestiere più antico del mondo” sia necessariamente insensibile all’aspirazione verso l’alto (latente vi potrebbe essere anche un qual senso di invidia a non poterne, o a non riuscire a poterne, godere i favori), nell’ignoranza che situazioni ambientali, sociali, politiche e quindi culturali possono avere avuto il loro consistente peso verso la nascita ed il persistere dell’apparente “male”, e nella illusione di non esserne corresponsabili per avere fatto poco o nulla perché non sorgessero nei soggetti di cui si parla umiliazioni, rabbia e, spesso (Nihil sub sole novi), desiderio di vendetta, da “Muoia Sansone” o “dopo di me il diluvio”.

Ma questo è un altro discorso…

Altre tre considerazioni potrebbero portare latu sensu a ritenere fortunata la Signora dagli “occhi neri sormontati da sopracciglia d’un arco così puro, da sembrare dipinte”:

il primo, è un fatto temporale: la Signora muore ancora giovane e quindi ancora bella (i registi, affascinati dalla protagonista come doveroso omaggio sono soliti così raffigurarla anche nel momento dell’addio supremo), per cui sempre la ricorderemo incantevole, come ricordiamo sempre assai piacevolmente il suo alter ego più vicino a noi, la spumeggiante Marilyn (non scordiamo che la bellezza è categoria fondamentale del nostro mondo, al punto che, come dice Belli, “E Dio stesso, ch’è un pozzo de saviezza, la madre che ppijò la vorze bella”); non vivendo a lungo la Signora ha inoltre evitato che lo stesso innamorato potesse stancarsi di lei, e quindi non più vederla nello stato di felice innamoramento a seguito dell’inesorabile passare del maligno tempo, e potesse concludere un giorno nell’incontrarla, come Proust fa dire a Swann nei confronti di Odette, “E dire che ho perduto tanti anni della mia vita, che ho voluto morire, che ho avuto il mio più grande amore, per una donna che non era il mio tipo”;

il secondo è un fatto legato all’evolversi della psicologia femminile, in quanto lei fra le prime donne riesce ad afferma, pagandolo a caro prezzo, il principio della libertà femminile: infatti, lottando (e soccombendo) contro la società borghese, assai spesso un mostro onnivoro, prova ad anticipare i tempi del riscatto femminile (anche per questo a livello di inconscio ci è simpatica), per cui la vediamo agire e decidere autonomamente della sua persona, di cosa fare e perché farlo, anche quando sbaglia per necessità o per troppo amore (passeranno più di cento anni perché il “sempre libera degg’io” diventi il sessantottino “la chitarra è mia!”)

il terzo è un fatto artistico e psicologico: complice la recitazione e tutta la macchina scenica, in genere chi a teatro viene a contatto con detto personaggio risulta da lei illuminato di una grazia improvvisa, quasi sconosciuta, perché costatiamo che Lei è una donna che ancora conosce l’intima essenza dei sentimenti, di cui noi siamo in parte orfani. Ciò avviene giacchè in Lei — che purtroppo sarà poi ingenerosamente indicata con l’appellativo “la traviata” — pulsa la forza dell’amore (che notoriamente “omnia vincit”) , perché Lei, non bacata dal suo modo di vivere, più subìto che voluto (non scordiamo cosa fosse la società del 1800, compresa la storia di Marie, nata Alphonsine), crede nel suo prossimo ed ha fiducia (nessuno vive se non ripone fiducia in qualcuno) in Armand o Alfredo, e più che altro crede in se stessa ed in una vita futura dove (utopia?) potrà esprimersi liberamente, senza convenzioni, dando in tal modo un senso al suo peregrinaggio su questa terra.

E così la Signora seduce ancora una volta, e le riesce (e gliene siamo grati) di fare tornare a casa lo spettatore forse anche un po’ più buono (ah, quanto sentiamo il bisogno inconfessato di tornare ad essere buoni!) e più tollerante verso gli altri, quelli che ci passano accanto e ci sfiorano, che al nostro fianco esistono ed operano, che con le loro storie ed i loro modi di pensare intersecano le nostre storie ed il nostro modo di pensare, verso i quali finalmente riteniamo di potere cominciare ad evitare di tranciare frettolosamente giudizi negativi o gratuitamente farli oggetto di qualificazioni offensive.

Ma anche questo è un altro discorso…

Dati gli oltre centocinquant’anni dalla creazione della storia, al fine di tentare di attualizzarla proviamo a ricreare la vicenda in versi, a ripensarla ai tempi d’oggi, con il linguaggio del 2000 e un po’ con il modo di pensare dei giovani (non scordiamo che i protagonisti sono due ventenni).

Eccone un sommario risultato, incentrato su alcuni momenti, forse i più popolarmente noti, grazie al melodramma verdiano, seguendo il quale si procederà alla caratterizzazione dei personaggi ed alla descrizione del sorgere del loro amore (atto I), dell’idillio, dell’intervento del padre e dell’ira di lui (atto II), nonché della malattia finale (atto III).

Al calar della tela, sulla fine della “Signora” potrebbero campeggiare quegli altri versi, non più dei tempi d’oggi, che delicatamente riassumono e concludono la triste vicenda di Margherita: “Passa la bella donna e par che dorma”.

E questo è il vero discorso.

CASSANDRO E SERGIO SESTOLLA

 

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LA SIGNORA DELLE CAMELIE . . . OGGI

P R I M O _____A T T O
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AMORE . . . AMORE . . .AMORE ( Lei )

Amore . . . amore . . . amore, voglio amore,
per questo prendo tutto alla giornata,
perchè l’amor non è un calcolatore,
o cosa da venire programmata.

Esisto in quanto amo e quindi vivo
intensamente ciò in cui mi avventuro,
però nella memoria nulla scrivo
per non aver ricordi nel futuro.

Per me i ricordi son solo rimpianti,
che indietro non riportan ciò che fu:
così, baci leggeri o tracotanti

appena dati non ci sono più.
Sono scomparsi . . . Non ci sono santi!
. . . come di sassi in mare. Glu . . . glu . . . glù.

S I N F O N I A (Lui)

Nella gran sinfonia della vita
tu, cara, rappresenti un “allegretto”,
chè rendi ogni giornata assai gradita
con quel modo di fare così schietto.

Tu sei pertanto il primo movimento . . .
o il terzo . . . mentre io, meno esaltante,
forse sarò il secondo . . . quello lento,
quello pensoso . . . in genere l’”andante”.

Però insieme a te poi salto il fosso,
chè se mi girerai attorno un po’,
appena dal tuo brio sarò scosso,

il quarto movimento diverrò,
cioè un “andante”, sì, ma “molto mosso”,
che . . . se ti abbraccio . . . chiude in un “rondò”.

E la tonalità? . . . Con te, amore,
che dubbio c’è? . . . sarà modo maggiore!

LA PRIMA VOLTA ( Lui )

“Ma cosa fai?” dicesti, e mi guardasti
. . . con le mie labbra ti sfioravo già . . .
girasti il volto . . . un lampo . . . e mi baciasti
per prima tu, con quella intensità

che non ho più trovato, sì, perchè
tu lo facesti…furiosamente,
godendotela tutta . . . tutta: beh,
quel bacio è fisso qui, nella mia mente!

Ricordo. Al “cosa fai?” la bocca apristi,
ed alla mia con foga l’incollasti,
e qui…e qui . . . Ecco, reagisti

come chi conosce bene i gesti,
e sa suonare tutti quanti i tasti,
perchè Amor non fugga mai . . . ma resti.

_ _ _ _

E poi concesso hai che entrassi in te . . .
e tutto diventò celestiale.
Null’altro mi ricordo . . . solo che
accolto fui come uno che vale.

E l’impeto rimase nel cervello
chè mi bloccai tosto, incantato,
svanito quasi…sì, siccome quello
che vien da fatto magico toccato.

Che incanto infatti la tua morbidezza,
la tua dedizione assoluta
in quell’amplesso fatto di dolcezza,

di gioia forte e intensa, e perciò muta,
scandita dal tuo muover con lentezza
la tua persona, che anche in ciò mi aiuta.

P R E N D I ( Lei )

Tu nella vita ti lamenterai
di ciò che lasci, no di ciò che prendi:
piglia pertanto, sia che sali o scendi,
. . . che vieni o resti . . . sai o non sai.

Afferra, acchiappa poi senza ritegno
se sol t’accosti al campo dell’amore:
il tempo passa, la bellezza muore,
la vita tutto al più è appena un segno.

Che cosa la credevi? . . . architettura?! . . .
sfida dell’uomo al cielo?! . . . dardo al sole?! . . .
E’ immagine – sol questo – che non dura,

o dura quanto un mazzo di viole,
quanto un’ecclisse che la luna oscura,
o lo sfrecciare in mar di lieve iole.

Non voglio dirlo, pure se lo penso,
che questo ha per me, purtroppo, un senso.

T A N G O ( Lui )

- “Io t’ho trovato che sapevi fare
l’amore molto bene, che baciavi
assai meglio di Gilda: eri un mare
ove affondavo quando t’accostavi . . .
Chissà chi debbo tanto ringraziare?
. . . Comunque era così e con me stavi.

Non ti stancavi mai della passione
che ti squassava e che mi trasmettevi,
anzi coglievi al volo ogni occasione
perchè questa crescesse e in tempi brevi
ci ravvolgesse . . . Eri una canzone
dai toni acuti, gravi, forti e lievi.

Suonavi in tutte le tonalità,
eri modo maggiore e mai minore,
se pur da altri avevi avuto il ‘la’
ora donavi a me onde sonore
d’intensa e nuova musicalità,
d’impeto nuovo e di nuovo tenore.

Non eri fotocopia del passato.
Aveva un peso, sì, l’esperienza,
ma tu quel seme avevi rinnovato
e fatto fiore di diversa essenza.
Nel mio giardino ormai sta piantato,
che tal più non sarà se sarà senza.

Ah, quanto veri i versi, amica mia,
di quel famoso tango: . . . Gelosia!”

I E R I E D O M A N I ( Lei )

Ho sempre avuto un cuore molto attivo,
e ciò ti ha fatto sospirar: ‘Peccato!’,
con l’aggiunta di: ‘io non arrivo
mai primo in te . . . chè un altro già c’è stato!’

Che dirti non lo so . . . mi costa caro
ora quello che ho fatto in precedenza,
ma, sai?, vivevo al buio, senza un faro,
. . . e forse senza troppa intelligenza!

Soltanto ora io t’ho conosciuto!
Ti prego quindi non mi rinfacciare
ciò ch’è morto e sepolto, ma in aiuto
vieni piuttosto a me, e senza scrutare

trasmettimi di te quello che puoi.
Il mio futuro sta nelle tue mani . . .
io te lo dono . . . accoglilo, se vuoi . . .
scorda il mio ieri . . . pensa al mio domani!

MEZZO BIANCO E MEZZO NERO ( Lei )

Ma tu mi fai morir dalle risate!
. . . ma come ci può mai essere al mondo
chi come te ancor crede alle fate?
. . . Ma tu la società l’hai vista a fondo? . . .

Chi sono, di’, secondo te i briganti?
quelli che hanno l’archibugio in spalla?
. . . o non piuttosto i molti che hai davanti,
che stando sopra agli altri stanno a galla . . .

che avanzano ogni giorno più pretese,
che fan tornare a sera gli altri stanchi
alle lor case senza luci accese.
Guardati sempre dai colletti bianchi!

. . . E, di’, ‘traviate’ son solo le donne
che battono per strada su e giù?
. . . fingon d’amare tanti ma le gonne
solo per lavorar tirano su?

…ed è un lavoro, sappi, degradante,
falso perché non puoi tu confidare
che senza alcun piacere in ogni istante
muori affogando in acque poco chiare.

. . . E santo e pio infine è chi va in chiesa,
Iddio prega e poi il compagno fotte?
. . . oppure chi in silenzio sta a difesa
dei semplici, siccome Don Chisciotte?

Aprili gli occhi! . . . Non far come quello
che taglia con l’accetta il falso e il vero,
e che separa netto il brutto e il bello:
c’è pure il mezzo bianco e il mezzo nero!

L A ” S T E L L A ”

(Lui)
– “Ognuno a questo mondo ha una condanna,
che a volte vien chiamata pure ‘stella’:
da quando nasci fin che vai a nanna
sempre ti seguirà, sia brutta o bella.

Esempio, chi è ricco è condannato
a non capire manco da lontano
…lo sai…se amor di donna è spensierato
o mezzo perchè uno apra la mano;

mentre per il non ricco è l’inverso,
e il suo destino è di desiderare
sempre qualcosa e di sentirsi perso
ne caso che una una donna voglia amare.

E la mia ‘stella’? . . . di fermarmi spesso
a studiare il mondo e la sua gente,
e di pensare in modo un po’ complesso
ma inutile perché controcorrente”.

(Lei)
– “Tutto sommato credo che ti vada
ancora bene . . . chè tu puoi, amore,
tenere ancora tutti gli altri a bada,
mentre io no, perchè ‘stella’ peggiore

. . . quella dell’allegria . . . mi sovrasta,
che mi fa arrabbiar come una negra
quando vorrei dire al mondo: ‘basta!’,
e invece resto sempre . . . quella allegra.

Ma che ne sai tu che vuole dire
brindare fra la gente col sorriso
pur se ti assale noia a non finire
o il cuore di tristezza tieni intriso?

D’altronde questa ‘stella’ me ne ha dato
. . . ah, se me ne ha dato di successo!
anche se debbo dir che l’ho pagato,
e a caro prezzo, quando senza nesso

per gli altri sorridevo . . . e sorrido,
prendendo in giro . . . più che questi . . . me.
Come vorrei, ah, io farmi un nido
e viverci . . . per come son . . . con te!

Ma prima o poi questa ‘stella’ ingrata,
sì, la seppellirà la mia risata”.

P E N S I E R I

(Lui)
Sono i pensier d’amor come formiche
che appaiono di botto nelle case,
e stanno lì finchè da buone amiche
tranquille se ne tornano alla base.

Come non puoi contro loro agire
così tu quei pensier devi accettare,
vengono se vogliono venire
e vanno via quand’è l’ora di andare.

(Lei)
Lottar per non averli è impresa vana
se nel tuo ciel s’è accesa nuova sfera,
che fa vicino a te pur chi è lontana,

che viva rende anche una chimera
e certa la speranza più arcana.
Di aver tali pensieri sempre spera

(Lui e Lei)
Quante formiche in mente questa sera!

B) S E C O N D O______A T T O
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CREDERMI DEVI ( Lei )

Credermi devi . . . non sapevo che
al mondo si potesse tanto amare!
Ma t’ho incontrato . . . e l’ho visto da me
come una donna si possa annullare

e assurgere da ciò a nuova vita . . .
E rinnovarsi . . . E diventar più bella . . .
Sì, sfolgorare come all’uscita
nel ciel di notte nero nuova stella . . .

Solo per l’altro splendere . . . per chi
è diventato il suo riferimento,
colui al quale voler dire “sì”

già prima di conoscerne l’intento,
e accendere il suo cuore lì per lì
con uno sguardo o con un gesto lento.

Credermi devi . . . ancora me lo chiedo
se sogno, e di sognare non mi avvedo.

B A C I ( Lui )

Fissandoci negli occhi e ad occhi chiusi
passiamo ore ed ore a baciarci,
in un respiro solo stiam confusi
come se non dovessimo lasciarci.

Ma tutto finirà, chè non c’è cosa
che dura eterna per l’eternità:
questione sol di tempo, anche la rosa
odora odora ma poi sfiorirà.

Perciò, finchè possiamo, fortemente
diamoci baci, fino a farci male
. . . torniamo quindi a farlo lievemente
sciogliendoci siccome in acqua sale.

Le calde labbra mie tienile in pegno
mentre accarezzo quelle tue col dito
per ricordare il dolce lor disegno
appena tutto ciò sarà finito.

Ma prima di quel dì facciamo ancora
quel che abbiam fatto giorno dopo giorno,
baci su e giù, a dritta, a manca, a prora,
dal sorgere del sole . . . al suo ritorno.

G I O R N I S O V R A N I ( Lei )

Che giorni questi . . . ah! . . . giorni sovrani,
in cui ci assaporiamo da ogni parte,
. . . le vivo e le ricordo le tue mani,
veloci . . . il loro muoversi con arte

sopra di me . . . e sotto . . . e attorno attorno,
. . . e il tuo respiro caldo come mai
sul collo . . . e poi il mio “Ciao” e il tuo “Buongiorno”,
e quindi ancora io: “Come stai?” . . .

e tu senza risposta a respirare,
ad inghiottir l’odor della mia pelle
. . . ed io ferma lì, ferma a gustare
quell’attimo sognato con le stelle

sol poche ore prima . . . Era questo
l’inizio d’ogni giorno . . . era l’effetto
di ritrovarci e poi . . . poi c’era il resto! . . .
Giorni sovrani, sì . . . l’ho proprio detto!

IL SONNO DELL’AMORE

(Lui)
Dormire dopo aver fatto l’amore
è dolce forse più dell’amor stesso,
precipiti in un mondo senza odore
e qui diventi statua di gesso.

Giù . . . giù . . . sempre più giù . . . nell’aldilà
di botto ti ritrovi e non sai come
- nè t’interessa – a galla tornerà
il corpo tuo che non ha più nome.

Sei diventato nube . . . forse cielo . . .
o forse sei il centro della terra . . .
o schiuma che per mar va pelo pelo.

Nulla nella tua mente più s’inserra:
su questa par che sia disceso un velo,
che con il mondo non ti fa più in guerra.

_ _ _ _ _

(Lei)
Fare l’amore, certo, mi piace,
però più che dell’atto in sè per sè
adoro il corpo tuo quando giace,
stanco alla fine, tutto su di me,

. . . nonchè sentirti il cuor come un tamburo
battere forte forte sopra il mio
per acquietarsi poi in sonno duro,
sonno che t’ho donato solo io.

. . . Ed è un peccato che non puoi capire
cosa vuol dire averti abbandonato,
col corpo che mi schiaccia ed avvertire

però solo il calore del tuo fiato,
il tuo scendere in me, e qui morire
. . . Finchè, mio caro, non ti avrò svegliato.

L ‘ I D E A L E (il Padre di Lui a Lei)

Esistono al mondo dei valori
che tu non puoi disperdere così:
la fedeltà, avere dei candori,
vivere chiara come il mezzodì.

Non puoi ritenerti in un deserto,
pensare solo a te, al tuo piacere:
chi sta al tuo fianco deve essere certo
che le tue tenerezze sono vere,

che c’è nella tua testa solo lui,
e, aggiungo, che c’è stato anche in passato,
quando ti era estraneo, per cui
è l’ideale suo che hai amato.

Ma se sei stata d’altri un po’ diversi
non credere che or possa durare:
làscialo allora…al vento sian dispersi
i sogni da cui il sol non può spuntare.

Quando si sa che amare non si può
. . . o non si deve . . . è meglio dire “no”.

SANTA O NON SANTA (il Padre a Lui)

Mai fermarti al volto della donna…
chè lì non ci sta tutto . . . lei la faccia
la cambia, eccome!, sì che una Madonna
ti può sembrare quella che va a caccia.

Non la guardare mai, figlio mio,
nel viso per saper quello che è:
troveresti ‘il Dio che non è Dio’,
e tardi ne sapresti tu il perchè.

Guarda piuttosto come lei si siede,
come le gambe incrocia o le accavalla,
come in avanti e indietro smuove il piede,
come si stringe o spinge quando balla.

Ciò che la donna fa e perchè lo fa
manco Domineddio lo può capire
. . . tu pensa te! . . . che arrivi, guardi e olà . . .
com’è, e come sarà, vuoi scoprire.

Più facile sarebbe un terno al lotto! . . .
Mica ci stan gli schemi di una volta! . . .
se li è portati via il Sessantotto
– ma dove vivi mai? — quindi ascolta

. . . ascolta ciò che tuo padre ti dice:
non c’è più posto per gli stilnovisti,
scomparse son “la Pia”, ”Beatrice”
e la “Francesca”…è quella di Battisti.

Devi capirlo: chi veste di rosso,
e sta abbracciata a un altro è proprio lei,
pur se non vuoi crederlo . . . al fosso
Susanna or mostra ai vecchi pure i nei!

Gli Dei in cielo non ci stanno più . . .
sono caduti . . . sàppilo anche tu!

I L B A R O ( Lui )

No, all’ “acqua passata” non ci credo,
all’ “ahimè, non lo farò mai più!”,
all’ “ero un’altra e solo adesso vedo
come ho giocato la mia gioventù”.

Ma che “programmi nuovi” e “nuovi scopi”! . . .
L’anello d’oro quando ha troppo rame
rosso diventa poi . . . la gatta i topi
li acchiappa pure quando non ha fame.

Incombe su di noi il nostro passato,
nessuno lo può mettere da parte,
al mondo ognuno resta quel che è stato:

esempio, il baro . . . se bara con arte
sempre più assi avrà e avrà fregato
chi gioca con un sol mazzo di carte.

E in questo esempio è abbastanza chiaro
a chi io pensi nel parlar del baro.

VATTENE VIA! (Lui)

Vàttene via . . . via! Vàttene via
con queste forme estreme di bellezza
. . . d’incanto . . . da portare alla pazzia . . .
allo gioir d’amor con sfrenatezza!

M’hai dato tutto: il cielo . . . il paradiso
. . . e forse anche di più, se “il più” c’è . . .
Ancora mi slanguisco al tuo sorriso,
al tuo: “Sono tua . . . Eccomi a te!”

E non capii che eri…terno al lotto
anche per altri al tempo stesso, jena!
Per cui or che ho pagato anch’io lo scotto

vàttene via! . . . Dovunque . . . Però a Siena
lontana stai da Via di Salicotto:
non puoi abitar lì, nè farvi scena.

Come “perchè?” . . . Perchè in quella contrada
si proibiva ciò a donne di strada.

————
(Nota)

Targa apposta in Siena all’inizio
ed alla fine di Via di Salicotto

IL SER.MO PRENCIPE
MATTIAS HA PROIBITO
CHE NELLA STRADA
MAESTRA DI SALICOTTO
POSSINO HABITARE
MERETRICI.AGOSTO MDCXXXI
IL XXX DI NOVEBRE
PENA CATURA E ARBITRIO

C) T E R Z O_______A T T O
=========================

S E N Z A S C O P O ( Lei )

Alzarsi la mattina senza scopo,
truccarsi un po’ soltanto per levare
quel brutto colorito grigio topo
di chi tutta la notte sta a pensare.

Guardare alla finestra il primo sole,
saper che sarà alto . . . che andrà via . . .
ed in quest’arco io le tue parole
udire non potrò, chè compagnia

di altri avrai avuto . . . Ma perchè,
perchè hai scelto di stare lontano
e credere che questo basti a me

perchè possa scordare la tua mano,
il tuo sorriso e quelle cose che
facevan me colomba e te gabbiano!

Mi opprime or che te ne sei andato
pur questo cielo immenso, smisurato.

HAI FATTO MALE A STARE MALE (Lui)

Hai fatto male a stare male. Ora
mi hai costretto a prender atto che
mi manchi se mi manchi, e mi addolora
considerare in generale ” . . . e se

. . . per un caso qualsiasi . . . decide
di lasciarmi solo che farò?”
Certo, lo so, ormai non ci si uccide
se un amore finisce. Sì, però

si chiuderà di certo un orizzonte,
anche se altri il tempo ne aprirà
– me l’hai insegnato tu — e un altro ponte,

caduto questo, si ricostruirà.
Sarà! . . . però, mia cara, ad altra fonte
di dissertarmi proprio non mi va.

FOSCOLIANA (Lui)

E poi non sei caduta da cavallo,
non hai deturpato il tuo bel volto,
lo so che è soltanto un intervallo,
che passerà il male che ti ha colto.

Pur se non sei la Pallavicini,
nè Foscolo io sono, in questo istante,
stai male, come quella, tra i cuscini,
e come quello io son trepidante.

Che non darei in questa occasione
per posseder la penna assai forbita
del rosso Ugo e fare una canzone
anch’io all’amica un po’ avvilita?!

. . . la qual come Luigia è sempre stata,
scoppiettante di vivacità,
ardita e pure un po’ spregiudicata,
lei stando in sella, tu in società.

Ma tutto finirà. Come cometa
ritornerai in cielo inghirlandata,
ed io, sulla scia di quel poeta,
riscriverò “All’amica risanata”.

Guarisci . . . e che il riso tuo mi sferzi
a tornar lieto. Uhè, “nun famo scherzi!”

NON LO RACCONTARE (Lei)

Grazie. Speriamo! . . . Ascolta ora però
– non posso a questo punto farne a meno –
ciò che ho da dirti…tutto ciò che ho
nel cuore, che non sa più stare a freno.

Ma tu, ti prego, assegna alle parole
che sto per pronunciare il giusto senso:
non ne possiedo tante, ho queste sole,
ma molto, molto più, è quel che penso.

“Tienile strette strette le mie mani,
stai sempre accanto a me, sii tu il mio scopo,
sii tu l’after day, il mio domani,
sii tu la realtà del giorno dopo!”.

Lo so che incombe sempre più la sera,
ma il cuor mi monta come una marea
se sol ti ho vicino . . . e spera . . . spera…
Sì, la speranza è l’ultima dea.

Ed ora, scusa, debbo andare via . . .
Tu resta . . . Non mi puoi accompagnare . . .
Ripensa a ciò che ho detto, anima mia,
ripensaci . . . ma non lo raccontare.

(CASSANDRO E SERGIO SESTOLLA)

 

Clap,clap,clap!!   Bravi,bravissimi Sergio e Cassandro,non nego di aver versato qualche lacrima per il triste destino di questa Margherita innamorata. 

Grazie per avermi fatto sognare e palpitare  . Posso mandare un bacio a tutti e due?  Smack,Smack!!!! 

 

 



12 Commenti to “Parole d’Amore di CASSANDRO e SERGIO (IV parte)”

  1.   vitty Says:

    Ciao, Colomba……cosa dire…..prima di tutto non ho mai inteso “tirarti le orecchie”, figurati…mi ha divertito come hai reagito all’emozione nel leggere la poesia di Sergio.
    Divertita nel senso che ho sorriso e ho colto l’entusiasmo che ti ha invasa.
    Bella anche questa di Cassandro, già il titolo:
    Parlami…….è struggente…..e tutto il resto bello, bello.
    Grazie Cassandro per l’indicazione e il pemesso di
    poter trascrivere le vostre poesie da altri post.
    Ci voleva la richiesta di Colomba, per avere ancora il piacere di parlare con Te!!!
    Ciao carissimi, Vi saluto entrambi, con affetto, la vostra Vitty.

  2.   Colomba Platino Says:

    Come suole dirsi…?Troppa grazia Sant?Antonio!?
    Da ?niente? a ben due poesie tutte per me.
    E quanto dolce questa tua, Cassandro (oh, mamma mia…quasi quasi scordavo)…senza nulla togliere a quella di Sergio.
    Sì, se ci sarà necessità, e ce ne sarà di certo, ti parlerò, anche se penso che il ?ti? lo abbia tu messo là per universalizzarlo con ?persona di esperienza nei confronti della quale si nutra assoluta fiducia?.
    Grazie, l?invito a colloquiare, tanto generosamente ed incisivamente esposto, con chi ne sa più di noi è sempre foriero di benèfici effetti, per evitare che restino senza domande i nostri tanti ?perché?.
    Mi ha molto meravigliato che hai avvertito, pur se non ne ho mai fatto cenno, che in me ci sia stata una quasi ?Storia di una capinera? (forse è una fase comune a tutte le ragazze) per fortuna oggi abbondantemente superata.
    Comunque ancora “Grazie” per avermi ricordato, e spero proprio di non dimenticarlo mai, che…?c?è sempre una luce nella sera?.
    Non so se accompagnare queste mie parole con un abbraccio (non vorrei che Vitty tornasse a tirarmi benevolmente le orecchie) per cui mi limito solo ad un sorriso (che secondo me a volte è assai assai di più di qualunque ?smack?).

  3.   CASSANDRO Says:

    x Colomba Platino For You

    Per come desideravi, anche se battuto sul tempo da quel ?bla bla bla? di Sergio, anche da parte mia eccoti…servita…?C?è poesia per te!?

    Ma attenta: ciò che scrivo è vero.

    Sono a tua disposizione, anche per consigliarti su come rispondere per il futuro a Sergio: non ti fidare mai di lui, quello sì che è un furbacchione in questo campo.

    Spero che sia di tuo gradimento

    P A R L A M I

    Parlami tu…ed io ti regalo
    la mia esperienza…I tuoi sogni
    confidami un po’…Fa che sia palo
    su cui la tua mano…se bisogni

    tu di sostegno avrai…appoggerai.
    Non posso offrirti nulla di diverso
    …di più…di altro. E d’altronde mai
    te lo darei, chè andrebbe perso,

    in quanto strade nuove a me non note
    percorrere dovrai prima che
    – ed avverrà – il sole e le sue rote

    risplendano sul tuo cammino…Se
    lo riterrai…parlami, e vuote
    risposte non avranno i tuoi “perché”.

    Scudi io ti darò contro ogni male
    …trarrò da ogni tua ferita il sale.

    Ti insegnerò soltanto ciò che vale.

    Da parte tua al meglio sempre spera
    …c’è sempre una luce nella sera.

    Scorda la “Storia di una capinera”.

    Lievi le mani quindi affonda in me
    e prendi tutto quello che vi è.

    E’ tuo ciò che so. Salute a te!

    (Cassandro)

    Intesi quindi?…E con ciò mi auguro che tu mi conosca un po? meglio ed abbia quindi a riservare solo a Sestolla l?aggettivo di ?furbacchione?, a me d’altronde è bastato quello di amico ?birbante? affibbiatomi da Vitty.

    Ne approfitto per dirti che se a precise domande le risposte vengono omesse il motivo risiede nel fatto che (e qui parlo pure a nome di Sergio) non riteniamo di essere poi tanto degni di pubblicità gratuita (Tiscali fra l?altro poi lo vieta), ma maggiormente perchè ci aggrada molto considerarci un po? (guarda che presunzione!) come i ?clerici vagantes? del medioevo (che di certo avrai studiati nella letteratura del primo liceo nei ?canti goliardici?) solo che noi?invece che spostarci come quegli studenti da una Università all?altra divertendosi a comporre canzoni o madrigali che inneggiavano all?amore, al vino, alla vita felice e spensierata…ci spostiamo, dato che viviamo l?era di internet, da un blog all?altro, regalando a chi ci vuole leggere qualche sorriso (ed è stata una cosa meravigliosa ed inaspettata che Vitty abbia deciso di raccogliere i nostri scritti…anche se non mancherà qualche suo commentatore a storcere il naso leggendo questi ?quattro versi? (per fortuna abbiamo William che gentilissimo sembra essere in nostro favore) ed a criticare quindi tale sua iniziativa. Ma non è tipo da lasciarsi condizionare la Vitty, alla quale io e Sergio non possiamo che dire costantemente ?Grazie?.

    Solo per notizia a te e Viola infine (ma non so che importanza possa avere) alcune delle poesie postate sono state in effetti pubblicate: per quanto mi riguarda e con riferimento alle ultime apparse, questo è il caso di ?Scacchi? e di ?Non solo romana?, oltre che ?Petali a cuore? nel blog di Giano, mentre per Sestolla ciò è avvenuto per ?Piazza Navona? e per la recentissima ?Chiaror lunare? (eccoti la prova, cara Colomba, che poi non ci odiamo tantissimo, e manco tanto…solo così così!)

    Infatti, eccomi pure a te, caro Sergio, appena in tempo per dirti che mi dispiace di deluderti (sapessi quanto!), ma un mio commento, anche se in ritardo (mi hai battuto per pochi minuti) non può mancare. Fine della calma!

  4.   SERGIO SESTOLLA Says:

    Solo due piccole notazioni.

    Prima: che vuol dire ?confesso che io non avrei osato tanto? riferito a Colomba, dolcemente intenerita dalla ripetizione dei quattro dolenti rimpianti ?ed io..??

    Forse lei da brava liceale potrebbe volersi riferire alla esortazione ?Memento audere sempre? (che può sembrare un motto latino, anche se non lo è affatto, essendo una boutade di D?Annunzio!).

    Bisogna osare sempre, solo così si raggiungono notevoli traguardi. Non so se conosci l?aneddoto sull?osare, scaturente da un colloquio fra il Papa Paolo VI e Pier Luigi Nervi nel momento che a questi veniva dato l?incarico di costruire in Vaticano la ora famosa Sala delle Udienze: infatti alla domanda (un po? retorica) del detto architetto ?Ma Santo Padre, come posso osare di elevare questa costruzione qui al cospetto dalla cupola di Michelangelo?…? il Papa rispose calmo ?Osa, osa…?

    Ed allo stesso modo io pur non essendo Paolo VI dico a Colomba, che non è Nervi (forse lo sarà se si iscriverà in architettura), ?Non ti preoccupare, osa, osa…nel ciberspazio, almeno qui, tutto si può?.

    Seconda: Cara Vitty, sei senz?altro autorizzata (anche se non ci vuole alcuna autorizzazione) a rilevare e ripostare (come suggerito da Colomba, che deve essere un?attenta lettrice dei vari blog) le composizioni sparpagliate in altri siti, sicuro come sono, e non solo io, che anche i titolari dei blog che li hanno ospitati saranno ben lieti di ciò: è questa infatti la bellezza di internet…si donano amichevolmente i nostri pensieri, in versi o in prosa, perché, rispettandone la paternità, circolino ovunque, sicchè, quasi evangelicamente, tutto diventa di tutti!

    Ovviamente parlo anche a nome di Cassandro, circa il quale noto con molto piacere che non è apparso in questi commenti (fosse indaffarato a scrivere qualcosa e non riesce a completarla?)…Ah, che calma!

  5.   vitty...carpiissmo diissimo... Says:

    Oh! Will, sono contenta che la scelta di queste poesie Ti sia piaciuta.
    Hai avuto anche parole lusinghiere per Sergio e Cassandro….non è vero che Cassandro sia più (non ricordo come l’hai chiamto..forse ostico?)
    “ostico” no…se riuscirai ad essere Suo amico, ti accorgerai quanto è bella la sua amicizia! come la Tua del resto.
    Il Tuo “brava” per me conta molto. Grazie.
    E mi è piaciuta anche l’analisi che hai fatto di “Chiaror Lunare”.
    In effetti è vero,questa Lei è veramente una donna concreta, come tale ama il presente e il carpe diem!
    E se in questo momento il carpe diem è “to sleep,to sleep,al so to dream”……bè, ben venga!

    Ti saluto con un sincero abbraccio e un bacio affettuoso. Vitty.

  6.   vitty Says:

    Wow….vengo per rispondere a Will e trovo queste belle parole di Colomba a Sergio.
    Buon Dio, devi averla proprio colpita…addirittura non ti avrebbe fatto arrivare a ripetere quattro volte “ed io…”
    Confesso che io non avrei osato tanto……
    Ma tant’è,l’irruenza giovanile e la sincera reazione a questi versi, davvero davvero teneri, ha fatto il resto…..
    Sono contenta per te Colomba…questa emozione ti seguirà sempre, e questi versi ,ogni volta che li leggerai, ti doneranno sempre la magia di questi attimi.
    Bella l’idea di raccogliere le poesie sparpagliate in altri post…sarei onorata di poterlo fare. Aspetterò l’autorizzazione degli autori.
    Ciao, Colomba
    Ciao, Sergio
    Ciao, Cassandro.

  7.   Colomba Platino Says:

    Ho ritardato a scrivere perché sono troppo emozionata.
    Cominciamo con la parte più facile…e smack, e smack, e smack anche da parte mia ovviamente!
    Sei stato veramente un amico, Sergio, non credevo proprio di ricevere tua poesia interamente dedicata a me. Se fossi stato tu l?interlocutore (rifaccio la ?sfacciata?!) quel tuo ?ed io…? non so se saresti riuscito a ripeterlo per quattro volte.
    Potenza del ciberspazio, che ti fa vivere i sogni e trasforma questi in quasi realtà. Siamo proprio al regno del ?verosimile? (se ci riuscirò questo tema cercherò di sfruttarlo nel compito di maturità).
    Avesse ragione William, ben citato dal omonim…??to sleep, to sleep…also to dream?
    Comunque ancora grazie.
    Non mi dire però Sestolla che lo hai fatto per battere sul tempo l?amico, (vedi, Vitty, è anche mio ora) Cassandro, che non bisogna stuzzicare troppo come sostiene la cara padrona di casa?
    Non voglio crederci. Se fosse stato questo il motivo (ma, ripeto, non ci credo) allora saresti stato per davvero ?furbacchione?, anche se io ho usato detto termine, per come avrete ben compreso, in senso piacevolmente affettuoso, era quasi un complimento ad elevata potenza.
    Ma per caso tu insegni in qualche liceo classico?
    Te lo chiedo anche se so che resterò senza risposta, come senza risposta sono rimaste altre domande rivolte a te e a Cassandro, compresa quella, che sarebbe pure la mia, di Viola, che avrebbe gradito sapere se per caso avete (oramai voi siete in simbiosi come alla GS, ?due al prezzo di uno!?…Scusa la battutaccia!) pubblicato qualche volume (secondo me sì!).
    Con le poesie già qui postate, e le altre che ho avuto modo di leggere in blog diversi, ma sempre di Tiscali (e che spero vivamente che Vitty raccoglierà pure e riunirà a quelle sue, compresa ora questa mia!), sicuramente avreste potuto pubblicare più di una silloge.
    Ancora un affettuoso grazie, con l?impegno di farti sapere quali saranno i commenti delle mie compagne (almeno quelli che potrò riferire!).
    Sfruttando il tuo ultimo verso, riprendo il mio ?volo di colomba?.

  8.   william Says:

    Per Vitty.

    Sestolla e Cassandro. I due poeti del Blog. Nel Blog. Brava Vitty a pubblicarLi. A continuare a promuoverLi. Due poeti capaci di attualizzare in versi tutto ciò che quotidianamente ci sfugge.Quasi ci passa inosservato. Brava veramente Vitty. Sergio è venuto piacevolmente a trovarmi anche nel mio spazio. Cassandro,l’arguto Cassandro, un poco meno. In merito l’ultima poesia sinora da Te inedita nel blog e che Sergio ha subito intitolato2 Chiaror di Luna” ci sarebbe molto da dire e pensare….. Ci provo io a provocare tutti.
    La “Lei” della poesia è donna concreta. E come tale, ama il “dopo”..il risultato raggiunto. L’amore raggiunto. Il Lui “uomo ancora alla continua ricerca..”
    Come dire Lei ama il presenre,scorda il passato ed è incurante del futuro,carpe diem!!
    Lui “vive” il presente” fors’anche in funzione del ..futuro ..che spesso tarda ad arrivare,se mai arriverà. L’amore è sentimento puro,Sergio, oltre il quale non resta che “…dormire (in tutti i sensi…forse sognare…” To spleep,to sleep,also to dream” William,vostro Will

  9.   vitty Says:

    Sergio!!! Che piacere trovarti qua!!! Grazie di avermi dato il titolo di quella poesia, volevo scusarmi anche con Colomba per aver interrotto così bruscamente….ma mi ero commossa a scrivere e leggere quei versi…..non so perchè mi fanno quell’effetto, toccano qualche corda più sensibile….Complimenti per quella che le hai dedicato….sarà lusingatissima….sei un carissimo amico,smck! Questo non te lo leva nessuno!!! Ciao!

  10.   SERGIO SESTOLLA Says:

    x Colomba Platino. Ad personam

    Non considerarti ?sfacciata? (fossero tutte come te le ragazze di oggi!) se hai avanzato una richiesta legittima e che, almeno io…di Cassandro non so e non voglio neppure sapere…provvedo subito ad esaudire, facendoti diventare ipotetica protagonista di un caso sempre possibile nella vita, in quanto ignoriamo sempre cosa essa riserva per noi fino all?attimo prima che tutto succeda.

    Gioca a favore il fatto che in questa composizione si parla di greco e di latino (tuoi…ma non tanto, a quel che ho capito…?spauracchi?, ma sicuramente almeno tuoi attuali ?tormentatori?).

    Spero pertanto che gradirai questo ?quadretto? che quella mente che hai definito ?furbacchiona? ha ricreato per te, pensandoti giovane e bella, ma ovviamente almeno per l’autore irraggiungibile (poi me lo spieghi dove sta la furbizia…in una certa ?captatio benevolentiae?…Beh, qui avresti proprio ragione, ma chi non tenterebbe ciò con una come te?!…)

    ALLA MIA MENTE TORNI

    Alla mia mente torni più di quanto
    tu possa mai avere immaginato
    nei tempi in cui, non per farmi vanto,
    mi apristi il cuore tuo immacolato

    ed io…
    a restare…da interdire!…
    davanti allo sguardo tuo lucente,
    al portamento timido, al fuggire
    da me a volte via…sempre silente,

    ed io…
    a non capire, o capir troppo,
    e quindi a non seguirti, a ignorare
    ciò che col corpo mi dicevi e il groppo
    che avevi in gola e che volevi urlare

    ed io…
    a dir di greco e di latino,
    di Dante ed altri, a te che mi ascoltavi,
    contenta di quel po?, e a me vicino,
    nulla intendendo, lieve ti accostavi

    ed io…
    Chi capì fra noi di più
    che si fermava solo a quei giorni
    il nostro sogno, amica, fosti tu
    che ora alla mia mente invano torni.

    E non mi resta che scrivere versi,
    inutili, su tutto ciò che persi.

    Pure a gridarli forte come tromba
    han suono or sol di volo di colomba.

    (Sergio Sestolla)

    P. S. ?Chiaror lunare? è il titolo della poesia riportata da Vitty, la quale ringrazio sempre
    per la cortesia di averla pubblicata sul suo Blog e per la generosità nel commentarla.

  11.   vitty Says:

    Ciao, Colomba!!! Eh…..questi ragazzi “menefreghesti”, sono certa non lo sono poi tanto….hanno timore di non essere abbastanza moderni, se si lasciano andare al romanticismo…..ma lascia che gli batta forte il cuore…..sentirai come cambierà la musica!!!
    Scusa se non ti ho risposto prima, ero fuori, sono rientrata da poco e come vedi eccomi subito
    da te.
    Per quanto riguarda i nostri (ormai sono anche tuoi) amici Sergio e Cassandro, sono più che certa
    che il loro sodalizio, non potrebbe essere, se alla base non ci fosse un profondo rispetto , affetto e stima reciproca….è proprio per questo che possono permettersi di punzecchiarsi e farsi piccoli dispetti…..credi che potrebbero sopportarlo da parte di terzi??!! ma neanche…..!
    Perciò l’esempio di “Fruttero e Lucentini” o “Garinei e Giovannini”, direi che calza a pennello!!!
    Le poesie da me scelte, fra quelle che ho sparpagliato nei post, sono dolci e tenere, mi fanno sognare un mondo tenero e romantico…
    ne ho omessa una, volutamente…..è una delle mie preferite e volevo tenerla per me….ma tu sei una carissima amica, sognatrice quanto basta per apprezzare certe situazioni…quando per amare, non occorrono paroloni…..talvolta basta uno sguardo in mezzo a tante persone e nei luoghi più impensati….E’ di Sergio Sestolla ed è senza titolo….

    “Possibile che noi sempre di corsa
    l’amore lo facciamo…col giornale
    al braccio stretto io,tu con la borsa
    che pende dalla spalla?…Ma è normale

    non riuscire mai ad ottenere
    un po’ di pace,di tranquillità?
    E questo più per te che ami godere
    il “dopo” più che il “prima” o la “metà”.

    “Metà” che rappresenta anche la meta,
    dato purtroppo il modo inconsueto
    che abbiamo noi di amarci e che mi vieta

    poi di godere del tuo volto lieto
    e di sfiorar le tue guance di seta
    mentre chiaror lunare entra discreto”.

    Ecco, ti ho fatto partecipe del piacere di condividere questa emozione.

    Ti saluto e ti rinnovo il mio affetto, la tua amica,Vitty.

  12.   Colomba Platino Says:

    Mi chiedi, cara Vitty, se la tua raccolta di poesie è di mio gradimento?
    E come potrebbe non esserlo: mi sembra tanto un linguaggio scomparso, anche quando a parlare è una ?lei?. Mi chiedo a volte se esistono ancora sentimenti tanto forti e ?strappacore” ne è un degno esempio!
    Pertanto, alla tua domanda non posso rispondere che con una frase che è solito dire mio padre, rifacendosi ad uno dei primi ?tormentoni? televisivi (credo che si tratti di una battuta ripetuta in continuazione fra Tognazzi e Vinello), e cioè, l?uno alla fine di una scenetta chiedeva ?Tu che ne dici?, e l?altro immancabilmente rispondeva ?Io dico che piace!?
    Ecco questa è la mia risposta.
    Ciò che mi meraviglia in effetti è che questi ?due? (si fosse rinnovata la sigla Garinei e Giovannini? o quella di Fruttero e Lucentini?) non appaiono limitati ad un solo tema, ma spaziano per ogni dove, e quanto meno te l?aspetti li ritrovi pronti a dire la loro.
    Complimenti, hai fatto bene a riunire le loro composizioni (ma tu cosa pensi: si odiano poi tanto o scherzano? Secondo me sono due amici poeti se non proprio fantastici, come li ha definiti una tua amica (con la quale però concorderei), almeno, anzi sicuramente, allegri e piacevolo ?furbacchioni?.
    Comunque, grazie e passa un buonissimo San Valentino.
    Ricordati, ora che sto diventando con mio grande piacere la tua interlocutrice fissa in queste pubblicazioni, che ti seguo sempre e tvtb, ma tt…come un poco, anzi molto,ne voglio pure a questi ?due? allegri compari ed appassionati compagni di blog. Qualche giorno mi farò sfacciata e chiederò a loro di dedicare a me in esclusiva una poesia: farò morire di invidia le mie compagne, e pure un certo mio amico che usa fare il moderno ?menefreghista!?

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