Oggi, quando mi sono recata al lavoro,non sapevo se ce l’avrei fatta!Dopo aver firmato il registro d’ingresso, preso le consegne sono andata in direzione a fare la mia richiesta.
Ho parlato con la coordinatrice,una signora molto dolce,non più giovane.Qualche volta doverosamente anche severa.Mi ha ascoltata con attenzione,ha pensato per un attimo e mi ha detto di compilare il modulo per la richiesta di uscita.

Avevo un’ora a disposizione!

Dimenticavo,mi ha sorriso!!!!

Sono quindi tornata nel salottino dove Paolo mi stava aspettando,già preoccupato per la mia assenza.

Paolo è un ospite della casa famiglia dove svolgo il mio ruolo di educatrice. Ci sono ragazzi con qualche handicap,e pochi anziani ,con problemi di memoria. Lui è fra questi.E’ lui che seguo più assiduamente,fra noi c’è una buona intesa;lui parla ed io l’ascolto.
Mi parla del suo paese,Galatone,dei suoi genitori, fratelli ,sorelle,della bellezza della sua terra,il profumo della campagna,

l’azzurro del mare.
Ogni volta che ci vediamo,vuol tenere il cappello e la giacca a portata di mano.E’ sempre impeccabile,un vero signore. Si sente di passaggio e sogna di tornare a casa sua.
Ogni volta mi parla di treni, mi spiega il percorso che dovrebbe fare per rivedere la sua città.

Per lui ,sono diventata nativa di Gallipoli.Questa notizia lo entusiasma, mi chiede quando tornerò
dai miei e che sarà un piacere un giorno, incontrarsi laggiù.

Confesso che Gallipoli non l’ho mai vista,però, mi sono informata tramite Internet,ho potuto così conoscere questa città,racchiusa dentro un bellissimo castello.Mi sono informata sui piatti tipici,le feste tradizionali della città.
Lui mi ascolta con vero piacere. Ogni tanto  invento qualche storia cittadina,facendolo divertire. Il tempo così trascorre veloce, il tempo dei saluti arriva presto.E’sempre dispiaciuto quando lo lascio.Un dispiacere che dura poco, perché ormai ,non ha più il senso del tempo.

Ogni volta mi porto via i suoi sogni.So bene che non posso farci niente,ma il desiderio di renderlo veramente sereno è sempre più forte.

“Ecco il mio fiore!!!”  Dice quando arrivo! E’ così che mi chiama. Stavolta ho sorriso misteriosa…l’ho preso sottobraccio e incamminandoci verso l’uscita,gli ho detto che avevo una sorpresa per lui.Mi ha guardato come se non avesse capito.

Cos’è una sorpresa????

L?ho fatto salire in macchina,mi sono assicurata che avesse la cintura e fosse ben sicuro e sono partita. “Paolo, andiamo a vedere l’orario dei treni,è contento?!?”
Si è subito animato..” Dobbiamo guardare quello per Roma,perché poi si cambia!” ha detto.

Si, ho pensato,anch’io guarderò quello per Roma.

Il parcheggio, questa volta,per fortuna, l’ho trovato vicino .Abbiamo attraversato un vialetto e siamo entrati nella stazione.Lui si è guardato intorno,io la schermata degli arrivi e partenze.Il treno per Roma, partiva sul binario primo, alle 16,04.Ci siamo incamminati,come se fossimo capitati in un paese incantato,cercavo di guardare le cose con i suoi  occhi. “quanta ggente” ha esclamato! Era appena arrivato un treno ;persone piene di fretta, ci passavano accanto.
Come siamo entrati sottto la pensilina, al primo binario, il treno era lì.Un bellissimo treno.Ci siamo seduti su una panchina,ho comperato due gelati da dei venditori ambulanti e silenziosamente ,abbiamo cominciato a seguire con gli occhi gli andirivieni dei treni.
Chissà come eravamo strani!..fra una folla che andava e veniva,noi seduti ,lontani da tutti, come su un’isola.Ognuno a rincorrere i propri desideri.Quel treno davanti a noi era pieno dei nostri sogni.

Mi sono rivista bambina ,quando la notte sentivo il treno che correva vicino alla mia camera,sognavo di essere là sopra,mi addormentavo con questa convinzione.
Sembra strano,a distanza di anni, sono di nuovo qua ad affidare le mie fantasie ad una locomotiva che piano piano si stava muovendo…i vagoni sono passati tutti davanti ai nostri occhi,li abbiamo seguiti  finchè sono spariti alla nostra vista…

Altri treni sono arrivati ed altri partiti. Quando è arrivata  l’ora di andare via, non c’è stato bisogno di dire niente.

Ho guardato Paolo e lui si è alzato.Ci siamo incamminati. All’uscita? si è girato ancora una volta.”Bei treni!Peccato che il nostro non sia passato”

E’ vero Paolo,il nostro non è passato,arriverà un altro giorno…

Non so se arriverà veramente un altro giorno ,ma una cosa è certa , non smetterò di sognare,di sperare.Prima o poi, passerà anche per me il treno che mi porterà dal mio sogno…

 

Riferimenti: ….tutuntutu…tutuntutu….tutuntutu…..



10 Commenti to “ROMA…..GALATONE…..”

  1.   vitty Says:

    Buonanotte tabata,grazie di esserti fermata!

  2.   vitty Says:

    Renata,è un piacere ritrovarti qua!!!
    Grazie della tua gentilezza. Anch’io ti voglio bene! Ti mando un bacio….acchiappalo! Smack!

  3.   vitty Says:

    Già caro Libero…me lo chiedo anch’io…che ci vuole prendere un treno e andare a Galatone?!…

    Ci vorrebbe che i parenti rimasti laggiù, lo volessero….

    Da parte mia, non posso prendermi questa responsabilità ….non dipende certo da me.

    Lo farei,eccome….non è così semplice allontanarsi da certe strutture…nè dalla famiglia .

    Quel tuo zio doveva essere eccezionale…anche le persone che lavorano con me sono brave.
    Facciamo quello che possiamo per trasmettere momenti sereni ,a questi adulti,tornati bambini.

    Un abbraccio.

  4.   la vitty ritornata.... Says:

    Sono tornata!!! Mi sono assentata qualche giorno e ritrovarvi qua è davvero bello!!!
    Grazie per i bellissimi commenti.

    X nerofumo

    hai ragione nerofumo,ho messo nel titolo Galatone e ho parlato do Gallipoli….

    Galatone è il paese di origine di Paolo ( naturalmente il nome non è quello vero!!)dove lui sogna di tornare. Gallipoli dista solo 15 km.
    Per quello dico che vengo da lì…è un luogo che conosce e gli ricorda il suo paese così vicino.

    Ciao, buonanotte!

  5.    tabata Says:

    Grazie per la visita e per le affettuose parole…
    Torna quando vuoi…
    Una stella per i tuoi sogni
    tabata

  6.   Renata Says:

    Bellissimo!
    Ho sognato insieme a voi… su quella panchina…
    così sei tu… è per questo che ti voglio bene!
    E’ questo il tuo vero cuore.
    Un bacio

  7.   William Says:

    Per Libero
    Ho riportato le Tue sensazioni quando anni fà in giro per la Sicilia ebbi ad avvicinarmi con la macchina fotografica nel territorio vicino Messina di Barcellona Pozzo di Gotto. Sede di un rinomanto manicomia giudiziario e di un antico bastione borbonico trasformato in carcere femminile. Quest’ultimo lo trovai abbandonato con i segni di un frettoloso trasferimento delle ospiti ancora visibile.Uno per tutti vecchi libri matricole e sanitari con povere suppellettili utili alla donne,anche in un luogo triste e di pena per sentirsi ancora donne con un dignità da rispettare.Il manicomio giudiziario non lo volli vedere dall’interno,ma purtroppo ne dovetti fare la conoscenza per ragioni professionali.
    La sensazione strana che ricevetti era di questa meravigliosa terra con un mare splendido e le isole eolie a portata di mano a contatto di tanta povertà di qualità della vita in tutti i sensi.Con una mano dell’uomo che volontariamente edificava in questo luogo così tristemente abitato da nostri fratelli meno fortunati, un agglomerato industriale pazzescamente brutto e in dispregio di qualsiasi elementare norma di rispetto ambientale. Quasi che la mano dell’uomo volesse ulteriormente aggredire la voglia per quelli esseri umani condannati a vario titolo di evadere fuori dalle loro gabbie.Credo che si sia molto lontano dal precetto di amare..come noi stessi,soprattutto i diversi e sfortunati ai quali neghiamo gratuitamente come prima ho detto anche il piacere di evadere visivamente per ghettizzare la loro esistenza. Lobotomia (?) il film da me citato finiva così quale rimedio per il ribelle Nicholson. Ma con il Grande Capo capace di avere ridicolarizzato i mega psichiatri del centro fingendosi sordo in grado di scegliere volontariamente la strada della libertà tracciata dal ribelle Nicholson, anche ridotto oramai a un vegetale.Will

  8.   liberodivolare Says:

    Che ci vuole, prendere un mezzo e andare a Galatone?
    Mio Zio, appena assunto tanti anni fa, come infermiere nel famigerato manicomio di Nocera inferiore, a volte, prendeva tre pazzi, se li metteva in macchina e se li portava in giro per la città.
    Una volta passò dalla allora fidanzata, poi sua moglie con tre in macchina.
    Disse che era salito un attimo ma doveva scendere subito perchè doveva riportare i pazzi al manicomio.
    Mia zia, molto preoccupata lo rimproverava per la sua faciloneria e perchè aveva lasciato i poveretti incustoditi.
    Io, invece mi affacciai al balcone.
    Allora possedeva una cinquecento blu con la capote e vedere dall’alto le tre teste rasate che guardavano tranquille il traffico e le persone che passavano sul marciapiede, suscitò in me allo stesso tempo ilarità e comprensione per quella gita “fuori porta”.
    Poi ho avuto modo di conoscere da vicino persone anche con gravi disturbi psichici che però avevano incanalato questa loro diversità in una specie di mondo misto di realtà e fantasia, dove i ricordi si fondono con le esperienze facendo risultare queste ultime avulse da eventuali negatività.
    Forse proprio questa loro incapacità di sopportare le angherie della vita spesso è alla base dei loro disturbi comportamentali.
    E, anche se in passato, ma, spesso, anche oggi, sono sottoposti a discriminazione, oppure subiscono maltrattamenti, la loro predisposizione a non comprendere il male li fa vivere come se stessero nell’isola che non c’è.
    Poi vi sono i veri e propri malati mentali in cui vi sono cause fisiche alla base della loro malattia, e questi, generalmente, sono persone che oltre al dialogo hanno bisogno anche di veri interventi farmacologici e chirurgici.
    Quello che mi ha fatto davvero stringere il cuore è aver visto alcuni ragazzi del tutto persi per cuasa di sofferenze prenatali che li ha resi completamente decerebrati pur non intaccando la parte fisica.
    La sofferenza di chi, con abnegazione, se ne prende cura e pur sapendo che non si può fare nulla continuano a sacrificarsi per non farli regredire alla completa animalità è davvero palpabile.
    E, inoltre, spesso vi è l’altra sofferenza che consiste nel non sapere cosa succederà quando non potranno più prendersi cura di questi figli sfortunati.
    In questi casi, lo confesso, ho dubitato di Dio e della sua misericordia, mi sono chiesto perchè accadono queste cose e si inneschino situazioni che condizionano alla sofferenza l’intera vita di persone sotto molti aspetti eccezionali.
    E poi vi è l’interrogativo su cosa sono questi sfortunati in cui manca la scintilla dell’intelligenza e sono preda della sola istintualità animale.
    Mi chiedo se sia umano dar loro la possibilità di vivere una vita così inutile o se fosse stato meglio esporli come facevano gli spartani sulla rupe tarpeia.
    Poi, forse, mi convinco che anche loro sono prove o meglio provocazioni di Dio i cui imperscrutabili disegni sono da noi solo intuibili con una grande margine d’errore interpretativo.
    Però è solo una mia convinzione per acquietare un mio senso di ribellione per una mancata sensazione di giustizia.

  9.   William Says:

    Da bambino il mio nonno Paolo mi portava per mano alla stazione degli autobus della SITA, società nella quale aveva lavorato per quarant’anni e che, insieme alla liquidazione, gli regalò un orologio magico (per me) tutto d’oro, con doppia cassa, in una delle quali era inciso il nome della società.
    Mi diceva sempre quello che dovevo fare nei luoghi pubblici come le stazioni.Come dovevo essere accorto mentre viaggiavo,come dare i soldi e indicare bene l’itinerario al bigliettaio (anch’egli con una magica macchinetta bigliettatrice poggiata sotto l’ombellico,)stare lontano dalle portiere, non parlare a lungo con i passeggieri, dove mettere i soldi correnti e i soldi di scorta.
    La sua mano grande, bella, mi dava sicurezza,calore alla mia ben più piccola durante queste passeggiate. Il suo sguardo leale, autorevole donava prestigio alla nostra passeggiata ossequiata da autisti e personale .. di bordo.
    Con il bus (azzurro interno nero )mi portava a spasso all’aeroporto dove,da lontano,mi faceva vedere partire i primi aerei.
    Ma il sapore del Treno della stazione ferroviaria e della prenotazione della cuccetta per … Roma era un’altra cosa !!
    I treni non erano belli come quelli di oggi,ma il confort sembrava essere già alle stelle.
    La cordialià e il senso della solidarietà mi hanno sempre stupito. Ho sempre accoppiato l’idea del Treno anche alle deportazioni e a questo il fatto che il treno fosse come un mezzo senza freni,senza possibilità di deviare la stazione di arrivo dei lager. Ma torniamo a Te Vitty ed al tuo Treno che hai aspettato con Paolo.
    Il Tuo gesto mi ricorda da vicino il famoso film Qualcuno volò sul nido del cuculo. Quando Nicholson si trascinò tutti i compagni pazienti del manicomio in barca a respirare l’aria dell’oceano per una battuta di pesca.
    Hia fatto un gran bene e Paolo e hai lavorato bene nell’istituzione dove lavori.
    Per te non aspettare oltre. Non guardare il treno che passa insieme allo scorrere della Tua vita. Potendolo fare,non appena lo puoi fare, salta sul treno. Non importa se la direzione sarà nord o sud. E’ importante per Te che Tu lo faccia come è importante che Tu realizzi i tuoi sogni, a Roma come a Gallipoli. William

  10.   nerofumosalentino Says:

    Prima parli di Galatone, poi di Gallipoli.
    Galatone è sempre nel salento, ma si trova nell’entroterra.
    Comunquesia il salento merita di essere visitato.

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