Ho letto in un commento ,un accenno a quello che si vede o si è visto dalle finestre della propria casa. Questa cosa mi ha fatto pensare…subito la macchina del tempo e dei ricordi si è messa in moto.

 Mi sono ritrovata nella casa della mia infanzia,la casa che per me ha voluto dire famiglia,dove tutto il nucleo familiare era unito. Quella casa, quella strada,ancora oggi, a distanza di tanti anni,mi dà il senso di appartenenza quando ci passo! Da quelle finestre, da quel terrazzo su, ad un terzo altissimo piano,da un lato vedevo un cortile e dei giardini privati,da un altro, sul davanti,il traffico cittadino, i palazzi, e i negozi che frequentavo con mia madre. Mi mettevo seduta o sdraiata ,e col viso incollato sulle sbarre del terrazzo,guardavo in giù e fantasticavo sulle persone che vedevo andare da una parte all’altra ,sempre in maniera frettolosa.L’arrivo del filobus mi affascinava. Ogni volta che si fermava e apriva le porte,da una parte vedevo salire ,dall’altra scendere.Con mia sorella cercavo di indovinare i nomi di quelle persone.Quelle “simpatiche” con nomi belli,quelle “antipatiche” con nomi impossibili,il calendario,devo ammettere, ci dava un grande aiuto.

 Era bello stare così in alto…tanto vicino al cielo.

 La casa della mia adolescenza non l’ho assolutamente amata.Dalle”stelle alle stalle” potrei dire.Infatti il cambiamento fu radicale,dai piani alti,ad un terreno,dal centro, alla periferia. Non mi apparteneva,non mi dava sicurezza,tutt’oggi evito di passarci,e quando per forza maggiore mi capita di ritrovarmi lì,il senso di smarrimento mi riassale e la voglia di scappare è fortissima.  Erano palazzine costruite vicino alla ferrovia poco distante la stazione.L’unica cosa che ricordo con piacere è il treno. Del treno mi piaceva tutto,il rumore,così rassicurante.L’odore,lo sfrecciare veloce verso città che sognavo di raggiungere prima o poi,le persone, qualche volta affacciate,che spesso salutavo con un cenno della mano,il fischio…lungo,lacerante che chiedeva di lasciare liberi i binari, teatro dei nostri giochi.

 Quante volte ,mentre mi addormentavo, cullata dal suo rumore, immaginavo di viaggiare in un bel vagone letto,tutto azzurro. Erano le mie prime fughe dalla realtà.Una realtà molto dolorosa per una ragazzina piena di paure e tanta voglia di affetto,sicurezza.

 Le finestre che mi hanno vista giovane sposa le ricordo “ridenti”!

Il palazzo era elegante, con ampi terrazzi che si affacciavano su una strada relativamente tranquilla. Dall’alto dei miei quattro piani ( con tanto di ascensore con monetina) vedevo le scuole medie che anch’io avevo frequentato . I ragazzi e le ragazze che la frequentavano, attiravano la mia attenzione. Anch’io, mi chiedevo,ero stata così?! Pur se erano trascorsi pochi anni,sei o sette al massimo,le differenze erano notevoli! Non ricordavo tante macchine per accompagnare o riprendere i ragazzi da scuola. In quei primi anni settanta,i cambiamenti sociali si evolvevano molto velocemente da un giorno all’altro,figuriamoci nell’arco di sette anni! Posso dire che dall’alto del mio terrazzo sono stata testimone di un cambio radicale dei costumi di quel periodo. Un’altra cosa particolare che ricordo con piacere, era una finestra dirimpetto alla mia,di lato, con un vaso di girasole ( uno solo) sul davanzale. Per quanto, abbia abitato in quella casa ,quasi tre anni,non ho mai saputo chi si occupasse di quella pianta. Era impossibile non vederla.Quel giallo luminoso attirava il mio sguardo e inevitabilmente i dolci versi struggenti di Montale mi tornavano alla mente: “Portami il girasole ch’io lo trapianti nel mio terreno bruciato dal salino, e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti del cielo l’ansietà del suo volto giallino….” Eh, sì,quel”girasole impazzito di luce” in un vaso sulla finestra di uno sconosciuto ,mi è rimasto negli occhi e nel cuore.

Le ultime viste dalle finestre, riguardano questa casa, spero l’ultima! Qui siamo lontani dal clamore cittadino,tutto si svolge a misura d’uomo. Dall’alto dei quattro piani del mio attico, domino tutti i quattro punti cardinali. Lo sguardo può spaziare molto a lungo,fino alle montagne Apuane,fino oltre la cima degli alberi del nostro bosco,e laggiù  immaginare ,unito col cielo,l’orizzonte del mare! Vedo tetti e rami di alberi pieni di nidi. Il susseguirsi delle stagioni cambia ogni volta scenario,e mi regala il miracolo del ciclo della vita. Dalla finestra di mia figlia Chiara un nido di rondini mi avverte del loro arrivo,della nascita dei piccoli,dei voli gioiosi la sera.

 Questa è la casa della serenità.Questa è la casa dove mi piacerebbe invecchiare.

 Mi rendo conto dell’importanza delle varie finestre, stanze. Ognuna di esse ha segnato un momento importante della mia vita. Mi ha regalato una parte di mondo al quale ho sentito di appartenere. Nessuna di loro sarò dimenticata,nessuna immagine cancellata dalla mente. Sempre su ognuna,lo stesso cielo a ricordarmi il mio passato, il mio presente e perchè no…a sognare ,ancora,il mio futuro.

Pensosamente vostra,vitty.



70 Commenti to “Finestre….”

  1.   handguards Says:

    Just wanna tell that this is handy , Thanks for taking your time to write this.

  2.   vitty Says:

    Certo che l’ho provata Colomba!

    Vieni qua carissima,fatti abbracciare! Non sai che piacere mi fa tornare da fuori e trovarti qua ad aspettarmi.Ti confesso che sei una gradita sorpresa,sei diventata una giovane donna,ironica e sicura di sè…mi sa che darai del filo da torcere ai tuoi corteggiatori!

    Ma torniamo alla nostra ricetta,mi chiedi se l’ho provata,certo, certo…e in tempi non
    sospetti…sai perchè?!Perchè nella mia città,tutta Toscana lo sai,questo è un piatto tipico….ho sorpreso anche te Sergio,lo vedo dalla tua espressione….ma ti ggiuro che è così!!!

    E’ talmente così che abbiamo persino una filastrocca :

    La pastina sui piselli

    I ragazzi delle scole alimentari
    se ne vanno pari pari,
    dalla loro brava mamma,
    che l’aspetta alla finestra,
    per buttare la minestra:
    ” La pastina su’ i piselli”,
    piace tanto a quei monelli
    ma a tavola non si va
    finchè non torna il papà

    ( dai ricordi della nonna di Rosita Barsanti)

    A dire il vero l’ho un poco ingentilita,perchè talvolta certe nostre espressioni sono un poco “rudi” ma il senso è sempre questo.

    Sergio, ti ho fatto sorridere? E dàiiiiiiiiiiiiii….Devi convenire che Cassandro in veste di “cannibalino” è mooolto interessante! Chi l’avrebbe detto che un poeta,sognatore come luoi,gradisse tanto la materia…..!!!perfino Colomba avrebbe mangiato,con gli ossicini e tutto! Su…fammi vedere anche i tuoi di dentini….lo vedi…sono affilati al punto giusto….Ahi!!!…non mozzicare però…stavo scherzando… Però lo vedi…mica siete tanto diversi.

    Anch’io mi fido di te Sergio,è piacevolissimo stare in tua compagnia e leggere i tuoi scritti.

    Non immagini quanto mi sia piaciuta questa focosa e ingegnosa donna del sud. Ehhhhh….le donne,ne sanno una più del diavolo (guardiano o non guardiano…)se vogliono,anche una minetra semplice come la pasta sui piselli,la trasformano in un piatto succulento…peggio poi per chi storce il naso, senza sapere cosa si perde….

    Chissà se c’è un certo gemellaggio fra la mia città e Catania…tutte e due sul mare,tutte d due con un porto dove gli scambi culturali ,di abitudini ,di gusti ,e perchè no …di razze, sono una cosa naturale. Anche per Colomba è stato lo stesso….che sia il mare a rendercib così “saporite?” Quindi ,leggere quelle parole

    ” A pasta ca pusedda nun ti piaci?
    ? e vòtiti di ?dda banna, e datti paci!

    Cu ci l? appìzza, uhè, nun sugnu iù?
    ca cu ?a gradisci c?è!? Chi dici tu??

    Ci poi mèttiri ?a manu supra ?u focu
    ca zoccu dicu? no? dicu ppi ghiocu!?

    è stata una gran soddisfazione!!!! Talora certuni non sanno cosa si perdono…..

    Cosa ne dici Sergio, la prendiamo in parola Colomba per il 2030?! hai sentito quante ricette conosce? Diventerà una cuoca bravissima e nessuno oserà rifiutare i suoi piatti!

    Buonanotte Colombina,buonanotte Sergio,mi avete regalato una serata piacevole! Grazie Vvtb.
    Un bacio, ciao!

  3.   Colomba Platino Says:

    Ho già provato la minestra di ?Pasta e piselli?.
    Debbo dire che è di fattura molto semplice e di risultati molto gustosi, oltre che di leggera digestione, indipendentemente dalla traduzione gentilmente offerta.
    Secondo mia madre è un piatto un po? scemo, mentre a mio padre non è parsa qualcosa di trascendentale.
    Io mi sono astenuta dal fare leggere la poesia di Sergio, in quanto circa il parallelismo con la donna del sud nulla posso dire, non avendo esperienza in materia, ma di certo ti posso assicurare, caro Sergio, che a me è piaciuta (mi avessi influenzato tu?) e che fra venti/trent?anni di sicuro ti ripenserò (e speriamo che tale piatto abbia pure per me l?effetto desiderato? a risentirci verso il 2030).
    Buona giornata a tutti con, in alternativa al piatto sestolliano, ?pasta e fasoi? o ?poenta e osei? (o per i più delicati il classico ?broeto?, per secondo ?figà alla veneta? o in ?garbo dolce? e, per finire, ?golosessi? o ?busolà forte? (e non c?è bisogno di traduzione). Vvb.

    P. S. Ma tu, Vitty, l?hai provata?

  4.   SERGIO SESTOLLA Says:

    Che ci vuoi fare, Vitty? a questo mondo c?è chi è sensibile e chi è? cannibale!

    Io diffiderei da chi, dopo avere premesso di avere ?non fame volgare …di pollo… anguilla… ma fame di me?, mi dicesse: ?Torna? torna e vedrai che resterà / di te? manco metà della metà!?? (ci vedo già le goccioline agli angoli della bocca, alla Ezechiele lupo per intenderci)

    E quella tornava??Masochista!

    Eppure eppure? il manifestato cannibalismo di cui si soffre non impedisce di essere accolti a corte, e addirittura ad essere quasi osannati? (?Oh, bravo Cassandro!?? ?finalmente una persona interessante come te!? meno male che hai denti aguzzi? fammi sentire? ah, meno male, altrimenti ?No denti affilati, no party!?). Eh, sì? pure questa ci mancava.

    ? E pure ?quella? dovevo vedermi passare sotto il naso, o meglio sotto gli occhi: ora le poesie di Cassandro, lui assente o latitante (questo latitante non so perché, ma mi piace!), svagato o ruminante e ?ad altro? pensante, ugualmente arrivano (per virtù di qualche Spiritello benevolo) sul tuo blog, Vitty.

    Qui c?è proprio da dirlo ?ah, me tapino, nessuno mi capisce!? nessuno lo capisce che vuole dire invidia: altro ?che mostro dagli occhi verdi?? no no, quello è la gelosia, anche se qui un po? si riadatterebbe!?

    Scusa lo sfogo, Vitty? lo so ora mi dirai di essere buono, che quello di Cassandro è un ?cannibalismo sentimentale? e come tale accettabile, anzi augurabile (brrr?), che anche per me hai stima, che io sono un essere superiore che passo dalle filastrocche per bambini a temi più seriosi o godercci, che pure qualche mia composizione hai pubblicato ?motu proprio?, che debbo in fin dei conti passarci sopra (a lui?) perché sono ?sensibile? (ma lo hai notato che comincia sempre lui?? sùbito sùbito mi ha paragonato? non l?ha mandato giù il ?sensibile? donatomi!? alla medusa marina!)

    Comunque io mi fido solo di te, di lui prendo a stento qualche idea, come adesso quando ha invitato a presentare qualche altra ricetta d?amore.

    Ecco, allora che ti presento come protagonista una ?lei?, focosa e decisa come le signore del sud? in adeguata risposta ad un indelicato interlocutore, il quale, sia pure in forma generale, sostiene presuntuosamente (ci stanno questi spiritosoni!) che raggiunta ?una certa età? (40 ? 50 anni?) la donna diventa ?sciapa? (in siciliano ?liscia?), e non riesce a dire più nulla come donna, siccome una pietanza insapore!? la quale, ben conscia di sè e dell?incapacità di lui di capirla ed apprezzarla, ed anche un po? per sollecitare l?appetito di questo ?lui? (che sarà alla fine giustamente escluso da ulteriori assaggi), si paragona al noto e semplice piatto chiamato in causa (di cui fornisce la ricetta), spesso erroneamente ritenuto poco gustoso, facente parte della cucina catanese povera: la ?pasta con i piselli? (che specialmente ?in questa stagione sono assai gustosi?? e non solo loro!)

    PASTA E PUSEDDA

    (Lui)

    — “Comu ti l’ haja a diri!?…Chiù nun ci hai
    vint’anni. O trenta. O… – beh! cca mi fermu! -
    Finuta ‘a bell’età… venunu i vaj:
    a picca a picca ‘i puma fann’ ‘u vermu.

    S’arràppanu co’ tempu i mannarini,
    diventunu i cirasi comu ?u maccu,
    casca lu pilu ‘e jatti, e fini fini
    si fanu ‘i sola e si smancia ‘u taccu.

    E’ una… una sula la staggiuni
    ca ti fa maliusa!… Appena ‘a rota
    furrìa… nun ci sta chiù riliggiuni,

    t’ arrènniri ppi forza! Pigghia nota:
    è inutili cca balli e fai canzuni,
    ?èssiri? non si pò… cchiù di ‘na vota!

    …e sidd’ a cinquant’anni arresti bedda
    liscia sarai: ‘na pasta e pusedda!”

    ___________° ° °_________

    (Lei)

    — “…’Na pasta e chiiii?… Tu pròviti a mangiari
    chidda ca jù priparu: ?a? catanisa?!
    ‘Nta pignateddu mettu a cucinari
    …(‘nsemi a ‘na bedda gran cipudda tisa,

    tagghiuliàta, anticchia ‘i spezzi, ‘u sali,
    l’ogghiu a la fini)… ‘n chilu di pusedda.
    Ppi pasta calu sulu ?i iritàli…
    co? Parmiggianu supra!… Cu è bedda

    …e cca c’è ‘n ‘semplari!… puri ddopu
    ca, comu dici tu, ‘passa ‘a staggiuni’,
    siddu ci sapi fari ogni sò scopu

    ?u ggiungi!… e cu’ gran suddisfaziuni.
    Si ppo’ si conza ‘nticchia… ‘U sai, c’ all’ opu,
    c’ incascia di ‘sta pasta ‘u parauni?!

    ?Liscia????? Ma zzùccuru è!… S’angaffi,
    una ‘ccussì ti fa alliccari i baffi!

    E siddu a tia chiù nun dici ?nenti?
    ? chiù ?nenti? ti n? attocca sutta i denti!

    ?A pasta ca pusedda nun ti piaci?
    ? e vòtiti di ?dda banna, e datti paci!

    Cu ci l? appìzza, uhè, nun sugnu iù?
    ca cu ?a gradisci c?è!? Chi dici tu??

    Ci poi mèttiri ?a manu supra ?u focu
    ca zoccu dicu? no? dicu ppi ghiocu!?

    (Sergio Sestolla)

    Per evitare che questo piatto possa risultare troppo indigesto, letterariamente parlando, mi affretto ad inviare sia a te che a Colomba, come digestivo la relativa traduzione in lingua.

    PASTA CON I PISELLI

    (Lui)

    — “Ma come te lo debbo dire!?… più non hai
    vent’anni. Oppure trenta. Oppure… — beh! qui mi fermo! –
    Finita la bella età… vengono i guai:
    a poco a poco dentro le mele nasce il verme?

    si fanno rugosi col tempo i mandarini?
    diventano le ciliegie come il ?macco? (passato di fave secche),
    ?cade il pelo ai gatti? e sottili sottili
    diventano le suole delle scarpe, e si scortica il loro tacco.

    E’ una… una sola la stagione
    che ti rende ammaliatrice!… Appena la ruota
    gira… non ci sta più religione,

    ti devi arrendere obbligatoriamente! Prendi nota:
    è inutile che balli e canti,
    ?essere? non si può più di una volta!

    …e se a cinquant’anni dovessi restare bella
    ?scipita? comunque tu sarai: come una pasta e piselli!”

    _____________° ° °_________________

    (Lei)

    — “…Una pasta e che coooosa?… Tu prova a mangiare
    quella che preparo io: ‘alla catanese’!
    In un piccolo tegame metto a cuocere
    ?(insieme a una bella e grossa cipolla soda,

    tagliuzzata, a un po? di pepe, al sale,
    all’olio alla fine)? un chilo di piselli.
    Per pasta metto giù solo i ditalini
    …e servita col Parmigiano sopra!… Chi è bella

    …e qui ce n’è un esemplare!… pure dopo
    che, come dici tu, ‘passa la stagione’,
    se lei ci sa fare ogni suo scopo

    ben lo raggiunge!… e con grande soddisfazione.
    Se poi si trucca un pochino… Lo sai che proprio
    ci azzecca il paragone di questa pasta?!

    ?Sciapa????? Ma invece zucchero è!… Se la conquisti,
    una donna così ti fa leccare i baffi!

    E se a te questa pietanza ?non dice più niente?
    ? ?più niente? te ne toccherà sotto i denti!

    La pasta con i piselli non ti piace?
    ? e girati dall?altro lato allora, e datti pace!

    Chi ne trarrà svantaggio, uhè, non sono io?
    in quanto c?è chi gradisce tale pietanza!? Che ne dici tu??

    Ci puoi mettere la mano sopra il fuoco
    che quello che dico? non lo dico per scherzare!?

    Perché non provi a cucinarla questa pietanza, Vitty?? La ricetta è precisa, sempre che siano di tuo gradimento le minestre in bianco con un poco di sughetto?

    E pure tu, Colomba, prova a predisporla, così farai un piatto alternativo ai tuoi ben noti ?risi e bisi? (se qualche altra blogger la dovesse provare è pregata di fare conoscere i risultati e di presentare eventuali varianti).

    Come si nota, non mi sono limitato ad indicare un generico menù, alla Cassandro (che vuoi che ne sappia lui dell?arte di cucinare!), una generica lista di vivande, ma sono andato molto più a fondo, agendo inoltre, con la riconosciutami ?sensibilità? da parte tua, Vitty, in difesa del soggetto femminile (si vede che parteggio per ?lei?, e che nel ?lui? ho cercato di ispirarmi? a chi sappiamo tutti?).

    Buon proseguimento di serata a tutti.

  5.   Vitty Says:

    Oh!! bravo Cassandro! Questi si sono argomenti da mettere in tavola!!!Finalmente un uomo passionale con un sano appetito. Non è mica cosa da tutti i giorni sapere cosa pensa una persona interessante come te delle donne!

    Vedo che hai scritto ale 23,io ti risponderò all’incirca alla stessa ora o anche più tardi…bene, siamo in “fascia protetta” possiamo parlare tranquillamente.

    Mi sa che te la sei presa proprio con Sergio per il “posto d’onore” che ti ha riservato!!!
    ma lui stava solo avvallando lo scherzo di Colomba! la quale lo sai,ha una grande ammirazione per tutti e due…perciò….sputa subito gli ossicini e non pensare più di “manducarla”….potrebbe restarti assai indigesta….(vedi Colombina come corro in tuo aiuto?!). La tua sensibilità al fascino femminile è fuori discussione,mi chiedo se esisterà una fìmmina che non ti piace….sarà per questo che non ti sazi mai….

    Non credo che nessuna di noi potrà storcere le bocca nel sapersi desiderata e apprezzata.
    Le manifestazioni amorose, quando sono contraccambiate ,sono la parte più bella della vita …se non erro è proprio l’amore che fa girare e andare avanti questo nostro mondo. Le emozioni che sentiamo e trasmettiamo attraverso i baci sono un linguaggio dei sensi tutto particolare,sono un dolce preludio,un donare e ricevere l’anima dell’amato…come questi protagonisti della tua bella e sensuale poesia, due innamorati !affamati” d’amore….cosa c’è di più bello? Oh, quanto è vero…

    “….col pane puoi calmare

    la fame che è di tutti…Noooo,per me
    si tratta più che di fame volgare,
    …di pollo…anguilla…di fame di te.”

    Quando si è innamorati passa anche l’appetito,resta quello dell’amore…ti sazi di parole,baci…carezze….

    “Perciò ti aspetto…torna presto,amore,
    così mi passerà questo languore!”

    A me invece è venuto….perciò sarà meglio lasciar cadere l’argomento. Grazie per averci fatto sognare con questo dolce incontro alla stazione….sono entrata in quella romantica atmosfera ,quindi, per salutarti e non rompere l’incanto userò le parole di quella “Lei”

    “Lei)

    – “Sorriso, corsa e ‘Ciao’… per ‘Antipasto’
    Per ‘Primo’… un bacio lungo, niente casto

    di quelli che sai tu? quelli di un?ora,
    che solo a te vuol dar questa signora,

    quelli da ?prima volta?, e che poi
    sogni e risogni e scordar non vuoi,

    anzi non puoi…”

    Buonanotte,Ciao!

  6.   CASSANDRO Says:

    CASSANDRO

    ? E che vuoi che pensi, Vitty, che vuoi che pensi mai delle proposte di Sergio, il ?sensibile? (anche la medusa è sensibile e se la sfiori ti spara addosso un pizzicore da non dire con le sue cellule urticanti!), secondo il quale io starei non proprio alla ?finestra? (tanto per tornare in tono col post), il che già sarebbe tanto, ma al ?posto d?onore? in tavola, in presenza passiva di un magnifico vassoio, davanti a Colomba, lui e te (che solo ora ti troviamo per mia fortuna vegetariana, grazie), intenti a gozzovigliare come solo i veneti sanno fare (costoro addirittura arrivano a farsi scorpacciate di spaghetti senza pietà anche con i poveri giovani granchi senza guscio: ?granseola?, se non sbaglio)??

    Ripeto, che vuoi che pensi??Niente, salvo che si impone la necessità di precisare che a me ?l?acquolina in bocca? non verrebbe, mai e poi mai, pensando di mangiare un Sergio qualsiasi? Invece, una bella donna? sì!? se vuoi proprio sapere come la penso… il ?mi piaci tanto che ti mangerei tutta? è per me in certe occasioni frase usata ed abusata (e penso non solo per me? non scopro l?acqua calda nel ritenere che chissà quante volte altri blogger l?avranno detta o l?avranno sentita dire nei loro confronti).

    Ovviamente è questione di gusti! C?è chi gode in un modo e chi in un altro? C?è chi è ?sensibile? ad una cosa e chi ad un?altra? Io, non so se si è capìto, lo sono alle donne, ad esempio!? come è normale che sia (pur tenendo presente che anche qui esiste la relatività, come risulta da quella la barzelletta, nella quale c?è un Tizio che in treno per attaccare discorso con un compagno di viaggio esordisce con ?Scusi lei è normale o va ancora con le donne??)

    E restando in argomento mangereccio, vedi, Colomba? tanto per ricambiare la cortesia (?alla griglia?, come San Lorenzo, brava, brava!)? se mi scordo che hai vent?anni, potrei aggiungere che anche alla tua età si è mangiabili, non importa in qualunque modo (meglio non scendere nei particolari)? Neanche gli ossicini si butterebbero via? anche se, ovvio, meno sadicamente di quel generale che, in una indimenticabile vignetta di Quino, in divisa piena di medaglie e col berretto con la greca poggiato sul tavolo, si spolpava avidamente la colomba della pace con ancora il ramoscello di ulivo nel becco.

    Non è per maschilismo, ma per potente metafora che le donne (e speriamo di non inimicarmele) secondo me? come ho sopra accennato a proposito della ?goduria? di Sergio in senso inverso? sono tutte da manducare delicatamente, da assaporare lentamente, da gustare dettagliatamente (e qui mi fermo!? non scordiamo però che comincia dalla bocca la prima esperienza di vita, il mezzo di ogni conoscenza infatti fin dalla prima infanzia, come insegnerebbe Freud, sta nella bocca, alla quale il bimbo porta tutto ciò di cui non ha nozione appunto per conoscerle), anche senza raggiungere gli estremi di un non recente film di Tinto Brass, intitolato ?La carne?, con Castellitto e la Caprioglio.

    Mi auguro che nessuna blogger abbia storto la bocca a questa mia affermazione, ma ne sia invece leggermente contenta (potrebbe eventualmente costei inviare qualche altra ricetta su come cucinare le sue anguille o altro altra pietanza che faccia riferimento alla cucina d?amore, così il tuo blog, Vitty, potrebbe cominciare ad assumere l?ulteriore caratteristica di un trattato di culinaria alternativa e metaforica), ricreandola in cuor proprio quasi come gioco preliminare per tendere ad ?altro? con quel gradevole eventuale compagno che al sol pensiero di lei, quando essa è assente, avverte un gran ?profondo vuoto? in mezzo al petto, in quanto di lei, in un senso o in un altro, ha tanta tanta, anzi tantissima?.

    F__A__M__E

    (Lui)

    — “Tu l’hai sentito mai in mezzo al petto
    …qui… proprio qui!… esattamente al centro…
    quel vuoto assai profondo, ed assai netto,
    come se non avessi nulla dentro?…

    e all’improvviso pure il cuore arso
    che pare che l’ossigeno è scomparso?…

    da non potere trarre un bel respiro?
    chè se lo fai inghiotti la saliva,
    che scende, in quel vuoto… a giro a giro?
    ? e questo cresce appena essa vi arriva?

    … sicchè quel vuoto slarga?… come un cero
    che si scioglie ti senti?… un buco nero!…

    Che credi?… Io ci provo a mangiare
    … primo, secondo, frutta… ma non c’è
    niente da far… col pane puoi calmare

    la fame che è di tutti… Noooo, per me
    si tratta più che di fame volgare,
    …di pollo… anguilla… di fame di te.

    Perciò ti aspetto… torna presto, amore,
    così mi passerà questo languore!

    E se non torni andrò in un ristorante
    dove di bionde ce ne stanno tante,

    tonde, e tutte quante poco sante,
    che danno da mangiar seduta stante

    ? ed in quattro e quattr’otto mi rimetto.
    La palla ora a te… io te l’ho detto!”

    °°°°°°

    (Lei)

    — “Mai più, se tu vai lì, ritornerò.
    Oppure torno… e ti strangolerò!

    La ‘fame’ che tu dici… anch’io ce l’ho.
    Meglio che attendi quindi!… Oppure no??

    Dài, ti conviene, dài… di dire ?sì?.
    Che aspetti?… Che rispondi, allora?… Di’!

    E che sia giusta la tua risposta, tutta,
    se no tu resterai a bocca asciutta,

    a gola secca e coi denti allegati?
    Già due minuti, uhè, sono passati!?

    °°°°°°

    (Lui)

    — “Va bene, aspetto… Ma che mi darai
    appena tu dal treno scenderai

    e sopra la panchina troverai
    me tanto affamato?… Allora?… Dài!

    La scena rifacciamo: arriva il treno,
    la mente mia galoppa? ha rotto il freno

    fin da questa mattina? che farà?
    ?mi chiedo? da mangiar che mi offrirà?

    Che metterà in tavola?… Inizia!
    … E non scordarti di qualche ?primizia?,

    qualcosa che non ho io mai gustato,
    toccato, accarezzato, assaporato??

    °°°°°°

    (Lei)

    — “Sorriso, corsa e ‘Ciao’… per ‘Antipasto’
    Per ‘Primo’… un bacio lungo, niente casto

    di quelli che sai tu? quelli di un?ora,
    che solo a te vuol dar questa signora,

    quelli da ?prima volta?, e che poi
    sogni e risogni e scordar non vuoi,

    anzi non puoi? E per ?Secondo?? oddio!
    ?tutta me stessa … sì, diciamo?IO!

    E sono certa che qui ti confondi…
    su cosa in principio tu ti fiondi?

    I miei contorni, tu lo sai, sono
    al gusto tuo esattamente in tono;

    non parlo per metafora… di buono
    ne ho a bizzeffe… e non lo raziono:

    la bocca carnosetta color rosa,
    che quando ci stai tu mai si riposa,

    lo sguardo che si illumina sol se
    al tuo profilo pensa, ed in più c?è

    nel reggiseno bianco a balconcino
    ?qualcosa? che agogna un tuo bacino

    ? e non dirmi sfrontata?è così?
    non posso farci niente? sìììììì? sì!

    E poi ?dell?altro?? e ?dell?altro? ancora?
    che ti farò scoprire ora per ora,

    minuto per minuto, senza sosta,
    con brivido che scende costa a costa.

    La fame placherai così?… il vuoto
    riempirai?… l’ossigeno e l’azoto

    ritroverai alfine?…”

    °°°°°°

    (Lui)

    — _____________”Suppergiù…
    diciamo ‘certo!?… O K sul menù

    ?fin qui però? perchè manca la ?Frutta?.
    Dimmelo, aspetto, mia gran farabutta,

    mia cuoca sopraffina e diligente
    al mio palato sempre più piacente,

    mia cara e diligente pasticcera
    più dolce di cassata e di pastiera,

    mia ristoratrice in su e in giù?”

    °°°°°°

    (Lei)

    — ” ?L’anticipo di un giorno?… O vuoi di più?…

    chè sempre io con te sono rimasta
    in dubbio su quand’è che dici ‘basta’…”

    su quando tu ti sazi e dici? ?ohhh!..
    vorrei riposarmi, amore, un po?!??

    (e chi ci spera di sentirlo dire?
    mi prenderebbe un colpo!? da morire!)?

    °°°°°°

    (Lui)

    — ?Se vuoi che dica io la verità
    l?anticipo di un dì, eh, sì mi va?

    ma se di due… avrei anche il bignè
    ? e non ti dico se fossero tre,

    o quattro, o cinque, o sei? fai tu,
    perchè? fosse per me? ci darei giù

    …con SUBITO… e allora è come se
    chiudessi a Sambuchino col caffè.

    Pasto completo, ah!… Dio, ti ringrazio…
    Lo sai che sol così? io sarei sazio!

    Eh, sì, pensando alle tue misure,
    ai tuoi pranzetti e loro sfumature…

    la fame è aumentata… e il vuoto pure.
    Ti aspetto? Basta con le congetture!

    Ritorna presto? non sogniamo più
    aerei ?gnam -gnam?, ?slurp? e ?glù-glù??

    Torna? torna e vedrai che resterà
    di te? manco metà della metà!?

    (Cassandro)

    Ci sono andato un po? troppo forte? Pardon, allora, mie signore, ma sapete com?è? l?appetito vien mangiando, e pure sognando di mangiare? e tante scuse pure se per caso ho destato
    qualche recondito desiderio a chi, purtroppo, anche indipendentemente dalla propria volontà, sta a dieta!

    P. S. n. 1 Ovviamente tutto resta sul registro dello scherzo volto a destare qualche sorriso nei lettori, specialmente in qualche blogger che penso che ci legga, tanto per rilassarsi un poco, ma che non interviene in quanto qualche problema al momento la angustia.

    P. S. n. 2 Grazie Vitty di avere riportato in un tuo precedente commento la composizione che avevo inviato tanto tempo fa a Fragmenta, che saluto sempre con piacere e grande stima? Confermo che di ciò che ho pubblicato in internet tu puoi sempre disporre come meglio ti aggrada ovunque si trovino o si trovavano i miei scritti? puoi anche decidere di pubblicarli in edizione numerata e a prezzi elevatissimi? (se sei d?accordo facciamo al 50 %, dopo che sei rientrata nelle spese): se riesci in ciò finalmente potrò dire di avere trovato anch?io un agente (segreto) coi fiocchi e controfiocchi? datti perciò da fare, evitando per quanto possibile di portare questa iniziativa a conoscenza di chi sai tu, chè altrimenti ?quello? ti farebbe la stessa mia proposta al 60 % per le composizioni a suo nome, e ciò non per magnanimità (concetto per lui sconosciuto), ma per il gusto di togliermi l?affare? Tu non lo sai ma è un birbone Sergio, oltre che ?sensibile? (anche la medusa è sensibile e se la?.. no questa l?ho già detta!)

    Buona serata e? buon appetito a tutti e a tutte.

  7.   Vitty Says:

    Ed eccomi da te Sergio,”il sensibile” potrei aggiungere,visto che per tua ammissione soffri il solletico…bene bene,appena mi capiterai a tiro,vedrò se è vero…(minaccia o premessa?!)…..non ti allarmare,scherzo,ti pare mi permetto di “solleticarti!”….Ci mancherebbe! come vedi sono piuttosto nello spirito “celioso”,che ci vuoi fare, ci sono i giorni no,quelli ni,e quelli si…oggi sono in pieno sì.

    Così preferiresti essere cucinato “in umido”….eh..sei un buongustaio, l’avevo capito!Con cottura lunga, almeno un’oretta….bene,la cucina tradizionale è sempre la migliore,questi estimatori dei fast-food,non sanno cosa si perdono.

    Sei stato veramente magnanimo nell’invitarmi a questo bel pranzetto,chissà cosa ne penserà Cassandro quando si accorgerà che gli hai riservato il “posto d’onore!!”. Io per l’occasione, sono diventata vegetariana,vorrà dire che mi accontenterò dei pisellini,che tu hai subito scartato,di questa stagione,sono assai gustosi.

    Bando agli scherzi,accetto le tue scuse per aver cercato di allontanare l’altro “gemello di -versi”,non avrebbe quasi più senso continuare questo blog,senza ognuno di voi. Vengo qua,certa di ritrovare amici fidati,una piazzetta tutta nostra,una piccola “agorà”….che ci farei da sola? Ormai Cassandro ti conosce e sa perfettamente che non parli sul serio quando fai certi “giochi!”.poi scusa, non siamo il trio “Casviser”?! Quindi…..non parliamone più e diamo spazio alla tua bella poesia!

    Non so se parli per esperienza diretta.Spero di no,perchè la fine di un amore è un momento tanto triste. Di solito c’è uno che lascia e uno che si sente lasciato.C’è la consapevolezza che un qualcosa in cui si credeva non esiste più…

    “L’amore nonostante ogni speranza
    finisce, tale e quale una vacanza

    … oppure un film, che pure se ti piace
    ha sempre il suo ?the end?… Dài, datti pace!

    Rassegnati!? Non puoi farci nulla
    se la selva odorosa ormai è brulla?.”

    Per fortuna quella Lei non chiude la porta alla speranza di un futuro amoroso

    “Ed è in questa speranza? in questa attesa
    che resto? E perché no?? in questa intesa?.”

    Come sempre Sergio, sei arrivato fin dentro l’anima. I fili dei sentimenti,delle sensazioni diventano palpabili leggendo i tuoi versi.

    Sei veramente bravo,mi sento onorata di affiancare le mie poesie, i miei pensieri ai tuoi,ai vostri!

    Per ringraziarti,voglio condividere con te e i nostri amici, questa poesia che non conoscevo di Ezra Pound,in un certo senso è compatibile col post…è intitolata SOFFITTA poteva non colpirmi? Visto che proprio la soffitta è stato un luogo tanto caro e amato nei miei ricordi di bambina? Il tema non è da bambini….ma rispecchia bene il mio stato d’animo!!!

    Vieni,compiangiamoli quelli che stan meglio di noi.
    Vieni,amica,e ricorda
    che i ricchi han maggiordomi e non amici
    E noi abbiamo amici e non maggiordomi.
    Vieni,compiangiamo gli sposati e i non sposati.

    L’aurora entra a passettini
    come una dorata Pavlova,
    E io son presso al mio desiderio.
    Nè ha la vita in sè qualcosa di migliore
    Che quest’ora di chiara freschezza,
    l’ora di svegliarsi in amore.

  8.   Vitty Says:

    Dopo il serio argomento trattato con Artur…forse è bene rinfrancarsi un po’ sotto questi accoglientissimi alberi centenari…che di cose ne avrebbero da raccontare!

    Colomba,Sergio,scusate se vi ho fatto aspettare…non ho proprio potuto intervenire prima….per fortuna sono di nuova “padrona “del mio tempo( quello libero,s’intende!!!) e ho veramente voglia di godermi la vostra compagnia! Sapessi Colomba come mi hai divertita con la tua idea di
    cucinare ,come gli hai chiamati?!..Ah, si…”Anguillae vagantes” ,addirittura un “Cassandro alla griglia” e un “Sergio con piselli”, che Artur ha subito sottolineato….consigliando degli ottimi vini.

    A questo proposito,sappi Artur,che sei nominato ufficialmente il nostro sommelier di fiducia!

    Immagino le sonore risate dei nostri “gemelli di-versi”. hai veramente uno spirito goliardico,come si addice alla tua età,considerando che sei pure una matricola…è bell’è spiegato questo tuo spirito! Hai portato una bella ventata di allegria! E Sergio,spiritosissimo è stato al gioco…si è tolto subito dai piselli….e ha suggerito (ti pareva??!!)
    un “Cassandro alla griglia”con la variante di spiedino….

    Ma come avete potuto anche solo immaginare di cucinare i miei poeti?!

    Vi avverto…sono venuta col mestolo sotto il braccio….magari potremo cucinarci qualcosa e mangiare allegramente tutti insieme qua fuori…..niente anguille però….!

    Ah, com’è bello scherzare!

    Grazie degli apprezzamenti e i complimenti Colomba,sono io che dovrei farteli. Nonostante gli impegni universitari mi regali parte del tuo tempo libero. Lo apprezzo tantissimo,e sono sempre più contenta di averti come amica! I complimenti per la poesia “L’attesa”,li passo a Cherubina….(è così che mi chiamavano da ragazzina).Apprezzamenti che le avrebero fatto tanto bene,spaventata com’era del suo presente e del suo futuro….

    Vedo che abbiamo gli stessi gusti riguardo le poesie in dialetto siciliano,anch’io leggendole, immagino il modo ,il tono di come verrebbero dette,ed anche le espressioni del viso.. non mi limito solo a leggerle,ma le interpreto con tutte le loro sfumature “duci duci”(questo l’ho imparato benissimo!).

    Non posso considerare sfuggenti (men che mai oziosi,checchè facciano di tutto per farcelo credere….ma se scrivono poesie su poesie….altro che ozio!!)i cari Cas e Sergio…non mi hanno mai fatto mancare le loro parole,il loro affetto. Ogni tanto è vero,si assentano un poco,ma sempre ritornano…e per me,rappresentano ,un affettuoso punto fermo!

    Molto bello il tuo riferimento a Drogo. Quel libro non smette mai di trasmettermi emozioni nuove. Ogni volta,in quel deserto,scopro qualcosa di me,sepolta fino ad allora dalla sabbia…

    Si è fatto tardi,domattina dovremo alzarci tutte e due piuttosto presto…perciò, Colomba cara…via a nanna!

    Dato che parliamo di attese…voglio lasciarti con un pezzo di attesa per eccellenza….prima però ti auguro una serena buonanotte e ti rinnovo il mio sincero bene! Ciao!

    p.s.

    Sergio,domani scriverò solo per te! Guarda,incrocio le dita e le bacio…Giuro!!! Un bacio per la buonanotte…!A domani!

    ——–

    Un bel dì, vedremo
    levarsi un fil di fumo sull’estremo
    confin del mare.
    E poi la nave appare.
    Poi la nave bianca
    entra nel porto,romba il suo saluto.
    Vedi? E’ venuto!
    Io non gli scendo incontro.Io no. Mi metto
    là sul ciglio del colle e aspetto,aspetto
    gran tempo e non mi pesa
    la lunga attesa.
    E…uscito dalla folla cittadina
    un uom,un picciol punto
    s’avvia per la collina.
    Chi sarà? chi sarà?
    e come sarà giunto?
    che dirà’ che dirà?
    Chiamerà Butterfly dalla lontana.
    Io senza dar risposta
    me ne starò nascosta
    un po’ per celia,e un po’ per non morire
    al primo incontro,ed egli alquanto in pena
    chiamerà,chiamerà:

    “piccina mogliettina
    olezzo di verbena”,

    i nomi che mi dava al suo venire.

    Tutto questo avverrà,te lo prometto.
    Tienti la tua paura-io con sicura
    fede l’aspetto.

    sssttttsss…notteeeeee!!! :) )

  9.   Wendy -Vitty Says:

    Questi ultimi fatti,Artur,sono veramente raccapriccianti. Ascolto sbigottita la lettura di certe sentenze,e ricordo perfettamente l’orrore e il dolore causati da quell’attentato. Una “strage di stato”
    si è sempre detto…ed ora pare ci sia lo zampino liberale e anticomunista degli onnipresenti statunitensi….quindi a rigor di logica, è quasi normale e naturale che nessuno sia punito….la colpa caso mai,la daranno a chi passava di li…tanto è vero che i parenti delle vittime, sono stati condannati a pagare le spese processuali…
    sembra una farsa…invece è la triste verità.

    E che dire di questi plurimi-assassini che con due moine mettono nel sacco fior fiore di “specialisti?”

    Quando ho sentito come sono state uccise questa madre e figlia….che sono state sotterrate ancora vive….ho pianto amaramente. la pena,l’orrore mi hanno sopraffatta…sono arrivata ad una conclusione ,che terrò per me,che mai avrei immaginato di poter formulare.

    Quel pensionato picchiato selvaggiamente fino ad ucciderlo, per pochi soldi,è una conferma a questa delinquenza dilagante. Nessuno ci tutela,siamo carne da macello. E questa scellerata,incompetente,rozza, aggressiva classe politica pensa sempre più ai loro seggioloni e intrallazzi!

    L’individuo si chiude sempre più in se stesso,tutto occupato com’è a difendere i propri privilegi. Nessuno ha voglia di indignarsi e mettersi in gioco….hai ragione,siamo veramente sfortunati!!!

    Ti lascio Artur,con le parole di Maria Novella Oppo

    da “fronte del video” sull’Unità

    ——-

    Orrore in bianco e nero

    Come nei film che raccontano traumi indimenticabili,anche noi,attraverso i tg,siamo perseguitati dai flash back in bianco e nero.
    C’è l’orrore del Circeo che ci guarda con gli occhi pesti di Donatella Colasanti e c’è ancora e sempre la bomba di Piazza Fontana,quel buco immenso nel cuore della Repubblica che nessuno ormai potrà più colmare.
    Delitti fascisti,compiuti per fermare il tempo,che continuano a riportarci indietro nel tempo. I pariolini che si credevano superuomini ed erano solo piccoli depravati nascosti dietro le gonne delle loro ricche mamme. E i sanbabilini che ,nella notte delle stragi,uscivano coi loro vestiti più eleganti per formare squadracce protette dallo Stato e dai servizi (non solo italiani). Questo è il fascismo come lo ha conosciuto la generazione del 68,quello che occupava intere zone della città e che, nonostante tutto,non ha potuto fermare la Storia.
    Anche se ogni giorno,con la follia sanguinaria di Izzo o con l’impunità concessa agli stragisti,torna l’incubo di lacrime e sangue che i signori della nuova destra affarista e berlusconiana inutilmente hanno cercato di sdoganare e banalizzare col loro marketing.

    ———

    Questo la dice lunga su chi ci governa…mi chiedo, per quanto ancora staremo alla “finestra”,prima di deciderci di scendere in piazza e cambiare finalmente pagina???!!

  10.   liberodivolare Says:

    L’euforia va via con il trattamento cui ci sosttopone giornaliermente questo Governo con tutta l’opposizione.
    Giudici che condannano i parenti delle vittime della strage di piazza Fontana al pagamento delle spese processuali sentenziando anche che le Vittime si sono autosuicidate in quanto non sono state trovati, dopo oltre trent’anni, colpevoli.
    Assassini che, ridendo, si curano della propria visibilità mediatica alla faccia delle nuove Vittime immolate, anche, da Istituzioni che leggono solo carte e non guardano le persone negli occhi.
    Eroi che vengono, da una parte, sacrificati da esigenge di salvaguardia di interessi bellici e da politiche protezionistiche e, dall’altra, usati per continuare a fare fumose cortine ideologiche volte a destabilizzare le poche idee di pace fini a se stesse e non asservite ad ideologie che, comunque, preferiscono, quando vengono attaccate, usare come armi anche le parole che dovrebbero servire a creare dialoghi e non barriere.
    Anziani che vengono uccisi davanti alle Poste e derubati delle pensioni di fame che hanno loro regalato le Politiche sbagliate fatte da tutti i Governi Italiani degli ultimi cinquant’anni.
    Stragi continue in Iraq e in tutto il mondo che potrebbero cessare se davvero lo si volesse creando forze di polizia serie e non fantocci votati al sacrificio perchè inadeguatamente formati.
    E su tutto aleggia questa sorta di maledizione dell’Uomo che, forse a causa di un bestiale istinto di conservazione, porta a sopravvalutare la sua valenza di individuo senza farlo crescere come animale sociale.

    Eppure questa euforia costruttiva dovrebbe essere una malattia contagiosa che dovrebbe propagarsi, come pandemia, in tutto il mondo.
    Purtroppo, forse, per ironia della sorte, moltissimi nascono gia vaccinati, giusto contro l’unica malattia buona che ci sia su questa Terra.
    Si può essere più sfortunati di così?

  11.   vitty euforica.... Says:

    Ehilà!!!! I problemi familiari che mi tenevano lontana da voi,sono per fortuna,stati risolti…:)) Questa sera sarò finalmente qui, su queste pagine!!! Un bacio,un abbraccio a Colomba,Sergio, Artur,Cassandro,Freud,Zeus,Matù! Scusate se vi ho fatto attendere!

    ( Quanto è bbello essere euforici!!!) vista la capriola?

  12.   Wendy -Vitty Says:

    Finalmente posso dedicarmi ai miei blog-amici!!!!E’, hai visto Artur,mi sono subito adeguata alla tua poesia su questo mondo blog! Molto carina e molto vera! Sono certa che Fragmenta,che saluto caramente e sempre leggo con piacere,non si sarà dispiaciuta se hai postato anche da me questi versi…così, come non si dispiacerà ( perchè sono autorizzata dallo stesso autore,altrimenti non mi permetterei) se ti rispondo con una poesia di Cassandro,che a suo tempo pubblicò in un post di Fragmenta.

    A proposito di Cassandro…mi sbaglio o latita?….!!!! Colomba….mica te lo sarai “pappato” veramente?!….Scherzo! Sarà ad oziare beatamene,guardando qualcuno che lavora per lui…come me, per esempio,
    Che stò per inviare questa sua poesia! Ciao Cas,non ti stancare troppo eh?! ….:)) hai visto che ho trovato il sistema di farti essere qui?!

    O C E A N O B L O G
    (da una espressione di Fragmenta)

    Si perderanno i blog strada facendo?
    Beh, non si sa…sol chi vivrà vedrà!
    C?è qui chi scrive per dir ?Sto vivendo,
    di me così qualcun si accorgerà?,

    e chi soltanto invece fa ?commenti?,
    …gioca di sponda…ha poco da dire
    continuamente…e scorre come i venti
    spargendo semi che potran fiorire.

    E? noto che il futuro è in grembo a Giove
    …e ignoto è che ci sarà domani,
    ma regalare idee, ne ho le prove,

    ci fa sentire ?uomini? e no vani
    passanti…ed è pur prova del nove
    che ci si sente qui un po? meno cani.

    (Cassandro)

  13.   liberodivolare Says:

    l’ho postata da fragmenta ma mi sembra adatta anche a questa pacata discussione finestrata, paludata, caseggiata, cucinata, concionata, bevuta e mangiata.

    Fumatile concione di verbi rutilanti
    distilla il rappezzato lenzuolo dei blogganti
    parvi vedere fantasmi attraversare i muri
    cerulei e decorati da mucillaginosi cloruri
    mentre gnomi, famigli e stregati stregoni
    e stregonate streghe si vestono da buoni.

    Il girone è al completo, cartellonato e pieno
    si involve su se stesso ed è sempre diverso
    insegue il divenire, si perde nel passato
    spera, piange, s’illude, ride e si rasserena.
    sputa veleno, sentenze, frasi fatte
    ogni tanto accarezza, bacia e da le patte.

    Ma è dolce il sobbollire della grossa pignata
    tu sai che gli ingredienti, crudi, sono del tutto indigesti
    ma la cottura, specie se fatta a lungo
    trasforma tutto, attenua i dissapori
    e quando, poi, alzi il coperchio e annusi
    trovi che il bello, il brutto, il perverso, il superfluo, l’affettato, il profondo, il geniale, lo stupido, il banale, tutto si è trasformato
    e porti a tavola il piatto unico sfornato
    chiamalo come vuoi ribollita, fonduta, brasato o polpettone
    il necessario che ti nutra, non ti avveleni e non ti faccia alzare la pressione.

  14.   SERGIO SESTOLLA Says:

    No, Colomba, no!? con i piselli no!? Stare in mezzo a tutte quelle sferette che scappano di qua e di là, brrr? non lo sopporterei? Io non li amo molto i piselli? e non perché sia come quella delicata ?principessa? che non poteva dormire se sentiva il pisello di sotto, ma per il fatto che in soffro un poco il solletico.

    Se vuoi, Colomba, fammi in umido? tu saresti in grado, credo, di cuocermi lentamente per quasi un?ora!? anche se come durata è un po? lunga non dovresti preoccuparti? i tuoi vent?anni a te permettono di aspettare?

    E poi la polenta fa male! Non le hai lette le ultime novità??Come pure il basilico!? Quindi niente anguille al pesto.

    ?Cassandro alla griglia? va bene, invece? Benissimo!?se vuoi ti do una mano a infilzarlo ben bene nello spiedo, questo ?bisatto? d?un Cassandro, unitamente a pezzetti di pane alternati con foglie di profumato alloro!? Un po? di pangrattato sopra da fare dorare, e quindi? et voilè? il pranzo è servito? Invitiamo pure Vitty, ovviamente!

    Ho già l?acquolina in bocca? gnam? gnam?gnam? Anche i vini ci sono stati suggeriti!? Slurp? slurp?. Che goduria, gente!?Che goduria!

    Ma, ahimè, lo so che purtroppo questo resterà un sogno irrealizzabile? quello ci farebbe venire un gran mal di pancia a tutti e tre!? Ma non lo vedi quanto è coriaceo? come riesce a farmi rimbrottare pure dalla padrona di casa appena avanzo qualche mia idea su come dovrebbe comportarsi.

    E va bene, Vitty? okkei okkei? sì, sì, va bene, lo ammetto? ci avevo provato, alzando un po? di polverone, a defenestrarlo (benevolmente) il buon Cassandro dal tuo blog (sempre di ?finestre? si tratta, comunque), ma quello, ripeto, è più duro del polipo (altro che anguilla!) ed è riuscito, pur restando muto come un pesce (siamo sempre là) a farsi invitare da te a restare qui ancora di più? a ?non trascurare questo tuo blog??.

    Come dire: da ?sotto lo stesso cielo?? a ?sotto lo stesso blog?? (e poi sostieni che non bisogna essere invidiosi!? ma come si fa mi chiedo!)

    Ho capito, ho capito, comunque? battaglia persa (anche se non è detta l?ultima parola e anche se a quanto sembra?per il momento non si vede!).

    E una volta che hai scoperto il mio gioco (lotta per la sussistenza è!)? sei di un?astuzia tremenda, Vitty!? tenterò di farmi perdonare cercando di partecipare al tuo gioco dei richiami lanciati per mezzo delle tue poesie, perché sul tema si intervenga con qualche altra poesia e o idea o racconto originale.

    Quindi con riferimento a questa tua ultima composizione ?L?Attesa? (ottima la considerazione di Colomba che la vita è tutta un?attesa, sempre!) ti invio questo lungo dialogo, nella speranza che non abbia sùbito ad annoiarti o stancarti, dato che sei abituata alle composizioni lampo di Cassandro: in verità, la lunghezza nasce pure dal tentativo di mettere un sonetto sopra l?altro in modo da innalzare una specie di poetica Torre di Babele e riuscire così ad essere scorti anche da chi sta molto in alto, da Zeus ad esempio? pure se ha già buttato la spugna in questa opera di avvistamento? e distrarlo per un po?, se sarà mai possibile, dall?accendere con il tuo ?pronto aiuto? ancora altre stelle, ché una luminaria sta diventando il cielo della blogsfera e non si riesce più a chiudere occhio!

    L_A___L_O_N_T_A_N_A_N_Z_A
    OR CHE IL TUO CUORE POGGIA SU UNO STELO
    LA RASSEGNAZIONE E L?ATTESA

    (Lui)

    — ?L’amore nostro ormai vive sul filo,
    solo telefonate pien d’affetto,
    dolci parole, che trovano asilo
    e quindi si accovacciano nel petto.

    Per te la lontananza è come il vento!…
    Beata te, che hai questa certezza,
    che t’accontenti, mentre io sento
    che sfumi lieve come una carezza.

    La nebbia sta calando tra di noi,
    non scorgo più ben netti i tuoi contorni,
    sol come luce tu m’appari e poi…

    e poi sparisci via per giorni e giorni.
    Solo se chiudo gli occhi vedo i tuoi,
    lucenti, domandarmi: ‘quando torni?’ ?

    (Lei)

    — ?Che triste tutto quello che mi dici!
    …la nebbia, oh Dio!… i miei contorni vaghi…
    eppure, certo, sai quanto felici
    son stati i nostri giorni, chè mai paghi

    noi eravamo d’abbracciarci forte
    … ed altro far… senza badare a spese,
    seduti, in piedi, spalle alle porte,
    giorno per giorno… mese dopo mese

    ?Che altro vuoi da me?… pure la pelle?
    ? ma non ti sazi mai?? ti chiedevo,
    e a te ch’eri per me e sole e stelle

    tutta mi davo… Ah, se lo volevo!…
    Ah, che giornate!… Che giornate quelle!
    …che un dì ci fosse nebbia non credevo.

    ( Lui )

    — ?Non possono durar tutta una vita
    gli amori. No, ci stanno gli alti e i bassi
    anche per loro, e la via d’uscita
    appare prima o poi solo a due passi.

    Basta non avvertire più addosso,
    sul collo… lui assente… sulle spalle
    il fiato del compagno, che fu grosso
    nel tempo in cui il tuo amor non stava a valle,

    ma su… in alto, là… in mezzo al cielo,
    vicino al sole… anzi ancor più su.
    Non c’era allora sul suo volto il velo

    di nebbia che si aggrava sempre più
    or che il tuo cuore poggia su uno stelo
    e al primo soffio d’aria cadrà giù.

    L’amore nonostante ogni speranza
    finisce, tale e quale una vacanza

    … oppure un film, che pure se ti piace
    ha sempre il suo ?the end?… Dài, datti pace!

    Rassegnati!? Non puoi farci nulla
    se la selva odorosa ormai è brulla?.

    (Lei)

    — ?Ma fra i miei vocaboli non c’è
    il sostantivo ?rassegnazione?:
    da sempre lotto e lotterò perchè
    non debba usar la sua declinazione.

    Al massimo ne uso il vocativo
    per dirle: ?no, per me tu non esisti?,
    o meglio, ?non ti voglio, perchè vivo
    di cose allegre e no di cose tristi?.

    D’essere sola un dì non me ne curo!
    In me, caro, ti avverto sempre più,
    pur se mi stai mettendo spalle al muro:

    la trasmissione, beh!…chiudila tu…
    la radio mia è aperta, e finchè duro
    spero che ritrasmetta quel che fu.

    Ed è in questa speranza? in questa attesa
    che resto? E perché no?? in questa intesa?.

    (Sergio Sestolla)

    Ovviamente dato che tu, Vitty, hai proposto il tema dell?attesa a che si realizzi ciò che l?animo spera, ho dovuto allineare i miei semplici versi al tono della tua malinconica poesia, dove però è pure presente il nobile gesto di riuscire a ?mettere in guardia gli altri?, perché si fortifichino in maniera che ?i loro sogni non vadano distrutti?, quasi preveggenza a livello di inconscio (scusa Freud) che basta sapere attendere in quanto sotto sotto c?è sempre il ?mai dire mai?.

    Infatti, negli ultimi tuoi versi, dove esponi in forma quasi conclusiva il tuo apparentemente non consolatorio concetto di ?aspettare qualcosa che non sarà mai, ancora una volta, forse l?ultima?, chiarisci che però quella non è in assoluto l?ultima volta, bensì ?forse? l?ultima: la speranza sta tutta in quel dubitativo, per cui la sua luce potrebbe a breve riaccendersi, per come poi avvenuto in te e per come avverrà in Colomba, alla quale invio il mio più caloroso ?in bocca in lupo? (che è sempre meglio di stare? in altra bocca coi piselli!).

  15.   Colomba Platino Says:

    Inkasinata tu, Vitty? Ma non ci credo mica! A me in vero sembri una persona invidiabile che riesce a volare fra un lavoro e l?altro con notevole impegno, ma, e qui è il pregio, con grande levità e in grado di dare retta a tutti, oltre che presentarsi sempre col sorriso sulle labbra.
    E dove se ne vanno le lezioni di Cassandro e Sergio Sestolla sulla bellezza dell?oziare, e quindi della necessità di trovare il tempo per farlo? Io sì che non riesco a liberarmi di queste benedette materie, ma questo è un altro discorso, incomprensibile da parte di chi ha lasciato i libri da tempo per dedicarsi, finalmente ad un?atività costruttiva.
    Comunque stai tranquilla. In ogni caso io posso benissimo aspettare dato che sono intenta a cucinare i miei polli (pardon, le mie anguille)
    Ma quei due, sentito il pericolo chissà dove staranno ?svagando?, dato che sembrano sgusciati via da queste spiagge? Me li fossi ?pappati? davvero?
    Buona giornata e tanti baci da chi tvtb.

  16.   Wendy -Vitty- Vitty Says:

    Sono leggermente “inkasinata”,perciò non ho potuto rispondere ed anche oggi non ne avrò il tempo. però, cari Colomba ed Artur,volevo dirvi grazie per i gradevolissimi e spiritosi scritti….mi avete rallegrato molto con le vostre simpatiche parole. Spero di esserlo, se non altrettanto, magari abbastanza!!!!!!!

    Ancora grazie a tutti e due e a Colomba un bacio affettuoso.Spero a presto!!!!

  17.   liberodivolare Says:

    “Sfruculianno” “Sfruculianno” è arrivata anche la Colomba.
    Me la vedo con l’olivo in bocca mentre volteggia scendendo pian pianino fino al livello del commento in questa radura piena di sole e di fiori colorati.
    Arriva…… e la prima cosa che fa si inventa mille modi per papparsi i gemelli.
    L’uno alla griglia e l’altro addirittura coi “piselli”.
    Ovviamente irrorando il tutto con splendidi vini veneti o friulani anche se il suo nome richiama un bellissimo vino siciliano.
    Eppure ero convinto della sua parentela con Colapisci e non credevo che fosse del nord-est.
    Comunque, per quanto riguarda le anguille, il modo migliore, a parer mio, per farle fuori è alla maniera di Adria, dove, su griglie poste a diverse altezze su un letto di brace, le anguille, a seconda della grandezza, vengono posizionate dopo averle private della pelle in un colpo solo e messe a marinare in olio, aceto e spezie.
    Mangiate calde calde sono una squisitezza che consiglio a tutti di provare.
    Se poi mettiamo vicino un Chiaretto del Garda oppure un Soave superiore dell’azienda Inama completeremo al meglio l’esperienza culinaria.
    Non mi dilungo oltre, perchè, sazio, mi ritiro nelle mie stanze a fare una pennichella pomeridiana.
    auguri alla Colomba, alla Wendy-Vitty e a tutti i grandi che sono soliti in compagnia dialogare all’ombra di questi alberi centenari che ci circondano.

  18.   Colomba Platino Says:

    Ecco perché mi piacciono le anguille di Comacchio, nella cui zona, paesaggisticamente assai simile alla mia, mi muovo sempre piacevolmente!
    Vedi, Vitty, gratta gratta, a poco a poco, si capiscono, grazie anche al parallelismo di Zeus, i motivi per cui alcune cose o persone ti dilettano: Calandro e Sergio, più che ?clerici? forse sono ?anguillae vagantes?, per cui quasi quasi domani mi faccio un ?Cassandro alla griglia?, da servire con spicchi di limone, e l?indomani (un giorno di riposo ci vuole, la digeribilità in questo caso ha i suoi limiti) un ?Sestolla con piselli?, accompagnato da una buona polenta fumante.
    Qui in veneto siamo specialisti nel cucinare le anguille (anche ?l?anguilla alla fiorentina? viene bene: prima macerata, poi rosolata con aglio e salvia, e quindi messa in un forno ben caldo, ed alla fine, quando sarà dorata, bagnata con un bel bicchiere di vino bianco secco).

    Passando ad altro, in verità, dato che pure io, modestia a parte, sono abituata, oltre che a cucinare, a volare e a stare in alto (non certo all?altezza di Zeus), posso ben dire che dall?alto i gemelli di-versi Sergio e Cassandro non mi sono mai apparsi piccoli.
    Certamente non sono dei ?giganti?, per come loro per primi riconoscono fin con troppa modestia, simpaticamente scherzandoci sopra; e siffatta precisazione viene ora corroborata dal fatto che Sergio da ultimo risulta pure per qualche centimetro un po? più piccolino del suo amico-nemico, la qual cosa non è da buttare via però, dato che Cassandro me lo immagino alto almeno 1,75 (ecco perché l?ho preferito alla griglia!? scherzo!).
    In ogni caso, io mi accontento ugualmente e sono piacevolmente interessata quando leggo un nuovo loro scritto, anche se nell?incomprensibile per me dialetto siciliano: mi beo della sonorità dei versi, spesso con intonazione gridata e strascicata, come viene evidenziata in qualche film o spot televisivo, e in tale caso sforzo la mia fantasia per rivedere la scena, aiutata dalla traduzione, che hanno la bontà di mettere a seguire, e non poco dal fatto che Verga era uno dei miei autori preferiti (occorre che lo rilegga a breve) ed era riuscito a farmi amare quel mondo esuberante e sanguigno, per molti versi assai lontano da quello mio (ma si sa i contrasti si attraggono).
    Comunque, anche se non si tratta di oculistica ma di evento quasi biblico, con richiami a Davide e Golia addirittura (escluso peraltro ogni riferimento alla mitologia per come ha tagliato corto Zeus, intento ad altre ?misurazioni?), per maggiore certezza io ci andrò quanto prima da un oculista. In vero ci debbo proprio andare, ma come farò a parlare col dottore mentre mi misura la vista su come vedo questi due oziosi e sfuggenti amici nostri? (solo tu li riesci a considerarli ?non sfuggenti?, non so in base a quali prove): sul cartello insieme alle lettere graduate dell?alfabeto chissà che non ci trovi le immagini di loro due, che a quest?ora, grandi, medi, piccoli o piccolissimiiiiiiiii che siano, se la staranno ridendo di tutto cuore.

    Di certo però non andrò ancora a lezione di Italiano (cinque anni di liceo classico mi sono bastati) per complimentarmi con te, Vitty, per l?adolescenziale e ben calibrato sconforto che caratterizza la protagonista della tua candita e pulita poesia intitolata ?L?attesa?, forse vera al massimo quando l?hai scritta, posto che ogni quindicenne, io abbondantemente compresa, si è trovata in identico stato d?animo (ecco, qui sì che potrebbe intervenire Freud e spiegarci il perché di queste paure sul futuro a tale età, quando tutto dovrebbe sorridere): per fortuna lo scorrere del tempo con la sua saggezza darà torto all?autrice (spero che sia così pure per me pure se nulla ho scritto in argomento) e più in là, come è a te successo, la costringerà a precisare, che ?non scriverebbe più quei versi perché il suo animo è sereno e tranquillo?.
    L?attesa comunque non è solo dei quindicenni ma è un motivo ricorrente in tutto l?arco della nostra vita: non c?è atto che non si concluda con l?attesa di un nuovo evento, e non c?è argomento in letteratura che non sia imbevuta di questo attendere. Pure Drogo attendeva, anche se poi fu tutto inutile, l?arrivo dei Tartari e l?ansia con cui visse la sua vita ce l?ha trasmessa intera intera (buona questa reminiscenza, mi complimento con me)

    Ed ora, mentre prendo la coppa che tu dickinsonianamente mi offri, resto, come dire?, in ?attesa? di leggerti ancora Vitty, e di leggere un qualunque altro tuo commentatore, perchè qui, comunque si pesca, si pesca bene. TVBTMTT.

  19.   Vitty-Galatea--Wendy-Vitty- Vitty Says:

    Mamma mia….devo ancora riprendermi da quel sorso di Ambrosia…è veramente un nettare “paradisiaco”…le tue visite,caro Zeus,diventano indimenticabili.

    Debbo però,con tutto il rispetto,tirarti un poco le orecchie….come puoi paragonare i miei amici Sergio e Cassandro,alle “anguille di Comacchio?”….Via!!!! Non sono affatto sfuggenti…e neppure anguille(ih….che effetto!) Sai che potrebbero vendicarsi e rinchiuderti per sempre in una poesia…pungente almeno quanto i tuoi zac?

    Ma non lo faranno,primo perchè sono persone di spirito,secondo perchè sei mio amico e loro rispettano i miei amici. Perciò rifodera quelle folgori perchè nessuno ci impedirà di accendere qualche stella:))

    Caro Artur,

    di quante cose devo essere grata al tuo “sfruculiamento” ( avrai notato quanto mi piace questa parola,mi ci grogiolo tutta) .Prima di tutto al piacere di un tuo lungo commento,avrai ben capito che sono abbastanza chiaccherona,solo con chi mi sento veramente a mio agio però. Perciò parlare scherzando anche con te, non può che farmi piacere! secondo perchè sono intervenuti il Dr freud che c’ha deliziato con la pungente poesia del bravo Gioachino Belli. Permettimi di salutarlo.

    Ciao Dottore,è sempre un piacere leggere le tue considerazioni. In effetti hai indovinato,non volevo affatto un consulto sui “gemelli-di versi”,ma un parere in generale sui “piccoli”,cosa che peraltro hai fatto in maniera egregia,(c’era forse da dubitarne?).

    E benissimo hai fatto a mettere “le mani avanti” con quel “absit iniura verbis”altrimenti…..sai già cosa ti avrebbe aspettato! hanno la penna nervosa i nostri clerici vagantes!

    Grazie per aver definito il mio blog un ‘Antologia. Era il mio libro preferito a scuola!!! grazie per la poesia e per tutte le belle parole che mi hai riservato…A presto dunque,e tanti Ciao!!!

    Riprendiamo il nostro discorso Artur…

    Terzo per aver avuto il piacere di ritrovare Matù.

    Quarto,solo su tua richiesta,è arrivato anche Zeus….

    Per ultimo,ma non ultimo….ti sono grata per la la bella sensazione che mi ha dato la dolce poesia che mi hai donato.

    Mi pare che sia della Dickinson,una poetessa molto sensibile e gentile.

    Per ringraziare te e gli altri amici per i loro simpatici interventi,questi versi, sempre della brava poetessa,mi sembrano appropriati.

    ” Vorrei stillare una coppa,
    E offrirla a tutti i miei amici,
    Brindando a lei non più in corsa,
    Presso torrente, o ruscello, o brughiera! ”

    Buonanotte carissimi,buonanotte a tutti.Ciao!

  20.   Edith Says:

    brava, bel post!
    mi ha fatto pensare a tante cose…

  21.   ZEUS Says:

    No, no, no? non chiedete il mio giudizio sulle vostre questioni di mortali: per me siete tutti ?piccoli?, anche se non ?piccoliiiiiiiiii? (grandi mai però!)? Io, ?visto il mio particolare luogo di residenza? non giudico poi ?le altezze e le grandezze? dei versificatori o volatieri? che volete che me ne interessi?!?

    Io giudico solo le misure: Venere 86, 52, 86? Leda 88, 58, 90 (come cigno quasi mi ci sperdevo)? Io 89, 61, 93 (un capitale mi è costata!), Minerva 80, 80, 80 (sempre tutta d?un pezzo quella!)? Giunone 96, 9? no, meglio non scendere nei particolari chè quella mena?
    Galatea (top secret)? ragione per cui sbrigatevela da soli.

    Quei due poi, a dire la verità, sono molto sfuggenti pure per me, altro che gemelli di versi? per me Cassandro e Sestolla sono come le anguille di Comacchio? Siete mai riusciti ad individuarli?? a capire quando arrivano e quando scompaiono?? So solo che riescono a dire la loro su qualunque argomento Vitty prospetta (e sono tanti ormai!), quasi avessero una corsia preferenziale (oltre che un serbatoio di poesie tipo le teste dell?Idra di Lerna: ricrescono dopo ogni pubblicazione). Meno male che non interferiscono con l?accensione delle stelle, sebbene temo che prima o poi? ed io in quel caso?zac!

    Ed ora andiamo a prendere un sorso di ambrosia? da non confondere mai con la vostra striminzita pilloletta Viagra (passata pure dalle ASL e che ha addirittura un nomignolo da indicazione stradale, tipo ?Via Grande Raccordo Anulare?)? anche il gusto ne vuole la parte? e sapeste quanto è dolce… tanto quanto!?. solo che è riservata solo a pochi intimi?Gli altri restano alla “finestra”…Vieni Vitty, vieni? assaggiane un sorso pure tu? tu ne hai tutto il diritto. Slurp?slurp… Aaaaaaah!

  22.   liberodivolare Says:

    Lo sfruculiamiento ha fatto emergere il dottore che ci ha deliziato con Belli.
    E concordo con lui che sarebbe opra improba cercare di analizzare i gemelli.
    Sull’eterno conflitto fra Davide e Golia che pur ha avuto un epilogo tendente (con la decapitazione) ad eliminare le differenze di altezza, si innesta il detto popolare che in mille forme privilegia i “piccoletti” dando loro più che un pregio rispetto ai “cresciutelli”.
    lungi da me riferirmi in tal modo ai gemelli in quanto proprio per questa loro prerogativa (di essere gemelli) dovrebbero anzi sono i-dentici per statura.
    A meno che non siano eterozigoti, in questo caso, infatti, potrebbero essere come De Vito e l’Arnold governatore nel famoso film di qualche anno fa.
    Ma le altezze, come ha giustamente detto il Dottore, non si misurano in centimetri ma in prontezza di spirito e in cultura, e per questo motivo riaffermo che il Cassandro e il Sestolla sono gemelli seppur di-versi.
    Ora ci vorrebbe solo Zeus per dare un contributo fattivo, data la sua competenza nel giudicare le altezze e le grandezze visto il suo particolare luogo di residenza e la sua specifica funzione di Padre di tutti gli Dei (e anche di parecchi semidei e mortali dato il suo uso smodato dell’ambrosia che era il viagra olimpico).
    In attesa della sua venuta, a parziale rimborso dello sfruculiamiento dono alla Wendy-Vitty qualche rima.

    Ho un Uccello in primavera
    Che solo per me intona il canto -
    La primavera ammalia.
    E quando l’estate s’avvicina -
    E quando la Rosa appare,
    Il pettirosso se ne va.
    Ma non me ne rattristo
    Sapendo che l’Uccello mio
    Pur se volato via -
    Impara al di là del mare
    Nuove melodie per me
    E tornerà.

    Sicuri in una più salda mano
    Custoditi in una più fidata Terra
    Sono i miei -
    Ed anche se adesso vanno via,
    Dico al mio cuore in ansia
    Essi sono tuoi.

    In più sereno Splendore,
    In più dorata luce
    Vedo
    Ogni piccolo dubbio e paura,
    Ogni piccola discordia di quaggiù
    Sparita.

    Dunque non mi rattristerò,
    Sapendo che l’Uccello mio
    Pur se volato via
    Da un albero lontano
    Splendenti melodie per me
    Invierà.

  23.   FREUD Says:

    Non credo che Vitty possa avermi ?chiamato per un consulto ai gemelli-diversi?.

    Sa benissimo che non avrei potuto neppure questa volta esserle di aiuto in quanto per deontologia professionale sarebbe stato impossibile psicanalizzare Cassandro e Sergio Sestolla, gemelli diversi o clerici vagantes che dir si voglia, senza il consenso dei medesimi, consenso che con quel caratterino che si ritrovano (absit iniuria verbis) non darebbero tanto facilmente: posso solo dire che, per come appaiono nel blog, pure se molteplici sono gli elementi positivi che appaiono in loro favore (ma pure quelli negativi sono presenti, come in tutti d?altronde) in ogni caso non mi sembrano tipi tanto malleabili, capaci come mi sembrano che se qualcosa non va a loro a genio scrivono una poesia e ti hanno bell?e fregato!

    E poi c?è un altro grave ostacolo che mi avrebbe impedito di psicanalizzare loro: infatti, come è noto ognuno di noi ha la propria specializzazione, ed io ho scelto quella per soggetto, nel senso che io sul blog svolgo la mia opera soltanto in favore delle blogger intelligenti che lo richiedano (sempre che siano fornite di una forte dose di autoironia e sappiano stare allo scherzo elegante): e questo Vitty lo sa, o quanto meno lo immagina per cui confermo la mia idea che lei non può avermi fatto la richiesta indicata in premessa!

    Ciò stante debbo declinare l?invito, ammesso che ve ne sia stato uno, limitandomi a dire, data l?ultima precisazione apparsa, che è molto rischioso entrare ?sull?eterno conflitto fra Davide e Golia? (è immensa la letteratura in argomento), e che in ogni caso, nelle varie fattispecie, non fosse altro per motivi storici come ha bene illustrato il longevo Matù, è sempre meglio figurare nel ruolo dei ?piccoli?.

    Anzi ora che mi sovviene è sempre meglio stare fra i piccoletti (e il non dimenticato Rascel ce lo ripeteva di continuo con la sua famosa canzone ?Il corazziere??Ricordi? ?Mamma ti ricordi quando ero piccoletto??), per cui ti invio Vitty, così smitizziamo le problematiche insorte, una gustosissima poesia di Belli, piena di giocondità burattinesca, sicuro che gradirai il suo inserimento in questo tuo scintillante ?Blog ? Antologia?

    LA STATURA

    Te tufa tanto a te d?èsse schiavetto?
    Oh guarda! e a me me parerìa ?na sorte.
    Campi co poco, spenni meno in Ghetto;
    Te la scivoli mejo da la corte.

    Nun batti all?architrave de le porte,
    Poi fà da servitore e da giacchetto,
    Te pòi coprì co le coperte corte,
    Te pòi stenne in qualunque cataletto;

    Entri ar teatro cor bijetto franco
    Tra panze e culi; e indove c?è la festa
    Hai la patente de montà sur banco.

    E te metto per urtimo guadagno,
    Che se vonno azzeccatte in ne la testa,
    Qualche sassata tua tocca ar compagno.

    (G. G. Belli)

    Manco se si vola a mille chilometri d?altezza Belli potrebbe sembrare piccolo!

    Se di qualche parola, Vitty, non ne afferri il significato (la poesia è del 1835), chiedi pure e nei miei modesti limiti cercherò di tradurtela al meglio (sempre che ci riesca!).

    Buona serata a tutti e, mi raccomando, voli molto bassi perchè coi tempi che corrono, data la continua chiusura degli spazi aerei per funerali e incoronazioni a getto continuo, si possono correre rischi veramente seri.

  24.   Benvenuto Matù,da Vitty. Says:

    Matù,meno male sei venuto a mettere le cose in chiaro….Mi pare che i chiarimenti gli hai dati tu ed anche ben circostanziati! posso solo aggiungere che David era un semplice pastore,meno “forzuto” ma ….abile e scaltro! Penso si tratti decisamente della stessa storia,e le scommesse non si possono accettare perchè il finale è scontato!

    Non so perchè Artur ha voluto “sfruculiare” questa storia,non mi pare che qualcuno voglia prevaricare qualcun altro. Nessuno vuol sentirsi Golia e nessuno vuole diventare Davide (almeno,non in questa circostanza). I nostri giochi di parole ,sono giochi di parole.

    Però, se questo è il risultato,cioè il tuo intervento caro Matù,ben venga lo “sfruculiamento” di Artur.

    Ora che sei venuto,cerca di non andare via….siediti e facciamoci compagnia…ho tante cose da raccontarti…..:)

  25.   Matù (ex Matusalemme) Says:

    ?Eterno? conflitto fra Davide e Golia? Come ?eterno?? Ma non era finito?
    Sarà che non sono aggiornato oppure che ho perso qualche puntata, ma a me risulta che il conflitto fra Davide (?giovanetto, biondo e di bello sguardo?) e Golia (?alto di sei cubiti e una spanna?) sia stato definitivamente concluso fin dal lontano anno 1000 (circa) a.C.
    Non è così, Vitty? Tu lo sapevi che continuava ancora? A ?Porta a porta? non ne hanno parlato!
    E attualmente chi sta in testa fra i due? (ammesso che Golia abbia ancora la testa, che secondo le mie notizie gli fu staccata da Davide, dopo che costui ?presa una pietra e trattala con la frombola percosse il Filisteo nella fronte; e la pietra gli si ficcò nella fronte, ed egli cadde boccone a terra?).
    Informatemi vi prego se si tratta della stessa storia, specie se sono ammesse delle scommesse, dato che io già conosco come va a finire: uno a dieci che vince il minore dei figli di Isaia betlemita, della tribù di Giuda, unto re da Samuele, sempre David cioè.
    Aspetto chiarimenti.

  26.   liberodivolare Says:

    Caro Freud qui non si tratta di oculistica ma dell’eterno conflitto fra davide e golia.
    La Vitty-Wendy ti ha chiamato per un consulto ai gemelli-diversi

  27.   FREUD Says:

    Grazie Vitty di avere chiesto un mio intervento, ma questa volta non posso proprio esserti utile, non mi intendo di oculistica.

  28.   Wendy -Vitty Says:

    E’…Libero,così non vale….di lassù si sembra tutti formichine…vedi un po’ di scendere giù….caro dispettosone!

    p.s.

    Qui ci vuole il Dr Freud…..concordi?

  29.   liberodivolare Says:

    Appagamento dell’Io:

    “Per quanto siano grandi, anzi giganti, i gemelli di-versi, io, che sono liberodivolare, li vedo sempre dall’alto e mi sembrano piccoliiiiiiiiiii, piccoli, piccoli!!”

  30.   Vitty fraintesa Says:

    No, no…Noooooo..Sergio, Sergino c’è un equivoco….ma cosa hai capito!

    Gurdami,pensi veramente che avrei potuto darti del “nano!?” Giammai,ti giuro!!!!!!!! Maimaimaimaimaimaissimo!

    Mannaggia,era solo un gioco…Cassandro insisteva a voler sapere con quale criterio vi avrei dato il nome,sempre in base ai miei giochi bambineschi ( di quello si tratta,di giochi da bambini…che c’entriamo noi, ora!) Così ,calcolando la lunghezza del nome ho calcolato anche l’altezza….ma so benissimo che siete alti uguali…l’ha capito perfino Artur che vi chiama i “gemelli di-versi”…è, se siete gemelli,l’altezza è la stessa! Su,tranquillizzati,togli quel cuscino dalla sedia e smettila di farmi il broncio….Già che ci siamo,vorrei chiederti di smetterla anche di provocare Cassandro,mi sa tanto, Sergio, che stai creando ad arte una grande confusione e stai alzando un gran polverone al solo scopo di convincere Cas a veleggiare verso altri blog? ma lui capirà il tuo scopo e non trascurerà questo mio blog, anche per il piacere di scontrarsi con te e farci sorridere di questa finta contesa? e se lui scompare da qui tu con chi litighi??con me?? Naaaa? io amo stare in pace con tutti, questo almeno è chiaro come la luce delle stelle, prima che queste abbiano a spegnersi per l?arrivo di Zeus?.( Anche se lui sa ,che sono pronta ad aiutarlo a riaccenderle!)

    Pensaci…deponi per favore le “penne avvelenate” e smetti di “musicare”.

    In quanto al “nano politico” hai capito benissimo,non mi piace pe’ niente! E mi auguro,dopo questa buffonata del “nuovo governo” un governo di “trombati” scrivono certi giornali, che cada di nuovo e grazie ai voti ,finalmente consapevoli, degli italiani, sparisca dalla scena politica e se ne vada a godersi qualcuna delle sue ville, lontano dall’Italia il più possibile!( questo è il pensiero che posso esternare,l’altro me lo tengo chiuso nel cuore e nella mente….chè è assai diverso e più “truculento”)

    Lao-Tze,giusto perchè l’ho rammentato,è il padre del Taoismo,”Il libro della vita e della virtù” che indica la via,il cammino,il principio. E’ una dottrina risalente niente popò di meno che al III secolo a. C.

    Così,non lo confonderai più con una moschina….tzè,tzè, tzè….

    Ora che ci siamo spiegati (è tutto passato vero?! posso darti il bacio della pace? smack! ) veniamo alla tua poesia. Prima di tutto grazie per averla scritta in dialetto,amo sentire la forza delle parole che nasce dalla parlata originale,lì c’è il sentimento,lo scherno, l’ironia che si percepisce a pelle. Grazie anche della traduzione, perchè ad una prima lettura non ce l’avrei fatta a tradurla! Dopo, ho potuto leggerla e gustarla in pieno.

    Certo che queste mogli,viste da voi uomini,sono veramente noiose, quasi tiranne….

    Prometto e giuro, che quando toccherà a me avere un marito pensionato,non chiederò “un aiutino”,mica voglio rientrare nella categoria di quelle che “rompono l’anima” come la moglie di Socrate.
    O, ne saranno trascorsi di secoli,però i rapporti uomo -donna,mica sono tanto cambiati!

    Mi sono piaciute tanto le spiegazioni dei modi di dire,come “San Giuvanni’e cuti” . Bella l’immagine del mare che si infrange sugli scogli,riducendoli,piano piano, in pietre. Lo “squarari” è il nostro scuocere.Agghiutti e bivi invece che “fregarsene”,da noi significa uno o una che crede a tutto….infatti si dice ” come se le beve e se le butta giù” E’ davvero interessante conoscere i vari modi di dire.Dovremo fare un gemellaggio fra le varie regioni,chissà cosa sortirebbe fuori! Qualcosa d’interessante di sicuro.

    Ancora una volta ho avuto una visione dell’ozio,da parte di una persona arrivata alla maturità della sua vita. Una visione accentuata per mettere in giusto risalto le varie esigenze familiari e sorriderci su.

    Da ragazzina (quindicenne) pensando al tempo che sarebbe trascorso ,al mio grande timore della Vita scrissi questi versi,che oggi non scriverei più perchè il mio animo è sereno e tranquillo.

    L’ATTESA

    Più aspetti,più chiedi
    niente avrai!
    E’ questa la Vita
    il mondo,il tempo.
    Ecco
    è il tempo il padrone assoluto di noi.
    Aspettiamo tutta la Vita qualcosa
    rincorriamo sempre un sogno
    ma invano…
    finchè un giorno ti accorgi
    di quello che stai facendo,
    così cerchi di aiutare gli altri
    mettendoli in guardia.

    Nessuno ti ascolta
    credono tu parli così
    perchè sei geloso dei giovani
    tu voglia distruggere i loro sogni.

    Non resta che ritirarti in silenzio
    deluso del tuo fallimento
    e ancora una volta
    forse l’ultima,
    aspetti qualcosa che non sarà mai.

    ( Vitty)

    Ciao Sergio,spero ,dato che ci siamo chiariti, non continuerai a fare il “sobillatore”. Ti bacio con l’affetto di sempre.Ciao!

  31.   SERGIO SESTOLLA Says:

    Sì, sì?sono proprio io che scrivo?io, Sergio Sestolla!? E sì, ho messo un cuscino sulla sedia, mi sono così arrampicato fino alla tastiera e da buon nanetto, o quanto meno meno alto di quel ?gigante tascabile? che è Cassandro (solo 1,5 cm.), mi accingo a raccogliera la sfida di costui circa la mia impreparazione a scrivere qualcosa sull?ozio.

    Ma da dove ti è saltato in mente, Vitty, che ?lui? sia tanto più alto di me?non mi dirai che è stato un raptus di emotività e di desiderio perché a te piacciono? i ?nani?, e quindi hai pensato che io fossi tale, dato che per il ?nano politico? non sembra che tu straveda, e che mai dopo avere assistito allo spettacolo offertoci per quattro anni, applaudendo, avresti implorato un ?bis? (egli sostiene invece che la richiesta del ?bis? abbia avuto questa motivazione!).

    Detto per inciso, sono contento che il Berlusca abbia ricevuto l?incarico di formare un nuovo governo, per cui potrà ?completare? la sua opera, dato che non ama stare in ozio (ecco perché non interviene nel tuo blog), e di conseguenza l?opposizione, se l?Italia esisterà ancora, alle prossime elezioni politiche avrà una vittoria non di 12 a 2, ma di 100 a 0!?

    Tornando al cassandriano ?perché non ci prova lui che tanti complimenti ha avuto!? (?te li raccomando? ?nano? sono stato qualificato!?), a intervenire con una poesia sull?ozio, ho cercato di scrivere ancora qualcosa (mi scuserai se questa è in dialetto siciliano), agganciandomi sia ad una prima tua giusta riflessione (ma è considerazione uiversale, credo) che è allorquando ?il proprio destino si è compiuto non resta che godersi il meritato ozio….ozio peraltro ostacolato da una moglie insofferente al dolce far niente del proprio compagno?, sia all?altro tuo esatto richiamo che ?filosofi come Socrate e Lao-Tze hanno mostrato i pregi di questo stato di saggia inazione?.

    In vero non conosco Lao-tze, se non per un certa assonanza alla mosca che proprio fa? ?andare in ozio?, ma su Socrate posso concordare che ne avesse ben donde di amare il ?riposo assoluto?, anche se bisogna riconoscere che egli era obbligato a ?oziare? per salvaguardare la sua salute (le cronache raccontano che usciva di casa e sedeva sui gradini della casa per non sentire più il parlare petulante e le domande assillanti della moglie Santippe, giustamente passata alla storia come una che, per dirla pulita, ?rompeva l?anima?!).

    Spesso l?ozio può manifestarsi nelle forme più diverse: dall?andare a sfruguliare le persone per la strada (Socrate), al farlo seguire alla predisposizione di ?Quattro salti in padella?, allo scrivere un libro liberatorio (specie se si ha materiale sufficiente al quale attingere o diretta esperienza di vita familiare)

    E__SCRIVI…_ SCRIVI.?..

    — Chi cumpagnia!…Sempri mutu giubbu!
    Ti cali a testa o’ funnu? e nun m’ ascuti
    …e scrivi…scrivi! Ti facisti fubbu!
    Parru ch’ ‘e petri ‘i San Giuvanni ‘i cuti!

    Nun fai nenti di utili? di bonu!?
    L?òzziu ti mangia vivu? ?hammu ? hammu!??
    Sempr? assittatu ddocu!? e chi si? in tronu?!
    ? e si ti susi ?u fai ccu ?nu carammu

    ca fa smòviri l?irri? e n? arrispunni
    ca cu? ?mmenzi paroli? e chi ti sfili
    ?a lingua a parrari?? e quannu ?u sfunni
    ?n discursu sanu?? Ah, ssi? mi veni ?a bili!

    E pròimi occa vota ‘n colpu ‘i vuci
    si t’ addumannu picchì lassi aperti
    tutti ‘i sputteddi… o non astut’ ‘i luci…
    o do’ tò latu ti tiri ‘i cuperti.

    Dimmìllu picchì metti li buttigghi
    ‘n pizzu a lu tavulinu… o ti stui
    ‘u mussu ‘nta tuvagghia… oppuri pigghi
    ‘na canuttèra e mi ni strammi dui!

    E dammi ?n aiutìnu!? E chi ti costa?
    ? ca nun ti squari, sai? chi t? addumannu??
    di fari anticchia ?e spisa!? jri a? Posta!?
    ?nta farmacia!? Ma quannu mai!? Quannu??

    Mi dici di chiamari ?a cammarera
    ??u sacciu??u pozzu fari? però avanti
    sula vogghiu iri? ?aspetta e spera?!?
    Ppi tia chi ti ci voli?? ?Na ?badanti?

    ? ca nun ti scugni ?i ddocu!… Pari mortu!
    Occa ghiornu ti mannu ddu’ ghirlandi
    …picchì, ppe’ esempiu, ora… e dammi tortu!…
    cc’ ‘a luci stai e non gnisi ‘i sirrandi????

    Comu ‘dda ?cosa? di lu marinaru,
    si perdi tuttu chiddu ca ti spiu?
    ti nni freghi do’ munnu… do’ dinaru…
    di tuttu chiddu ca iù fazzu e vju.

    Mancu mi dici ciò ca sta? scrivennu
    ?sulu arripèti: ?Ahu, mi lassi stari!?
    nun fari nenti è? pigghiàri ?n tennu!?
    N? è veru!? è ?u travagghiu ch?è campari!?

    Ma zoccu dicu tu? t? ?u ?gghiutti e bivi!
    …ppe ciò sbràitu e sgarru!… Ma mi scippi
    da’ ‘ucca ‘i vuci… Ma chi cazzu scrivi?
    …Chi è?… “Vita di__S o c r a t i__e__S a n t i p p i”?

    Cu t? aspirau mai ‘sta storia cca?…
    E ?Santippe? cu è?…chi è ca fa?…

    fussi ?na ?camurrìa??? ?na ?scassa????? Maaaa
    picchì ‘sti occhi ‘n celu, uora?… Ahhhhh!

    (Sergio Sestolla)

    S?impone oltre alla traduzione in lingua, qualche spiegazione trattandosi di modi di dire siciliani: e così, ad esempio, ?mutu giubbu? è l?intraducibile ?zitto come una tomba?, ?San Giuvanni ?e cuti? indica una spiaggia, dove l?acqua del mare si infrange sugli scogli, ormai ridotti in ?cuti? = pietre; ?hammu ? hammu? è l?onomatopeico gesto del mangiare; ?squarari? indica il fare cuocere la pasta, che così da dura diventa molliccia; la ?cosa? del marinaio sono i suoi rifiuti, che si disperdono nel mare; ?agghiutti e bivi? vale per fregarsene di ciò che dice l?altro).

    E SCRIVI… SCRIVI…

    – “Che (bella) compagnia che sei!…Sempre muto stai!
    Abbassi la testa giù? e non mi ascolti
    …e scrivi… e scrivi! Ti sei fatto furbo!
    Ed io parlo con le pietre di ?San Giuvanni ?e cuti?!

    Non fai nulla di utile? di buono!?
    L?ozio ti mangia vivo? ?hammu ? hammu!??
    Sempre seduto qui!? e che sei sul trono?!
    ? e se ti alzi lo fai con una strafottenza

    che fai irritare? e non rispondi
    che con mezze parole? e che?? ti sfili
    la lingua a parlare?? e quando lo sfornerai
    un discorso intero! Ah, se divento biliosa (a vederti così)!

    E porgimi qualche volta un colpo di voce
    si ti domando il motivo per cui lasci aperti
    tutti gli sportelli… o non spegni le luci…
    oppure (la notte) verso il tuo lato ti tiri le coperte.

    Dìmmelo perchè metti le bottiglie
    in pizzo al tavolino… o ti asciughi
    il muso nel lembo della tovaglia… oppure pigli
    una canottiera e me ne metti in disordine due!

    E dammi un aiutino!? E che cosa ti può costare?
    ? non ti stravolge mica, sai? che cosa mai ti domando??
    di comprare un po? di spesa!? di andare alla Posta!?
    in farmacia!? Ma quando mai tu lo fai!? Quando??

    Mi dici di chiamare una cameriera
    ? lo so? lo posso fare? però avanti
    voglio andare da sola? ?aspetta e spera? che lo faccia!?
    Per te che ti ci vuole?? Una ?badante?!

    …in quanto non ti smuovi da lì!… Sembri morto!
    Qualche giorno ti mando due ghirlande
    …Perché, per esempio, ora… e dammi torto!?
    con la luce accesa stai e non apri le serrande?????

    Come quella ?cosa? del marinaio,
    si perde tutto ciò che ti domando?
    te ne freghi del mondo… del denaro…
    di tutto ciò che io faccio e guardo.

    Neppure mi dici ciò che stai scrivendo
    ?soltanto ripeti: ?ahu, lasciami stare tranquillo!?
    non fare niente è come vincere un terno al lotto!?
    Non è vero!? e il lavoro che è vita!?

    Ma quello che dico tu te lo inghiotti e bevi!
    Per ciò io urlo e commetto errori!… Ma me le tiri
    dalla bocca le grida tu… Ma che cazzo scrivi?
    …Com?è?… “Vita di S o c r a t i e S a n t i p p i”.

    Chi mai può averti ispirato questa storia?…
    E Santippi chi è?…che cosa fa?…

    Fosse per caso una donna petulante?? una ?scassa????? Ma
    perchè innalzi gli occhi in cielo, adesso?… Ahhhhh!

    E per concludere un consiglio finale al ?lungo? Cassandro (in dialetto siciliano quelli molto alti vengono spesso chiamati ?longhi ammàtula!?, cioè ?alti inutilmente?): prima di sfidarmi a ?provarci io con le poesie sull?ozio?, cerca di spremere le meningi (quelle che ti restano?sarai lungo ma la memoria ce l?hai corta!) e ricordati che in argomento sono sufficientemente preparato (e chi non lo è fra i maschi?!), e che di recente già avevo pubblicato una lunga composizione in materia nell?articolo posto qui un poco più in basso, dal titolo ?Mattinata creativa?.

    Solo Vitty lo ha tenuto bene in mente, tanto che provocatoriamente (senza indicare che io ero l?autore, per non dispiacerti?piccolo schiaffo in guanti bianchi!) ne ha inserito alcuni versi nella risposta a te rivolta, o Cas, e poi ti ha chiesto? ?sono o non sono una vera amica??

    Altro che!?Al tuo posto, di fronte a tanto, io mi ?immuserei?, e?zac? non scriverei mai più su questo blog ? Dài, dài, Cas, fai un po? vedere di che pasta sei fatto!? suvvia, un fermo rigurgito di orgoglio, un bello e deciso ?scatto di reni?, alla Storace, per intenderci!? Sparisci, amico mio? sparisci?

    °°°°°°Se ci riesco a questo ?fuori uno? sono un drago!?°°°°°°

    Ed ora torniamo ad oziare (l?attività di sobillatore è pesante!)?voglio proprio farmi una placida dormitina, quasi una caduta in letargo?

  32.   Vitty x Cassandro Says:

    Come avrei potuto sbagliare nel darvi i nomi…Tu non potevi essere che Cassandro,essendo il più alto ! E Sergio essendo un poco,ma un poco appena più basso, non poteva che chiamarsi Sergio….mi sembra logico!

    (E’ un gioco Sergio,non t’immusire per favore….!)

    Caro Cassandro, permettimi di aprire un piccola parentesi,questa sera,magari per poche ore, mi godo le dimissioni del nano….ah…ci fosse qualcuno che gliela toglie veramente quella sedia tanto ambita! ma tant’è….quell’accozzaglia di “politici” non tiene di certo alle sorti degli Italiani,ed alla loro “seggiolina” non ci rinunceranno assolutamente. Comunque questa notte,posso perlomeno sperarlo! Chiusa parentesi.

    Così te la saresti presa comoda,anzi, “adagino adagino”,come hai simpaticamente affermato ,nel rispondermi!!!( anche per non svegliare Zeus,e hai fatto bene,se si sveglia male gli zac gli scappano come niente!!!)….Sarà,ma ozioso ti ci vedo poco….non so come mai,ma il tuo modo di raccontarti ( perchè qualcosa nelle risposte che dai,si riesce a scoprire….d’altra parte, lo sai che mi piace “leggere fra le righe” anche se prendo,talvolta delle grosse cantonate,ma questo non lo diremo a nessuno!!!) mi da’ l’idea di una persona molto dinamica.

    Per questo forse “sogni” l’ozio”….un modo di riappropriarsi di una parte di tempo libero,nel quale godere del guardarsi intorno, ascoltare della musica….fare quelle cose che a causa di mille impegni,si rimandano sempre!

    Sono molto belli questi “ozi” a confronto. Il mio rappresenta l’attesa dell’ineluttibilità del proprio destino,nel tuo il momento in cui si è ormai compiuto e non resta quindi, che godersi il meritato ozio….ozio peraltro ostacolato da una moglie insofferente al dolce far niente del proprio compagno.Perchè bisogna ammetterlo,gli uomini quando vanno in pensione smettono di lavorare….le donne…assolutamente no! Perciò,capisco questo “chiedere un aiutino!!”

    Comunque,dato che mi considero tua amica,quando le mogli affermano:

    “Ma l?ozio, dici tu, è ?padre dei vizi?
    ? per me invece è ?madre degli sfizi?,

    di tutti i piaceri, i godimenti
    ? senza di lui? solo patimenti!”

    Potresti rispondere così:

    “«Nell’ozio, nei sogni, la verità sommersa viene qualche volta a galla» (Virginia Woolf)

    «E’ impossibile godere a fondo l’ozio se non si ha una quantità di lavoro da fare» (Jerome K. Jerome)

    «Stare in ozio richiede un forte senso di identità personale» (Robert Louis Stevenson)”

    L’ultima conquista da fare per salvarci è quella dell’ozio. Filosofi come Socrate e Lao-Tze, estaeti come Charles Baudelaire e rivoluzionari come Paul Lafargue hanno mostrato i pregi di questo stato di saggia inazione.

    Oziare permette la riconquista dell’io; è un atto di resistenza e saggezza; è una vacanza dell’essere, un modo per prepararsi ad accogliere tutto quello che il mondo ha da proporci.

    Eh,Cassandro….sono o non sono un’amica?! Con questi argomenti qualsiasi moglie preferirà:

    “il truccarsi? il fare all?amore
    ? chè chi lavora ventiquattro ore

    su ventiquattro? e quando mai lo fa!?
    No, non ci stanno ?se? e manco ?ma?? ”

    Lasciando così il nostro protagonista…

    “Qui non mi sfizio manco per mangiare
    chè acchiappo i fichi che stanno a cascare

    quando sono maturi al punto giusto.
    Più sta e più ci sto prendendo gusto

    a dire che la vita è proprio brulla
    fin che si arriva al? ?dolce far nulla?! ”

    Al meritato e tanto desiderato,ozio!

    Cosa mi merito?!…….Bè…ora è tardi,me lo dirai domani….!

    Buonanotte,sogni d’orissimo!

  33.   liberodivolare Says:

    Questa è la storia di uno di noi anche lui nato per caso in via Gluk
    In una casa fuori città gente tranquilla che lavorava
    La dove c’era l’erba ora c’è una città
    E quella casa in mezzo al verde ormai dove sarà

    Questo ragazzo della via Gluk si divertiva a giocare con me
    Ma un giorno disse “Vado in città” e lo diceva mentre piangeva
    Io gli domando “Amico non sei contento? Vai finalmente a stare in città”
    Là troverai le cose che non hai avuto qui;
    Potrai lavarti in casa senza andar giù nel cortile!”

    “Mio caro amico”, disse “qui sono nato e in questa casa io lascio il mio cuore
    Ma come fai a non capire è una fortuna per voi che restate
    A piedi nudi a giocare nei prati mentre là in centro respiro il cemento

    Ma verrà un giorno che ritornerò ancora qui
    E sentirò l’amico treno che fischia così “wa wa!”

    Passano gli anni ma otto son lunghi però quel ragazzo ne ha fatto di strada
    Ma non si scorda la sua prima casa ora coi soldi lui può comperarla
    Torna e non trova gli amici che aveva solo case su case catrame e cemento
    Lò dove c’era l’erba ora c’è una città
    E quella casa in mezzo al verde ormai, dove sarà?

  34.   Vitty x Leone Says:

    Io non sono più entrata nelle case nelle quali ho vissuto.Non so se ,avendone la possibilità,lo farei. I ricordi,belli o brtti,sono ancora là, fra qelle stanze…avrei timore di sciuparli,entrando nella realtà di chi ci vive attualmente.L’unica casa dove potrei entrare senza problemi, è la casa della mia nonna materna,dove da bambin andavo in villeggiatura. Ora non ci abita più nessuno,se l’è ripresa la banca ed
    è sotto i beni culturali, in quanto è un palazzo molto bello e ricco di affreschi. Ma a parte questo,vorrei rivedere il cielo e l’accendersi delle stelle che guardavo con mia nonna da una finestra particolare. Anche se la casa è cambiata, fuori, il panorama e il cielo,sono rimasti gli stessi.

    Ciao Leone,grazie di avermi regalato il tuo pensiero.

  35.   Leone Says:

    ciao vitty, miu piace molto leggerti, anch’io ho dei legami molto forti con le case, e ne ho cambiate parecchie, ma sempre in ognuna ci ho lasciato un sapore, un aria che poi ritrovo quando ci rimetto piede, é una magia che si ripete nel tempo… un bacione!

  36.   CASSANDRO Says:

    Ahhhh!?.Ah!?. Scusa, Vitty, il ritardo nel rispondere al tuo cortese (e benignamente provocatorio) invito di scrivere qualcosa per un gemellaggio poetico con la tua dolcissima e sognante poesia ?L?ozio?, formulato una settimana fa, ma sai, l?ozio che mi avvince mi ha fatto procedere adagino adagino (anche per non svegliare di colpo il buon Zeus), ma ora sono qua, si fa per dire, ben sveglio — AriAhhhh!?e AriAh!? — e pronto alla piacevole tenzone, la quale? pure se uscirò da questa ovviamente ?stracciato?, per come prevede giustamente il sempre da te osannato Sergio (perché non ci prova lui, che tanti complimenti si è beccato?)? almeno potrà servire a fargli rimangiare?. i suoi ?come? ed i suoi ?se? Cassandro risponderà.

    (Ah, scordavo: se ci avessi visto scendere da ?quel filobus?, mi auguro che ci avresti azzeccato e non avresti dato il nome ?Cassandro? a lui e a me quello di ?Sergio?? brrrr!)

    Torniamo a noi. Fra la tua e la mia composizione, Vitty, per evitare uno scontro diretto,funge da discriminante il momento in cui ognuna di queste è sta scritta: la tua poesia, lo si avverte subito? come peraltro è stato esattamente scritto? sprizza giovanile speranza e fiducia nel domani (anche se a quell?età l?ozio è una pia illusione, un fatto letterario più immaginato che realizzato e realizzabile!), la mia invece la rapporto, come al solito, all?altra faccia della medaglia, in quanto si riferisce a chi l? ?ozio effettivamente oziante? può ben praticarlo (anzi deve!), cioè a chi ha conquistato il diritto all?ozio , in quanto già in pensione (mi comincio ad allenare), e quindi come risposta a quel ?qualcuno/a? che di sicuro sempre esisterà (in genere la moglie, perché le donne amano faticare tutta la vita e vedere i loro rispettivi partner fare lo stesso con la scusa di avere ?un aiutino, tanto tu non hai niente da fare?) ed il quale per i più reconditi ed indecifrabili motivi (forse anche un pizzico di invidia? che ne dite bloggers, se ci siete, che avete il marito collocato a riposo?) tormenterà quello affinchè abbandoni la sua rilassante (?vergognosa?, dice) posizione, spingendolo, come detto, ?a fare questo o a fare quello?, a ?darsi una mossa?, ad ?attivarsi come tutti gli altri?, giustificando il tutto con un cranioso ed incisivo ?perché è meglio così?! ?

    Ma quale ?meglio così!??. Scherziamo! Solo Berlusca alla sua veneranda età ancora lavora (e pure se ne vanta!? e quindi si ?trapianta?? capelli neri neri? e mai buoni pensieri)?

    Vogliamo essere come lui?? Accomodatevi pure? io scendo? anzi mi spaparanzo in poltrona, metto i piedi sul tavolinetto, e rileggo Trilussa:

    ?Mentre me leggo er solito giornale
    spaparacchiato all?ombra di un pajaro
    vedo un porco e je dico ?Addio maiale!??
    vedo un ciuccio e je dico ?Addio somaro!?

    Forse ?ste bestie nun me capiranno?
    ma armeno provo la soddisfazione
    de pote? di? le cose come stanno,
    senza paura de fini? ?n prigione!?

    ( ??o fuori dalla televisione!?, aggiungerebbero Santoro, Biagi, Luttazzi ecc. ecc.)

    Chiedo scusa per l?irriverente aggiunta e soggiungo che male me ne è incolto a citare Trilussa (ma è scappata, fra l?altro con qualche errore perché l?ho riportata a memoria) per la fluidità del verso e la verità del contenuto, in quanto i miei poveri versi appariranno ora ancor più come quelli scritti da uno che farebbe proprio meglio a starsene ?completamente? in?

    O Z I O

    Sì, tutto ciò che è ozio per te
    è tempo perso?. Ma perché?? Perché

    ritieni che soltanto il lavorare,
    ? ma cosa dico mai?? il faticare,

    il rompersi la schiena, l?ammazzarsi
    a fare e questo e quello? e riposarsi

    mai e poi mai? sia ciò che vale?
    Ciò vale, scusa, sol per l?animale

    ? e manco tanto!? E non sono matto
    a dirlo? ad esempio, prendi il gatto?

    acchiappa i topi sol perché gli va?
    o il leone, che sdraiato sta

    e aspetta calmo che la leonessa
    gli porti il cibo? questa sì ch?è fessa!

    ? fatica, corre, acchiappa le gazzelle
    per far mangiare quello a strippapelle.

    Ma l?ozio, dici tu, è ?padre dei vizi?
    ? per me invece è ?madre degli sfizi?,

    di tutti i piaceri, i godimenti
    ? senza di lui? solo patimenti!

    Sei giorni di lavoro e poi? et voilè!?
    da allora il Signore in ozio sta.

    E se l?ha fatto Lui irriguardoso
    sarebbe se non stessi a riposo

    ben lontano da tutti gli affanni
    io? che ho lavorato quarant?anni!

    Poni a raffronto? prova!? la lettura
    e il cucinare sotto la calura

    di agosto? o fare il bagno in acque chiare
    e stare a rassettare, a lavare

    a terra i pavimenti? Dài, scegli
    fra andare a passeggiare freschi e svegli

    per le montagne e fare la spesa
    di broccoli al mercato!? E? una resa

    senza condizioni il volere
    dare quel ?coso là? più che godere

    delle delizie che ti può offrire
    il grattarsi la pancia? il dormire?

    il truccarsi? il fare all?amore
    ? chè chi lavora ventiquattro ore

    su ventiquattro? e quando mai lo fa!?
    No, non ci stanno ?se? e manco ?ma??

    Tu vuoi continuare a lavorare??
    E fallo!? basta che mi lasci stare!

    Fallo!? strèssati tu, io sotto il fico
    in ozio resto? e lo benedico!

    Qui non mi sfizio manco per mangiare
    chè acchiappo i fichi che stanno a cascare

    quando sono maturi al punto giusto.
    Più sta e più ci sto prendendo gusto

    a dire che la vita è proprio brulla
    fin che si arriva al? ?dolce far nulla?!

    E sempre che tu voglia far così,
    se no continui? beh!? a prenderla lì.

    E? vero ciò che dico? l?ho basato
    sul viver d?ogni dì del pensionato,

    che al massimo che fa?? nei blog scrive
    in mezzo ad un casino da non dire!

    Ma a pensarci e ripensarci bene,
    lo scrivere affatica e dà pene?

    ragion per cui? più che scarabocchiare
    pur qui è meglio l?ozio praticare

    ? quello totale?eh, sì?quello assoluto?
    quello che fa invidia? Vi saluto!

    (Cassandro)

  37.   VittyxSergio Says:

    E veniamo a noi,Sergio….cos’è questo tono leggermente polemico?!Certo che capisco che gli impegni ti stanno sommergendo…ma….caro mio…”chi non risica non rosica” oppure” chi non piange non ha puppa”

    Perciò,se non avessi messo l’accento sulla tua assenza…forse saresti ancora tutto preso dai tuoi impegni….invece guarda che successo…un trionfo….TRE (3) poesie in una volta sola!!! Sono certa che anche Colomba ha sgranato gli occhi! Posso assicurarti che non pretendevo tanto,mi bastava sentirti…

    La tua bontà traspare dal bel ricordo,così diverso dalla solita retorica ascoltata in questi giorni, del Santo Padre. L’immagine che hai dato di Lui al lavoro, in quella stanza della finestra illuminata la sera,in una Piazza San Pietro deserta, Trasmette una grande serenità.

    Ricordo benissimo il suo grido sul Silenzio di Dio,ed anche l’interessante discussione che ne seguì. Stranamente però,gli “addetti ai lavori” non hanno mai voluto approfondire questo concetto.Addetti ai lavori tanto diversi dalla splendida figura di Padre Chisholm ,da “Le chiavi del regno” un libro, una storia che ho molto amato. Lui ,come papa Wojtyla,sarebbero stati onorati di leggere la tua bella poesia.

    “quel fiume impetuoso che di Dio
    capì il silenzio su di noi.Addio.

    Se puoi veglia su di noi,Amico mio!”

    Questa immagine di un fiume che corre da una parte all’altra del mondo, penso sarebbe molto piaciuta al Santo Padre. Le sue parole,i suoi insegnamenti continueranno a espandersi, come un fiume in piena!

    Ti ringrazio dei complimenti per la mia composizione,avere la tua ( la vostra) approvazione è una grande soddisfazione! non essere maligno con Cassandro,chè altrimenti mi straccia come niente! Nessuno fa una gara di bravura,nessuno vuole prevaricare un altro…non ce lo vedo rinchiuso in casa a “studiare!!!” Lui non ci stà neanche se lo leghi….

    Per fortuna non hai smesso di scrivere,nonostante credo, la piccola delusione per il giudizio “scunchiuruta” della poesia Tina.

    Sono certa che altre “Tine” avranno goduto dei tuoi versi….

    Il tuo “BOLERO” mi ha fatto riflettere…la vita è un turbine che ti avvolge e ti trascina nel suo vortice…lasciandoti strordita e incredula quando si ferma.
    E’ vero, non è allegra ….ma fa parte della realtà e va tenuta sempre presente

    “Si chiude ogni porta,ogni finestra…
    dietro…davanti…a sinistra…a destra”

    Anche quando hai paura ti senti così….sola!

    Di tutt’altro tono e senso sono le belle “Colline senesi”…per quanto tutto sia bello intorno a noi,la nostalgia del nostro amore lontano ci fa desiderare una sola cosa:raggiungerlo! Per chi lo può fare è una gran gioia!

    Vorresti sapere che nome vi avrei dato dall’alto del mio terrazzo?! E me lo chiedi?….Voi potevate chiamarvi solamente :Sergio e Cassandro!
    Siete inconfondibili!

    Ciao, buonanotte e scusami se ti ho fatto “allungare il collo!” ora sono io a chiederti…mi perdoni?!

  38.   VittyxMatù Says:

    E’ un vero piacere leggere il tuo nome caro Matù,hai sempre tante storie interessarti da raccontare! Hai spaziato dalla “Cavalleria Rusticana” alla Bibbia,agli aneddoti di un tempo ormai passato, quando col numero delle finestre si calcolava la ricchezza delle persone.

    Questo non lo sapevo! Che dire…guardandomi intorno,fra finestre e portafinestre non dovrei passarmela male….

    Non prendertela se qualcuno usa il tuo niknake…le copie sono sempre brutte copie e …arrivano sempre seconde!

    Ti abbraccio con tanto affetto. Ciao!

  39.   Vitty x FREUD Says:

    Leggendo la tua analisi sulla politica,caro Dr Freud,non ho potuto fare a meno di notare un certo paralellismo con un “corpo a corpo”….quasi un incontro o scontro d’amore….la tua teoria che la sfera sessuale condizioni tutta la nostra vita,è saltata fuori in maniera dirompente.

    Che temperamento,che ardore nell’esporre il tuo punto di vista e l’analisi del voto degli Italiani.

    Non mi pare tu stia tanto “fermo e zitto”,anzi…mi pare che ti agiti parecchio!

    Mi sei tanto piaciuto quando hai difeso “i figli di un Dio minore” che ogni volta vengono tirati in ballo,promettendo loro mare e monti,da questo nano trapiantato,giusto il tempo per ottenere quei voti che gli permetteranno di continuare a farsi gli affari suoi. Oltre aver fatto una politica disastrosa, portandoci sull’orlo del burrone,questi ministri e tutta la loro classe dirigente, è stata ed è di un’arroganza incredibile! Ma sì, ma sì…mettiamoli tutti sul treno della brava betty…tanto,volenti o nolenti,presto dovranno “levare le tende!”

    Ma quello che più mi ha sorpreso è il lato romantico che non conoscevo!

    Lo vedi che a frequentare i blog, fa bene anche a te?! Uno impara ad aprirsi….tu ascolti sempre gli altri…una volta tanto,saremo noi ad ascoltarti! Ed è stato piacevole scoprirti giovane liceale romantico,innamorato degli scritti di Luigi Russo. Be’…anch’io questa sera amo questi commenti! Così come questa musica di pianoforte,suonato nel patio spagnolo accompagnato da quel dolce canto….

    Rimango qui…incantata in ascolto….

  40.   Vitty-Galatea--Wendy-Vitty Says:

    Ah, Zeus!! Che impertinente! A cosa vorresti alludere con questi ” Ronf …ronf…Zzzz..Zzzz” che faccio addormentare nell’attesa delle risposte?!…Sono in ritardo,è vero…ma sono giustificata,ho avuto degli inaspettati contrattempi.

    Ora però sono qua e cercherò di rispondere a tutti!

    X Artur

    Per prima cosa voglio ringraziare Artur per avermi fatto conoscere la sua canzone preferita: “Accarèzzame”,semplicemte stupenda! Condivido in pieno questa preferenza,l’altra bella ” Fenesta vascia” invece non la conoscevo,grazie alla traduzione ho potuto “sentire” la passione e la disperazione d’amore.Eh,sì Napoli è tutta bella,e le sue canzoni sono fra le più belle del mondo! Grazie Artur per avermi fatto sognare!

  41.   ZEUS Says:

    Zzzzz… Zzzzz…. Ronf… Ronf…

  42.   SERGIO SESTOLLA Says:

    Non sia mai che io non passi a salutarti, Vitty, anche se gli impegni, come di certo non comprenderai, mi stanno sommergendo. Ma un attimo lo trovo, ah se lo trovo? (e tu dirai perché mi sono lamentata!? perché ho scritto in tono amareggiato ?non mi hai neppure salutata?!?)

    Comunque, io sono buono (pur senza mela in bocca!) e qui, oltre a porgerti i miei saluti, subito esordisco col tipico ?Come stai?? anche perché in questo periodo siamo stati sommersi da mille avvenimenti importanti e non importanti.

    Non è da tutti vivere quasi contemporaneamente sia la fine di quel grande, che ora qualcuno tenta sempre più di rimpicciolire, che è stato Karol Wojtyla (purtroppo teletrasmessa ?minuto per minuto?, anche per motivi di offuscamento della crisi governativa), che certo non meritava simile divulgazione urbi et orbi, di cui è stato vittima addirittura ante mortem? sia la sconfitta del Nano, assai più amara, credo, dell?olio di ricino offerto in un recente passato da qualche suo alleato ad inermi nemici e di cui qualcuno ancora ha memoria? sia il coronamento del sogno d?amore fra lo sfortunato eterno pretendente al trono Carlo e ?non demordente? Camilla?

    Avvenimenti importanti, di cui il primo occupa certamente il posto principale: anche se non c?entra con le tue ?finestre?, Vitty, ti posso assicurare che fa un certo effetto passare per Piazza San Pietro e vedere chiusa ed al buio ?quella finestra? (la seconda alla destra del terzo piano del palazzo apostolico), che per oltre un venticinque anni ho visto sempre aperta e di sera illuminata, per cui Lo pensavo intento ad elaborare i suoi pensieri di Papa e di Uomo, dato che io non riesco a disgiungere le due immagini.

    Proprio ripensando a questa storica figura che è stata Giovanni Paolo Secondo, la cui vita con la Curia ritengo che non sia stata tutta ?rose e fiori? per come si cerca di avvalorare (ricordi, Vitty, il silenzio del Vaticano quando Egli improvvisamente cominciò a parlare del ?Silenzio di Dio? verso di noi, come punizione per i nostri amorali comportamenti?), mi sia permesso di inviarti alcuni versi scritti nell?emozione del momento, con preghiera di scusarmi qualora dovessero dispiacerti per la loro sua impostazione laica: mi è di conforto il pensare che Karol Wojtyla, come l?indimenticabile umanissimo prete de ?Le chiavi del regno? di Cronin, saprebbe perdonarmi.

    PREGHIERA LAICA
    PER
    KAROL WOJTYLA

    Karol Wojtyla ieri se n?è andato
    da mille e mille onori salutato,

    ma tutto, tutto sembra ritornato
    né più né meno a quando era arrivato,

    e dal balcone ci lanciò la rete
    con quel ?Se sbaglio mi corriggirète?:

    era la prima volta che un prete
    considerava noi buone monete.

    E così fu, ci amò immensamente,
    e per il mondo andò sempre presente

    al doloroso viver della gente,
    riaccendendo le candele spente.

    Scelse, lottò, soffrì, e chiese scusa
    di errori del passato, quando chiusa

    la mente era dei papi, poco adusa
    a perdonare e facile all?accusa.

    Ma ieri se n?è andato l?Uomo pio,
    forse un po? stanco? si era fatto rio

    quel fiume impetuoso che di Dio
    capì il silenzio su di noi. Addio.

    Se puoi veglia su noi, Amico mio!

    (Sergio Sestolla)

    Dopo la nota seria ritorniamo alle note meno pensierose e più contingenti, dato che tutto continua come sempre, come continuò pure ?Il giorno dopo che Cristo era morto? (non so se ricordi).

    Bene, bene? a quel che leggo ti vedo in impari certamen poetico con Cassandro (impari per lui perché tu lo stracci). Al suo posto non accetterei la sfida di una poesia io ed una poesia tu, o meglio voi se interverranno altri tuoi commentatori? voglio vedere come risponderà al tuo giovanile ?Ozio?, pieno di leggiadra aspettativa e fiduciosa attesa ?mentre il vento scivola sui tuoi capelli?.

    Era ora che tu uscissi un po? allo scoperto con la tua vena lirica, senza tema alcuna o sbandieramento di supposti ?limiti?? Ma quali limiti e limiti: non ce ne stanno limiti in questo campo: basta ascoltare il cuore e tutto viene fuori da solo.

    Io, se la cosa può interessarti, la prima volta che mandai due mie composizioni ad un giornale di poesia dialettale per chiederne la pubblicazione ebbi la seguente valutazione in versi da parte del direttore del giornale, il poeta Peppino Denaro:

    ?A Tina? no, è troppu ?scunchiuruta??
    ti pubblicu però ?Filosofia??.
    Tu si? ?n amicu e siddu segui a mia
    po? fari qualchi bbona rinisciuta???

    che in lingua si traduce con: ?A Tina? no, è troppo ?sconclusionata?? pubblicherò però ?Filosofia?, tu sei ecc. ecc.?? (del che non mi interessava un emerito fico secco perché io volevo che pubblicasse ?A Tina? in quanto l?avevo scritta per fare colpo su questa bella Tina, alla quale sognavo di fare vedere il giornale, che ovviamente, data la risposta ricevuta di poesia ?scunchiuruta? mi guardai bene anche di menzionarlo)

    Sono quindi in trepidante attesa: voglio proprio vedere come, o meglio se, risponderà il Cassandro, sempre così caruccio nei miei confronti (è da tre giorni che non esce da casa? chissà cosa starà scrivendo su questo ?ozio?, su cosa si starà documentando? forse starà rileggendo ?La capanna dell?o zio Tom? ). Debbo però ammettere che buonina appare quella sua immagine di rapportare il vivere quotidiano ad un pezzo eseguito dall?orchestra della vita, la quale tende a reiterare i suoni all?infinito?.

    Eh sì, succeda quel che succeda inesorabilmente la vita va avanti (ci risiamo), e come fiume in piena che sempre si accresce essa continua il suo millenario corso implacabilmente.

    Anche tu, Vitty, l?hai vista scorrere a velocità nel tuo breve scorcio d?anni dalle tue candide finestre di giovane sposa, quando ?nei primi anni settanta, i cambiamenti sociali si evolvevano molto velocemente da un giorno all’altro….testimone di un cambio radicale dei costumi di quel periodo?.

    In senso generale quindi ha ragione Cassandro questa volta, ma in senso particolare no, proprio no?

    Cioè, con riferimento ad ogni essere umano l?orchestra prima o dopo (purtroppo o menomale?) arriva al punto coronato e smette di eseguire il suo pezzo… basta averne coscienza, sia che a questo mondo uno sia rimasto chiuso in casa o sia stato affacciato alla finestra, sia che uno sia stato Papa o sia stato sagrestano: siamo alla famosa ? ?a livella ?, la quale può anche essere costruita in oro o platino, può avere incastonate pietre preziose da un lato e dall?altro, ma sempre alla stessa funzione adempie. In termini musicali siamo al celebre Bolero

    B O L E R O

    Non l’ho notato io per primo ma
    la vita nell’eterno suo girare
    sempre allo stesso modo passa e va.
    Tu facilmente la puoi accostare

    a quel pezzo assai celebre che un dì
    con moto all’inizio assai leggero
    scrisse Ravel, e chiuse poi…così
    …di botto…all’improvviso: il Bolero.

    E sì, la vita è…questo crescendo,
    monotono all’inizio, quasi un rito,
    che su di sè si avvolge ripetendo

    le stesse note con suono accanito,
    fin che ?i piatti? assai forte sbattendo
    ti svegliano dal sogno… E sei finito!

    Si chiude ogni porta, ogni finestra?
    dietro? davanti? a sinistra? a destra!

    (Sergio Sestolla)

    Certamente questa finale non è molto in assonanza con il tono allegro e speranzoso del tuo post, Vitty, ma ne vede un po? l?altra faccia della medaglia, per cui, al fine di farmi perdonare dell?intrusione della nuova tonalità cerco di rimediare con questa composizione di tutt?altro spirito e tutt?altra gioiosità rispetto al Bolero, inneggianti a immagini amorose, di cui è stata spina irritativa il panorama che appare da una finestra

    C O L L I N E S E N E S I

    Piacevolmente morbide, ondulate
    le colline senesi all’orizzonte
    mi appaiono al mattino, disegnate
    dal sole che si leva. Le ho di fronte

    alla finestra appena che mi sveglio…
    Le guardo farsi chiare, mentre il cielo
    si fa sempre più azzurro. Mi alzo… è meglio!…
    se no le dolci tue colline anelo,

    morbide anche loro, ma più calde,
    lungi sotto le coltri addormentate
    che del gran fiume Amore sono falde,

    e corso, e sbocco… e che accarezzate
    in lungo e in largo ho, quando ben salde
    me le tenevi addosso, abbandonate.

    Ma che ci faccio qui, in questa Siena?
    Mi sbrigo e parto…Ci vediamo a cena

    ? e poi a nanna? senza finestra aperta?
    con le colline tue? sotto coperta!

    (Sergio Sestolla)

    Ah, queste finestre quante cose sottendono!? io da bambino non le amavo molto, anzi erano il mio incubo in quanto ritornello finale di ogni imposizione di mia madre: ?o ti mangi questa minestra o salti giù???? (ecco perché da adulto mi sono vendicato, ed ho fatto saltare dalla finestra il protagonista per raggiungere più auspicabili mete).

    Che fai allora, Vitty, mi perdoni? Grazie, anche se non lo sapevo lo speravo!? (sarà vero?, boh!) Ah, quasi quasi scordavo: ?In ogni caso, Cassandrooooo? 3 a 1! (meglio avvantaggiarsi, non si sa mai!).

    Da ultimo ti chiedo di togliermi un piccolo dubbio, dato che grande curiosità è insorta in me appena ho letto il tuo post: se in quel tuo lontano passato, stando tu su quel balcone trasformato in severo sentenzioso tribunale, che nome mi avresti dato mai se mi avessi visto scendere dal filobus?

    No, no? non me lo dire? Sì, sì, meglio che non me lo scrivi altrimenti, e sarebbe peraltro ben comprensibile, il buon Cassandro verrebbe roso dall?invidia? sgram, sgram, sgram? come i tarli rodono le zampe dei tavolini (e non sa il povero Cassandro quale nome in analoga situazione avresti appioppato a lui!? Anche questo meglio non dirlo, Vitty!).

    ?E poi hai il coraggio di dire che non passo a salutarti!? Ciao

  43.   mirisole Says:

    Buon giorno vittyna e grazie per le tue parole. Cercherò di tenere aperta quella porta, ma non sarà facile, temo! Spero di non dover affronatre troopa solitudine!
    Un abbraccio con tanto affetto

  44.   Matù (ex Matusalemme) Says:

    Col ridotto nickname per evitare confusioni con un commentatore di altro blog, eccomi a te, Vitty, per raccontarti di un dialogo avente qualcosa di attinente alle finestre, sempre ben presenti in letteratura (ad esempio Cavalleria Rusticana di Verga) come luoghi si sospiri? ?Dapprima Turiddu come lo seppe, santo diavolone! voleva trargli fuori le budella dalla pancia, voleva trargli a quel di Licodia (compare Alfio) però non ne fece nulla e si sfogò con l?andare a cantare tutte le canzoni di sdegno che sapeva sotto le finestre della bella (Lola)?? o luoghi di ripicca e di vendetta? ?Turiddu tornò a salutarla così spesso (a Lola che a lui che le aveva sospirato ?Beato chi può salutarvi? gli aveva ingenuamente risposto ?Se avete intenzione di salutarmi sapete dove sto di casa?) che Santa se ne avvide, e gli battè la finestra sul muso?.

    Premesso che le finestre come ben sai sono state in passato sintomo di ricchezza, perché le case del popolo spesso avevano solo l?ingresso principale sulla strada, il dialogo catturato si è svolto in una trattoria di Velletri (paesino nell?interland di Roma), dove alcuni avventori prendevano pesantemente in giro uno del gruppo, che all?improvviso per reazione interruppe a brutto muso gli altri che ridevano di lui con la battuta, rivendicativa di uno stato di agiatezza: ?Io che abitavo in un una casa con quattro finestre??

    Dall?ora in poi quando entro in un appartamento conto il numero delle finestre, anche se oggi non ha più senso, date le costruzioni condominiali.

    Ah, ora che ci penso di finestra si parla pure nella Bibbia, e poiché da buon ex Matusalemme la conosco bene ti riporto due casi emblematici: infatti, nella Genesi viene specificato che ?Abimelecco, Re de? Filistei, riguardando per la finestra, vide Isacco che scherzava (biblicamente) con Rebecca?, mentre in Samuele 2 viene precisato che ?una sera David levatosi d?in sul suo letto vide d?in sul tetto della casa di fronte una donna nuda, che si lavava, la quale era bellissima d?aspetto, Betsabea? (e qui mi immagino che David facesse le espressioni che di solito fa Paolo Villaggio quando vede una bella e provocante donna) in quanto, prosegue il testo, il re ?Davide mandò dei messi a torla. Ed ella venne a lui (ingenuotta!), ed egli si giacque (biblicamente) con lei. Poi ella, dopo essersi purificata, ritornò a casa sua? (ciò che poi il porcone re Davide fece al marito di Betsabea (Uria Itteo) è degno di un romanzo giallo o peggio? Comunque i guardoni non mancavano neppure all?epoca, agevolati dalle finestre regali e no).

  45.   liberodivolare Says:

    di finestre ce ne sono tante ma non posso passare sotto silenzio la mia canzone preferita:

    “Stasera, core e core, ‘mmiez’ô ggrano,
    addó’ ce vede sulamente ‘a luna…
    io cchiù t’astrégno e cchiù te faje vicino,
    io cchiù te vaso e cchiù te faje vasá…
    Te vaso…e ‘o riturnello ‘e na canzone,
    tra ll’arbere ‘e cerase vola e va…

    Accarézzame!…
    Sento ‘a fronte ca mme brucia…
    Ma pecché nun mme dá pace
    stu desiderio ‘e te?

    Accarézzame!…
    Cu sti mmane vellutate,
    faje scurdá tutt”e peccate…
    Strígneme ‘mbracci’a te!…

    Sott’a stu cielo trapuntato ‘e stelle,
    mme faje sentí sti ddete ‘int”e capille…
    Voglio sunná guardanno st’uocchie belle…
    voglio sunná cu te!…

    Accarézzame!…
    Sento ‘a fronte ca mme brucia…
    Ma pecché nun mme dá pace
    stu desiderio ‘e te?

    II

    E nu rilorgio lentamente sona…
    ma ‘o tiempo s’è fermato ‘nziem’â luna…
    Io mme vurría addurmí ‘mmiez’a stu ggrano
    tutta na vita…pe’ ll’eternitá…
    E tu mm’accarezzasse chianu chiano…
    e mme vasasse, senza mme scetá…

    Accarézzame!…
    …………………….

    Stasera in mezzo al grano
    dove ci vede solo la luna
    io più stringo e tu più ti fai vicino
    io più ti bacio e più ti fai baciare
    Ti bacio ed il ritornello di una canzone,
    tra gli alberi di ciliegio vola e va

    Accarezzami
    Sento la fronte che mi brucia
    ma perchè non mi da pace
    il desiderio di te?

    Accarezzami
    Con queste mani vellutate
    fai scordare tutti i peccati
    Stringimi in braccio a te!

    Sotto a questo cielo trapuntato di stelle
    mi fai sentire queste dita dentro ai capelli
    Voglio sognare guardando questi occhi belli
    voglio sognare con te!…

    Accarezzami
    Sento la fronte che mi brucia
    ma perchè non mi da pace
    il desiderio di te?

    II

    Ed un orologio lentamente suona
    ma il tempo si è fermato insieme alla luna
    io vorrei addormentarmi in mezzo a questo grano
    per tutta una vita per l’eternità…
    E tu mi accarezzeresti piano piano
    e baceresti, senza svegliarmi.

    Accarezzami
    ……………………

  46.   liberodivolare Says:

    Beh!! se parliamo di Napoli & affini bisogna ricordare le tante finestre che sono oggetto di serenate, di ricordi, di pallidi volti di fanciulle innamorate, e ancora, e ancora………

    da “Fenesta vascia”:

    Fenesta vascia ‘e padrona crudele,
    quanta suspire mm’haje fatto jettare!…
    Mm’arde stu core, comm’a na cannela,
    bella, quanno te sento annommenare!
    Oje piglia la ‘sperienza de la neve!
    La neve è fredda e se fa maniare…
    e tu comme si’ tanta aspra e crudele?!
    Muorto mme vide e nun mme vuó’ ajutare!?…

    Vorría addeventare no picciuotto,
    co na langella a ghire vennenn’acqua,
    Pe’ mme ne jí da chisti palazzuotte:
    Belli ffemmene meje, ah! Chi vó’ acqua…
    Se vota na nennella da llá ‘ncoppa:
    Chi è ‘sto ninno ca va vennenn’acqua?
    E io responno, co parole accorte:
    Só’ lacreme d’ammore e non è acqua!…

    “Finestra bassa di una crudele padrona
    Quanti sospiri mi hai fatto buttare
    arde questo mio cuore come una candela
    quando ti sento nominare mia bella
    mi viene in mente la neve!
    la neve è fredda e si fa toccare….
    Come tu puoi essere così aspra e crudele?
    mi vedi morire e non mi vuoi aiutare?

    vorrei diventare un ragazzo
    con una giara andando a vendere acqua
    per andarmene da questi quartieri
    Belle donne ah! chi vuole acqua?
    si sporge una donzella da la’ sopra
    chi è questo bel ragazzo che va vendendo acqua?
    e io rispondo con parole precise
    Sono lacrime d’amore! non è acqua!!!

  47.   FREUD Says:

    E chi l?avrebbe mai detto che qualcuno si ricorda d?iniziativa delle mie parole! Grazie, Vitty.

    Essere citato in un post nel quale non sono intervenuto mi lusinga molto? è la prima volta che mi capita? questo tipo di piacere mi confonde (debbo andare in analisi pure io?)?nella speranza che non resti un caso isolato a domanda rispondo.

    Sì, ci speravo proprio che gli italiani si ricordassero, e si comportassero di conseguenza, del modo in cui sono stati ?usati? per ben 4 anni da questa maggioranza, che mi ricorda, se mi è permesso il parallelismo, il fare all?amore solo per raggiungere il proprio piacere (soggetti passivi noi!), quasi un ?appropriarsi con freddezza della carne dell?altro?, incurante che il partner (sempre noi!) possa ?trascendersi?, per dirla alla Galimberti, o ?uscire dalla clausura del proprio corpo?, per dirla con Sartre.

    Il rapporto a due: Popolo ? Maggioranza, che dovrebbe essere di simbiosi (appunto come nell?atto d?amore), di mutuo operare, ha assunto l?aspetta di una prevaricazione della seconda sul primo, e se le urne non sbagliano il primo ha deciso di scrollarsi finalmente da addosso il secondo, togliendo il consenso concesso negli anni del primo innamoramento.

    E a me non va proprio di essere utilizzato e stare pure fermo e zitto.

    Ecco il motivo di quelle mie parole? che tutti quelli che non se lo meritano vadano pure, e di corsa, in quel paese che viene intelligentemente indicato nella foto pubblicata nel post ?C?è un treno in partenza..? dell?intelligente blog di Bettytabata (http://bettytabata.blog.tiscali.it).

    Per rabbia, per delusione, per reazione, e massimamente per l?incombente spettro della miseria su quella parte di popolo che è la struttura portante della nazione (per sottacere di altro altrettanto importante e vitale) forse in queste elezioni gli italiani hanno finalmente ?rivelato se stessi?, ed hanno cercato civilmente e democraticamente di invertire i ruoli? raggiungendo un certo piacere quando il nano ?Capo di tutti?, ha inviato la lettera pubblicata ieri l?altro al ?Capetto di alcuni? (preconcordata fra Capo, Capetto, vassalli e valvassori? cfr. l?editoriale di Scalari del 10.04.05), nella quale ha dovuto riconoscere, ovviamente a malincuore e per buttare un po? di polvere negli occhi, dopo quella che domenica e lunedì ha dovuto mangiare, di avere sbagliato quasi tutto quello fatto fino ad ora, ed in particolare di non avere tutelato ?il potere d?acquisto degli stipendi dei ceti medi? (fottendosene alla grande, scusa, ancora una volta dei ceti bassi, come sempre ?figli di un Dio minore?!)

    Non mi pronuncio su quanto sia sincera e quanto sarà produttiva di effetti siffatta dichiarazione (secondo qualcuno potremmo essere vicini allo zero, in quanto serve solo per potere continuare a sgovernare liberamente e senza pressioni per qualche altro mese ancora e portare in porto l?ultima legge finanziaria), che almeno ha assunto l?aspetto di una confessione di errori? e chissà che qualcuno degli alleati al principale partito di maggioranza, in possesso ancora di un briciolo di?.. (ognuno aggiunga ciò che vuole), non si svegli dal quadriennale pingue letargo.

    Ma lasciamo questi temi, chè basta accennarli perché uno abbia ??ntussicata ?a jurnata?, come dicono i napoletani, e torniamo alle tue ?finestre? (mi hai indirettamente invitato ad intervenire per cui eccomi qua).

    Il tema di come si avverte ?lo scorrere della vita? al variare del panorama fuori delle proprie stanze è certo affascinante (come lo è pure il concetto di detto scorrere come il suono continuo, quasi moto perpetuo, di un?orchestra che non smette mai di suonare): da non scordare però che anche le finestre vengono osservate da chi sta fuori, tipo ?fenesta ca lucive e mo nun luce? o utilizzate da fuori per piacevoli nascondigli vari ?Ti bastano dieci minuti per giungere a casa, la nostra, la chiave ricorda che e’ sempre lì, lì sulla finestra?.

    E? per questo che voglio qui trascrivere anch?io per te una poesia (non mia ovviamente, non ho queste capacità: non tutti siamo Cassandri o Sergi Sestolla, ai quali vanno i miei complimenti), o meglio i versi di una canzone scritta nel 1891, musicata dal Maestro De Leva – molto nota d?altronde, pur essendo in dialetto – dove è l?anima del poeta (Salvatore Di Giacomo) a stare affacciata ad una finestra, mentre?.

    Nu pianefforte ‘e notte
    sona, luntanamente,
    e ‘a museca se sente
    pe ll’ aria suspirà.

    È ll’una: dorme ‘o vico
    ncopp’ a sta nonna nonna
    e nu mutivo antico
    ‘e tanto tiempo fa.

    Dio, quante stelle ?n cielo!
    Che luna! E c’aria doce!
    Quanto na bella voce
    vurria senti’ cantà!

    Ma sulitario e lento more
    ‘o mutivo antico;
    se fa cchiu cupo ‘o vico
    dint’a ll’oscurità.

    Ll’anema mia surtanto
    rummane a sta fenesta.
    Aspetta ancora. E resta
    ncantànnose, a penza’.

    Pur essendo facilmente comprensibile ti invio pure la perfetta e godibile versione in prosa che ho ritrovato in una mia vecchia antologia, trascritta su un foglio senza indicazione dell?autore, che ritengo però essere Luigi Russo, dato che ai tempi del liceo ero un innamorato dei suoi commenti (e chi non lo era!):

    ?Nella notte, dentro il vicolo, si diffonde un suono ed il poeta affacciato ad una finestra è cullato dalla ninna nanna di un’antica melodia. In alto, in cielo, lontano la musica di un pianoforte, come un sospiro per l’aria. Il sonno degli uomini, una miriade di stelle e il chiarore della luna: l’aria ha il tepore della primavera. Il poeta, che ascolta, vorrebbe sentire il canto di una voce umana: ma la musica, lenta e solitaria, si spenge, senz’altro segno di vita, nell’oscurità della notte avvolta di nuovo nel silenzio. Ora il poeta è solo, in una vana malinconica attesa, abbandonato all’incanto della notte, con l’anima ancora invasa dalla dolcezza struggente della melodia. Il fascino di questa lirica è tutto nella sua melodica, finissima dolcezza; una malinconia fatta di sospiri e di sogni, un’impressione di smarrimento e di solitudine nell’incantevole silenzio notturno?.

    Solo per notizia, sicuro che ti siano piaciuti poesia e commento, mi è gradito precisarti che come per l?orchestra che continuamente suona la stessa sinfonia, qui ancora una volta si realizza il ?nihil novi sub sole?: quasi contemporaneamente a Salvatore Di Giacomo, alla stessa ora il suono di un pianoforte risuona nel patio spagnolo di Juan Jimenez, che nelle sue ?Arias tristes? così canta:

    “Y sonarà ese piano/ como en esta noche placida/ yo no tendrà quien lo escuche/ pensativo, en mi ventana./ Viene una musica, languida/ no sé de donde, en el aire “. ( E suonerà quel piano/ come in questa notte placida/ e non avrà chi lo ascolti/ pensoso, alla mia finestra/ Viene una musica languida, non so da dove, nell’aria ).

    Buona serata a tutti e? finestre aperte mi raccomando!? Evitate comunque di dormire sotto un lucernaio rotto, specie se nevica: fatelo riparare e poi?Buona notte!

  48.   Colomba Platino Says:

    Brava, Vitty!
    Mi piace molto la sensibilità e il fresco spirito che traspira da questi tuoi versi. Scusami, ma se scrivevi così quando stavi in “ozio”, cosa eri capace di scrivere quando ti applicavi?
    Mi complimento con me stessa, e con Cassandro ovviamente, per essere riuscita (riusciti) a fare venir fuoei la poetessa dalla tana!
    Ancora un bacio ed il mio TVB.

  49.   liberodivolare Says:

    Ho postato una Leda all’attacco.
    dimmi che ne pensi

  50.   Vittyx Cassandro Says:

    Grazie della tua indulgenza Cassandro,mi sono accorta che mancava un riferimento diretto solo quando ho riletto…se ho fatto sorridere Sergio ne sono ben lieta( Ciao Sergio…mi verrai a trovare?),avrà sorriso della mia sbadataggine…non potevo riferirmi a lui,non mi ha neppure salutata! Però hai ragione,spesso mi guardo intorno e col naso sù, per aria “alzando gli occhi al cielo” come Maria Giulia…non mi sento affatto sola e…dopo aver fatto “un salto,e ancora un altro,aver fatto la riverenza,la penitenza,e aver gettato gli occhi in sù…gli occhi in giù…darò un bacio….a chi voglio io” naturalmente!

    Questo è un gioco che mi piaceva molto,come il gioco della palla al muro ” palla nove,il mio cuor si commuove,io mi accigo mi ristracingo, tocco terra,la ritocco,questa palla non è dell’orco…” Era una filastrocca molto lunga con mille movimenti e volteggi nel lasso di tempo che la palla rimbalzava sul muro. era difficile arrivare fino in fondo… come il gioco del salto alla corda…Lo vedi cosa fai,bastano poche parole e un passato di giochi mi fanno sentire ancora ,come mi hai chiamato? Ah, si…”un tipettino”. E lo ero. Non avevo paura di niente,inventavo giochi e tenevo in scacco bambine assai più grandi di me. Non sapevo cosa voleva dire la noia…dovevo essere anche impertinente, perchè le punizioni in casa,fioccavano sovente. L’angolo dove venivo messa faccia al muro ,non mi impensieriva più di tanto Dentro di me me ne andavo via con la fantasia….non capivo che era una punizione,per me era un gioco…in quella casa,in quelle stanze tanto amate,niente poteva farmi del male. Lì, neppure il buio mi faceva paura! paura che mi sono portata dietro anche nell’età adulta…è solo da poco che ho imparato di nuovo a sentirmi protetta dall’oscurità.

    Ebbene,subito sopra di noi,c’era la soffitta ,dove gli inquilini del palazzo ci riponevano varie cose inutilizzate. la chiave l’avevano affidata a noi,forse perchè mio padre era un vigile del fuoco e dava una certa fiducia,non so bene. Per accedere a questa soffitta dovevamo salire una scala fatta di legno, con dei gradini molto distanziati fra loro e ripidissima,una scala da pompieri,la chiamavano mamma! Io la salivo aiutandomi con le mani perchè il passo era troppo lungo…ma era la più veloce di tutti,con mia somma soddisfazione! In quella stanza,grande e abbastanza buia, perchè non c’era la luce elettrica, ma era illunimata da un grande lucernario, ci stavo benissimo,mi pareva di essere nel cuore della casa. Spesso non veniva chiusa a chiave,così, dato che non avevamo un cortile dove andare a giocare, mi permettevano di portare i miei giochi lassù. E’ là che ho curato il mio bambolotto preferito. Pippo si chiamava. Le altre due bimbe del palazzo,Ombretta e Luana,forse gelose del mio privilegio,mi sbeffeggiavano con questa cantilena ” Pippo dammi la mela,dammi la mela Pippo…” Questo mi faceva disperare,non potevo sopportare se la prendessero con lui! Per questo lo coccolavo e difendevo a spada tratta. Ma lassù, mi sentivo al sicuro,quella scala tanto pericolosa era gli era vietatissima!

    Una volta nevicò….il lucernario era un poco rotto….mi misi sotto quel buco e mi godetti una nevica tutta personale…con grande arrabbiatura di mia madre! Ma io mi sentivo felicissima!

    Scusami se mi sono fatta prendere la mano dai ricordi…sono andata fuori tema… Mi chiedevi di non farmi pregare per pubblicare una mia poesia. A Colomba è stato facile dire di no ( scusami cara…non è stato per scortesia!) Ma con te,è molto più difficile….

    I tuoi argomenti, mi hanno convinta,premettendo nessuna pretesa poetica,non farò “la ritrosa e ti dirò di sì” . Potresti,a questo punto,cominciare il gioco….io scrivo una poesia e tu ( anche Sergio se vuole!) ne scriverete un’altra prendendo spunto da una parola a piacere!

    Grazie di avermi paragonata ad un personaggio di Palazzeschi…quei versi sottostanti mi hanno fatto una gran tenerezza…e dico poco!

    Tornando alle poesie che mi ha donato Artur ( ciao carissimo),oltre a Risveglio,la poesia “Guardo dalla finestra” mi riporta ad una mia di poesia. La scrissi durante l’adolescenza,dovevo avere 14 o 15 anni. Ricordo perfettamente che ero seduta sui gradini della mia casa,c’era un sole tiepido, perciò dovevamo essere all’inizio della primavera. Gurdavo verso la ferrovia,dove un poco spostate, c’erano delle lenzuola stese che si muovevano nel vento.

    L’OZIO

    L’ozio è osservare,
    sentire
    vivere per la natura.

    Guardo il cielo
    così limpido
    così azzurro
    pieno di desideri infantili
    azzurro come il mare
    pieno di lacrime amare.

    I bianchi lenzuoli
    che sventolano
    bianchi come la mia anima
    che s’innalza,
    ma non può volare…

    E penso…

    Penso a te Destino
    che vedo avvicinare
    a te,che mi guiderai.

    E resto a oziare aspettandoti
    mentre il vento
    scivola fra i miei capelli.

    (Vitty)

    Sono parole semplici. ma questa ero io.

    Ora aspetto la tua,Cassandro! Scusami se ho fatto tardi anche questa sera….lo vedi, sono una gran chiaccherona!
    Buonanotte, Ciao!

  51.   CASSANDRO x Vitty Says:

    Scusatissima, scusatissima sei? l?avevo capito che la risposta era per me? (solo alla fine però, al momento dell?abbraccio!)

    Comunque hai fatto bene a precisare ?La risposta di sotto è per te, Cassandro!?, non per altro che perché Sergio mentre leggeva sorrideva e sorridendo sorridendo si stava già sfregando le mani pensando, con grande forzatura, che fosse diretto a lui il tuo gentile scritto? E sì, lui vola con la fantasia? ah, se vola!? Se solo ?alzi gli occhi in cielo?, come Maria Giulia, lo vedi!?

    Ma che stai combinando, perché guardi sgomenta in alto, da un lato e dall?altro?Non ti preoccupare?innocuo è!?Un po? di Flit o di DDT e tutto torna come prima? Tranquilla!

    Comunque sono contento che ti sia riflessa in qualche immagine dei miei versi.

    Grazie? ma attenta, anche tu devi farci conoscere ancora le tue sentite poesie, che pur nella loro estrema concisione ?sanno di luce?? Ha proprio ragione Colomba (ciao, bella!)? Ci fai sapere qualcosa?? Se non sbaglio, non era stato proposto una specie di ping pong poetico sul tuo blog fra i tuoi commentatori, in cui tu dovevi dare il via pubblicando una tua poesia e noi a rispondere sul tema o sugli argomenti trattati?

    Credo peraltro di avertelo già detto, e lo riconfermo ora, quanto sia gradevole (per quel poco che abbiamo conosciuto) il tuo fermare le immagini a verso libero, il tuo cercare di svelare te stessa a te stessa, il tuo verseggiare ?toto corde?: nessuno qui ha l?aureola del poeta né aspira al Premio Nobel (salvo Sergio, al quale penso che sia bene riconoscere se non proprio un Nobel? non ne abbiamo i poteri? almeno di ?Nobelblog?), per cui, gentile padrona di casa, che pur non essendo del Mississipì, ?non far la ritrosa, ma dicci di sì?, secondo i versi di una datata canzone che forse avrai sentito cantare all?epoca in cui da bimba stavi in balcone a catalogare i poveri e ignari viaggiatori del filobus?

    Bel tipettino dovevi essere? un po? alla Palazzeschi, il quale canta, anche se per un soggetto un po? più adulto:

    ?Scrivo: Cherubina
    e il mio pubblico indovina:
    questa è una bella mogliettina,
    uno di quei bei tipettini
    rosei, paffuti e freschi?.

  52.   Vitty x Cassandro Says:

    La risposta di sotto,è per te Cassandro. Ho dimenticato di specificarlo…deve essere l’ora e il sonno….scusami!

  53.   vitty Says:

    Mi piace “la finestra di Vitty”,sai sempre trovare le parole giuste per rendere più bello e interessante quello che scrivo. Anche in questo momento sono ad una finestra…quella virtuale dove ho scoperto un mondo completamente nuovo e fantastico…avrei dovuto aggiungerlo alle mie “Finestre”.

    Quando scrivo ricordi, momenti particolari della mia vita,è come se formassi un grande puzzle,avvenimenti anche secondari,come l’affacciarsi alle finestre…mi fanno capire come lo svolgersi del tempo mi ha portata fino qua.Bella la scelta dei versi scelta dalle poesie che Libero mi ha donato. Sono certa che non te ne vorrà di averle “rubate”…anzi,da un poeta come te, scegliere altri versi per sottolineare un pensiero è un gesto di vera modestia,in un mondo dove la maggior parte delle persone vive solo di egocentrismo!

    Mi complimento per la scelta dei versi…”Risveglio” potrei dire che è quella che più mi ha colpito ,infatti è proprio vero che :

    “io non voglio andare via da tutto questo
    o almeno non adesso
    Amore che ha scoperto dove mi nascondevo
    mi fa sentire nato in questo istante
    poi due bocche unite che si aprono lentamente
    e respirare

    E il solito respiro non è più lo stesso
    la solita finestra non è più la stessa
    il solito orizzonte non è più lo stesso
    io non voglio andare via da tutto questo
    o almeno non adesso….”

    Interpreta veramente il mio pensiero così come la frizzante e briosa
    “Non vedo l’ora”!

    Questo potrebbe essere il mio motto,lo sai? Quando desidero qualcosa o aspetto che si realizzi un evento tanto aspettato…non faccio che ripeterlo questo ” Non vedo l’ora” e cerco di “spingere ” il tempo…che invece ,quasi per dispetto,sembra rallenti la corsa…volando a rotta di collo quando dovrebbe fermarsi…

    Il momento del giorno per me più bello, è la mattina….quando tutto si deve ancora svolgere. E’ un momento magico,da sempre ti assicuro! Al quale affido le mie speranze….aspettative. Non sappiamo mai cosa il giorno ha in serbo per noi…pensare a qualcosa di positivo mi aiuta ad affrontare la giornata…non mi aspetto grandi cose…sconvolgerebbero la mia vita…ma piccole gentilezze,una telefonata desiderata,un sorriso…

    “Non vedo l’ora che si faccia giorno,
    che luce spunti dalla mia finestra
    che possa alzarmi e guardare attorno
    la vita e sentir la sua orchestra ”

    E’ questo il mio risveglio, è come se mi avessi letto dentro,non hai per niente travisato il mio concetto della vita…l’hai descritto con tanta maestria,gentilezza da lasciarmi stupefatta.

    “Per ciò l’ora non vedo d’iniziare
    con gli altri i miei strumenti ad accordare
    e fin dalla mattina ben sperare

    ?per come ho fatto, da bimba o ragazza?,
    da sposa? ed or da donna con corazza.”

    ( Cassandro )

    Mi piace quella “corazza”…credo finalmente di averla,dall’alto delle mie finestre,ora, posso affrontare le mattine e lo scorrere del giorno
    “senza paura”

    Grazie Cassandro…ti stringo forte. Ciao!

  54.   Vitty Says:

    Colomba,Colomba…sei troppo gentile a chiedere anche a me qualche mia poesia! In questo post ce ne sono di veramente belle…non turbiamo quest’armonia! Non mi sognerei mai di fare concorrenza ai “gemelli diversi”…sai le risate che si farebbero! Qualche volta sono tentata e qualche verso mi scappa dalle mani….mi piacerebbe tanto saperli scrivere veramente…ma è bene riconoscere i propri limiti.

    Comunque ti prendo in parola e aspetto di leggere il diritto Romano in versi….chissà che anch’io mi appassioni a tale lettura!

    Lodevole la tua intenzione di andare a Roma a rendere omaggio al Santo Padre. A Voi giovani il Papa aveva riservato grandi attenzioni e tantissimo affetto,peraltro contraccambiato in pieno da tutti, ma proprio tutti i giovani. E’ stato commovente assistere all’ abbraccio simbolico di queste giovani vite al loro Padre Spirituale! E’ vero, avete conosciuto solo questo Papa…siete stati fortunati…un Grande Papa che ha trasmesso grandi valori…

    Cassandro,con la sua sensibilità,ha colto l’essenza del suo messaggio.
    Quel “Non abbiate paura” è un incoraggiamento a non arrendersi mai e andare sempre avanti….

    Ed è quello che facciamo ogni giorno…quello che ho fatto e quello che farò. Pur con mille timori,devo avere fiducia nel futuro…sai perchè Colomba cara? Perchè il futuro siete voi…sei tu! Nessuno di voi si arrenderà…e il futuro piano piano ,perderà quel colore scuro che ogni tanto ci opprime!

    Grazie per l’attenzione che mi dedichi e l’affetto che sento sincero…credimi,è completamente ricambiato! Un bacio amica mia! Ciao!

  55.   Vitty Says:

    Carissimo Dr Freud, non meravigliarti se mi fermo un attimo con te in questo post di tutt’altro argomento. Quando ho saputo i risultati elettorali, non ho potuto fare a meno di ripensare alle tue parole:

    “Ricordiamoceli sempre perciò le ipocrisie, cui tu accenni, Vitty, ed i turlupinamenti sul tema da te trattato, i quali, soft o gridati, si aggirano intorno a noi, e ci bombardano senza pietà di giorno e di notte, fino all?esaurimento, tramite la televisione di Stato e quella di non Stato, specialmente in questo periodo che si è sotto elezioni!”

    Ebbene carissimo,questa volta, gli Italiani se lo sono ricordato.

    Buona serata….ciao!

  56.   Wendy -Vitty Says:

    Caro Artur,da quello che ho capito, hai aperto un sito internet tutto tuo! Complimenti! Evidentemente ci sai fare con questa tecnologia. Ho visto che ci sono varie “finestre”( tanto per restare in tema….)con tante cose interessanti.Bene, sarò fra le tue lettrici.

    Volevo ringraziarti ancora per questa carrellata di poesie tanto belle! Risveglio, di Niccolò Fabi,potrei dire che mi calza a pennello.
    Così come “Guardo dalla finestra ” di Alfonso Gatto,mi ricorda la ragazzina che ero, in fiduciosa attesa del mio futuro.
    E l’immagni gioise di Rimbaud…e….e tutte,tutte mi hanno regalato belle emozioni.

    Ti ringrazio davvero Artur,di cuore!

  57.   Colomba Platino Says:

    Piacevolissimo questo ricordo del tuo viaggio nel crescere bene, visto attraverso il variare del panorama che si dischiude dalle tue finestre.
    Se non sbaglio tu scrivi pure delle poesie e quindi perché non poni in versi questi tuoi splendidi e puliti ricordi? E così fai concorrenza ai ?gemelli diversi? per come li chiama Libero, con scherzoso e felice ossimoro. Sono sicura che ne verrebbe fuori qualcosa di attraente.
    Io posso mettere in versi questo Diritto romano, che mi sta tormentando – piacevolmente, debbo dire – e che mi ha impedito di andare a Roma a rendere omaggio al Santo Padre, per come hanno fatto alcuni amici miei, sacco a pelo in spalla. Ci sarei andata con molto entusiasmo anche senza una buona sistemazione logistica in quanto io sono cresciuta con lui e per me Papa vuole dire solo lui.
    Mi è piaciuto molto, se posso dirlo, Cassandro che ha chiuso il suo commento, assimilando il tuo modo di essere all?insegnamento proprio del Papa, al suo incoraggiante ?Non abbiate paura?, che poi era ciò che tu hai scritto in chiusura del tuo articolo, e cioè che sulle tue finestre e le tue stanze insiste ?lo stesso cielo, a ricordarti il tuo passato, il tuo presente e perché no?a sognare, ancora, il tuo futuro?.
    Questa fiducia nel futuro, non ostante che tu abbia già una figlia della mia età, ti rende più giovane di noi giovani, che ogni tanto dubitiamo tanto di ciò che ci aspetta. Complimenti e grazie anche di questo incoraggiamento. Altro se TVB!

  58.   liberodivolare Says:

    Cara Wendy-Vitty clicca su Liberodivolare e andrai ad un’altra finestra.

  59.   CASSANDRO Says:

    Ora sì che abbiamo il tris: dopo “La finestra sul cortile” sulla ricerca della verità da parte del fotografo indagatore, la “Finestra di fronte”, sull’amore disperato e disperante dei tempi di oggi, abbiamo “La finestra di Vitty”, sulla speranza e sulla fantasia lungo un buon arco di esistenza.

    Complimenti! ci hai regalato un spezzone di vita, per come vista da una bimba, da una ragazza, da una sposetta, e da una donna nel pieno della sua maturità, affacciata ad una semplice finestra, attraverso la quale sognare il proprio futuro, e dalla quale giustamente (spigolando fra le poesie a te offerte da Libero, che non mi auguro non me ne voglia se gli rubo qualche verso)”non vuoi andare via, o almeno non adesso”, dato che, un po’ come tutti, ‘non sai cosa c’è allo svincolo della strada’ sai solo che c’è la speranza!?

    Perpetrato questo furto, questa evidenziazione se dir si possa circa lo spirito che anima il tuo post, non mi resta allora che pagare penitenza (o farvela pagare)

    NON__VEDO__L’ORA

    Non vedo l’ora che si faccia giorno,
    che luce spunti dalla mia finestra
    che possa alzarmi e guardare attorno
    la vita e sentir la sua orchestra

    suonare or compassata sinfonia
    ora poema epico e profondo,
    ora ballata piena di allegria,
    od ora Requiem da fine del mondo.

    Ma a differenza dei pezzi suonati
    dalle solite orchestre, ove scandita
    è la lunghezza dei tempi fissati

    — tanti e non più — l’orchestra della vita
    suona senza fine, ed eternati
    i suoni sono e senza vie d’uscita?

    perchè essa mai finisce di suonare.

    Per ciò l’ora non vedo d’iniziare
    con gli altri i miei strumenti ad accordare
    e fin dalla mattina ben sperare

    ?per come ho fatto, da bimba o ragazza?,
    da sposa? ed or da donna con corazza.

    (Cassandro)

    Mi auguro di non avere travisato il tuo concetto della vita, Vitty, ma tu mi appari sempre come persona fondamentalmente sincera e piena di sana vitalità. Per te ‘Spes’non è ultima dea, ma penultima, terzultima, quartultima ecc. ecc?. in piena sintonia col messaggio finale del Santo Padre ‘Non abbiate paura’!

  60.   Wendy -Vitty- commossa Says:

    Artur, sono appena rientrata dal lavoro…ho acceso il pc e sono rimasta sbalordita e commossa dalle bellissime poesie che hai cercato per me!

    Sono una più bella dell’altra! le leggerò attentamente una per una perchè meritano una giusta attenzione.

    Saprò dirti poi le mie impressioni.
    Per ora grazie! sei stato dolcissimo!
    Un abbraccio.

  61.   liberodivolare Says:

    Volteggiavo nel mio palazzo di gomma, con angoli smussati, senza piu’ neanche un rumore
    per un nulla mi persi e, stanza dopo stanza cercavo…
    cercavo nelle finestre un’aria nuova
    ma spesso, stanza dopo stanza e dopo un’altra ancora….
    cercavo nelle finestre un’aria nuova
    un’aria nuova per sentirmi come lei.
    pensieri della mia notte
    Pensieri pungenti come aghi, dentro me…
    Sono ancora qui, nello stesso punto di partenza,(se non e’ il mio?), qui tutto e’ uguale,
    non riesco a uscire…
    non riesco a uscire …
    Il mio palazzo di gomma non finisce mai, forse una foratura lo pieghera’, ma di aria ce n’e’ tanta
    quanta ogni giorno ne respiro, e io respiro, si, respiro ancora, non vedi che….
    Pensieri della mia notte
    Pensieri pungenti come aghi..
    resto qui ascoltando il mio ultimo respiro qui, contando
    i miei ultimi dieci passi, pungenti come aghi, pungenti come aghi

    Malfunk

  62.   liberodivolare Says:

    Risveglio
    Finestre aperte a fare entrare aria buona
    e lettere venute da lontano
    La mia vittoria è stringerti la mano
    e passeggiare

    Nuova luce e vento sulle ragnatele
    un appuntamento dato senza orario
    dove s’incontrano le rette parallele
    ed aspettare

    E il solito risveglio non è più lo stesso
    la solita finestra non è più la stessa
    io non voglio andare via da tutto questo
    o almeno non adesso
    Amore che ha scoperto dove mi nascondevo
    mi fa sentire nato in questo istante
    poi due bocche unite che si aprono lentamente
    e respirare

    E il solito respiro non è più lo stesso
    la solita finestra non è più la stessa
    il solito orizzonte non è più lo stesso
    io non voglio andare via da tutto questo
    o almeno non adesso

    Niccolò Fabi

  63.   liberodivolare Says:

    Ho chiuso le finestre e sto piangendo,
    lontano dal tuo mondo,
    lontano da me.
    Per te io sto soffrendo le prime pene
    perché ti voglio bene
    perché ti voglio bene.
    Restano mille ricordi,
    le notti ed i giorni son fatti di te.
    Sul davanzale una rosa
    una rosa è fiorita non certo per me,
    per me, per me!…
    Ho chiuso le finestre e sto piangendo
    perché ti voglio bene,
    perché ti voglio bene.

    Morandi 1963

  64.   liberodivolare Says:

    LE FINESTRE
    La sua dimora era una sfera senza uscita,
    nessun ricordo di essere mai stato altrove.
    Dal puro nulla distingueva solamente
    raggi che entravano a svegliare, o forse lame.
    Eternamente spalancate due finestre
    sembravano cogliere da un mare di dolori
    le più possenti e spaventose fra le onde.
    La loro immagine accecava il prigioniero.
    Non vi era fuga immaginabile né mai
    ebbe risposta il suo richiamo se non l’eco
    delle grida che nessuno avrebbe udito.
    Si dispersero nel mare indistinte.
    Mai cessò di essere trafitto.
    A nulla valse la pena di scostarsi
    dall’unica esistenza conosciuta.
    Ma affacciarsi non poteva far più male.
    Si avvicinò tremando a quelle due finestre :
    le aveva chiuse in un sogno troppo bello
    e in un altro vi saltò per non tornare.
    Erano due occhi e si bagnarono di pianto.

  65.   liberodivolare Says:

    Ho scelto quattro volte,
    ho scelto quando il rumore dei topi
    mi ha tenuto sveglio per un anno intero,
    ho scelto quando dentro al disco luminoso
    non ho trovato niente per giorni e giorni,
    ho scelto quando ho pensato “si potrebbe fare”
    mentre tutti pensavano “sarebbe bello, ma…”
    ho scelto quando ho visto il ferro
    forare mille cuori in meno di un secondo,
    ho scelto per quattro volte di non impazzire.

    La mia soffitta è di un legno strano
    La mia soffitta è di un legno strano,
    marcio e pregiato, a seconda dei punti.
    Nello stanzone ci sono armadi e sedie
    ed un divano senza una gamba,
    con sotto dei libri. La televisione,
    accesa, trasmette un incontro di tango,
    l’argentino campione in carica
    ne busca dal danese.
    Nella mia soffitta le finestre sono tutte aperte,
    il caminetto sta spegnendosi
    e le porte sono chiuse a chiave.

  66.   liberodivolare Says:

    Ho teso delle corde da campanile a campanile; ghirlande da finestra a finestra; catene d’oro da stella a stella, e danzo.

    RIMBAUD

  67.   liberodivolare Says:

    Abbiamo perso anche…

    Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
    Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
    mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.
    Ho visto dalla mia finestra
    la festa del tramonto sui monti lontani.
    A volte , come una moneta
    mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.
    Io ti ricordavo con l’anima oppressa
    da quella tristezza che tu mi conosci.
    Dove eri allora?
    Tra quali genti?
    Dicendo quali parole?
    Perché mi investirà tutto l’amore di colpo
    quando mi sento triste e ti sento lontana?
    E’ caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
    e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.
    Sempre , sempre ti allontani la sera
    e vai dove il crepuscolo corre cancellando le statue.

  68.   liberodivolare Says:

    Guardo dalla finestra,
    non vedo la fine del mondo,
    vedo soltanto la fine della strada.
    Guardo dalla finestra,
    aspettando il mio futuro,
    che ci mette un pò ad arrivare.
    Guardo dalla finestra,
    non so cosa c’è allo svincolo della strada,
    so solo che c’è la speranza

    A. Lo Gatto

  69.   liberodivolare Says:

    DALLA FINESTRA
    Ho visto passare l’infanzia lentamente
    e non ho pensato a trattenerla.
    Ho visto passare l’adolescenza più in fretta
    e non ho cercato di fermarla.
    Ho visto passare la giovinezza correndo
    e non ho fatto in tempo ad afferrarla.
    Ho visto passare la maturità mestamente
    e l’ho lasciata andare.
    Ora vedo passare il presente velocemente
    e tento di accompagnarlo.
    Domani vedrò arrivare la vecchiaia
    e stancamente le andrò incontro….

    G.Catilli.

  70.   liberodivolare Says:

    Il giorno presente non ritorna mai più,
    e a chi non lo mangia
    e beve
    e gusta
    e annusa
    esso non verrà offerto una seconda volta
    per tutta l’eternità.

    H. Hesse

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