L’onda chiese al mare: “mi vuoi bene?”.

Ed il mare le rispose. “il mio bene è così forte che ogni volta che t’allontani verso la terra io ti tiro indietro per riprenderti tra le mie braccia.
Senza te la mia vita sarebbe insignificante.
Sarei un mare piatto, senza emozione. Tu sei l’essenza del mio esistere.”.

L’onda fu felice.Tra le braccia del mare.

Facendo finta, ogni volta di volare via, per dare quel senso di precarietà alle cose, per renderle preziose.

Ed ogni volta il mare la riprendeva, con le sue braccia grandi, per riportarla a sé.

Raccontano che una notte la luna illuminava il mondo,
e l’onda bianca lentamente, in un ballo infinito,
scivolava tra un prendersi e un lasciarsi, col mare che stendeva le braccia per poi ritirarle, facendo finta a volte di non poterlo fare, perché l’onda potesse assaporare anch’essa quella precarietà che rende le cose preziose.

L’onda ed il mare sono ancora lì, nel gioco infinito delle emozioni. E fanno finta che sarà l’ultima volta che l’onda partirà verso la terra, per non tornare più, ma poi, alla fine, è più forte su tutto il bisogno di riprendersi.

Nel sogno di un bene senza fine.

(Anonimo)

Riferimenti: E il vento ,trascina il mare dietro ai sogni…



22 Commenti to “L’onda e il Mare”

  1.   Grazie Artur Says:

    Artur (http://isola_di_arturo.blog.tiscali.it) [Domenica 5 Marzo 2006 ore 22:59:57]

    Riferendomi al post precedente (sono un po’ tardo):

    ” C’era una volta un’onda che volteggiava felice nel mare, giocava con i delfini, si divertiva a variare le dimensioni della vua candida schiuma, si baciava con il sole e godeva delle diverse tonalita’ di colore. Navigava felice nel suo mondo sapendo di poter proprio andare dappertutto senza dover comprare nessun titolo di viaggio. Ma una delle sue compagne, gelosa della sua serenita’, le disse: “Ridi e gioca finche’ puoi, ma quando la corrente ti fara’ arrivare a riva…. tu morirai!”. La piccola onda si senti’ indifesa, non aveva mai conosciuto la cattiveria e nel suo pianto disperato chiese aiuto al Papa’ Mare. Lui la consolo cosi’: ” Tesoro mio, tu non morirai… arriverai si’ alla riva e giocherai con i castelli di sabbia dei bambini, bacerai i passi degli innammorati che passeggiano mano nella mano e poi…. tornerai da me! Riprenderemo il nostro viaggio infinito, diventeremo talvolta tempesta per eseguire gli ordini di Madre Natura…per poi essere calmi e sinuosi. Saluteremo i pescatori e tutti colori che ci verranno a trovare per gioire della nostra bellezza, forza e della nostra capacita’ di far sognare.”

  2.   Vitty x Cassandro Says:

    Ma com’è dolce quel litorale,tenero….

    Cassandro ma così mi fai desiderare di esserci in mezzo a quelle onde,a quel mare!!!! Davvero complimenti per aver reso questo racconto ancora più bello,magico! Più lo leggo,più mi piace…Grazie amico carissimo!

    Non so se è “l’onda” che comanda la “briscola”,di certo,da sempre, asseconda i movimenti del mare…oppure è solo un’illusione per scappare,farsi rincorrere….ritornare e andare di nuovo!!! Chi lo sa come sarà veramente questo gioco….

    Da sempre il mare affascina generazione e generazioni….guardarlo non stanca mai e il tempo sembra fermarsi di fronte al suo motoperpetuo….

    Ho letto da qualche parte,un post su Narciso,e dato che parliamo di incanti e di mare mi piace pensare a questa metafora….Si sa che Narciso non potendo afferrare la sua bella immagine riflessa nella fonte,vi si immerse e annegò. Ebbene ,anche noi scorgiamo la stessa immagine ,nel mare,negli oceani ( e io l’ho vista….l’ho vista!!!!) E’ la raffigurazione inafferrabile della Vita,che va e viene…va e viene….in pratica la chiave di tutto….

    Una chiave che tiene ben stretta la Lei della tua poesia,che non esita a usare quando è il momento di difendere la stabilità e ridare vigore al suo amore!!!!

    L’onda del mare, dici, viene e va?
    Il punto è questo!… Se d’accordo sei
    …per quanto mi riguarda ben mi sta…
    vuol dire che faremo come lei.

    Se è simbolo di vita noi dobbiamo
    assumerla ad esempio… tu non trovi?
    Sul ‘va e viene’ non ci tratteniamo

    nè sul velluto e manco in mezzo ai rovi.
    Che te ne frega il resto se ci amiamo…
    ‘Provaci ancora, Sam’, vedrai che scovi!!!

    ? Quod Iunoni placet… placet Iovi”.

    (Cassandro)

    Grazie Cassandro…cosa ne dici di un bacio alla salsedine?!

    CIAO!!!

  3.   Wendy_Vitty Says:

    Quando si ha la sfortuna di incappare in persone interessate solo al profitto,quando non sanno provare sentimenti positivi per il prossimo,è naturale e istintivo reagire prendendo le distanze ,sia di amicizia sia affettive. Non per niente,da sempre,l’Amore è la spinta che ha mandato avanti il mondo.

    E’ quando purtroppo prevalgono interessi personali o egoistici,che il mondo va a fondo…e l’esempio di queste guerre in corso ne sono una prova lampante!

    E’ molto triste Artur tutto questo…..però non tutti sono così! tu ,ne sono certa,hai sempre messo l’anima in ogni cosa che hai fatto….figuriamoci nei rapporti personali! ce ne fossero di persone come te!!!!

    Un abbraccio,ciao!!!

  4.   CASSANDRO Says:

    ??????? E l?onda chiese al litorale: ?Mi vuoi bene??

    Ed il litorale le rispose: “il mio bene è così forte che ogni volta che ti allontani verso il mare profondo io cerco di trattenere quanto più posso di te.
    Senza te la mia vita sarebbe insignificante.
    Sarei un litorale asciutto, piatto, arido, senza emozione. Sarei solo sabbia, e quindi? un deserto.
    Tu sei l’essenza del mio esistere.”

    L’onda fu felice e continuò a baciarlo e a sommergerlo e ad entrare quanto più possibile nelle sue viscere, nei suoi anfratti.

    Facendo finta, ogni volta di tornare via, per dare quel senso di precarietà alle cose, per renderle preziose.

    Ed ogni volta il litorale, rendendosi più permeabile, la riprendeva nelle sue braccia grandi, e la faceva entrare in lui, in una fusione assoluta.

    Raccontano che una notte la luna illuminava il mondo,
    e l’onda bianca lentamente, in un ballo infinito,
    scivolava tra un farsi prendere e un lasciarsi col litorale che stendeva le braccia per trattenerla, facendo finta a volte di respingerne l?abbraccio con i suoi scogli, perché l’onda spumeggiante in quell?urto potesse assaporare anch’essa quella precarietà che rende le cose preziose.

    L’onda ed il litorale sono ancora lì, nel gioco infinito delle emozioni. E fanno finta che sarà l’ultima volta che l’onda ripartirà verso l?alto mare, per non tornare più, ma poi, alla fine, è più forte su tutto il bisogno di riprendersi.

    Nel sogno di un bene senza fine???????????.

    (Da ?Anonimo? a Cassandro? si fa per dire!)

    Come vedi, Vitty, cambiando l?ordine dei fattori il prodotto non cambia, a riprova che, come sempre, nella vita la briscola la comanda? ?l?onda?. Sbaglio?

    Eh sì, ogni cosa può vedersi sotto una duplice angolatura? ma a conti fatti considererei assai valida anche questa seconda esposizione, non peraltro che per la più naturale legge del contrasto fra due elementi diversi, essendo di fatto ?onda e mare? un tutt?uno, a ben pensarci.

    Per non dire della sottile metafora che si nasconde sotto l?immagine dell? ?onda alla riva?, da sempre utilizzata dagli innamorati, per cui ogni loro incontro, anche senza saperlo, vive sempre all?insegna dell?andirivieni tipico dell?onda del mare, che col suo altalenante ?va e viene? (romantico e carnale) è sempre fonte di vita, come insegna questa prammatica protagonista, che al momento opportuno quel tanto che dalla quotidiana esperienza ha imparato lo insegna ben volentieri al suo ?lui?, ?salvandolo?? in attuazione del principio che ?ciò che piace a Giunone di sicuro piace anche a Giove?? come nel finale di ?Pretty women?

    L ‘ O N D A D E L M A R E

    (Lui)
    – “Mi meraviglio che per me finora
    non sia arrivato l’attimo, il momento
    in cui sapere che per poco ancora
    in mio favore spirerà il vento.

    Ne ho visto ormai tante di estati,
    di autunni, inverni e primavere,
    e i cieli miei son stati illuminati
    … sapessi tu!… di quante lune intere.

    Credo che basti ormai, credo che basti,
    anche se questo mondo mi trattiene
    con le sue gioie, con i suoi contrasti,

    con il suo male e con tutto il suo bene.
    Ah, se potessi ancor suonare i tasti
    sul pianoforte, in luce, sulle scene…

    Solo l’onda del mare va e viene…”

    ° ° °

    (Lei)
    – “Solo l’onda del mare va e viene?
    Allora, amore, catullianamente,
    diamoci sotto ancora, ci conviene:
    boia a chi molla… fesso a chi si pente!

    L’onda del mare, dici, viene e va?
    Il punto è questo!… Se d’accordo sei
    …per quanto mi riguarda ben mi sta…
    vuol dire che faremo come lei.

    Se è simbolo di vita noi dobbiamo
    assumerla ad esempio… tu non trovi?
    Sul ‘va e viene’ non ci tratteniamo

    nè sul velluto e manco in mezzo ai rovi.
    Che te ne frega il resto se ci amiamo…
    ‘Provaci ancora, Sam’, vedrai che scovi!!!

    ? Quod Iunoni placet… placet Iovi”.

    (Cassandro)

  5.   Vitty X Colomba Says:

    Io mi riscaldo al tuo di buon cuore,cara e dolce Colomba! Sempre affettuosa e tanto gentile con me!!!

    Non so se sono sempre così,dovresti chiederlo a chi mi sopporta…forse qualcosina avrebbe da dirti che ti sorprenderebbe!!! ma dato che ciò non accadrà,non sarò certo io a darmi la zappa sui piedi!!! :) )

    Cerco di pensare positivo.Di apprezzare tutto quello che ho,senza pretendere di più. Siamo circondati da arrivisti e persone perennemente scontente.Ogni volta che ottengono una cosa ne bramano subito un ‘altra…..questo non va bene…avere un po’ di ambizione serve per migliorarsi,ma diventare schiavi dell’arrivismo è smettere di vivere . Perdere di vista le cose essenziali dell’esistenza equivale a non “vivere” più.

    Qui per fortuna,nel blog,voglio dire,c’è bisogno solo di idee,pensieri,sentimenti! Parafrasando la canzone “Tanto pè cantà” che tanto bene interpretava il bravo Nino Manfredi si potrebbe dire

    “Basta’a salute ,una tastiera un mause
    pòi girà tutt’er monno…
    e m’accompagno da me…”

    Da me per modo di dire,perchè per fortuna ho amici carissimi,e tu occupi un posto speciale, che mi accompagnano e condividono gli stessi interessi. La poesia è un buon disintossicante dalle noie giornaliere….c’è chi va in palestra a praticare Yoga…..ebbene,io mi concentro e rilasso con le poesie. Non mi limito a leggerle….le vivo,colgo le sfumature,i sospiri,i sorrisi….imparo a guardarmi intorno,guardo cose e luoghi con gli occhi del poeta. Ho imparato che anche le cose più insignificanti,possono diventare bellissime,basta saperle guardare…. questa poesia per esempio che studiai tanti anni fa rende perfettamente l’idea

    LA GIOIA PERFETTA

    com’e` triste il giorno di maggio
    dentro il vicolo povero e solo!
    di tanto sole neppure un raggio
    con tante rondini neppure un volo

    pure c’era in quello squallore
    in quell’uggia greve e amara
    un profumo di cielo in fiore
    un barlume di gioia chiara

    c’era c’erano tante rose
    “affacciate a una finestra”
    che ridevano come spose
    preparate per la festa

    C’era seduto sul gradino
    d’una casa di pezzenti
    un bambino piccino piccino
    dai grandi occhi risplendenti

    Cera in alto una voce di mamma
    cosi` calma cosi` pura
    che cantava la ninna nanna
    alla propria creatura

    e poi dopo non c’era nulla
    ma di maggio alla via poveretta
    basta un bimbo un fiore una culla
    per formarsi un agioia perfetta

    ( Diego Valeri)

    Ti ho reso l’idea Colomba?

    “I clerici vagantes” in questo periodo sono piuttosto indaffarati….vagano vagano….ma stai tranquilla che sempre qui ritornano…se non vagassero,che clerici vagantes sarebbero?! Ti pare?!

    No preoccuparti se non trovi il romanticismo nel tuo mondo (!!!) ,quello non si compra e non si vende….si respira! Sei nata e vivi in una città che è la culla del romantismo!!!! E’ dentro di te,e al momento opportuno,vedrai si manifesterà in pieno!!!!

    Purtroppo quel “Sogno di un bene senza fine” fa parte del racconto dell’Anonimo. Però lo condivido e da oggi lo faccio mio….anzi,nostro!!!!

    Ti abbraccio con tantissimo affetto. La tua amica Vitty.

  6.   Artur Says:

    Vola, Colomba Platino, vola……..

    Stavo appunto scrivendo un post in cui descrivevo l’errato approccio avvenuto, in determinato momento della mia vita, nei confronti del mio prossimo.
    Esacerbato dal continuo confrontarmi in un mondo di mediocrità esibite anche di chi si mostrava aperto ed culturalmente valido in un qualche campo specifico, spesso adiacente o appartenente al suo campo lavorativo, ma che mostrava enormi campi incoltivati e pieni di saccenteria quando ti discostavi da queste oasi di sapere che non avevano, a guisa delle vere oasi sostrati adatti derivanti da sufficienti condizioni di fertilità del suolo o da avara presenza dell’acqua necessaria alla crescita di qualsiasi ambiente ecologicamente valido, ho spesso reagito con l’esclusione e il disinteresse.
    MI sono poi reso conto che, spesso, non erano le condizioni ambientali a determinare tali disastri culturali ma la mancanza di sentimenti, le aridità indotte dalla società egoistica in cui si vive attualmente, la miopia indotta da errati metodi di acculturazione, ambienti familiari in cui erano interdette le occasioni di confronto e di discussione, modelli comportamentali che privilegiavano la saccenteria al “so di non sapere”.
    E su tutto la mancanza di Amore.
    Non parlo dell’amore inteso come semplice sentimento di attrazione animale, di solleticamento ed appagamento dei sensi ma l’Amore con la A maiuscola che nasce dal sentimento e dalla consapevolezza del sentimento stesso.
    L’Amore che unisce l’animale inteso come corpo fisico alla ragione e all’anima intesa come componente metafisica del nostro stesso Io.
    Un Amore in cui sono asclusi gli egoismi, le gelosie, le prevalenze.
    Amori in cui il rispetto è la prima cosa da perseguire e dove la consapevolezza del solo dubbio di mettere il rispetto in discussione è causa della cessazione del sentimento d’Amore, a meno che non sia occasione di ulteriore fermezza nel perseguirlo e renderlo sempre più inossidabile.

  7.   alberto Says:

    Ciao, curiosando tra i blog sono approdato al tuo, che trovo interessante e di spessore.
    Bè se ti va visita anche il mio: http://secretcard.blogspot.com
    Credo ti incuriosirà (è un progetto “artistico-emozionale”).
    Baci, Alby

  8.   Colomba Platino Says:

    Come fai ad essere sempre così romanticamente affabile, mia cara Vitty?
    Non solo i tuoi scritti e i tuoi commenti, ma pure le tue letture, che per gentilezza ci proponi, trasudano letizia e romanticismo.
    Il tuo blog vale visitarlo non fosse altro che per la pace e la serenità che riesci a trasmettere, ben coadiuvata dai tuoi commentatori che non lo sono da meno, pur nell?assenza in questo caso dei due ?clerici vagantes?. Eppure non mi sembrano tanto allergici all’amor cortese.
    Ma che siete una razza a parte, in via di estinzione?
    Nel mio mondo ne trovo poco, troppo poco: o non c?è ne è a sufficienza, e quel poco che c?è si disperde, oppure non me ne accorgo io (il che sarebbe molto grave).
    Ci presteresti la tua formula, direi magica, per vivere come nella chiusura del tuo post, in quel ?sogno di un bene senza fine?, che non ho capito se è attribuibile all?Anonimo da te citato o è una tua considerazione, per come credo.
    Ti abbraccio e mi riscaldo un poco al tuo bel cuore. Tvb, tvb, tvb.

  9.   Wendy_Vitty Says:

    Artur,mi hai regalato una “marea” di emozioni!! nuoto,mi immergo,riemergo in questo mare di versi bellissimi. Mi hanno toccato il cuore .

    Dal bravo Neruda mi sono arrivati i palpiti passionali del suo amore! Impossibile restare indifferente di fronte a tanto ardore!

    Il brano di Elsa Morante mi ha portato a guardare il firmamento e a perdermici come un immenso oceano….ho sentito il rumore del mare….e veramente ho desiderato di essere portata via….

    La MAREA e L’ONDA penso siano tue….non c’è il nome dell’autore …ma riflettono il tuo cuore!

    Sono molto belle,chiunque ti abbia ispirato questi versi è stata una persona molto amata. Ti confesso che nel leggere questi versi:

    tu, che nell’alba svanirai
    con la rugiada
    domani sarai già lontana
    e presto scorderai il mio nome,
    mentre il tuo
    sarà prigioniero del mio cuore.

    non ti nascondo che ho pianto.

    Mannaggia questi poeti come sfruculiano il cuore!!!! :) )

    Come posso ringraziarti per queste emozioni??? Forse con questa poesia che a me è piaciuta tanto?! Ciao!

    I miei cofanetti sono i gusci delle ostriche,
    nei quali tengo le mie perle orientali;
    per aprirli uso la marea,
    chiave che spalanca
    i gusci delle ostriche, dopodiché prendo
    quelle perle orientali e faccio corone;
    e indosso il semplice corallo
    che arrossisce al contatto dell’aria.
    Siedo a cantare sulle onde d’argento
    e allora i pesci stanno ad ascoltare:
    poi, sedendo su una roccia,
    mi pettino i capelli con una lisca di pesce;
    nel frattempo Apollo, coi suoi raggi,
    me li asciuga dai rivoletti d’acqua.
    La luce fa splendere la superficie dell’acqua
    e fa uno specchio dell’immenso mare:
    così quando nuoto in alto sulle acque,
    mi vedo mentre scivolo giù:
    ma quando il sole comincia a scottare
    torno alle mie acque
    e mi tuffo sino in fondo:
    allora le acque scorrono sulla mia testa
    in onde increspate, a cerchi concentrici,
    e così io sono incoronata dalle acque.

    Margaret Cavendish, 1668

  10.   vitty Says:

    X Giampaolo

    Ah….ma allora anche tu sei un poeta!!!! Che dire… Bravo e benvenutissimo!!!!

    X Alice

    Sono contenta che ti senta a tuo agio! Sei sempre la benvenuta! :) )

    X alorukaba

    un nikname veramente fuori del comune,complimenti!!!

    Visto che ti senti un po’ onda e un po’ mare ,penso che questo ti piacerà!

    ” Sulle creste la schiuma splende
    più luce di quanto
    gli specchi possano riflettere mai”

    ( Anonimo)
    :) )

  11.   Artur Says:

    Certe sere, dopo cena, attirato dalla frescura di fuori, mi stendevo sullo scalino della soglia, o sul terreno dello spiazzo. La notte, che un’ora prima, giù al piano, m’era apparsa così proterva, qua, ad un passo dalla porta-finestra illuminata, mi ridiventava familiare. Adesso il firmamento, a guardarlo, mi diventava un grande oceano, sparso d’innumerevoli isole, e, fra le stelle, ricercavo aguzzando lo sguardo quelle di cui conoscevo i nomi: Arturo, prima di tutte le altre, e poi le Orse, Marte, le Pleiadi, Castore e Polluce, Cassiopea…… Avevo sempre rimpianto che, ai tempi moderni, non ci fosse più sulla Terra qualche limite vietato, come per gli antichi le Colonne d’Ercole, perchè mi sarebbe piaciuto di oltrepassarlo io per primo, sfidando il divieto con la mia audacia; e, allo stesso modo, adesso, guardando lo stellato, invidiavo i futuri pioneri che potranno arrivare fino agli astri. Era umiliante guardare il cielo e pensare: là ci sono tanti altri paesaggi, altre iridi di colori, forse tanti altri mari di chi sa quali colori, altre foreste più grandi che ai Tropici, altre forme di animali ferocissime e allegre, più amorose ancora di queste che vediamo…. altri esseri femminili stupendi che dormono…. altri eroi bellissimi….. altri fedeli…. e io non posso arrivare la.

    Allora, i miei occhi e i miei pensieri lasciavano il cielo con dispetto, riandando a posarsi sul mare, il quale, appena io lo riguardavo, palpitava verso di me, come un innamorato. Lì disteso, nero e pieno di lusinghe, esso mi ripeteva che anche lui, non meno dello stellato, era grande e fantastico, e possedeva territori che non si potevano contare, diversi uno dall’altro, come centomila pianeti! Presto, ormai, per me, sarebbe cominciata finalmente l’età desiderata in cui non sarei stato più un ragazzino, ma un uomo; e lui, il Mare, simile a un compagno che finora aveva sempre giocato assieme a me e s’era fatto grande assieme a me, mi avrebbe portato via con lui a conoscere gli oceani, e tutte le altre terre, e tutta la vita!

    (da”L’Isola di Arturo” di Elsa Morante.)

  12.   Artur Says:

    Voglio che sappia
    una cosa.Tu sai com’è questo:
    se guardo
    la luna di cristallo, il ramo rosso
    del lento autunno alla mia finestra,
    se tocco
    vicino al fuoco
    l’impalpabile cenere
    o il rugoso corpo della legna,
    tutto mi conduce a te,
    come se ciò che esiste,
    aromi, luce, metalli,
    fossero piccole navi che vanno
    verso le tue isole che m’attendono.
    Orbene,
    se a poco a poco cessi di amarmi
    cesserò d’amarti a poco a poco.
    Se d’improvviso
    mi dimentichi,
    non cercarmi,
    ché già ti avrò dimenticata.
    Se consideri lungo e pazzo
    il vento di bandiere
    che passa per la mia vita
    e ti decidi
    a lasciarmi alla riva
    del cuore in cui affondo le radici,
    pensa
    che in quel giorno,
    in quell’ora,
    leverò in alto le braccia
    e le mie radici usciranno
    a cercare altra terra.
    Ma se ogni giorno,
    ogni ora
    senti che a me sei destinata
    con dolcezza implacabile.
    Se ogni giorno sale
    alle tue labbra un fiore a cercarmi,
    ahi, amor mio, ahi mia,
    in me tutto quel fuoco si ripete
    in me nulla si spegne, si oblia,
    il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
    e finché tu vivrai starà tra le tue braccia
    senza uscir dalle mie.

    (Pablo Neruda)

  13.   giampaolo Says:

    Siamo come gocce nel mare che ogni giorno si infrangono sugli scogli…ciao

  14.   alroukaba Says:

    Che dire….mi sento un pò onda e un pò mare…
    Bello cmq non la conoscevo…. :)

  15.   Artur Says:

    MAREA

    marea, specchio dell’universo
    lasci a riva soltanto un istante
    di quel tuo infinito…

    e non ti accorgi
    mentre scompari
    che stai portando via
    anche l’ultimo opaco riflesso
    dei miei sogni…

    se proprio devi andare
    almeno trascina via
    i miei ricordi che tu hai scolpito
    uguali a te…

    perché tu
    sei rimasta ancora qui
    intrappolata
    nella speranza di un tuo sì…

    qui, dove restano oramai
    solo frammenti
    di te che voli ancora intera
    nel labirinto dei miei sensi
    come magnifica ossessione…

    marea, resta difficile
    dirti come mai
    non si cancelli da me
    il disegno dei tuoi passi…

    e mentre il vento
    porta la tua vita in volo
    io combatto per cercare
    di star solo

    mentre il sole
    piano piano ti colora
    io combatto
    per tenerti ancora un ora…

    ma ora tu
    in silenzio te ne vai
    come una fata
    e qui finisce la magia…

    tu, che nell’alba svanirai
    con la rugiada
    domani sarai già lontana
    e presto scorderai il mio nome,
    mentre il tuo
    sarà prigioniero del mio cuore.

  16.   Artur Says:

    L’ONDA.

    Vorrei essere un’onda
    fresca, spumeggiante, prepotente.
    Vanno sempre avanti e non tornano sui loro passi.
    Se qualcosa prova a fermarle la sommergono,
    e ridono di schiuma.

    Può frangerle solo una fiera scogliera,
    e loro, frangendosi, tuonano e cantano d’orgoglio.

    La fiera scogliera non sa
    che la loro morte è solo una breve illusione,
    un sussurro di risacca e rinascono,
    sempre,
    più belle e spumeggianti di prima,
    pronte per tornare a frangersi,
    e il canto diventa un ruggito,
    e il tuono si fa assordante.

    La fiera scogliera non sa che, prima o poi,
    al suo posto ci sarà una spiaggia,
    e li,
    le onde, dopo aver vinto,
    sospirando, si adageranno per riposare.

  17.   vitty x faby Says:

    Eh,sì….sarebbe davvero bello….

  18.   Vitty x arteeparte Says:

    Quanta passione,quanto amore per il mare e la tua terra!!!

    Ti capisco perfettamente perchè anch’io sono nata e vivo vicino al mare! L’odore del salmastro mi dà quell’energia che altrove,ne sono certa,di certo non avrei.

    Spero di farti cosa gradita con questi versi di Giovanni Pascoli. Ciao!

    MARE

    Mi affaccio alla finestra e vedo il mare:
    vanno le stelle, tremolando l’onde,
    Vedo stelle passare, onde passare;
    un guizzo chiama,un palpito risponde.
    Ecco, sospira l’acqua, il vento:
    sul mare è apparso un bel ponte d’argento.
    Ponte gettato sui laghi sereni,
    per dunque sei fatto, e dove meni?

    Giovanni Pascoli

  19.   Vitty x rosagialla Says:

    Sempre gentili le tue parole Rosagialla,è un piacere averti ancora su queste pagine! Contraccambio il bacio e il sorriso!!!! Ciao! :) )

  20.   faby Says:

    L’ONDA E IL MARE IN QUESTA STORIA SONO L’EMBLEMA DELL’AMORE POICHE’ NESSUNA DELLE DUE PUO’ VIVERE SENZA L’ALTRO..sarebbe bello se fosse così anche per tutte le coppie..

  21.   arteeparte Says:

    Il mare è la terra mia non potrei vivere senza sapere che oltre l?acqua c?è la spiaggia dove sono nata io, lì dopo Capri, lì dove si spegne l?orizzonte.
    Dove adesso piangono grosse nuvole nere, la terra non la vedo più, però il mare splende in lontananza, brilla un angolo di acqua salata, è la terra mia, quella è la terra mia.
    Il mare riceve, cullandosi, le mie radici ed io le affondo come reti di pescatori.
    La mia terra è il mare, di mare io sono fatta e mare ho nei capelli, sotto le unghie, gocce d?acqua salmastra le lacrime mie.
    Mare senza terra è la terra mia, mare calmo e silenzioso, spumeggiante e rumoroso, mare solo.
    Sono fatta di mare perchè amo viaggiare, perché adoro le mareggiate mie, che svuotano, scavano, rimescolano e distruggono, perché non posso stare ferma mai, perché respiro come il mare e di mare è la pelle mia, perché sono trasparente, instancabile ed ingorda, perché ho dentro di me la vita.
    Il mare è la terra mia, è l?unica che io conosca, è l?unica che posso amare, terra mia di mare.

  22.   Gio Says:

    E’ sempre emozionante rileggere questa metafora
    Un bacio ed un sorriso accompagnati da una rosagialla ^_^
    Gio

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