In queste calde notti di luglio,è impossibile non accorgersi della splendida luna piena che tutto illumina di una luce irreale!Ci segue silenziosa e discreta,occhieggia dalle nostre finestre…..facendo compagnia ai nostri sogni. Quand’ero bimba ,con la mia sorella più grande, facevamo un gioco…..ad ogni plenilunio,tenendo lo sguardo ben dritto dulla luna,a turno esprimevamo tre desideri…dopo si ringraziava con un piccolo inchino! Le nostre aspirazioni variavano di volta in volta…non potrei dire se si avveravano o no!!! Era bello già allora,desiderare qualcosa d’impossibile! Ora che ci penso mi accorgo che non sono poi tanto cambiata…ancora oggi,alzando lo sguardo verso di lei,così tonda,sfolgorante e silenziosa mi viene spontaneo affidarle parte dei i miei sogni…

PLENILUNIO E FRAMMENTI

Gli astri d’intorno alla leggiadra luna

nascondono l’immagine lucente,

 quando piena più risplende, bianca

 sopra la terra.

 

Le stelle intorno alla bella luna nascondono

 di nuovo la loro figura lucente quando piena

 essa risplende al suo colmo su tutta la terra

. . . argentea. . .

spesso qua volgendo la mente

 te simile a dea manifesta,

e soprattutto godeva dal tuo canto;

ma ora fra le donne lidie spicca

come stavolta tramontato il sole,

 la luna dita di rosa supera tutte le stelle;

e posa la sua luce sul salso mare

come sulle campagne rigogliose di fiori

 e la bella rugiada si è diffusa e sono in fiore

le rose e i teneri cerfogli e il meliloto rigoglioso.

( Saffo)

 

 Anche a voi,càpita di sognare guardando la Luna?!



178 Commenti to “La Luna e i sogni….”

  1.   Artur Says:

    Non ricordo più se l’ho postata.

    Il vomere della luna
    fende le nubi.
    Non più streghe a passeggio stanotte,
    ma chiassosi rumori dall’officina,
    dove si continua la fatica del giorno.

    Getta la lenza
    nelle acque del fiume il pescatore;
    cattura fragranze d’alghe,
    carezze di nuvole.

    Il vento ha visitato
    il cimitero delle falene,
    portandovi petali azzurri e rossi
    di prataioli.
    Solitario un raggio di luna
    si ferma a far luce.
    Qualche insetto notturno
    calpesta i petali
    e piange;
    ha perso le compagne di gioco.
    (Rino Passigato)

  2.   Wendy_Vitty Says:

    La Luna blu

    L’ultima settimana di gennaio i giornali italiani, sia cartacei che eterei, si sono presentati e ci hanno raccontato una storiella a proposito della Luna. Nei famigerati “giorni della merla”, freddissimi e caratterizzati, almeno al Nord, da un cielo molto limpido e terso, ci invitavano ad osservare la Luna che, a loro dire, sarebbe apparsa di un bel colore blu. Di fronte alla nostra incredulità e scetticismo hanno esibito interviste a qualche astronomo, cui si sono ben guardati, a dire il vero, dal chiedere direttamente spiegazione dello strano fenomeno. Ci hanno però spiegato che il fenomeno (rarissimo) ha luogo quando vi sono due lune piene nello stesso periodo: la seconda (!) apparirebbe blu.

    ( da google)

  3.   Artur Says:

    «O Sorte,
    come la Luna
    vari la tua posizione,
    sempre cresci
    o decresci
    Tu ruota che giri»

    (Carmina Burana)

  4.   Wendy_Vitty Says:

    Al chiaro di luna una goccia di rugiada lentamente disegna una forma.
    Dalla vita fugace solo fino alla prima luce del giorno.
    Notte dopo notte, anno dopo anno.
    In una frazione di secondo, mille anni passano attraverso una goccia di rugiada.
    Nelle pieghe dell’ombra più buia, il tempo trascorre eternamente.
    E un’esistenza si dissolve in un’ombra, lentamente…”

    Kenro Izu

  5.   Artur Says:

    Il sole disegna un cerchio rutilante
    sul telo di lino delle nuvole sfilacciate
    frapposte alla mia sbirciata distratta,
    e con morbida perfezione
    la circonferenza si adagia
    sul lungo crinale del monte,
    dietro il quale scenderà
    in qualche placido istante.
    La finestra socchiusa sfiora la sedia,
    e fluisce un carezzevole soffio
    che lambisce i miei piedi
    con invisibile avvolgimento:
    io penso all’effusione
    di un abbraccio rapito ai dispetti del tempo,
    a un amore caldo
    come il raggio di luna degli innamorati.

    E quando la luna verrà sarà la stessa di allora?
    Quella che di noi farà di nuovo una cosa sola?
    E quando la luna verrà sarà la stessa di allora?
    Quella che dopo ci porterà alle carezze dell’aurora?

    Il sole disegna mezzo cerchio esitante
    su sbuffi di nuvole andate
    e Oriente indorato risponde
    all’acceso Ponente.
    Guardo le rocce innevate nel blu luminoso:
    sei là con lo sguardo,
    lo stesso che mi hai regalato lasciandomi solo.
    Ti ho persa quel giorno e mai più ho ritrovato
    la scia deliziosa del tuo fascinare,
    e se fosse successo mi avresti rivisto scodinzolare…
    (devono aver diviso in due il mondo,
    e penso di essere dalla parte sbagliata).

    E quando la luna verrà sarà la stessa di allora?
    Quella che di noi farà di nuovo una cosa sola?
    E quando la luna verrà sarà la stessa di allora?
    Quella che dopo ci porterà alle carezze dell’aurora?

    Ora il sole
    disegna
    un commiato straziante
    di squarci roventi
    fra nuvole ostili,
    veloci
    nel giungere a frotte
    sui miei capogiri.
    Nell’ombra
    del monte
    mi pento
    di averti
    lasciata
    tornare.

    E poi il buio,
    neanche un graffio di luna nel cielo

    (Marlene Kuntz)

  6.   vitty Says:

    Grazie mary

    per questa bella e toccante poesia! I versi di questo poeta riescono a riempirci gli occhi e il cuore di immagini e sensazioni poetiche, rendendoci partecipi delle sue emozioni. Grazie carissima,è stato veramente un bel pensiero!

    X Sonia

    Sono venuta a visitare il tuo nuovo blog! Diventerà bello e pieno di vitalità come solo tu sai esserlo!!! Ti ho lasciato un saluto,anzi due! perchè mi ha registrato come “utente anonimo” Io anonima??!! Ma se avevo lasciato l’indirizzo!!!! Ho capito dopo che avrei dovuto registrarmi…fa niente,quando ti scriverò,metterò la firma in fondo al commento,così non ci saranno dubbi!!!! Dopo correggerò il tuo indirizzo anche sulla colonnina!

    Ancora auguri bella bimba! Ciao!!!

    X Artur

    Prima che tu metta in atto la minaccia di mettere in rete il tuo” Trattato sull’ipotesi che la Luna sia composta di formaggio proveniete dallo scontro della Via Lattea con un Bacterio Lattico Spaziale proveniente dalla Nebulosa del Caglio”,corro subito a postare un nuovo post!!!!!!!!

    Però prima,fammi inviare questo struggente ” Lamento del Sud” sempre di Salvatore Quasimodo

    La luna rossa, il vento, il tuo colore
    di donna del Nord, la distesa di neve…
    Il mio cuore è ormai su queste praterie,
    in queste acque annuvolate dalle nebbie.
    Ho dimenticato il mare, la grave
    conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
    le cantilene dei carri lungo le strade
    dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
    ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
    nell’aria dei verdi altipiani
    per le terre e i fiumi della Lombardia.
    Ma l’uomo grida dovunque la sorte d’una patria.
    Più nessuno mi porterà nel Sud.

    Oh, il Sud è stanco di trascinare morti
    in riva alle paludi di malaria,
    è stanco di solitudine, stanco di catene,
    è stanco nella sua bocca
    delle bestemmie di tutte le razze
    che hanno urlato morte con l’eco dei suoi pozzi,
    che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
    Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
    costringono i cavalli sotto coltri di stelle,
    mangiano fiori d’acacia lungo le piste
    nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.
    Più nessuno mi porterà nel Sud.

    E questa sera carica d’inverno
    è ancora nostra, e qui ripeto a te
    il mio assurdo contrappunto
    di dolcezze e di furori,
    un lamento d’amore senza amore.

    Ciao a tutti,e grazie!!!!!

  7.   sonia Says:

    ciaoo non so se hai letto la mail, cmq .HO …dovuto cambiar indirizzo blog, xkè la dolce micro**ft ha voluto definitivamente escludere l’ambiente MACINTOSH ed i poveri utenti che ci lavorano.. , ma …questo non mi fermerà.. ed eccoTI il mio nuovo indirizzo!!
    spero che mi tornerai a trovare!!! TI ASPETTOOOOOO!!!

    http://pergusa.splinder.com/

    BY pergusa

  8.   sonia Says:

    Il mare non ha paese nemmeno lui,
    ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare,
    di qua e di là dove nasce e muore il sole.

    Giovanni Verga – I Malavoglia
    by sonia

  9.   Mary Says:

    Cara Vitty,
    prima di chiudere questo post chilometrico ed in molti commenti assai romantico, vorrei aggiungere una poesia di Salvatore Quasimodo.

    ORA CHE SALE IL GIORNO

    Finita è la notte e la luna
    si scioglie lenta nel sereno,
    tramonta nei canali.
    E’ così vivo settembre in questa terra
    di pianura, i prati sono verdi
    come nelle valli del sud a primavera.
    Ho lasciato i compagni,
    ho nascosto il cuore
    dentro le vecchie mura,
    per restare solo a ricordarti.
    Come sei più lontana della luna,
    ora che sale il giorno
    e sulle pietre batte il piede dei cavalli.

  10.   Artur Says:

    e con questo commento N° 170 lo chiudiamo sto’ Post o si continua?

    Ehehehehehe spero proprio che si chiuda perchè la prossima volta metto in rete il mio “Trattato sull’ipotesi che la Luna sia composta di formaggio proveniete dallo scontro della Via Lattea con un Bacterio Lattico Spaziale proveniente dalla Nebulosa del Caglio”

  11.   Vitty x Cassandro Says:

    E perchè mai,caro Cassandro, dovresti lasciarlo il blog ?! Di tutto quello che hai scritto solo quest’ultima frase mi volteggia nella testa. Devi partire? devi andare sulla luna…? Su Marte..?! Perchè solo lassù,forse,deve essere impossibile collegarsi a Internet.Quindi,finchè troverai piacevole e interessante scambiare le tue opinioni con noi,nessuno ti impedirà di farlo! E visto che che per ora la cosa ti piace…direi di non pensarci più,anzi… mettiamoci una bella pietra sopra ,chiudiamo l’argomento e buttiamo via le chiavi….magari in Arno,così correranno verso il mare e spariranno per sempre! :) )

    Hai fatto benissimo a intervenire”ancora una volta in questo omerico post” ( quanto mi piacciono queste definizioni!!!),anch’io lo sai,non smetterei mai di colloquiare con te,sarà che mi sono scoperta chiaccherona,sarà che parlando( scrivendo) ti trattengo qui accanto a me,mentre il tempo sembra fermarsi! Pensa,quando scrivo è come se lo tenessi in pugno il tempo….posso farlo scappare via se uso poche parole,posso trattenerlo se mi dilungo. E quando mai mi ricàpita una simile occasione?!

    Questa notte di luna per esempio,oggi sono due mesi che ce la stiamo godendo…altro che la notte bianca di Roma!!!!( sindaco Veltroni,stò scherzando!!! so che è stata un successone). Quante volte durante un momento particolarmente piacevole,magico,abbiamo espresso il desiderio di poterlo fermare il tempo! E’ quello che tutti noi abbiamo fatto ,con le mille cose dette e cantate sulla luna. E’ stata una lunga notte d’estate,piena di luci e di allegria.

    Senza dimenticare però i vari problemi che affliggono il nostro tempo.

    La tua poesia Extracomunitari per esempio,è la prova tangibile che qua non solo si ride e si sogna,ma si parla di cose reali. E gli extracomunitari sono molto reali. Vivono accanto a noi in una realtà che spesse volte fingiamo di non vedere. Questo è un argomento che mi stà molto a cuore,me ne occupai già nel lontano 22 ottobre 03 in un post intitolato ” Meditiamo gente,meditiamo…! ( http://vitty.bloh.tiscali.it/pc1161585) un post che consiglio di leggere principalmente a quelle persone che non ripongono molta fiducia in questo governo di sinistra,specialmente riguardo alla politica estera. Ognuno ha le sua convinzioni,e non sarò certo io a cercare di convincere chicchessia,basterà capire chi veramente si nascondeva dietro sorrisi e rassicurazioni nell’altro governo,per guardare al futuro con un po’ più di ottimismo! In quel post il vero volto della destra è ben visibile….

    Mi hai fatto riflettere molto Cassandro con quei versi,penso che il prossimo post sarà dedicato ai tanti,troppi sfortunati che ci vivono accanto,i quali,oltre ad aver lasciato patria e affetti,sono sfruttati e trattati come bestie… lo sfruttamento però non riguarda solo loro,dove c’è ignoranza e miseria,la malavita spadroneggia anche fra i nostri ragazzi…..nessuno risolverà niente,ma parlarne ci farà sentire forse,più consapevoli e più tolleranti….in fondo, è vero o no che”stiamo tutto sotto la stessa luna?!”

    Ma adesso basta,Palla al Centro e torniamo in argomento! Prima però rispondo alla tua domanda sul perchè ho invitato Sergio,invece di mary( che è stata bravissima) a tradurre la tua poesia “Mancu ‘na sbrizza” nel post di lelli. L’ho fatto proprio per evitare che si sentisse tagliato fuori dal gioco! lo sai quanto è permaloso….ho solo cercato di evitare arrabbiature! Ebbene,da quell’esplosione di rabbia,è nata però un’altra proposta interessante. Mica male quando litigate voi due,siete un vulcano ( tanto per restare in tema!!!) di idee…della serie,fra due litiganti,il terzo gode! In questo caso il “terzo” siamo tutti noi,che grazie alle vostre proposte abbiamo modo di conoscere diversi modi di esprimerci!
    Ti faccio i miei complimenti per la splendida idea di riscrivere la tua poesia con i vari dialetti in cui è stata tradotta. E’ come se ci fossimo presi tutti per mano…un bellissimo girotondo fra regioni!!!! Bravo davvero!!

    Ed ora penso di essere arrivata proprio alla fine…fra poco,quando uscirà,mi commiaterò dalla luna,penserò,fra le altre cose, alle tante persone innamorate,lontane dalla persona amata le quali ,grazie al lei,possono sentirsi vicini anche solo guardandola,perchè….

    L’amore non è mai, caro, a metà,
    o c’è o non c’è… Se c’è non ha confini.

    Ciao Cassandro,grazie per la bella compagnia che ogni volta ci regali!

    E grazie a tutti per le poesie e le notizie lunari!!! Un abbraccione! Ciao!!!

  12.   Vitty x Matusalemme Says:

    Carissimo Matusalemme,bentornato!!! Finalmente anche tu sotto questa luna!!!
    Non scusarti per il ritardo,anzi,direi che hai scelto un momento molto opportuno per intervenire ,non avrei mai saputo rispondere così bene ad Amfortas sull’importanza della musica nella politica.

    Quando ho ricordatol’eccezionalità di quanto accaduto alla Scala di Milano giorni fa,era mia intenzione sottolineare il desiderio di comunicare e collaborare fra persone da sempre in guerra fra loro. Prima di tutto per riuscire a stare insieme,iniziare un dialogo, ci vuole la buona volontà.. . Non credi Amfortas? I cambiamenti devono iniziare nel cuore di ognuno di noi,smettere di odiare come prima cosa! In questo caso,la musica è riuscita in questo intento,ha fatto il miracolo di unire invece che dividere!!! Non è molto,ma è pur sempre qualcosa….da qualche parte si deve pur iniziare !

    Le tue spiegazioni caro Matù,mi hanno fatto guardare al mondo della musica con altri occhi…ho ricordato che anche Hitler usava la musica di Wagner per tenere sveglio l’orgoglio di essere ariani e tedeschi.

    Nel film Apocalypse Now,il regista Francis Ford Coppola racconta la guerra nel Vietnam,dove il colonnello Kilgore ,con un cappello da ufficiale di cavalleria guida gli elicotteri contro il nemico al suono della Cavalcata delle valchirie…solo finzione? Pare sia un fatto realmente accaduto!

    Senza andare tanto lontano,il grande Giuseppe Verdi è legato indissolubilmente al Risorgimento! Qualcuno addirittura si chiede se ci sarebbe stato (ilRisorgimento) senza di lui??!!

    Il “Và pensiero” del Nabucodonosor, secondo quanto si legge nei libri di storia,scatenò una tempesta di entusiasmi nei cuori degli abitanti del Lombardo-Veneto,risvegliò ardori risorgimentali che su quelle note si affrancarono dal dominio austriaco.Sui muri di Milano e Venezia cominciarono ad apparire queste scritte ” Viva V.E.R.D.I.,dove il nome del musicista era l’acronimo di “Vittorio Emanuele Re D’Italia” nome questo, che ridava speranza agli italiani di liberarsi dal dominio degli austriaci.

    Non molto tempo fa,la Lega Nord ha adottato il Và pensiero come suo inno nazionale,rinnegando così il nostro Inno di Mameli.

    Se non è politica questa!!!!!

    Una cosa è certa,le note musicali si disperdono nell’aria,volano oltre i confini,riescono a farsi capire da tutti,regalando emozioni e sensazioni uniche! Sono gli uomini che talvolta le usano in maniera impropria,a seconda dei loro intenti.

    Questa volta,nel caso di Milano,sono state usate per unire e abbattere pregiudizi!

    In questa notizia, data dai telegiornali e riportata dai giornali,a differenza di altre,non credo ci sia un rovescio della medaglia.
    Bene hai fatto a metterci in guardia a non credere come “oro colato” alle notizie che ci vengono propinate…spesso e volentieri sono dette in modo da orientare l’opinione pubblica da una parte invece che dall’altra. per questo è indispensabile cercare di ragionare il più possibile con la nostra testa, e documentarci il più possibile,anche con giornali della parte avversa….tanto per sentire le due campane….

    Grazie per avermelo ricordato…per fortuna,come dice Cassandro, ” stiamo tutti sotto la stessa luna”…impulsivi e non….basta solo imparare ad ascoltarci e migliorarci!

    Ciao , e grazie ancora di essere intervenuto!

  13.   Vitty x Zampa Says:

    Non potevi farmi sorpresa più gradita cara Zampa ,intervenendo con questo stralcio di racconto! Mi ha subito presa e affascinata talmente tanto che in settimana andrò di filato in libreria a comprarlo questo libro! Così potrò gustarmi ancora per un bel po’ la magia di questa luna….lo vedi,è talmente forte la sua influenza che ci impedisce di chiuderlo questo argomento….

    Sono contenta di averti fatto compagnia con i miei amici! Di averti fatto sorridere e ridere! Con i tuoi sorrisi hai dato un senso a quanto abbiamo scritto. In un momento così difficile e pieno di tensioni,averti regalato un momento di serenità è la cosa più bella che potevamo fare!!!!

    Grazie carissima,ti abbraccio con sincero affetto! Ciao!

  14.   zampa Says:

    Avevano ormai oltrepassato le ultime case e sboccarono sui campi aperti. Qui finalmente la luna si scoprì in tutto il suo splendore; era, quella sera, una luna remota, molto alta nel cielo col suo piccolo corteggio di chiare stelle. Giovancarlo notò che era piena o quasi. Nella vasta marea della sua luce la strada maestra, innanzi a loro, si svolgeva come una più intensa vena.
    “Mi pare impossibile che quando c’è la luna noi si dorma nelle nostre case” disse la fanciulla con un leggero ansito, parlando questa volta lentamente. “Quando c’è la luna fuori della finestra chiusa succedono cose strane, e meravigliose” aggiunse come riflettendo; “cioè insomma ci sono cose che corrono navigano girano mentre noi dormiamo. Non è strano questo? Non è strano anche che si possa dormire mentre la luna attraversa il cielo?”
    Senonchè come quei due passassero il resto della notte è sempre rimasto un mistero per tutti, forse per Giovancarlo stesso. Il quale si ritrovò molto più tardi, quando già il declino della luna annunciava l’alba, ad una svolta della strada maestra fra le montagne, lontano dal paese.

    La Pietra Lunare, Tommaso Landolfi

    Consigliatomi da Amfortas non posso che consigliarlo caldamente a tutti gli innamorati della luna e della sua magia.
    Ciao Vitty, e ciao amici di Vitty, grazie dei sorrisi e, perchè no? delle risatine che mi son fatta leggendovi.

  15.   Artur Says:

    L?aria è fresca e siamo ala senza ostacoli,
    la luna, dove non si sa, ci chiama.
    Corre un profumo di fiori sotto gli ombracoli
    e ci si fonde al profumo ogni brama.

    Del glicine è difesa più setosa
    per i deliqui d?uccello notturno?
    Chi mai ci dirà: Vieni!, senza posa,
    e che cuscino è puro qual viburno?

    Ma mai che i fiori e i profumi ci piacciano:
    già non ci basta un sangue verginale.
    Vogliam carne nel covo in cui si cacciano
    torbide brame e ferocia animale.

    Si sa che non c?è eroe senza ferita
    né buona morte senza brutta vita.

    (Narcis Comadira)

  16.   Wendy_Vitty Says:

    Ah,ah,ah,ah,ah!!!! Mi hai fatto proprio ridere di cuore Artur!!! Eppure….eppure in questo tuo dileggio,c’è molta verità! Ci sarebbe da stare fermi ancora a lungo su quest’argomento,tanto è vasto e interessante.
    Credo di aver annunciato la chiusura di questo post più di una volta….e ogni volta,grazie ai vostri commenti, ho ricominciato a rispondere e a cercare notizie.
    Stavolta credo di aver “grattato il barile…” così penso seguirò il consiglio di Ivy! Non prima però di aver risposto ai lunghi e interessanti interventi di Matusalemme e Cassandro!

    Ciao Artur,non ci crederai,ma ho trovato anche questa canzone,fa un piccolo accenno alla luna,è un po’…scemina,ma molto orecchiabile!

    SOLO UNA VOLTA O TUTTA LA VITA di Alex Britti

    C’era la luna, c’erano le stelle
    c’era una nuova emozione sulla pelle
    c’era la notte, c’erano i fiori
    anche al buio si vedevano i colori
    c’era la voglia di stare ancora insieme
    forse per gioco comunque ci viene
    andare in giro mano nella mano
    e raccontarci che per noi il mondo è strano
    C’era una volta o forse erano due
    c’era una mucca un asinello e un bue
    c’era una notte con una sola stella
    però era grande luminosa e bella
    e se ci va magari andiamo al mare
    così nell’acqua potremo sguazzare
    e poi nuotare, fare il morto a galla
    controlleremo se la luna è ancora gialla
    e mentre gli altri ancora dormono
    magari sognano di noi
    e mentre il cielo si schiarisce
    noi guarderemo stanotte che finisce
    Il tempo va, passano le ore
    e finalmente faremo l’amore
    solo una volta o tutta la vita
    speriamo prima che l’estate sia finita
    Il tempo va, passano le ore
    vorrei poter non lavare l’odore
    di questa notte ancora da capire
    però peccato che dovrà finire
    che dovrà finire
    Se tutto passa tutto è già passato
    peccato che non l’ho ancora capito
    anche se non sei più tra le mie dita
    stanotte la ricorderò tutta la vita
    e se domani sentirò la tua mancanza
    sarà perchè non ho più cielo nella stanza
    avrò una foto per ricordare
    di quando quella notte ti potevo dire
    Il tempo va passano le ore
    e finalmente faremo l’amore
    solo una volta o tutta la vita
    speriamo prima che l’estate sia finita
    Il tempo va, passano le ore
    vorrei poter non lavare l’odore
    di questa notte ancora da capire
    però peccato che dovrà finire
    che dovrà finire
    Se non ho più parole nel cassetto
    una poesia che non ho mai letto
    un’avventura da ricordare
    quando non avrò più niente da dire
    quando andrò a piedi nudi per strada
    comunque sia, comunque vada
    ogni volta che tornerò al mare
    avrò qualcosa da raccontare
    Il tempo va passano le ore
    e finalmente faremo l’amore
    solo una volta o tutta la vita
    speriamo prima che l’estate sia finita
    Il tempo va passano le ore
    vorrei poter non lavare l’odore
    di questa notte ancora da capire
    però peccato che dovrà finire
    Il tempo va passano le ore
    e finalmente faremo l’amore
    solo una volta o tutta la vita
    speriamo prima che l’estate sia finita
    Il tempo va passano le ore
    vorrei poter non lavare l’odore
    di questa notte ancora da capire
    però peccato che dovrà finire
    Il tempo va passano le ore
    vorrei poter non lavare l’odore
    di questa notte ancora da capire
    però peccato che dovrà finire
    Il tempo va passano le ore
    vorrei poter non lavare l’odore
    di questa notte ancora da capire
    però peccato che dovrà finire
    Il tempo va passano le ore
    vorrei poter non lavare l’odore
    di questa notte ancora da capire…!
    di questa notte ancora da capire…!

  17.   Artur Says:

    Abbiamo appena iniziato a parlare di Luna.
    Ora dobbiamo parlare della luna storta
    della luna nera
    dell’allunaggio
    dell’allunata
    della luna di traverso
    della luna nuova
    della luna madame
    ancora di lune e lunette
    delle lunette delle unghie
    della luna caprese
    della luna rossa
    di San Francesco e della sorella Luna
    di lunedde, lunicchie, etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. etc. ……………….

  18.   ivy phoenix Says:

    bellissimi i tuoi commenti sul tuo blog… ma, non è ora di un post nuovo?
    bacione

  19.   Matusalemme Says:

    Ante omnia scusami Vitty, se non sono intervenuto prima, ma mi sono beato a leggere via via che cresceva questo ?trattatelo sulla luna? (lasciando il nome ?Trattato sulla Luna?, a quello assai più serioso che regola le attività degli Stati sulla luna e sugli altri corpi celesti del 1979. Vedi come sono aggiornato!) per cui per la pigrizia che mi contraddistingue (alla mia età tutto è permesso!) mi sono astenuto dall?interloquire (tanto quello che avevo in mente di dire prima o poi qualcuno dei tuoi colti interlocutori lo avrebbe detto).

    Mi faccio vivo solo ora in quanto la battuta di Amfortas ha riportato alla mia mente situazioni che tendono piuttosto a ritenere non tanto corrispondente agli eventi storici il fatto che ?sia una pura posizione di facciata il fatto che la Musica aiuti la politica?.

    Mi sia permesso di avere un diversa opinione, e cioè la Musica, per me, può aiutare e molto la Politica, o meglio, spingere la Politica (alla lunga) in una direzione od in un?altra?

    Certo nessuna Musica può dall?oggi al domani incidere sulla Politica, ma la Politica può essere, sempre secondo me, ?frastornata? dalla Musica che si esprime non conformemente all?indirizzo del Potere che quella Politica esplica. Ed è enormemente temuta da questo.

    Ed inoltre essa, come categoria dello spirito e quindi espressione di cultura in genere, se non è inutilmente e edonisticamente descrittiva, il più delle volte è ?contro?. Ed è la Musica vincente.

    Basta non andare tanto lontano: nel periodo staliniano i musicisti che non elogiavano la Politica russa del momento, e non si adeguavano ai canoni da questa imposti, venivano epurati ed allontanati o posti in condizione di non ?potere nuocere? (come se lo spirito potesse coartarsi).

    Nel periodo fascista veniva osannata la musica di Giovinezza o Faccetta nera, mentre il jazz veniva guardato con grande sospetto (che fu poi la musica imperante, non più ascoltata di nascosto su Radio Londra, nel periodo, più o meno buono, della Liberazione).

    Le polacche di Chopin infiammavano gli animi degli esuli, e Beethoven stracciò la dedica posta in cima al manoscritto della sua Terza Sinfonia a Napoleone, appena questi cominciò ad atteggiarsi a tiranno (illuminato ma tiranno!)

    E venendo ai tempi moderni, quanto ha inciso, di grazia, la musica di Bob Dylan & C. sull?andamento della guerra in Vietnam, o quella di Sting, o quella di Springsteen al momento contro Bush, e da noi, solo pochi anni fa, la musica di Pierangelo Bertoli, cantata a ?muso duro??

    La Musica, quella vera (anche nelle sue semplicistiche manifestazioni dimostrative di una speranza, leggi dialogo) guarda sempre oltre le miserie del momento, e pur se a breve nulla può fare (spesso è ?uno sputo nell?inferno?) può lanciare messaggi che se raccolti, ?e sottolineo se?, riescono alla lunga (molto alla lunga) ad influire sul corso della Politica.

    Ma qui si deve parlare di luna, ohibò!

    Pardon, Vitty! Rimediamo subito.

    Diciamo semplicemente allora che la Politica è come la luna: ne vediamo solo una faccia. L?altra faccia, quella vera, quella non sbandierata sui giornali ad uso del popolo che un poco legge, non la vedremo mai, se non abbiamo in mano le leve del Potere, se non conosciamo tutte le coordinate del teorema, per cui si vive nell?illusione (e presunzione) di riuscire con le idee più o meno inculcatici a ?fare quadrare il cerchio?, di sapere tutto o quasi, e pure in real time grazie alla TV, secondo gli umori dei direttori (e le veline che questi sono tenuti ad osservare) di tg 1, tg2, tg 3, tg 4 (bono questo!), tg 5, tg 00 (infinito).

    Con ciò non voglio dire che bisogna essere fatalisti, o disinteressarsi degli eventi (e ciò qualcuno qui l?ho ha già detto), ma piuttosto di non prendere per oro colato tutto ciò che ci viene sfornato, quasi gratuitamente, su un piatto d?argento. Non mi piace vedere solo ciò che gli ?altri? hanno deciso di farmi vedere. A conti fatti non resta altro per me, che alzarci dalle comode poltrone, smettere di pontificare ?stando sopra un albero? e quindi, se abbiamo capacità e buona volontà, ?partecipare? (Gaber docet), guardando prima con attenzione, nel nostro piccolo, ?tra le rovine senza storia dei sobborghi delle grandi città, investendo denaro, creando lavoro, generando fiducia, subito, adesso, sperando che non sia troppo tardi? (Marco Lodoli), perché, come ha scritto Cassandro, che leggo sempre volentieri, ?stiamo tutti sotto la stessa luna?.

    Buona serata a tutti.

  20.   Amfortas Says:

    Ahimè, ritengo che la speranza che la Musica aiuti la politica sia una pura posizione di facciata…
    Ciao.

  21.   CASSANDRO Says:

    Sono stato in dubbio se intervenire ?ancora una volta? in questo tuo omerico post, Vitty, in quanto il tuo ultimo commento aveva le tonalità della chiusura, ma d?altronde mi pareva scortesia non rispondere al tuo ?a meno che Cassandro non abbia voglia di dire ancora qualcosa? (con te uno non finirebbe mai di colloquiare).

    Ciò stante, diciamola ancora qualcosa, se non ti dispiace, Vitty, così fra l?altro il tuo articolo taglia la soglia dei due mesi (un?intera stagione estiva, quasi) ed io potrò precisare (se la risposta non è ingiuria) che ?.

    ?ci mancava pure quella poesia di Pablo Neruda, dal canto irruento ed immagini appassionate, per dare benzina al fuoco di Sergio Sestolla!? Ma chi te lo ha fatto fare Artur di andare in suo aiuto??

    Ora quello immagina di essere il novello Pablo (che come è noto è molto amato da un certo pubblico femminile), e quindi se Vitty non procederà immediatamente a cambiare post, di lune e lunette ci inonderà (il che nel complesso, anatomicamente parlando, non è poi tanto malvagio!), che non saranno però quelle ardite e delicate del poeta sudamericano.

    A proposito Vitty, come hai potuto mai pensare di chiedere a Sestolla di rielaborare in dialetto romanesco quella mia composizione (?Mancu ?na sbrizza?), già in siciliano, da inserire poi nell?ultimo post figurante nell?interessante sito ?lelli,blog.tiscali.it?, e partecipare all?intelligente gioco ideato appunto da Elle??

    Mai e poi mai lui lo farebbe, o meglio ?riuscirebbe a farlo bene?: non hai sentito parlare per caso di conflitto di interessi? E allora??

    E poi, scusa, nel tuo blog è spesso presente, e piacevolmente, una colta ed estroversa tua amica, romana doc: la brava Mary, che saluto cordialmente, per cui giriamo richiesta di traduzione a lei che se ne intende (questa sì che sarebbe cosa buona e giusta!).

    In tale attesa, apriamo un breve intervallo (anche perché abbiamo richiamato Mary che sull?argomento è intervenuta, per riprendere il tuo ideale messaggio di pace, Vitty, sulla presenza fra noi di quei figli di un Dio minore che sono gli ?extracomunitari?, contro i quali spesso si parla solo perchè la cicogna, trenta quaranta cinquant?anni fa, ci ha consegnato in un posto anziché in un altro, e sulle battaglie tribali che avvengono nei loro paesi i cui bagliori ci lambiscono sempre più, in questo fenomeno biblico che non si può contrastare a colpi di blog..

    Tu, Vitty, scrivi, e giustamente, ?quando si vuole veramente, ma VERAMENTE, si cerca di comunicare, invece di ricorrere alle armi?, portando ad esempio quanto avvenuto alla Scala di Milano, ed io, che in argomento ho le mie idee, come peraltro ho esposto nel citato ultimo post di Mary, così mi viene di rispondere in sintonia, spero, con quanto hai suggerito.

    E X T R A C O M U N I T A R I

    Sputano a terra. E che vorresti tu??
    che col muso appuntito verso il cielo
    baci lanciassero perchè quaggiù
    per loro il paradiso il suo velo

    interamente ha squarciato e
    possono finalmente essere pari
    a me e agli altri? No e no, perchè
    son sempre gli ?extracomunitari?!

    Perciò sputano a terra. A loro no,
    non interessa che pulito sia
    l’esterno, il fuori, quando in cuore ho

    per loro (a dire poco) ritrosia,
    che come nera polvere, lo so,
    copre e impaluda… ahimè, l’anima mia!

    Purtroppo è così!… Quindi, sopporto.
    Sputano, e non riesco a dargli torto.

    ° ° °

    E fin che solo sputano va bene
    ? potrebbero arrivare altre pene.

    Al posto loro che faresti tu??
    ?Reagiscono? o ?agiscono??? Di?, su!

    Per me io temo che nei loro intenti
    entrambi i verbi siano presenti,

    per cui forse per noi risolvente
    sarà bontà, pulizia di mente,

    cultura a iosa per poter gestire
    chi qui arriva sol per non morire.

    O ìndicala tu la via d?uscita
    su questa ?inesorabile? sortita,

    valanga che giù corre all?impazzata,
    fiume di lava rossa in calata,

    tu che t?incazzi e nulla proponi,
    che come la Fallaci a vuoto tuoni.

    Che il loro fare turba lo sappiamo,
    ma con la forza cosa risolviamo?

    Spariamo contro essi cannonate?
    Alziamo alle frontiere barricate?

    Li trapassiamo con le baionette
    ? za-zzà? za-zzà? e li facciamo a fette?

    Attenti allora alle cavallette,
    qui non si corre più sulle cyclette!

    Si fa sul serio. Perciò amici in una
    ? dialogo? cultura? e no ?tribuna?,

    chè tutti stiam sotto la stessa luna.

    (Cassandro)

    Ed ora torniamo alle ?cose meno serie? per dare una rispostina al tuo carissimo Sergio ?taglia e cuce?, per cui mi appropinquo al mio pozzo? et voilà, tiro fuori l?ultima composizione con riferimento alla luna, lasciando ogni relativo richiamo, per cavalleria, alla deliziosa, decisa, ammirevole protagonista (e pure per aggiungere al quasi completo elenco di Vitty sulle disponibilità di lady Luna anche quella di essere fra l?altro l?ascoltatrice attenta di euforici canti d?amore).

    P A L L A__A L__C E N T R O

    (Lui)
    — “Tanti sono gli estremi ed i contrasti!
    Chi non ha denti, esempio, ci ha i biscotti.
    A chi le ‘occasioni’?… solo ai casti.
    Non son le luci a far belle le notti?

    Rock Hudson, che donne ne ha incantato,
    l’eterno femminino non coglieva,
    e Socrate, il saggio, era svagato,
    e Venere un po’ storti gli occhi aveva.

    Non è in esclusiva il bello e il brutto,
    la fiamma, dentro fredda, fuori è fuoco,
    nessuno è solo allegro o solo a lutto.

    La palla al centro stia… anche nel gioco
    del cuore, chè l’amor non è poi tutto:
    mai darne troppo… e manco troppo poco!”

    ° ° °

    (Lei)
    — “Quello che dici, beh!, forse mi va,
    ma solo in parte… Eh!, già l’indovini…
    L’amore non è mai, caro, a metà,
    o c’è o non c’è… Se c’è non ha confini.

    O dentro o fuori… O tutto oppure niente,
    e non perchè si toccano gli estremi:
    ciò càpita alla fine, ovviamente,
    quando sei barca a secco e senza remi.

    Solo se caldo il ferro tu lo batti,
    e nulla puoi se è freddo come il ghiaccio.
    Col cuore, almeno io, non scendo a patti,

    l’amore o lo faccio o non lo faccio…
    Ma se sono in amore, come i gatti
    canto alla luna, mentre a lui soggiaccio”.

    (Cassandro)

    In ogni caso, e qui concludo, dopo tanto parlare e tanto declamare, in versi e in prosa, la verità secondo me resta? nell?eterno rapporto ?luna – amore ? sogni, ecc. ecc?.? una ed una sola, peraltro assai semplice, quasi banale, la quale per di più di certo è stata sulla bocca di tutti noi:

    ??? Luna marinara,
    l?amore è bello se non si impara,
    se si dice: ???maaaaa??.????

    O sbaglio?

    Vitty, sei stata bravissima? mi dispiacerà molto quando un giorno dovrò lasciare il blog!

  22.   Vitty x Sergio Sestolla Says:

    Si sente Sergio,si sente che sei arrivato! Ammappala che lingua…taglia e cuce meglio della mia macchina da cucire.Ma…dimmi un po’non sarà che il “pagliaccetto rosso”,invece di rilassarti ti ha mandato su di giri?! Forse ti ha talmente abbagliato la vista ,che vedi ancora rosso…. Capisco il tuo disappunto per la fine delle vacanze,ma sono certa che da ogni stagione saprai raccogliere i suo frutti!

    Durante la tua assenza,è vero,abbiamo un po’ scherzato ,immaginandoti tutto preso dal guardare a destra e a manca…sapevo che non saresti diventato strabico! Sei troppo allenato !

    Mi dispiace per mary che era venuta a cercarti,non poteva sapere che eri rimasto folgorato da ” un altro breve, curvilineo, intenso, estivo incontro serale, che sotto gli auspici di una lingerie degna delle encomiabili trasparenze de ?La Perla? ( la conosciamo,la conosciamo…eh ,se la conosciamo!!!) ti ha ammaliato talmente tanto che….bè,basta leggere la poesia che è scaturita dopo quell’incontro,per scoprire com’è andata a finire!!!

    Mi fa tanto piacere constatare che,fra un salto nel letto,e un nuovo avvistamento, non ti sei dimenticato di noi! Dopo tante vacanze,sarà bello riprendere le buone abitudini chiaccherine (!!),anche se queste,grazie agli amici che si sono fermati e a Cassandro , (lui anche se in ferie,l’ha trovato il tempo per noi!) non sono di certo mancate!
    E non malignare sul suo tempo libero… è un vero poliedrico, riesce a interessarsi e fare molte cose quasi contemporaneamente. Di certo si sarà goduto il mare ( hai letto i complimenti che ha elargito alla belle signore sulla spiaggia?!),qualche bella lettura,non ha disdegnato di scrivere….lo vedi,altro che “pizza cassandrina” è un vero vulcano di idee! E quella lanciata da lelli,tradurre cioè una poesia ognuno nel proprio dialetto,è veramente bellissima ! perchè non intervieni anche tu…potresti scriverla in romanesco! Dai! Anche Artur potrebbe cimentarsi,e Amfortas,e Colomba! Anch’io ci proverò,vedremo cosa uscirà fuori col toscano….ovvia!!!

    Ora che abbiamo scherzato e ci siamo punzecchiati a dovere….passiamo alle cose serie! Sono certa che quanto è accaduto proprio due giorni fa,perciò durante questa luna..crescente( mi pare!),alla Scala di Milano,sia stata data una straordinaria prova di buona volontà. Grazie alla musica,la quale non ha confini nè razze,nè religioni e all’intelligenza e buona volontà del maestro di musica Daniel Barenboim argentino-israeliano,attorniato da musicisti arabi,palestinesi,siriani,egiziani,libanesi,israeliani,in poche parole una compagine sinfonica nata nella zona politicamente più infuocata del Medio Oriente.Si è compiuto il miracolo di vedere israeliani e arabi suonare insieme , superando i tanti pregiudizi che sono all’origine di ogni contrasto.
    ” Non crediamo a una soluzione militare del conflitto israele-palestinese”
    ha ribadito Berenboim,dicendo che sarebbero pronti a suonare in Libano ” col dialogo si vince tutto! E’ questa la modestia che devono trovare gli israeliani,saper vivere con gli altri nella realtà attuale.E dimostra il coraggio individuale di questi ragazzi,di sottomettersi a un progetto che quest’anno è stato di una difficoltà tremenda,sapendo che i loro paesi erano in guerra” Reem Khoury,23 anni, violinista,ad esempio,ha compreso che non tutti gli israeliani sono per la guerra e suona qui anche ” per costruire insieme un futuro di pace”.

    Questo è un fulgido esempio di buona volontà….quando si vuole veramente,ma VERAMENTE,si cerca di comunicare,invece di ricorrere alle armi!!! Speriamo che sotto la luna ne nascano tanti di questi esempi,talmente tanti…..da non sentire mai più i fischi delle bombe a grappolo…..

    Ci vorrà tanta “Fortuna”….quella è indispensabile in ogni cosa!

    Questa tua poesia,mi sentirei di dedicarla a mio figlio,fra due giorni è il suo compleanno,e fra non molto convolerà a nozze col suo amore di sempre.

    Gli auguro quindi di che “ogni cautela come un niente

    si scioglierà, chè fra le braccia amate
    non penserai più a troppe cose,
    vivrai solo per l’altro ed accettate
    saran come carezze e spine e rose.

    Ti auguro però che la Fortuna
    t’illumini a sceglier compagnia,
    chè cresceran così ad una ad una

    in te la forza e pur la fantasia: ”

    Hanno tanto bisogno questi ragazzi di fortuna! pur se grandi a ormai autonomi,sono in realtà più fragili,rispetto a come eravamo noi alla loro età. Forse perchè ogni cosa ce la siamo conquistata giorno dopo giorno. Uscire di casa allora,era una vera conquista,un’affermazione del nostro io. Oggi,fa un po’ più paura cominciare a cavarsela da soli. Ma tutto stà cominciare,e se accanto c’è la persona giusta ,allora tutto sarà più facile e bello.

    Questo Sergio,sarà il mio saluto alla luna,a meno chè Cassandro non abbia voglia di dire ancora qualcosa….perciò mi sembra giusto parlare ancora un po’ di lei,renderle ogni giusto omaggio!

    ” C?è del capriccio nei movimenti della luna: giunge con ritardo ?ai nostri? appuntamenti, nasconde accuratamente metà della sua superficie, si eclissa e riesce anche a far scomparire il sole.

    Una delle sue caratteristiche più ?personali? consiste, nel fatto che la sua presenza nel cielo non sembra costante e che nel periodo nel quale risplende fra le stelle, i suoi aspetti variano di notte in notte. È, insomma, un astro mutevole; all?appuntamento giunge ogni sera con un ritardo alquanto sensibile; ed è diversa, gradatamente più splendente, gradatamente meno splendente, con un?acmé di splendore? Poi scompare per un certo numero di giorni ed è vano attenderla, nel cielo, fra le stelle. Selene, infatti, figlia bizzarra, volubile, incostante di Iperione e Teia, sorella di Helios, solca il cielo notturno, va alla ricerca di Endimione, figlio di Zeus e di Calice, eternamente giovane e nella grotta del monte Latmos giace con lui ogni notte, lo contempla e lo avvolge con la sua luce.

    La luna non è luce; non ha raggi la luna. Domina incontrastata il cielo della notte. È faro ai marinai in pericolo nei flutti, è guida a chi è smarrito nei sentieri intricati. Satellite banale, ha ispirato la voce dei poeti, il canto di chi, sensibile al bello e all?armonia, si lascia incantare dallo spettacolo sublime del suo volto. Non ha luminosità la luna ma la comunica agli altri, a chi sa scoprirla nel suo alone di magia; non emana calore ma lo produce nell?anima di chi ne osserva i contorni; non ha che il colore dell?argento ma crea tutta la gamma dei colori e le loro sfumature. E? questo il suo fascino! Tutti i poeti l?hanno cantata, tanti pittori l?anno interpretata, molti musicisti l?hanno invocata. La luna: muta sacerdotessa del mistero è lassù, fredda, distante. Riesce ad illuminare del chiarore che non è suo chi ha dentro di sé la luce e che la poesia fa vibrare; chi, sensibile, l?osserva e se ne estasia.

    Nell?incanto di certi pleniluni in cui la sua luce si riflette sulla terra, appare ancora più misteriosa. Il suo colore argento rende tutto spettrale, sbiadito, dai colori attenuati.

    ?Le stelle, intorno alla bella luna
    A loro volta nascondono il loro fulgente aspetto,
    quando piena, al massimo risplende su tutta la terra
    argentea.

    Piena si mostrava la luna
    e le stelle si disposero come intorno ad un altare.

    E la luna brilla e incanta, affascina e ammalia. Lassù si trovano tutte le cose che si perdono nel mondo e nella vita, gli amori, le fedi, i giuramenti, le promesse, i sogni, le speranze, i propositi, i pentimenti: e tutto alla rinfusa, come la roba smessa in una soffitta o la merce nella bottega di un rigattiere:

    ?Molta fama è lassù, che come tarlo
    il tempo a lungo andar qua giù divora:
    lassù infiniti prieghi e voti stanno,
    che da noi peccatori a Dio si fanno.
    Le lacrime e i sospiri degli amanti,
    l?inutil tempo che si perde a giuoco,
    e l?ozio lungo d?uomini ignoranti,
    vani disegni che non ha mai loco,
    i vani desideri sono tanti,
    che la più parte ingombran di quel loco:
    ciò che in somma qua giù perdesti mai,
    lassù salendo ritrovar potrai.?

    E tutti ci proiettiamo lassù e ci inebriamo nel sogno, nei sogni, spesso troppo lusingatori e ingannatori. Altrettanto utili, però, per creare quelle illusioni di cui si sente il bisogno, per non rendere la vita un deserto.”( questo è tratto da google)

    Un grazie dunque a questo muto astro,testimone e compagno dei nostri sogni dei nostri affanni! Ciao Sergio,al prossimo post,grazie di essere intervenuto nonostante le comprensibili stanchezze…..:))

    Un grazie speciale a tutti voi che nel corso di questo lungo mese lunare,avete lasciato una testimonianza qualsiasi su questo tema.

    Un abbraccio a tutti! Ciao!!!

  23.   Wendy_Vitty Says:

    Eh,Artur….quanta passione nelle parole di Neruda!!!!

    Nuda sei semplice

    Nuda sei semplice come una delle tue mani,
    liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
    hai linee di luna, strade di mela,
    nuda sei sottile come il grano nudo.
    Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
    hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
    nuda sei enorme e gialla
    come l’estate in una chiesa d’oro.
    Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
    curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
    e t’addentri nel sotterraneo del mondo.
    come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
    la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
    e di nuovo torna a essere una mano nuda.

    (Pablo Neruda, Cento sonetti d’amore, XXVII)

    PS:

    In questo periodo nel tuo blog appare una targhetta dove avverte che è in corso un controllo Firefox. Il quale però mi blocca ogni cosa. Potreti rimediare?! Grazie!!!Ciao!

  24.   Artur Says:

    Quando la Luna si avvicina
    nelle notti di mezza estate
    tutti si sentono più buoni
    non sanno ancora i tapini
    che la loro gioia è malriposta
    perchè la Luna è una severa maestra.

  25.   Artur Says:

    …………….
    Mia brutta, dove stan nascosti i tuoi seni?
    Son minuscoli come due coppe di frumento.
    Mi piacerebbe vederti due lune sul petto:
    le torri gigantesche della tua sovranità.
    ……………………..

    Pablo Neruda

  26.   SERGIO SESTOLLA Says:

    Ha ragione ?ivy phoenix?: sempre commentini corti corti lasciano a te, Vitty, specialmente quel tizio che risponde al nicknomignolo di Cassandro, il quale così dimostra di non avere niente da fare, ovviamente neppure con clappe ? clappette, e quindi gode al massimo scrivendo, scrivendo, scrivendo?ognuno ha i suoi piaceri nella vita: al suo cospetto Victor Hugo con i suoi ?I Miserabili? o Leon Tolstoi col suo ?Guerra e pace? sarebbero scrittori ermetici.

    Ma veniamo a noi, nel senso di riprendere un discorso interrotto per ferie un mese fa, e no nel senso noto a tutti riferibile al nostalgico ?A noi!? (in risposta al grido ?A chi il Duce??) a te tanto ostico, credo (contrariamente al detto Duce, che sempre lo gradiva salvo quando, durante le adunanze oceaniche, veniva urlato in coro dall?ANBI, Associazione Nazionale Becchini d?Italia?.

    E quindi?.

    ? e quindi ti prego, Vitty, niente ?sigh?, niente ?Sergio potrebbe essersi dimenticato di noi? e niente ?speriamo si ricordi di noi e ci racconti qualcosa? mi pare che ci abbia trascurati un bel po? ?. Non ce n?è affatto motivo.

    ?Sestolla è come l?erba cattiva?? lèghei Kassanèr (reminiscenze di greco? Colomba non mi uccidere!)? ?e quindi c?è sempre e sempre ci sarà? (con qualche breve intervallo), specialmente per te sempre così cortese e gentile con tutti, purtroppo per il suddetto, che ha trovato il terreno sgombro e si è divertito a scorrazzare (tornando a quanto notato da ?ivy?), all?impazzata (sì, ripeto ?all?impazzata?!): in un commento ha presentato ben tre, diconsi tre, sue composizioni (?mazzila ?a modestia!?)? non so se te ne sei accorta, Vitty!?: e che le mette nel forno come le pizze?? oppure dopo la pizza marinara inventiamo la pizza cassandrina fatta di tre gusti?? puah! (per non parlare del ?facciatostesco? gemellaggio fatto con Lelli in ?lelli.blog.tiscali.it, la quale nella sua traduzione è stata mille volte più brava di lui? ma tu avvisali chi ami di stare lontani da costui)

    In verità, dopo l?ultimo mio commento di circa un mese fa sono partito per un meritato (me lo dico da solo) periodo di vacanze, ed ora che ahimè!? qui ci vuole sigh sigh? sono tornato ed ho ripreso a leggere i blog, ed in particolare questa ?opera omnia? sulla luna (complimenti: costituisci un unicum di durata e di ricchezza di commenti? lo sai che ho clikkato per trovare qualche poesia adeguata al tema sul motore di ricerca ?google? alla voce ?luna? e come risposta ho avuto ?cfr. Vitty.blog.tiscali.it??), e qui sfogliando le quasi 20 pagine di commenti ho visto che insieme alle cose pregevoli ed argute (cfr. Amfortas, Artur, Colomba, Lord Byron, Mary, ecc. ecc.) non è mancato qualche maliziosetto riferimento alle mie ultime semplici ingenue innocenti onomatopeiche parole.

    Eh, sì, sì, sì? tutti a sfottermi con questa storia delle ?lunette?: un parallelismo ho trovato (bellino e a portata di mano di tutti!) e subito si è formato un gruppuscolo pronto? se non a farmi a fette? a spalmarmi come la marmellata sul pane, con varie espressioni che nei sottostanti commenti vanno da

    ?immerso in visioni di lunette più o meno ben distribuite? (Colomba),

    ?essere costretti a vagare per le sue visionarie lune e lunette? (Cassandro), ?rumoroso ?Clappe ? clappette? e ?distratto dalle più ?solitde? Plaffe ? plaffette? ? (idem? deciditi: ?solite? o ?solide?, doppiogiochista?) oltre al top: ?striminzito Sergioppe Sestolpette?

    ?deve essere talmente preso di lune e lunette?talmente tante ?grazie? ci sono in giro? speriamo (non) ritorni STRABICO!? (Vitty? grazie, ma ancora ci vedo bene e metto perfettamente a fuoco i costumini gialli e/o neri!)

    ?Sergio tutto preso dal ?ben-di-dio? che si ammira sulle spiagge ha proprio staccato la spina? (Mary)

    ?chissà con quale dispiacere si distaccherà da certe ?visioni lunari??.? (ancora Vitty, nella sua ultima risposta a Cassandro)

    Visto che vi piace celiare con le parole e mi invitate a ?raccontare qualcosa?, allora sono costretto ad uscire un poco di metafora, a scendere? lunettando lunettando? un poco di più nei particolari ?lunari? (ma sempre in forma vezzeggiativa, molto vaga e sfumata e sotto lo sguardo della luna) i quali tutto sommato, o tutto sottratto, sono la base augurabile di ogni vita di coppia.

    Rischiando perciò il tritacarne questa volta, ecco un altro breve, curvilineo, intenso, estivo incontro serale, che sotto gli auspici di una lingerie degna delle encomiabili trasparenze de ?La Perla? (non so se la conoscete questa marca) o della più recente ?YamamaY? (con la quale ?49 + 1 non fa 50 ma molto di più?), ottimo preludio di una gioiosa? ?lunettata?

    I L__P A G L I A C C E T T O

    Le morbide lunette del tuo tondo culetto
    sporgono nette nette dal rosso pagliaccetto
    – aperto sulle tette — per cui quasi di getto
    gran voglia mi si mette di averti tutta a letto.

    Il vestitino ardito, il far bamboleggiante,
    è ovvio un invito, preciso e provocante,
    perchè nel detto sito, ora, seduta stante,
    ti porti per quel rito, per cui eri ammiccante.

    Lo so, potresti, certo, farlo puranco qui,
    ma è l’esito incerto se tu non stai lì:
    come se non lo avverto che sei fatta così:
    solo su un letto aperto tu ti concentri… eh, sì!

    Bene, io ti ci porto… sposto la copertina
    e le lenzuola, accorto, senza una piegolina…
    per poi tagliare corto: due baci… toccatina…
    e vola in aria …storto… l’abito da bambina.

    In tutto agevolato da te, che ben lo sai
    come e da quale lato è meglio che ti sdrai.
    Il tempo ch’è volato il pagliaccetto e stai
    già pronta — mozzafiato — a dirmi: “Vieni, dài…!”

    Sulla poltrona giace pendente verso il basso
    il pagliaccetto audace, lasciato bene in asso,
    mentre non hanno pace le reti e il materasso.
    Sol dopo tutto tace: dormiamo già di sasso,

    mentre nel cielo va Selene a spasso!

    (Sergio Sestolla)

    E? pronto il tritacarne, o no?? Posso sperare in una betoniera?? o faccio come Cassandro, il ?furbetto del bloggherino?, che per farsi perdonare sùbito dopo avere riportato qualcosa su cui teme un giudizio negativo si precipita a scrivere qualcosa di più piacevolmente melò, di più strappacuore, di più accattivante, di più??.?

    Diciamo come, ad esempio, questo disinteressato suggerimento di una assai sensata ?lei?, che vede nella luna la portatrice di luce liberatoria. Ma sì, facciamo una volta tanto come costui, il quale non sembra a prima svista molto interessato ad amori che si svolgono sotto la (secondo lui) ?strafottente? luna.

    L A F O R T U N A

    Quando sarà che tu sarai toccato
    dal dio Amor…ma — dico — veramente,
    sarà l’acume tuo vanificato
    ed ogni cautela come un niente

    si scioglierà, chè fra le braccia amate
    non penserai più a troppe cose,
    vivrai solo per l’altro ed accettate
    saran come carezze e spine e rose.

    Ti auguro però che la Fortuna
    t’illumini a sceglier compagnia,
    chè cresceran così ad una ad una

    in te la forza e pur la fantasia:
    ma se tu sbagli andrai senza la luna
    e nella notte smarrirai la via.

    (Sergio Sestolla)

    ?Qui finisce l?avventura??..?, penso. Grazie comunque, Vitty, per avermi atteso prima di passare ad un altro post, per non subire le sanzioni di Amfortas, il quale spera (facciamo il processo alle intenzioni!), non per malignare, che il tuo nuovo attesissimo articolo non abbia come titolo ?Il Sole e i sogni??..?.

    L?onore della chiusura ovviamente sarà possibile solo se l?Onnipresente Cassandro non abbia ancora a scriverne qualche altra: dal numero delle composizioni che ha qui pubblicate sulla luna penso effettivamente che ne possegga ?un pozzo? (come disse una volta Colomba, se non sbaglio), con ciò dando conferma che, se si vuole, si riesce ad avere ?la luna nel pozzo?!?

  27.   Amfortas Says:

    Accidenti, ancora di luna si disquisisce?
    Non è che la consumerete vero?
    Ciao :-)

  28.   Vitty x Cassandro Says:

    Ah,meno male Cassandro ,non hai chiuso senza lasciarmi nulla….come ci sarei rimasta a restare da sola,sotto questa luna,senza neppure una parola?

    Per fortuna non è stato così,posso godermi con te questa falce di luna che si dondola pigramente in mezzo alle stelle.Deve divertirsi molto alle schermaglie degli innamorati! In un verso o nell’altro è sempre chiamata in causa….infatti quante volte ci siamo sentite dire ” hai la pelle candida come la luna…..sei misteriosa come la luna….”

    Il tuo lui invece, la usa per una metafora bellissima…

    la ‘lontananza’ è quella
    triste parola, che, fino a che torno,
    ti rende al mondo.??inutilmente bella,
    come falce di luna a mezzogiorno”.

    E’ troppo bbellaaaaaaa!!! Altro che” tipo presuntuoso e indisponente questo lui”, è romanticissimo!

    Appena la leggerà Sergio,la userà per ammaliare le sue conquiste. Chissà dove sarà a quest’ora! Fra poco le ferie saranno terminate anche per lui,chissà con quale dispiacere si distaccherà da certe “visioni lunari….”speriamo si ricordi di noi e ci racconti qualcosa…mi pare c’abbia trascurati un bel po’. Mah….confidiamo in mary,se lo trova,riuscirà senz’altro a farlo arrivare fin qua….capirai,appena la vedrà nel costume nero,la seguirà in capo al mondo!!!!

    La mia “voglia di cultura” è stata abbondantemente appagata,grazie ai suggerimenti di Amfortas e alla tue descrizione del dramma di Salome.
    Una storia veramente crudele e raccapricciante. Ma tant’è,come giustamente hai fatto notare nella composizione “Odio la la Luna”,”quella da sempre rimane impassibile di fronte alle varie crudeltà di noi uomini….oltre alle stupidità che il nano ha appena detto a Rimini,davanti ad una platea adorante,accolto da un boato da applusi solo per aver detto che i meriti in economiaed in politica estera erano la conseguenza del suo governo,dimenticando di dire che mentre a Rimini si chiaccherava a suon di battute e slogan,a Bruxelles il centrosinistra conseguiva risultati ed apprezzamentri mai raggiunti in cinque anni dal Caimano. E non poteva mancare Casini,asserendo serio serio che la loro opposizione era costruttiva e non distruttiva come quella del centrosinistra,omettendo però di dire che sotto la sua presidenza della Camera,furono approvate senza batter ciglio leggi vergogna come quella sul falso in bilancio,sulla giustizia e la Bossi Fini. nel Veneto invece,c’è stata l’esilarante dichiarazione di dell’onorevole (!) avvocato Ghedini di Forza Italia :” Appoggerò il governatore Galan nella causa contro lo Stato per aver liberato con l’indulto i rapinatori che oggi scorrazzano nella nostra regione” dimenticandosi che l’indulto l’ha votato pure lui con la Casa delle Libertà. ( memoria corta eh?!)

    La conclusione è che sotto questa luna,nel paese del Gattopardo,dove tutto cambia per non cambiare niente,ogni cosa è possibile fare e dire…basta avere una faccia di tolla e la memoria corta!!!!

    La bella storia della soprano Anna Netrebko,sembra una favola a lieto fine!!!! hai fatto bene mio caro Cassandro a sottolinearla.Grazie a storie come queste ,sognare un mondo migliore è più facile! Certo,per ottenere certi risultati bisogna essere provisti di due elementi fondamentali.

    1 il talento

    2 la” fortuna,grande,incombente,quanto piena luna.” :) )

    Fortuna come il temporale che ti ha impedito di uscire,dandoti così l’opportunità di farmi leggere le belle parole che seguono un momento tanto dolce fra due innamorati. Quando l’unione dei pensieri e le anime è totale.
    Quando i sospiri dell’uno appartegono all’altro.

    Solo il cuore di un poeta poteva descrivere un momento tanto particolare!

    Che dici Cassandro,facciamo ancora una passeggiata? Ecco,ti prendo a sottobraccio e ti seguo…

    Ciao a tutti….torniamo fra poco!!! Ciao!

  29.   Wendy_Vitty Says:

    Tutto di quanto mi hai inviato,caro Artur,mi è molto piaciuto.Pirandello affascina nel suo modo tutto particolare nel renderci partecipe di ogni azione, sentimento.

    Ma l’Ubriaco di Luna….mi ha ubriacato di ammirazione.Ogni verso è straordinario. ma l’ultimo :

    “E il tempo il voloteggiare d’una mosca”

    Tanto per riallacciarsi al pensiero di Voltaire,è una vera pennellata d’artista!!!!

    Merci mom amì! Bonne nuit!

  30.   vitty x elle Says:

    Carissima elle,leggendo quanto hai scritto a Cassandro,è sembrato anche a me di essere sul poggiolo ( quanto mi piace questo modo di dire,lo trovo civettuolo) a scrutare il cielo con te. Spero fra non molto si avveri quanto abbiamo progettato insieme….che faccio,aspetto la terza luna per esprimere il desiderio!?

    Ti abbraccio! Ciao!!!

  31.   vitty x ivy Says:

    Ivy,ti sei accorta che siamo dei gran chiaccheroni! Ci piace molto conversare e godere così della compagnia reciproca. Voltaire affermava che la scrittura è “la pittura della voce”…e i miei commentatori,in questo sono bravissimi. ogni loro parola è una pennellata di luce per me!!!! Ciao!

  32.   ivy phoenix Says:

    sempre commentini corti scrivono a te eh? ;-)
    un salutino

  33.   Artur Says:

    E guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po’
    passo le notti a camminare dentro a un metrò
    sembro uscito da un romanzo giallo,
    ma cambierò, si cambierò
    gettano arance da un balcone, così non va
    tiro due calci ad un pallone, e poi chissà
    non sono ancora diventato matto,
    qualcosa farò, ma adesso no
    Luna.

    Luna non mostri solamente la tua parte migliore
    stai benissimo da sola, sai cos’e’ l’amore
    e credi solo nelle stelle,
    mangi troppe caramelle,
    Luna.
    Luna ti ho visto dappertutto anche in fondo al mare
    ma io lo so che dopo un po’ ti stanchi di girare
    restiamo insieme questa notte,
    mi hai detto no per troppe volte
    Luna.

    E guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po’
    se sono triste mi travesto come Pierrot
    poi salgo sopra i tetti e grido al vento
    guarda che anch’io ho fatto a pugni con Dio.
    Ho mille libri sotto al letto, non leggo più
    ho mille sogni in un cassetto, non lo apro più
    parlo da solo e mi confondo e penso
    che in fondo si, sto bene così,
    Luna.
    Luna tu parli solamente a chi e’ innamorato
    chissà quante canzoni ti hanno già dedicato
    ma io non sono come gli altri
    per te ho progetti più importanti, Luna.
    Luna non essere arrabbiata, dai non fare la scema
    il mondo e’ piccolo se e’ visto da un’altalena
    sei troppo bella per sbagliare,
    solo tu mi puoi capire, Luna.
    E guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po’
    a mezzanotte puoi trovarmi vicino a un juke-box
    poi sopra i muri scrivo in latino
    evviva le donne, evviva il buon vino.
    Son pieno di contraddizioni, che male c’e’
    adoro le complicazioni, fanno per me
    non metterò la testa a posto mai
    e a maggio vedrai che mi sposerai,
    Luna.

    Luna non dirmi che a quest’ora tu già devi scappare
    in fondo e’ presto l’alba ancora si deve svegliare
    bussiamo insieme ad ogni porta
    se sembra sciocco cosa importa, Luna.

    Luna che cosa vuoi che dica non so recitare
    ti posso offrire solo un fiore poi portarti a ballare
    vedrai saremo un po’ felici,
    e forse molto più che amici, Luna.

  34.   ivy phoenix Says:

    i desideri… sono belli quando punti in alto e ne esprimi di irrealizzabili, che poi, nella vita.. forse non si sa mai

  35.   CASSANDRO Says:

    Cara Elle, provvederò fra un poco ad inviare sul tuo ?finalmentenonpiùneroblog? lo scritto ?Mancu ?na sbrizza!? (cominciamo bene!), sperando che sia di tuo gradimento. Grazie sempre per le cortesi espressioni che hai usato nei miei confronti.

    Approfitto per indirizzare un grazie particolare pure ad Artur per la sua poesia arabo siciliana inviata con riferimento alla mia persona, i cui versi sono, ovviamente, assai lontani da quelli miei, non avendo purtroppo questi l?incisività di un ?Il suo volto è luna che spunta? oppure ?Oh felice chi le sta accanto?, riecheggianti un?aria tipica di Saffo.

    E chiudo senza lasciarti nulla, Vitty?? Naaaaaaaa!? C?è sempre qualcosa sulla luna per te, sia che essa risplenda vivida nella notte, sia che appaia dolcemente pallida nella luce del giorno.

    C E R T A M E N
    (Falce di luna)

    (Lui)
    – “Tu dammi un qualsiasi argomento
    ed io ti faccio una poesia…
    … o meglio, metto in rima in un momento
    qualche pensiero… Sù, avanti… Via!”.

    (Lei)
    – “Spaccone anzi che no, fammi vedere
    che mi sai dire della… ‘verità’?”

    (Lui)
    – “Ci avrei giurato che pur di sapere
    che fosse mai.?.. partivi tu da qua.

    E lo saprai!… Essa è quella cosa
    la qual, gira e rigira, prima o poi,
    … pur se ti sta, è noto, un poco odiosa…
    vien sempre a galla… vuoi o non vuoi”.

    (Lei)
    – “Scocciare in rima è una squisitezza,
    che non ti fai scappare… vero, vile?…
    … e me la pagherai!.?.. E la…’bellezza’?
    mèttila in versi… ma sii più gentile”.

    (Lui)
    – “Se la ‘bellezza’ si vuole ammirare
    basta guardare te… questo non scoccia!!!…
    quando in costume nero, in riva al mare,
    a Ferragosto… sshlàpp… ti fai la doccia”.

    (Lei)
    – “Beh… questa mi sta bene!… Ma ora, di’…
    veniamo a quando – ahimè! – io resto sola,
    chè vai lontano, e mi lasci qui
    … la ‘lontananza’ in rima… no, non vola!”

    (Lui)
    – “E invece, sì… la ‘lontananza’ è quella
    triste parola, che, fino a che torno,
    ti rende al mondo.??inutilmente bella,
    come falce di luna a mezzogiorno”.

    (Cassandro)

    Che tipo presuntuoso e indisponente questo lui, vero??

  36.   elle sbadata Says:

    ops! il commento sotto che ho lasciato è per Cassandro!
    Ciao vitty,un bacio grande a te!

  37.   elle Says:

    Tra un sogno,la luna e un arconaleno il rossore sulle guance non ti si addice…felice sarò di leggere i tuoi versi in dialetto siciliano,anche se spero mi aiuterai con la traduzione!
    Ciao a presto…la canzone della Nannini che hai citato “bello e impossibile” è una delle mie preferite!
    Buona giornata:)

  38.   Artur Says:

    Ubriaco di luna

    Quando il sonoro vortice del mondo
    E’ sibilo di trottola, quel chiaro
    Corpo di corvo che è la Luna siede
    Ai crocicchi del vento e scruta attorno.
    E mi vede – mi vede – mi balza
    Con esattezza sul vivo del cuore,
    E il suo raggio dorato con freddezza
    Completamente ubriaco mi rende.
    Il ruggito di tutti gli oceani mi sembra
    Ora soltanto un suono debolissimo,
    il tuono,
    Soltanto il tintinnio d’una campana,
    E i l t e m p o i l v o l t e g g i a r e d ‘ u n a m o s c a

    (Hugh Mc Diarmid)

  39.   Artur Says:

    ……….. Giungevano da lontano gli stridori e i tonfi cadenzati della pompa, che non posava mai, né giorno né notte. E nella cadenza di quegli stridori e di quei tonfi s’intercalava il ruglio sordo di zi’ Scarda, come se il vecchio si facesse ajutare a muovere le braccia dalla forza della macchina lontana.
    Alla fine il carico fu pronto, e zi’ Scarda ajutò Ciàula a disporlo e rammontarlo sul sacco attorto dietro la nuca.
    A mano a mano che zi’ Scarda caricava, Ciàula sentiva piegarsi, sotto, le gambe. Una, a un certo punto, prese a tremargli convulsamente così forte che, temendo di non più reggere al peso, con quel tremitìo, Ciàula gridò:
    – Basta! basta!
    – Che basta, carogna! – gli rispose zi’ Scarda.
    E seguitò a caricare.
    Per un momento la paura del bujo della notte fu vinta dalla costernazione che, così caricato, e con la stanchezza che si sentiva addosso, forse non avrebbe potuto arrampicarsi fin lassù. Aveva lavorato senza pietà tutto il giorno. Non aveva mai pensato Ciàula che si potesse aver pietà del suo corpo, e non ci pensava neppur ora; ma sentiva che, proprio, non ne poteva più.
    Si mosse sotto il carico enorme, che richiedeva anche uno sforzo d’equilibrio. Sì, ecco, sì, poteva muoversi, almeno finché andava in piano. Ma come sollevar quel peso, quando sarebbe cominciata la salita?
    Per fortuna, quando la salita cominciò, Ciàula fu ripreso dalla paura del bujo della notte, a cui tra poco si sarebbe affacciato.
    Attraversando le gallerie, quella sera, non gli era venuto il solito verso della cor­nacchia, ma un gemito raschiato, protratto. Ora, su per la scala, anche questo gemito gli venne meno, arrestato dallo sgomento del silenzio nero che avrebbe trovato nella impalpabile vacuità di fuori.
    La scala era così erta, che Ciàula, con la testa protesa e schiacciata sotto il carico, pervenuto all’ultima svoltata, per quanto spingesse gli occhi a guardare in su, non poteva veder la buca che vaneggiava in alto.
    Curvo, quasi toccando con la fronte lo scalino che gli stava di sopra, e su la cui lubricità la lumierina vacillante rifletteva appena un fioco lume sanguigno, egli veniva su, su, su, dal ventre della montagna, senza piacere, anzi pauroso della prossima liberazione. E non vedeva ancora la buca, che lassù lassù si apriva come un occhio chiaro, d’una deliziosa chiarità d’argento.
    Se ne accorse solo quando fu agli ultimi scalini. Dapprima, quantunque gli paresse strano, pensò che fossero gli estremi barlumi del giorno. Ma la chiaria cresceva, cresceva sempre più, come se il sole, che egli aveva pur visto tramontare, fosse rispuntato.
    Possibile?
    Restò – appena sbucato all’aperto – sbalordito. Il carico gli cadde dalle spalle. Sollevò un poco le braccia; aprì le mani nere in quella chiarità d’argento.
    Grande, placida, come in un fresco luminoso oceano di silenzio, gli stava di faccia la Luna.
    Sì, egli sapeva, sapeva che cos’era; ma come tante cose si sanno, a cui non si è dato mai importanza. E che poteva importare a Ciàula, che in cielo ci fosse la Luna?
    Ora, ora soltanto, così sbucato, di notte, dal ventre della terra, egli la scopriva.
    Estatico, cadde a sedere sul suo carico, davanti alla buca. Eccola, eccola là, eccola là, la Luna… C’era la Luna! la Luna!
    E Ciàula si mise a piangere, senza saperlo, senza volerlo, dal gran conforto, dalla grande dolcezza che sentiva, nell’averla scoperta, là, mentr’ella saliva pel cielo, la Luna, col suo ampio velo di luce, ignara dei monti, dei piani, delle valli che rischiarava, ignara di lui, che pure per lei non aveva più paura, né si sentiva più stanco, nella notte ora piena del suo stupore.

    (Pirandello – Ciaula scopre la Luna)

  40.   Artur Says:

    (Poesia arabo siciliana in onore di Cassandro)

    Ecco una gazzella ornata di orecchini,
    Che mi canta le nenie quand’io son ito;
    Quand’ella vede ciò che m’è successo.
    Come prato variopinto,
    Non mi cale [d'altro] quand’ella è meco,
    Poiché nell’amor suo mi consumo,
    Il suo volto è luna che spunta;
    Superbisce quando ha preso tutto per sé l’amor mio;
    E quindi io peno.
    Su un tralcio sottile,
    Le è dolce il mio lungo dolore.
    O crudeltà: ed io sto per morire!
    Sdegnosa, inaccessa a pietà,
    Non rifugge dal romper la fede che mi die’.
    Tace ostinata;
    Tiranna, ingiusta;
    Diversa da quella che fu un giorno.
    Oh felice chi le sta accanto!

    (‘Abu ‘al Hasan Alì ‘ibin ‘abi ‘al Basar )

  41.   CASSANDRO Says:

    Grazie, Elle.

    Il tuo è uno dei comenti più gentili che abbia ricevuto sui miei semplici scritti, che come hai ben notato cerca di destreggiarsi fra un apparire romantico, disfattista, positivo, cinico ecce ecc., perchè mi piace non apparire monocorde, sostenitore come sono dell’importanza greca del “dubbio”, della fusione assoluta fra “verità e non verità”, fra l’ “essere ed apparire” (sono purtroppo, o meno male, della terra di Pirandello).

    Il tuo cortese scritto mi fa fatto un poco “arrossire” (ammesso che ci riesca dato il mio colorito, diciamo gentilmente con la Nannini… “mediorientale”) per essermi astenuto dal commentare il tuo post sulla “pioggia e arcobaleni”.

    Infatti, avevo avuto in mente di inviarti una composizione che si agganciava a quanto tu hai lì raccontato sulla pioggia, ma avendola scritta in dialetto siciliano ho pensato che avrei appesantito inutilmente il tuo post, dato che fra la Liguria e la Sicilia c’è un poco di differenza.

    Ora però, vista la tua gentilezza e chiedendoti scusa in anticipo per lo sforzo che ti costringerò a fare per leggere parole “streuse” (fatti tradurre questa parola da qualche tuo amico), se non hai nulla in contrario provvederò a ricercarla e appena potrò ad inviartela.

    Uh, come è tardi. Buon pranzo e a… rileggerci!

  42.   elle Says:

    Affacciandomi dal poggiolo questa mattina per scrutare il cielo e capire che cosa mi sarei potuta aspettare dal punto di vista metereologico,in un angolino del cielo,in alto alla mia destra,un pezzettino di luna,adagiata su di esso,splendeva luminosa e tranquilla…
    sarà forse il fresco mattino o il silenzio che ancora regna sovrano,ma una sensazione di pace si è impossessata di me e mi sembra ora difficile immaginare che sotto i benevoli raggi lunari possano talvolta trovarsi risvolti molto meno romantici di quello che pensiamo…la luna non è solo per gli innamorati,bisogna ricordarlo e ben ha fatto Cassandro con la sua poesia “Odio la luna” a ricordarci che sotto di essa tutto succede senza che lei intervenga,”appare e scompare? sorride
    prendendoci ogni volta per quel posto,
    chè per quante in passato lei ne vide
    ne rivedrà altrettante a zero costo”!!! E chissà lei luna,quante cose avrebbe da scrivere su noi umani,quanti racconti,fantastici,romantici,incredibili o orribili (come quello di Salomè) avrebbe da dire se solo potesse farlo!
    Ma in questo momento in cui mi sento ancora “beata”,un pò di romanticismo non guasta proprio e il “dopo” di Cassandro aiuta nell’intento…”Che bello, aprire gli occhi e vederti
    …dopo… che ancora il volto mi accarezzi”…
    E mentre io scrivo,la luce del giorno ha acceso i suoi riflessi,portandosi via quel pezzetto di luna adagiato sul cielo,che sia il segnale che mi dice “su forza,datti da fare,basta fantasticare!”?
    Bè si, forse dovrei “cominciare”,ma prima carissima Vitty,fatti abbracciare…ero passata per un salutino,spero che tu abbia risolto il problema di linea al pc che avevi ieri sera…fammi sapere! Saluto Cassandro caramente e lo ringrazio per l’ elegante compagnia che con i suoi scritti ci offre e permettimi di salutare anche Lord Byron che mi piace ricordare come colui che mi invitò a cena e magari quella sera c’era pure la luna piena!
    baci per tutti,
    elle:))

  43.   CASSANDRO Says:

    CASSANDRO_____________Domenica 20 agosto 2006 ore 12, 55

    Sì, Vitty, è così, sono ancora in ferie (anche se il tempo è un poco carognetta) ed ho con me il mio pc portatile, col quale ti seguo (ti ho visto sai, purtroppo però da lontano, andare per le varie spiagge in costume giallo) anche se non vago, come pensi tu e forse Mary, fra tanti ?blogger e blogghette varie?!? Inoltre ho un certo interesse a seguire l?evoluzione di questo chilometrico post (che finalmente non vede la presenza di Sergio? aaaaah!), e le risposte a talune sollecitazioni, che puntualmente sono arrivate.

    Lo dicevo io che con l?intervento di Amfortas, intervento che già si è perso in questa ?selva luminosa? di commenti, avremmo arricchito la nostra preparazione sulla presenza della luna nelle opere liriche (Vitty addirittura promette di andare a leggere le varie citazioni: quando si dice ?voglia di cultura!)

    Anch?io in verità l?ho fatto e per evitare qualche fatica di ricerca, se mi si permette vorrei, in quanto opportunamente richiamata, spendere qualche parola in più su codesto astro d?argento, specie per quanto riguarda l?opera di Strass, Salome, tratta come è noto, dal poema omonimo del provocatorio Oscar Wilde (libretto di Hedwig Lachmann), la quale nel suo testo è ben reperibile su internet in forma riassuntata, per cui lo riporto in parte non assumendone ovviamente alcuna paternità (diamo a Cesare quello che è di Cesare).

    Ciò in quanto la luna in detta opera, e non per la prima volta, è muta testimone, dall?inizio alla fine, della tragedia della morte del Battista, eroticamente posta in luce dalla sensuale prorompente bellezza di Salome, per la quale si potrebbe esclamare il noto ?Vidìti quantu po? ?n pilu di fimmina!?? ?vedete quanto può un pelo di donna?? incisivamente riportato dal poeta catanese Nino Martoglio, quando inizia a descrivere il combattimento fra Orlando e Rinaldo).

    Dato che questo LIBRO (?enciclopedia?, ?trattato?, ?raccolta?, ?mitragliata di citazioni?) di Vitty continua la sua corsa, sperando di fare cosa gradita alla regista di tutto ciò, ne presento, come anticipato, un breve riassunto (un po? di ?prosa? non dovrebbe guastare in questo post dove predominano versi di poesie o di canzoni) anche perché, su tale opera (e in particolare sulla nota ?danza dei sette veli?) si è di recente soffermata a discutere incidentalmente la soprano di successo Anna Netrebko (che già citai in ?Le belle assai soprano?, come forse ricorderà Amfortas), la quale qualche giorno fa mi ha dato spunto per una breve composizione di carattere generale, che ovviamente ho concluso con un immancabile metaforico riferimento alla? luna.

    Ma andiamo con ordine: prima la descrizione del citato dramma in un atto? E che Amfortas non me ne voglia tanto, sia per l?intrusione in un campo che non è mio, sia per eventuali errori, sia infine per talune mie considerazioni od espressioni, per le quali antepongo a scusante un ?absit iniuria verbis?!

    °°°°°°
    La ?luna? risplende luminosa e rischiara la sala dove Erode, tetrarca di Giudea, ha raccolto a banchetto i suoi cortigiani. A lato della sala, sorvegliata da due soldati, vi è un?antica cisterna nella quale è imprigionato Jochanaan, il Battista. Dialogando nei pressi della cisterna, il paggio di Erodiade tenta di convincere Narraboth, capitano dei soldati della guardia di Erode, a non lasciarsi ammaliare dalla lunare bellezza di Salome, figlia di Erodiade.

    Salome stanca degli sguardi insistenti che le rivolge il patrigno Erode è uscita a guardare la luna, «bella come una vergine ch?è rimasta pura», ed esprime il desiderio di incontrare il prigioniero. Salome, forte del suo potere di seduzione, non fatica a convincere Narraboth di far uscire il profeta dalla cisterna.

    Liberato dalla sua prigione, Jochanaan inveisce contro i peccati di Erode e soprattutto di Erodiade, ma ciò non impedisce a Salome di rimanere, contro il consiglio di Narraboth, in contemplazione dei suoi occhi, del suo corpo, della sua carne. Quando Jochanaan si accorge di essere osservato tanto voluttuosamente, respinge la fanciulla, inveendo di nuovo contro la madre che l?ha generata e il patrigno. Ma Salome ne è sempre più attratta, vorrebbe vederlo più da vicino, toccare il suo corpo, i suoi capelli, vorrebbe baciare la sua bocca, essere posseduta da lui. Narraboth la supplica invano di non guardare quell?uomo in modo tanto concupiscente, e non potendo più sopportare la violenza erotica di Salome, che ama perdutamente, si pugnala.

    Salome, che non si è nemmeno accorta del suicidio di Narraboth, continua a ripetere di voler baciare la bocca di Jochanaan, il quale, dopo aver maledetto la fanciulla, fa infine ritorno nella sua prigione.

    Erode, Erodiade e il loro seguito sono usciti dalla sala del banchetto; il tetrarca sta cercando Salome e raggiuntala, le offre il miglior vino, le porge i frutti più maturi, la invita a sedersi al suo fianco, ma lei respinge le sue offerte, mentre Erodiade ordina di far tacere Jochanaan, che continua a insultarla. Erode, indifferente alla cosa, si rivolge alla figliastra pregandola insistentemente di danzare per lui. Solo alla promessa di avere in cambio tutto quello che vorrà, Salome acconsente, nonostante l?esortazione della madre di non compiacere il patrigno e si fa togliere i sandali dalle schiave sopraggiunte a portarle i profumi e i sette veli. Sulla note di una musica selvaggia, Salome esegue una conturbante danza, con i veli che cadono a uno a uno, fino a lasciarla in terra nuda ai piedi del tetrarca, estasiato.

    E quando Erode le domanda quale sia la ricompensa da lei desiderata, ella ordina che venga portata la testa di Jochanaan su un piatto d?argento. Erodiade si compiace della richiesta della figlia, mentre Erode ora vacilla, supplicandola di chiedere anche la metà del suo regno ma di rinunciare al terribile proposito. Salome, tuttavia, è irremovibile. E quando finalmente, dopo attimi di terribile attesa, il carnefice le consegna l?oggetto del suo desiderio, si lascia andare a un canto in cui esprime tutta la sua irrefrenabile passione: «Perché non mi guardasti? Se tu mi avessi guardata, mi avresti amata. Lo so bene, mi avresti amata. E il mistero della morte è più grande del mistero dell?amore». Il suo canto ha termine solo quando, afferrata al colmo dell?eccitazione la testa di Jochanaan, la fanciulla ne bacia la bocca sanguinante.

    Sulla reggia cala una tetra oscurità, rischiarata appena da un raggio di ?luna?.

    °°°°°

    Appunto, nella sceneggiatura la luna ha aperto e la luna ha chiuso.

    Ed ora veniamo alla composizione accennata, dove la citazione sulla luna nell?opera lirica, e la danza dei sette veli di Salome è solo un pretesto, che invio, data che è ?fresca fresca?, nella speranza che non sia di turbativa per gli eventuali lettori e per gli amanti della lirica e della sua storia, scritta dai relativi personaggi, né per l?armonia del post.

    I L S U C C E S S O (1)

    Modifica il lavoro che si svolge
    puranco la persona in sé per sé:
    si cambia non appena si coinvolge,
    sicchè più non si è ciò si è.

    Esempio, la vorrebbero ?cullare?
    tutti quella cantante di successo,
    che se fosse rimasta a lavare
    i pavimenti, le vetrate, il cesso

    di quel teatro dove lavorava
    da giovane (e? scoperta? poi cantò)
    nessuno certamente la notava:
    e d? uomini ora lei più non ne può.

    Mai e poi mai infatti avrebbe avuto
    gli sguardi che ha dattorno oggidì
    – qui parlo come donna — se l?acuto
    non estendeva forte da ?re? al ?si?.

    Perciò, uomini e donne, se volete
    ?occasioni? aver con l?altro sesso,
    pure se siete belli, eh sì, dovete
    ben cavalcare l?onda del successo.

    E questo presuppone anche bravura,
    intenso studio e buona? caratura,

    o per dirla più in chiaro? una fortuna
    grande, incombente, quanto piena luna.

    (Cassandro)

    (1) Scritta dopo la lettura di una intervista su ?Repubblica? del 10 agosto 2006 alla bella e brava trentaquattrenne soprano ANNA NETREBKO, ?la cui vita sembra una favola: da donna delle pulizie del Teatro Marinskij di San Pietroburgo a star?, intervista che si conclude con la frase, un po? amara ma tanto vera, della cantante: ?Adoro Strass, mi piacerebbe fare Salomè. Ma rifiuterei la proposta: senza dubbio me la offrirebbero per farmi rimanere nuda in scena con la danza dei sette veli?.

    Ed ora basta! Basta con questa benedetta luna con l?aureola di ?tuttofarepositivo?, la quale, come dice Vitty, ?ha fatto scorrere fiumi di inchiostro a poeti, scrittori giornalisti, appassionati di almanacchi?!?

    Posizione peraltro certamente encomiabile, anche sotto il profilo metaforico (e qui concordo) come risulta in un elegante post di Ghismunda? professoressa di che con ironica rassegnazione ?vuole la luna?, pur sapendo di non poterla più ottenere (ghismunda.blog.tiscali.it)? del 27 ottobre 2005, che qui mi permetto di riportare, sperando di non fare cosa sgradita all?autrice (che saluto cordialmente), date le pregevoli precisazioni e conclusioni.

    ??Per secoli la si è immaginata come un corpo perfetto, diafano, lucido, cristallino. Stava in Paradiso: andarci, vederla, era possibile solo da morti, primo gradino dell?incorruttibile regno dei cieli. Poi qualcuno osò guardarla, puntarle un cannocchiale addosso. Fu come spogliare una bella donna, lo stesso senso del peccato, la stessa emozione: ?Bellissima cosa vedere il corpo della luna?, esclamò Galileo. Insieme alla veste bella, caddero pregiudizi e falsità, superstizioni ed errori. Vedere la Luna ha significato la libertà??.

    A quanto sopra, sotto un diverso profilo, si contrappongono le profonde parole di Fabia Zanasi (anch?essa reperibile su internet) a proposito della Salome di Oscar Wilde:

    ??L?opera rivela inquietanti aspetti dell’identità femminile in grado anch’essi di rendere folli, come la luna shakespeariana (?E’ colpa della luna, quando più si avvicina alla terra, rende gli uomini folli”).
    Fin dalle prime battute s’ingenera un ambiguo parallelismo che mette a confronto la fascinosa bellezza di Salomè e l’ammaliante parvenza lunare e al contempo sottolinea il pericolo insito nella contemplazione di entrambe per quanti soggiacciono all’amoroso incantamento.
    Il simbolismo satellitare si riverbera a propria volta in tutti gli esseri umani gravitanti nella sua orbita, per cui la stessa Salomè, innamoratasi di Johanaan, il profeta che condanna l’adultero connubio di Erodiade con il tetrarca Erode, esclama: “certamente è casto come la luna”.
    Da ciò discende che la principessa dopo avere eseguito a piedi nudi, sul sangue del giovane che si era ucciso per averla guardata ed amata, una danza fatale ottiene come ricompensa la testa di Johanaan per poterne invano baciare la castità lunare??.

    Sbagliavo quando ricordavo poco fa: ?Vidìti quantu po? ?n pilu di fimmina???

    Quindi permettetemi di parlarne finalmente, da buon Bastian Contrario, in un modo un po? negativo (senza che arricciate il naso!), cioè come della ?menefreghista? per eccellenza, che per il suo comportamento sornione non merita poi tanto di parlarne benevolmente (con buona pace di ?poeti, scrittori, giornalisti? ecc. ecc.) ed addirittura di dedicarle un post che dura da quasi due mesi, con più di cento commenti suddivisi in ben 15 pagine, almeno fino ad ora (e meno male che Sestolla è caduto in letargo e, stando a ?svestivare? in qualche anfratto di grotta marina, non si è fatto vivo da molto tempo, se no saremmo arrivati a duecento commenti e 20 pagine).

    Chiedendo scusa quindi a Vitty e a tutti i suoi ospiti mi permetto di dire??..

    O_D_I_O__L A__L_U_N_A

    Odio la luna e tutti quelli che
    parlano della luna, io compreso.
    Diamoci un taglio netto, come se
    si trattasse? che ne so?? di Creso

    ? Margutte? Filottete? di Sant?Ivo?
    Parliamo noi di questi? Ovvio che no,
    quindi anche di lei, astro passivo,
    con quella faccia fessa da oblò,

    che appare e che scompare? che sorride
    prendendoci ogni volta per quel posto,
    chè per quante in passato lei ne vide
    ne rivedrà altrettante a zero costo,

    tutte le stesse. No, non cambia mai
    il mondo, si ripete all?infinito:
    vince sul bene il male, e tu lo sai,
    tu che guardi la luna incitrullito

    e chiedi a lei, che certo se ne frega,
    ?cosa accadrà domani??… Beh, vi invito
    almeno a dir che non vale una sega,
    e manco di un cagnaccio il guaito!

    Per consolarci pure si può dire,
    dato che sol ci guarda e non ci assiste
    nel vivere e manco nel morire
    che è come mafia? ?non esiste?!

    (Cassandro)

    Questa volta sarò io ad essere fatto a fette!? Dietro front, quindi? e di corsa: facciamo la faccia stupita e compunta e continuiamo con:

    Beh, ?non esiste? è forse un po? troppo? anzi decisamente lo è, e quindi per essere perdonato dai molti romantici che qui allignano diciamo che sì. me ne pento, mi pento fortemente di quanto ho scritto (tanto sta già ben stampato quassù), non fosse altro che perché la luna o Selene che dir si voglia mi permette di fare a lei riferimento nei momenti più belli della vita, anzi in quello che per me (e spero per quasi tutti voi che avete avuto la forza di arrivare fino a qui) rappresenta il momento più bello del nostro esistere e cioè??

    D__O__P__O

    Che bello, aprire gli occhi e vederti
    …dopo… che ancora il volto mi accarezzi,
    che segni il mio profilo e poi lo spezzi
    infra le labbra, e qui con modi incerti

    lieve cercar di assaporarle ancora,
    certa che non ti veda, chè lo sai
    che…dopo…mi assopisco, e quel che fai
    è solo cosa tua, bella signora!

    Ed hai sguardo che io non conosco,
    dolce e sicuro, sembra fatto a cera,
    quasi lunare… sì, come sul bosco
    quieta Selene splende nella sera.

    Padrona assoluta ora ti senti,
    in quanto più nessuno ora può
    distoglierti da me e non ti penti
    di avermi amato per poi fare ciò.

    Neppure io ci riuscirei,
    neppure se mi alzassi dal torpore
    in cui sono caduto… ora sei
    all’acme del tuo fare all’amore.

    Sei così bella nel sentirti sola
    con chi tu ami? e tutto ci puoi fare…
    che fingo di dormire e mi consola
    sottecchi te guardare e riguardare

    … ed i sospiri tuoi un po’ rubare!

    (Cassandro)

    Perdonato, Vitty?? Anche per la lunghezza dello scritto?? D?altronde io scrivo molto (anche se come ora la colpa è in parte del temporale che si è scatenato nella regione dove mi trovo), e non come quello striminzito (quando c?è!) di Sergioppe Sestolpette,

    Ah, ecco che ha smesso di piovere!? Esco. Anzi no, vado a fare una visita in qualche altro blog, che non parla di luna e avendo pubblicato qualcosa sulla guerra mi intriga parecchio.

    Buon prosieguo di ferie a tutti tutti.

  44.   Artur Says:

    Solitudine è lava che copre tutto
    l’amarezza nella mia bocca
    sorride coi suoi denti di piombo
    Solitudine, parola incisa nel cuore
    rassegnato e muto
    nel ritmo del disincanto
    Disincanto, disincanto
    danzo io, danzi tu
    la danza del disincanto

    Camelia è rimasta vedova, Joana si è innamorata
    Maria ha cercato la morte a causa del suo amore
    Mio padre mi diceva sempre “attento figlio mio”
    Quando penso al futuro, non scordo il passato

    Quando viene l’alba, il mio pensiero vaga
    le dita corrono sulla chitarra contemplando la Luna piena
    Nonostante tutto esiste una fonte d’acqua pura
    Chi berrà di quell’acqua, non avrà più amarezza.

    (Paulinho da Viola)

  45.   arivitty x tutti Says:

    Come promesso eccomi qua,non tanto puntuale però….!!! Nella vita di tutti i giorni per dire la verità,sono puntualissima,anzi,pure anticipata! ma qua….qualche volta mi capità di non esserlo mio malgrado.

    A distanza di giorni,leggere quanto avete scritto sull’argomento Luna, è un vero piacere ,ogni parola nasconde emozioni magiche,incantate!

    Come le poesie Artur,che mi hai lasciato,( Grazie!)tutte belle e piene di sentimento. ma quella che mi ha colpito,se permetti,è la tua. Non è cosa da poco avere contatti un poeta.Attraverso i suoi versi,è possibile riuscire a intravedere il suo animo,e il tuo carissimo mi conferma quello che ho sempre pensato,sei una gran bella persona,sensibile e appassionata. Spero che la Luna abbia esaudito la tua preghiera….sia arrivata una nuova notte,e un nuovo amore!

    Ivy,grazie per l’augurio di buon Ferragosto! Spero sarà stato sereno anche per te. In quanto ai commenti….eh,sì,sono davvero tanti!Non è assolutamente merito mio,ma dal fatto che sono ben due lune che sono ferma sullo stessa tema….il fatto è che ce ne sono di cose da dire sulla luna,la quale ha fatto scorrere fiume di inchiostro a poeti,scrittori,giornalisti,appassionati di almanacchi,e tanti altri,che volendo,si potrebbe stare fermi ancora un bel po’,senza mai arrivare a porre la parola fine a questo post.

    Ringrazio la mia Chiara,che zitta zitta,mi regala frammenti di periodi della mia vita a me molto cari. Grazie bimba mia!!!

    Ah,che bello Amfortas,dopo “enciclopedia”, trattato,”raccolta” e “mitragliata di citazioni sulla Luna” ecco ,grazie a te,”Il Libro fatto di commenti”.
    A onor del vero,anche la mia amica Colomba aveva usato questo termine,ma in modo meno incisivo.Tu addirittura ti sei espresso con tanto di lettera maiuscola!!! Sono molto interessanti le citazioni a proposito della luna nella lirica. Ci puoi scommettere che me le andrò a leggere! sarà un modo per entrare in punta di piedi in un mondo tanto affasciante e,grazie ai tuoi suggetrimenti ,meno sconosciuto!!!

    Quale piacevole sorpresa Lord Byron travarla qua! Vedo che non ha resistito al fascino e alla bella atmosfera che emana da questa luna .Ma già lei è un romantico!!!! Ho ben apprezzato i malinconici versi del suo omonimo,versi che tradiscono un animo molto sensibile.Non a caso ha scelto lo stesso nik.
    A parte gli scherzi e i convenevoli,sono ben lieta di riaverti qua. Spero ti tratterrai,perchè penso ci sarà ancora qualcosa di interessante da leggere….

    Bentornata Mary,capisco il tuo dispiacere nel lasciare una città tanto bella. la Spagna è un paese dove il progresso e le tradizioni convivono benissimo,rendendola così ancora più bella e affascinante.

    Mi chiedi se Cassandro e Sergio sono in ferie,per quanto ne so,si
    sono in ferie! Cassandro,sicuramente grazie ad un pc portatile,( suppongo)lo trovi facilmente in mezzo a blogger e blogghette varie….Sergio…eh,Sergio deve essere talmente preso da “lune,lunette,clappe-clappette,plaffe-plaffette….” da essersi dimenticato di noi….sigh!!!

    Che dici Cassandro,pensi anche tu che Sergio,(occhio finissimo)essendo “In tutt’altre faccende affaccendato” si sarà dimenticato di noi?! Neppure per ferragosto si è fatto vivo!!! Mi sarebbe piaciuto,prima di chiudere definitivamente l’argomento ,di leggere ancora qualche sua” riflessione” così …estemporanea!!!Secondo me,non sa più dove guardare ….talmente tante “grazie” ci sono in giro….speriamo non ritorni strabico!!! ( Sergino,stò scherzando,goditela fin che puoi,chè l’autunno ormai è alle porte….)

    Non vorresti sapere,caro signor “Galante” dove sono stata in questi giorni??!! Ebbene,ho girato per spiagge con un vivace costumino giallo. Sperando di suscitare qualche complimento da spiaggia come quelli da te descritti ,ma devo avere imbroccato tutte spiagge sbagliate,perchè di cavalieri,gentili e complimentosi non ce n’era neppure l’ombra…così, fra palloni che volavano,racchette che fischiavano….,secchiate d’acqua…. ho preferito fare un deciso dietrofront e tornare velocemente alla mia tranquilla scogliera. Anche se ormai ho capito che quella delle belle frasi è tutta una tattica per attaccare discorso,non avrei disdegnato di riceverne uno….vabbè,per fortuna me li posso leggere qua! D’altronde lo sai….

    “”A me mi basta poco… una parola
    …una telefonata… un’idea…
    se penso che mi pensi non son sola,
    nasco da te come erba per talea”.

  46.   Vitty x Tutti Says:

    Ciao a Tutti! Mi sono presa una piccola vacanza ma sono di nuovo qua! E’ un piacere leggere i Vostri scritti,le Vostre parole! Vorrei rispondere subito ,ma sono un po’ stanca,perciò rimando a domani il piacere di giocare con le parole .

    Per ora Vi mando un sorriso :) ) e un abbraccio affettuoso!
    A domani Carissimi! Buonanotte,ciao!!!!

  47.   Artur Says:

    Se la luna avrà i tuoi occhi
    allora il mare si alzerà a guardarla
    piangendo lacrime di stelle.
    Se la luna avrà i tuoi occhi
    la notte sarà di velluto blu, di brezze colorate,
    di pallido silenzio,
    come a cercare l’intimità del tuo sorriso.
    Se la luna avrà i tuoi occhi
    vorrei perdermi tra i colori del buio
    tra le voci del silenzio
    nell’assurdo del tempo per non svegliarmi mai più…
    se non accarezzato dalle fugaci ali del tuo sguardo.

  48.   Artur Says:

    Guarda che luna,
    guarda che mare,
    da questa notte
    senza te dovrò restare.
    Folle d’amore,
    vorrei morire
    mentre la luna di lassù
    mi sta a guardare.

    Resta soltanto
    tutto il rimpianto
    perché ho peccato
    nel desiderarti tanto.
    Ora son solo a ricordare
    e vorrei poterti dire
    guarda che luna,
    guarda che mare!

    Ma guarda che luna,
    guarda che mare,
    in questa notte
    senza te vorrei morire,
    perché son solo a ricordare
    e vorrei poterti dire
    guarda che luna,
    guarda che mare!

    Guarda che luna,
    guarda che mare!
    Che luna!

  49.   Lord Byron Says:

    Eh, sì? ?più non andremo vagando alla luce della luna, anche se la notte fu fatta per amare e il giorno torna troppo presto?!

    Non ti meravigliare, Vitty, se nel giorno di ferragosto, unico fra i blogger, dopo tanto silenzio, ritorno a farmi vivo.

    In verità non seguo più tanto i blog per motivi di lavoro, ma avendo oggi un po? di tempo ho deciso di fare una breve passeggiata per i vari post: ho cominciato con il tuo e qui mi sono fermato.

    Due ore ci vuole a leggere tutto questo post che ha più un mese lunare di vita, e piacevolmente sono rimasto incantato di tanti bei commenti e di tanti versi sulla luna che si può dire è stata vista e visitata in tutte le maniere, anche le più impensabili ed anche con penna edonisticamente ardita..

    Complimenti. Anche io ho lasciato in attacco alcuni versi, peccato che non siano miei, ma di un tizio che ho conosciuto qui per la prima volta, grazie ad Artur, e che (guarda tu!) ha usato lo stesso mio nick: ma io sono buono e a codesto nuovo Lord Byron glielo permetto!!!!!!!!!!!

    Ancora buon ferragosto a tutti.

  50.   Mary Says:

    Ciao Vitty,
    sono tornata. Peccato pochi giorni. Madrid è una città ultramoderna! I madrileni amano la calma, ma soprattutto la siesta… con quel caldo!!
    Il tuo post sta diventando una raccolta di poesie dedicate alla luna. Molto bello.
    A presto

    P.S. Ma Sergio e Cassandro non erano in ferie?
    Tutti al mare, tutti al mare….

  51.   Artur Says:

    Errata Corrige.

    Francesco Musante

  52.   Artur Says:

    Dall’alto delle cose vedo i colori fondersi e unirsi in forma dando aspetto ai miei sogni, dall’alto delle cose vedo la matita rincorrere i servi del tempo che fuggono cercando di fermare i minuti, dall’alto delle cose nascondo il bianco della tavola con segni e parole per fondere la memoria con l’oggi.

    Seduto sullo sgabello, la matita o il pennello in mano incontro di fronte a me lo sguardo sorridente del grande Pablo che mi invita alla corrida, ma devo, seppur a malincuore, declinare l’invito per raccontarmi la notte e trovarvi una spiegazione.

    Pablo continua a sorridere, a volte mi racconta della sua vita, dei suoi amici artisti e poeti, dei sui amori e delle sue avventure, è un gran narratore, resto incantato, ad ascoltarlo per ore e prendo spunti per il mio dipingere.

    Marc ci raggiunge con il treno rapido Parigi-Vezzano delle 23.34, a volte con lui viene anche Paul, ognuno racconta qualche episodio della propria vita, anche la luna, ormai tagliata, ferma la sua corsa per ascoltare questi fantastici racconti.

    L’omino volante dichiara il suo amore alla gentilissima Farfallina sotto lo sguardo curioso del Maestro Francesco Giuseppe Schenone, la Sirena canta la sua melodia per trasportarli nel suo Oceano e trattenerli prigionieri.

    Dall’alto delle cose vedo tutto e vorrei raccontare tanto, ma la luna si spegne e nuovi sogni nascono disperdendo quelli precedenti ed io inizio nuovi viaggi fantastici verso mondi, personaggi, e amori nuovi tenendo per mano la mia amica Fantasia.

    (Tony Musante)

  53.   ivy phoenix Says:

    125 commenti? mamma mia…..
    cocococommmmplimenti…..
    ciaoooo buon ferragosto

  54.   Artur Says:

    Le gocce cadono
    sulla finestra della mia vita.
    Sembrano il pianto della Luna.
    Luna che sei la mia fedele amica…
    confidente del mio amore per lei.
    Luna che hai assistito al mio dolore….
    ora piangi per me, per me ti disperi.
    Non fare così Luna…
    non darmi quest?altra pena.
    Siamo rimasti soli.
    Luna….
    l’alba si appresta.
    non lasciarmi anche tu Luna…..
    non lasciarmi da solo…
    ad affrontare questo nuovo giorno.
    Portami con te Luna mia.
    Portami lontano da questa sofferenza.
    Donami l’oblio cara amica…..
    fino alla nuova notte…..
    ed al mio nuovo amore.
    (Artur)

  55.   Artur Says:

    Più non andremo vagando
    tardi così nella notte
    anche se il cuore sia amante
    e la luna luminosa.
    Perché la spada consuma il fodero
    e l’anima il petto
    e il cuore deve acquietarsi per riprendere lena,
    e lo stesso amore ha bisogno di riposo,
    anche se la notte fu fatta per amare,
    e il giorno torna troppo presto
    più non andremo vagando
    alla luce della luna.
    (Lord Byron)

  56.   Artur Says:

    Un giorno all’improvviso
    la luna si stancò
    di guardare il mondo di lassù….
    Prese una cometa
    e il volto si velò
    e fino in fondo al cielo camminò…
    E sorpresa fu
    che la bianca distesa
    non fosse neve….
    Eran solo sassi
    e i piedi si ferì
    e fino in fondo al cielo lei fuggì….
    Affrontare il mondo
    a piedi nudi non si può
    e dall’alto a guardarlo lei restò…
    E sorpresa non è più
    che la bianca distesa
    non sia neve……..
    Angelo Branduardi, La luna

  57.   Artur Says:

    Luna dei licantropi
    lupi come me
    trasformisti abili
    se luna piena c?è
    luna luna
    se sei lì un amore ha più fortuna
    notte tu che notte sei
    senza luna.
    Luna quanti figli
    quanti amanti hai
    luna tu che vegli
    su poeti ladri e pescatori
    e per quelli come me
    una luna basterà
    per fantasticare.
    E? lassù che vanno i segreti
    sono li sospesi così
    perché qui li avrebbero uccisi
    la luna li difenderà
    E così ha tanti cieli la luna
    sia Cristiana Buddista o Ebrea
    ogni uomo può avere la luna
    anche se cieco la vedrà luna.
    E nessun sole mai
    ruffiano finché vuoi
    potrà offuscarla.
    Resta là anemica amica
    resta là e il sogno non avrà età
    forse non ti si può abitare
    ma la tua forza è questa qua
    Grazie a te gli occhi si leveranno
    ringraziare o pregare chissà
    grazie a te quelle ombre cadranno
    e la favola continuerà luna
    mi perderai luna ………..Luna ………….

    (Renato Zero)

  58.   Artur Says:

    A un passaggio a livello
    lontano dal mondo
    un giorno d’agosto assolato
    un capostazione annoiato
    vide a un finestrino
    di un accelerato
    una signora bruna
    e piú non lavorò
    passava le serate
    a guardare la luna
    e i treni si scontravano
    ma lui non li sentiva
    prima o poi l’amore arriva
    (Stefano Benni)

  59.   Artur Says:

    Quest’è l’ora in cui il poeta
    Legge in te, benigna e pia,
    La leggenda or triste or lieta
    De l’Eterna Poesia.
    Quest’è l’ora in cui il pilota
    Volge l’occhio al tuo bel viso
    Come ad una faccia nota
    E t’accenna… ed ha un sorriso,
    Poiché vede in su le nere
    Onde cupe a cento a cento
    Melanconiche cadere
    Le tue lagrime d’argento!…
    A me pur sorridi, o Luna,
    E nel cor mi allieterà
    La tua fulgida beltà,
    Fra la notte triste e bruna!…

    (“Ballata alla luna” (da “Re Enzo”))
    Testo di Alberto Donini
    Musica di Ottorino Respighi, P055 (1906)

  60.   CHiara x mamma Says:

    La sera dei miracoli

    È la sera dei miracoli fai attenzione
    qualcuno nei vicoli di Roma
    con la bocca fa a pezzi una canzone.
    È la sera dei cani che parlano tra di loro
    della luna che sta per cadere
    e la gente corre nelle piazze per andare a vedere
    questa sera così dolce che si potrebbe bere
    da passare in centomila in uno stadio
    una sera così strana e profonda che lo dice anche la radio
    anzi la manda in onda
    tanto nera da sporcare le lenzuola.
    È l’ora dei miracoli che mi confonde
    mi sembra di sentire il rumore di una nave sulle onde.
    Si muove la città con le piazze e i giardini e la gente nei bar
    galleggia e se ne va, anche senza corrente camminerà
    ma questa sera vola, le sue vele sulle case sono mille lenzuola.
    Ci sono anche i delinquenti
    non bisogna avere paura ma soltanto stare un poco attenti.
    A due a due gli innamorati
    sciolgono le vele come i pirati
    e in mezzo a questo mare cercherò di scoprire quale stella sei
    perché mi perderei se dovessi capire che stanotte non ci sei.
    È la notte dei miracoli fai attenzione
    qualcuno nei vicoli di Roma
    ha scritto una canzone.
    Lontano una luce diventa sempre più grande
    nella notte che sta per finire
    e la nave che fa ritorno,
    per portarci a dormire.

    ( Lucio Dalla)

  61.   Amfortas Says:

    Magari sono già state citate, ma non ho tempo di leggere questo LIBRO fatto di commenti :-)
    Comunque nella Rusalka di Dvorak la ninfa protagonista si rivolge alla Luna con un’aria bellissima; nel Faust di Gounod, Mefistofele invoca la Luna perchè i suoi sortilegi abbiano effetto.
    Inquietante in Wozzeck il simbolismo lunare: il sorgere improvviso della luna rossa “come un ferro insanguinato” (wie ein blutig Eisen…), come dice il protagonista nella battuta che precede immediatamente il suo gesto omicida, è quasi l’emblema scatenante della sua furia selvaggia.
    Ancora, nella Salome di Strauss la Luna viene citata almeno una decina di volte.
    Ciao a tutti :-)

  62.   CASSANDRO Says:

    CASSANDRO_____________Giovedì 10 agosto 2006 ore 23, 55

    Ma questa è una mitragliata di citazioni sulla luna (se interviene Amfortas a completarle potremmo dire che le note lunari saranno state sparate a lupara in questo post).

    Pure Colomba a voluto dire la sua, spiazzandoci completamente (penso di parlare pure per Sergio, occhio fino) definendo me addirittura ?galante?, per qualche complimentuccio ?di dozzina? (Giusti), rivolto a qualche conoscente stagionale.

    In ogni caso, ?grazie? della qualificazione attribuitami, Colomba. Cerco di essere gentile e ben disponibile per quanto sia possibile, pure utilizzando all?occorrenza ?frasi complicate e ad effetto?, come ha sottolineato con la sua virgolettatura Vitty, con le quali spesso ci vado proprio giù (specie se è possibile fare riferimento alla luna, in quanto alle donne intelligenti il complimento nudo e crudo, semplice e banale, del

    ?quanto sei bella? che begli occhi che hai? sei affascinante? quando la notte nel cielo lascia cadere il suo velo il tuo sguardo è la stella che i miei occhi preferiscono, ecc. ecc.?

    lascia il tempo che trova, mentre quello infiocchettato di particolari frasi ha un discreto successo, anche perché, da ciò che tristemente noto sulla spiaggia, si parla poco con le donne, le quali per tutta risposta si trovano ad intrecciare più lunghe conversazioni con i ben alti e ben portanti ?vu? cumprà?.

    Bisogna quindi, nel rendere il dovuto omaggio alle belle signore, inserire qualcosa che richiami un concetto filosofico, anche se molto semplice, esistenziale e socializzante, pure restando nel campo della leggerezza balneare, come questo finale, sfruttato proprio ieri.

    COMPLIMENTI DI SPIAGGIA

    Carissima signora, come sta??
    E? da un anno che non ci si vede!
    ? stessi spiaggia, mare, luna?e già,
    passato è un anno!? uhè, non si ci crede.

    Sempre più bella!? Complimenti, eh sì?
    Non voglio dire ch?è meglio di prima,
    ma quasi quasi? E? proprio così?
    sì? sì? mi creda? per quanto mi stima.

    E mica sto facendo il pappagallo!
    I complimenti son cosa gradita,
    ma questa è verità!? e questo giallo

    del suo costumino proprio invita
    a soffermarsi? E? proprio da sballo!
    ? lo posso dir?? ci perde a star vestita!

    Mi scusi, questa proprio mi è sfuggita!?

    Comunque ci vediamo? La saluto,
    se no fra un poco griderà? ?Aiuto!?

    Come ???Così? non mi ha mai conosciuto!? ?

    E? che la vita scappa in un minuto:
    o ne approfitti o? ?tempo scaduto?!

    (Cassandro)

    Comunque, a costo di attirarmi le ulteriore critiche di Sergio per il doppio intervento (ma d?altronde lui non lo saprà mai essendo ?in tutt?altre faccende affaccendato?!), dato che è d?obbligo qui un riferimento alla onnipresente luna, diciamo che questa oltre che essere la compagna carezzevole degli innamorati o sospiranti tali, può rappresentare nelle sue fasi di luna calante o luna crescente, un efficacissimo termine di paragone (non nel senso già ampiamente esplicitato da Sergio Sestolla in forma più che sonora) in una sempre possibile discussione a due, con una ?lei? molto romantica (come richiede questo X Agosto che volge alla fine), pur se non proprio molto impulsiva almeno assai decisa.

    A__M E__M I

    ( Lei)
    — “A me mi basta poco… una parola
    …una telefonata… un’idea…
    se penso che mi pensi non son sola,
    nasco da te come erba per talea”.

    ( Lui )
    — “Io no, invece… io debbo vederti,
    stringere le tue mani, accarezzare
    il volto tuo, mentre gli occhi incerti
    stanno socchiusi come nel sognare”.

    ( Lei )
    — “E se tu non potrai sentirmi più?”.

    ( Lui )
    – “Sarà come saper che non ti penso”.

    ( Lei )
    — “Scompariresti dal mio mondo tu?”.

    ( Lui )
    – “Continuare non avrebbe senso”.

    ( Lei )
    — “Saremo ognun per l’altro…’quel che fu’?…”

    ( Lui )
    — “Direi piuttosto…un ricordo intenso”.

    ( Lei )
    — “Ma io amo essere colei
    che senti, osservi, ami in questo istante.
    Sempre!!!? Un ricordo?? E che me ne farei
    di diventar per te luna calante?

    Fra otto giorni non ci sarei più!.??
    Il ripensare alla bella luna
    o ricordare il sogno che ci fu
    acquieta forse te, per tua fortuna,

    ma al cuore mio fa invece male.
    Pensa anche a me, che ti vorrei avere
    ancora, e sempre, vivo, tale e quale,

    tutto per me, sommersa in quel piacere,
    che dava alla mia vita un po’ di sale,
    termine fisso delle lunghe sere!

    Solo così una parola a me
    basta… o un trillo… e non di certo ?seeee.??..? ”

    (Cassandro)

  63.   Artur Says:

    Canti nuovi

    Dice la sera: «Ho sete d’ombra!».
    Dice la luna: «Io, sete di stelle».
    La fonte cristallina desidera labbra
    e sospira il vento.

    Io ho sete di risa e aromi,
    sete di nuovi canti
    senza gigli e senza lune
    e senza amori morti.

    Un canto mattutino che smuova
    i quieti stagni
    del futuro. E colmi di speranza
    il limo e le sue onde.

    Un canto luminoso e calmo
    pieno di pensiero,
    vergine di tristezze e angosce
    e vergine di sogni.

    Un canto senza carne lirica che colmi
    il silenzio di risa,
    uno stormo di colombe cieche
    protese nel mistero.

    Canto che penetri l’anima delle cose
    e l’anima dei venti
    e che si plachi infine nella gioia
    di un cuore eterno.

    Federico Garcia Lorca

  64.   Artur Says:

    C?è, tutte le sere, un personaggio che semina le lune nel mio cielo.
    E tutte le sere alle ore 23,35 passa il rapido Roma – Parigi che raccoglie le lune stanche.
    E Delvaux dipinge ?Gare de nuit?, e io aspetto di partire verso il primo sogno della notte

  65.   Wendy_Vitty Says:

    Amore della vita

    Io vedo i grandi alberi della sera
    che innalzano i cieli dei boulevards,
    le carrozze di Roma che alle tombe
    dell’ Appia antica portano la luna.

    Tutto di noi gran tempo ebbe la morte.
    Pure, lunga la via fu alla sera
    di sguardi ad ogni casa, e oltre il cielo
    alle luci sorgenti ai campanili
    ai nomi azzurri delle insegne, il cuore
    mai più risponderà?

    Oh, tra i rami grondanti di case e cielo
    il cielo dei boulevards
    cielo chiaro di rondini!

    O sera umana di noi raccolti
    uomini stanchi uomini buoni,
    il nostro dolce parlare
    nel mondo senza paura.

    Tornerà tornerà,
    d’ un balzo il cuore
    desto
    avrà parole?
    Chiamerà le cose, le luci, i vivi?

    I morti, i vinti, chi li desterà?

    ( Alfonso Gatto )

  66.   Wendy_Vitty Says:

    CANZONE PER IUZZELLA

    ?Quando nasciste tu forma d’argiento
    nasciste a lu tiempo
    de la luna nova
    ‘ncielo sulo e stelle pe curona
    Luna crescente e tu da stu ciardino
    cuglivi a uno a uno
    tutti li culure
    de la primmavera chiena ‘e sciure
    A li tre notte de la luna chiena
    tu ce si venuta
    pe fare l’ammore
    pe vasà tre vote chistu core
    Luna calante e tu te si addurmuta
    comm’a na palomma
    ca ce vo’ murire
    novi amanti stateme a sentire.?

    (Bennato)

  67.   Vitty x Mio Capitano Says:

    Lo spero anch’io ,Mio Capitano, poter passeggiare al chiaro di luna, godere di un bel cielo stellato,magari in compagnia della persona amata,è un augurio bellissimo!

    Un augurio che giro ben volentieri anche a te!!!

    Sono passata dal tuo blog stamani,ma non c’è più…..voglio pensare che lo starai aggiornando o abbellendo. Mi hai messa in curiosità,non farti aspettare troppo eh?!

    Ciao,buone vacanze!

  68.   Vitty x Amfortas Says:

    Grazie del “bravissima” Amfortas! Detto da te ,che sei un vero esperto,con la E maiuscola,mi riempie di soddisfazione! Ne è valsa la pena darsi tanto daffare!

    Ora però mi hai incuriosita con queste “decine d’esempi” da citare….

    Ciao!!! :) )

  69.   Artur Says:

    A giorni alterni sono io la luna
    e tu l’immensa terra che mi attira,
    e questa notte tu, sei la luna
    -io ti tengo al guinzaglio-
    So che mi stai sognando, mi accarezzi,
    i globuli lo sanno del mio sangue,
    ogni mio nervo teso come un arco
    o un’arpa eolia che vibra al respiro.

  70.   Artur Says:

    Luna d?inverno

    Luna d?inverno che dal melograno
    per i vetri di casa filtri lenta
    sui miei sonni veloci, di ladro,
    sempre inseguito e sempre per partire.
    Come un velo di lacrime t?appanna
    e presto l?ora suonerà?
    Lontano,
    oltre le nostre sponde, oltre le magre
    stagioni che con moto di marea
    mortalmente stancandoci ci esaltano
    E ci umiliano poi, splenderai lieta
    tu, insegna d?oro all?ultima locanda,
    lampada sopra il desco incorruttibile
    al cui chiarore ad uno ad uno
    i visi in cerchio rivedrò, che un turbine
    vuoto e crudele mi cancella.he adI

    Maria Luisa Spaziani

  71.   Artur Says:

    La luna nova, ‘ncopp’a lu mare,
    stènne na fascia d’argiento fino…
    Dint’a la varca, lu marenaro,
    quase s’addorme cu ‘a rezza ‘nzino…

    Nun durmí, scétate, oje marená’,
    vótta ‘sta rezza, penza a vucá!…

    Nun durmí, scétate, oje marená’,
    vótta ‘sta rezza, penza a vucá!…

    II

    Dorme e suspira stu marenaro,
    se sta sunnanno la ‘nnammurata…
    Zitto e cujeto se sta lu mare,
    pure la luna se nc’è ‘ncantata…

    Luna d’argiento, lass”o sunná,
    vásalo ‘nfronte…nun ‘o scetá!…

    Luna d’argiento, lass”o sunná,
    vásalo ‘nfronte…nun ‘o scetá!…

    III

    Comm’a nu suonno de marenare,
    tu duorme, Napule, viata a te…
    Duorme ma, ‘nzuonno, lacreme amare,
    tu chiagne Napule, scétate scé’!

    Puózze na vota resuscitá!…
    Scétate scé’, Napule Na’!…

    Puózze na vota resuscitá!…
    Scétate scé’, Napule Na’!…

  72.   Mio Capitano Says:

    Ciao, vitty, ti auguro molte passeggiate al chiaro di luna.

  73.   Amfortas Says:

    Sei stata bravissima :-) .
    Io però mica potevo citare tutto, compreso “Il mondo della Luna” che ho visto proprio quest’anno qui a Trieste.
    Volendo si potrebbero citare ancora decine d’esempi.
    Ciao a tutti :-)

  74.   Vitty lunare x Colomba Platino vacanziera Says:

    Cara Colomba vacanziera,è sempre un grande piacere averti qua!!! Tanto più in questo periodo di spensierata vacanza,quando proprio non mi sarei aspettata di leggerti! Ti ringrazio per aver trovato il tempo per una “vecchia” amica! Quando ho inviato la romantica “Venezia ,la luna e tu” ho pensato anche a te. Vivere a Venezia,circondati da così tanta bellezza,deve essere magnifico,e innamorarsi là…il massimo del romanticismo! Sei veramente fortunata Colombina mia!

    Grazie per i versi di Goldoni,io davvero non li conoscevo musicati da Haidyn,Sergio e il galante Cassandro penso di sì,per me loro conoscono tutto,sanno tutto! Sono molto modesti e non si vantano mai del loro sapere. Ma sanno sanno,eccome se sanno!!! In quanto ad Amfortas…avrà avuto un momento di amnesia! Sai quanti riferimenti alla luna nel mondo della lirica ho trovato?! Guarda un po’…..

    La Gioconda

    di Amilcare Ponchielli
    Libretto di Tobia Gorrio (Arrigo Boito)

    (Atto II, scena 5)

    Enzo

    …Vedrem tra poco tramontar la luna.
    Quando sarà corcata, all’aura bruna
    noi salperem; cogli occhi al firmamento,
    coi baci in fronte e colle vele al vento!

    (La luna bassa si svolve dalle nuvole;
    il suo disco s’asconderà dietro il vascello.)

    Enzo e Laura

    …La luna discende, discende
    ricinta di roride bende,
    siccome una sposa all’altar.
    E asconde – la spenta – parvenza
    nell’onde; con lenta cadenza
    la luna è discesa nel mar!

    Il Trovatore

    di Giuseppe Verdi
    libretto di Salvatore Cammarano

    Atto I, scena 2

    Leonora

    Ascolta.
    Tacea la notte placida,
    bella d’un ciel sereno,
    la luna il viso argenteo
    lieto mostrava e pieno …
    Quando suonar per l’aere,
    infino allor sì muto,
    dolci s’udiro e flebili
    gli accordi d’un liuto,
    e versi melanconici
    un trovator cantò….

    Butterfly

    di Giacomo Puccini
    libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

    Atto I
    ??..
    Butterfly (scendendo dal terrazzo

    Somiglio la Dea della luna,
    la piccola Dea della luna
    che scende la notte
    dal ponte del ciel.

    Tosca

    di Giacomo Puccini
    Libretto di V. Sardou, L. Illica, G. Giacosa

    Tosca – Atto I scena V

    Al tuo fianco sentire
    per le silenziose
    stellate ombre, salir
    le voci delle cose!…
    Dai boschi e dai roveti,
    dall’arse erbe, dall’imo
    dei franti sepolcreti
    odorosi di timo,
    la notte escon bisbigli
    di minuscoli amori
    e perfidi consigli
    che ammolliscono i cuori.
    Fiorite, o campi immensi, palpitate
    aure marine nel lunare albor,
    piovete voluttà, volte stellate!
    Arde a Tosca folle amor!

    Iris

    di Pietro Mascagni
    libretto di Luigi Illica

    Addio cielo fatto di onde piene di raggi di luna e di misteri!
    La Notte abbandona il cielo; il suo lavoro vivificatore è finito;
    uomini e cose hanno riposato e sognato; essa cede il governo della vita al Giorno.

    AIDA

    di Giuseppe Verdi
    Libretto di Antonio Ghislanzoni

    Atto III
    Le rive del Nilo: rocce di granito fra cui crescono palmizi.
    Sul vertice delle rocce il tempio d’Iside per metà nascosto tra le
    fronde. E’ notte stellata. Splendore di luna.

    TURANDOT
    di Giacomo Puccini
    Libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni

    La folla

    Perché tarda la luna? Faccia pallida!
    Mostrati in cielo! Presto, vieni!
    Spunta! O testa mozza! O squallida!
    Vieni! Spunta! Mostrati in cielo!
    O testa mozza! O esangue!
    O esangue, o squallida!
    O taciturna! O amante, smunta dei morti!
    O taciturna, mostrati in cielo!
    Come aspettano, o taciturna,
    il tuo funereo, lume i cimiteri!
    O esangue, squallida! O testa mozza!
    Ecco laggiù un barlume!
    Vieni, presto, spunta! O testa mozza, spunta!
    Vieni! O testa mozza, vieni!
    Mostrati, o faccia pallida!
    O faccia pallida! O esangue, pallida!
    Vieni, amante smunta dei morti!
    O amante, smunta dei morti! Vieni, vieni, spunta!
    Ecco laggiù un barlume, dilaga in cielo,
    la sua luce smorta!

    Tutti

    Pu-Tin-Pao! La luna è smorta!

    BOHEME

    Giacomo Puccini
    Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa

    Atto I
    Rodolfo (tenendo la mano di Mimì, con voce piena di emozione!)

    Che gelida manina!
    Se la lasci riscaldar.
    Cercar che giova? Al buio non si trova.
    Ma per fortuna è una notte di luna,
    e qui la luna l’abbiamo vicina.
    Aspetti, signorina,
    le dirò con due parole
    chi son, che faccio e come vivo. Vuole?

    NORMA

    di Vincenzo Bellini
    Libretto di Felice Romani

    Atto primo

    Druidi

    Sorta è la Luna, o Druidi.
    Ite, profani, altrove,
    Ite altrove.

    Pollione

    Traman congiure i barbari,
    Ma io li preverrò!

    Scena III
    Druidi dal fondo, Sacerdotesse, Guerrieri, Bardi, Eubagi,
    Sacrificatori, e in mezzo a tutti, Oroveso.

    Coro

    Norma viene: le cinge la chioma
    La verbena ai misteri sacrata;
    In sua man come luna falcata
    L’aurea falce diffonde splendor.
    Ella viene, e la stella di Roma
    Sbigottita si copre d’un velo;
    Irminsul corre i campi del cielo
    Qual cometa foriera d’orror.

    OTELLO

    Musica di Giuseppe Verdi
    Versi di Arrigo Boito

    Atto I
    Il cielo si sarà tutto rasserenato: si vedranno alcune stelle e sul lembo dell’orizzonte
    il riflesso ceruleo della nascente luna.

    Tale è il gaudio dell’anima che temo,
    temo che più non mi sarà concesso
    quest’attimo divino
    nell’ignoto avvenir del mio destino.

    Desdemona

    Disperda il ciel gli affanni
    e amor non muti col mutar degli anni.

    Otello

    A questa tua preghiera
    Amen risponda la celeste schiera.

    Desdemona

    Amen risponda.

    Otello, appoggiandosi ad un rialzo degli spaldi

    Ah! la gioia m’innonda
    sì fieramente. . .che ansante mi giacio. . .
    Un bacio. . .

    Desdemona

    Otello!

    Otello

    Un bacio. . .ancora un bacio,

    alzandosi e mirando il cielo

    Già la Pleiade ardente al mar discende.

    Veramente tanti vero Colomba?! Non avrebbe potuto fare meglio neppure l’esperto in materia….cosa ne dici Amfortas? Sono stata brava?!

    Ciao Colomba cara,continua serena le tue vacanze e….divertiti anche per me!!! Un abbraccione e tutto il mio bene! Ciao!!!

  75.   Colomba Platino Says:

    Cara Vitty lunare, sapessi quanto ti ho seguita in questo tuo meraviglioso viaggio sulla luna!
    Io sono in vacanza ma un momento ogni tanto mi collego tramite un internet point.
    Mi sono decisa ad intervenire dopo il tuo “Venezia, la luna e tu”, che mi ha riportato un poco alla realtà, per cui anch’io voglio contribuire in questo libro sulla luna con alcuni versi del mio Goldoni tratti dall’incipit del suo (da nessuno di voi citato, compreso Amfortas) “Mondo della luna”, musicato da Haidyn (troppo difficile anche per il bravo Sergio e galantr Cassandro, immersi entrambi in complimenti e visioni di lunette più o meno ben distribuite)

    “O luna lucente,
    di Febo sorella,
    che candida e bella
    risplendi lassù,
    deh, fa che i nostri occhi
    s’accostino ai tuoi,
    e scopriti a noi
    che cosa sei tu”.

    Buona serata, specialmente ora che la luna sta tornando piena.
    Ciao e un bacio grosso appunto come la luna.

  76.   Vitty x Cassandro Says:

    Non ho potuto rispondere prima Cassandro,ma sono contenta che il commento n. 100 sia di Artur. Così come sono lieta di non aver ancora cambiato pagina…mentre scrivo la luna mi fa compagnia guardandomi dalla finestra della mia camera.Con tutte le notizie,versi,canzoni trovate su di lei,mi sembra di conoscerla meglio…poi la riguardo …e il senso di mistero che l’avvolge ha il sopravvento! Guardandola non posso fare a meno di pensare a Voi…è un modo bello per sentirci tutti più vicini!!

    In quanto alle ferie di Sergio …eh,sì,penso sia proprio partito…però..non è mica detto che non si faccia più vivo….lo sai che esistono i portatili?! A meno che….a meno che sia tutto occupato a fare gli onori di casa su qualche spiaggia, ad una o più signora, come è capitato a te pochi giorni fa!

    Veramente ben architettato il tuo saluto alla signora dalla pelle di luna!
    Sono certa sarai conteso sulla spiaggia,non si incontrano tutti i giorni uomini galanti e gentili come te!!! Mi chiedo cosa riserverai alle altre
    ….”ammantato da frasi complicate ad effetto!!!”

    Ah, ma ora starò attenta a quando qualcuno ,sulla scogliera,mi rivolgerà un complimento sulla mia “tintarella di luna”…..hai visto mai fossi tu?!

    Nessuno potrà farti a fette per aver usato delle gentilezze a delle signore,così come nessuno ha fatto a fetta Sergio….anzi…è persino riuscito a strappare un sorriso a chi in questo momento ha ben pochi motivi per sorridere! Il blog,vedi,in questi casi è veramente utile!

    Hai fatto benissimo a “ripeterti”,questa sognante e sensuale “Dopo”,in questa notte di luna è quanto di più dolce ci possiamo augurare !Farsi rubare i sospiri,vuol dire far parte della persona amata…

    Per ringraziarti Cassandro,di queste parole tanto dolci,ho cercato e trovato i versi dei Carmine Burana di cui spesso mi parli.Sperano ti siano graditi! :

    “Fortuna imperatrix mundi

    O Fortuna

    O Fortuna, velut Luna statu variabilis,
    semper crescis aut decrescis;
    vita detestabilis nunc obdurat et nunc curat ludo mentis aciem, egestatem/ potestatem dissolvit ut glaciem.

    Sors immanis et inanis rota tu volubilis status malus vana salus semper dissolubilis, obumbrata et velata/ mihi quoque niteris; nunc per ludum dorsum nudum fero tui sceleris.
    Sors salutis et virtutis mihi nunc contraria est affectus et defectus semper in angaria.
    Hac in hora sine mora cordum pulsum tangite; quod per sortem sternit fortem mecum omnes plangite!

    La Dea Fortuna,imperatrice del mondo

    O Fortuna,

    cangi di forma come la luna,
    sempre cresci o cali;
    l’odiosa vita ora abbatte ora conforta a turno le brame della mente, dissolve come ghiaccio miseria e potenza.
    Sorte possente e vana, cangiante ruota, maligna natura, vuota prosperità che sempre si dissolve, ombrosa e velata sovrasti me pure;
    ora al gioco del tuo capriccio io offro la schiena nuda.
    Le sorti di salute e di successo ora mi sono avverse, tormenti e privazioni sempre mi tormentano.
    In quest’ora senza indugio risuonino le vostre corde; come me piangete tutti: a caso ella abbatte il forte!) ”

    Buonanotte! Ciao!!!

  77.   Wendy_Vitty Says:

    Un bacio a mezzanotte

    Non ti fidar
    di un bacio a mezzanotte
    se c’è la luna non ti fidar
    perché perché
    la luna a mezzanotte
    riesce sempre a farti innamorar
    non ti fidar di stelle galeotte
    che invitano a volersi amar
    mezzanotte per amar
    mezzanotte per sognar
    fantasticar
    Ma come farò senza più amar
    ma come farò senza baciar
    ma come farò a non farmi tentar
    luna luna tu
    non mi guardar
    luna luna tu
    non curiosar
    luna luna tu
    non far la sentinella
    ogni stella in ciel
    parla al mio cuor
    ogni stella in ciel
    parla d’amor
    ogni stella in ciel sarà
    la mia stella
    mezzanotte per amar
    mezzanotte per sognar
    fantasticar
    Non ti fidar
    di un bacio a mezzanotte
    se c’è la luna non ti fidar
    perché perché
    la luna a mezzanotte
    riesce sempre a farti innamorar
    non ti fidar di stelle galeotte
    che invitano a volersi amar
    mezzanotte per amar
    mezzanotte per sognar
    fantasticar

    ( Quartetto Cetra)

  78.   ivy phoenix Says:

    la mitica tintarella di luna…
    e visto che oggi è il 5 agosto… direi a breve la notte delle stelle

  79.   Artur Says:

    Le acque rigonfie del fiume di primavera
    s’innalzano al livello del mare,
    sul mare, la luna chiara si solleva
    insieme alla marea.
    Brillante è la luce che insegue le onde
    per decine di migliaia di li,
    lungo tutti i fiumi in primavera
    dove non risplende la luna?
    Il loro corso sinuoso serpeggia
    nei campi fragranti,
    la luna illumina i fiori nel bosco
    come fiocchi di neve.
    La brina volteggia per l’aria,
    invisibile è il suo passaggio,
    la sabbia bianca sulle rive
    è impercettibile alla vista.
    Il fiume e il cielo sono di un’unica tinta
    senza un granello di polvere,
    nel cielo limpido s’innalza solitaria la luna.
    Sulla riva del fiume a vederla
    chi è stato il primo?
    in quale anno la luna sul fiume
    iniziò ad illuminare le genti?
    L’umanità vive all’infinito,
    generazione dopo generazione,
    il fiume e la luna ogni anno
    sembrano immutati.
    E non si sa di chi siano in attesa,
    si vede solo lo scorrere delle acque
    del lungo fiume.
    Passa adagio una coltre di nuvole bianche,
    sulla riva di Qingfeng,
    regna una tristezza infinita.
    Chi è in viaggio stasera sulla barca?
    dov’è la donna nostalgica della torre
    al chiarore della luna?
    Con compassione sopra la torre
    la luna s’indugia,
    irradiando la sua luce sulla specchiera
    della donna.
    Ella avvolge la tenda della sua camera,
    ma non riesce a nascondere la luce della luna,
    strofina la pietra del lavatoio,
    ma la luce ritorna.
    In questo momento guardiamo entrambi la luna
    ma non possiamo sentirci,
    vorrei seguire la luce della luna
    che scorre sino ad illuminarti.
    Le grandi oche selvatiche, capaci di volare lontano,
    non portano con sè la luce,
    i pesci drago, abili nel saltare sott’acqua
    increspano solo la sua superficie.
    Stanotte sul calmo laghetto
    ho sognato i fiori caduti,
    è passata metà della primavera,
    peccato che io non possa ancora tornare.
    Le acque del fiume scorrono insieme alla primavera
    e stanno per esaurirsi,
    sopra il laghetto la luna cala ad occidente.
    La luna calante è ormai sommersa
    nelle nebbie marine,
    dal monte Jieshi ai fiumi Xiao e Xiang,
    la via è infinita.
    Non si sa con questa luna,
    quanti possano far ritorno a casa,
    il tramonto della luna e l’affanno del cuore
    impregnano gli alberi del fiume.

    Zhang Ruoxu

  80.   CASSANDRO Says:

    Se questo sarà il commento 99 apprestati a rispondere, Vitty, perché sia il tuo il n. 100, chè viceversa potrebbe accaparrarselo il visionario Sestolla.

    A proposito di lui?

    Ma che bella notizia che ci ha dato!? Parte le vacanze (speriamo senza p c!)? A regola di bazzica ci lascia per un mesetto o più! (meglio più!)?

    Ah, era ora che ci prendessimo un po? di ferie pure noi!? Anche i blogger hanno diritto a riposarsi e non essere costretti a vagare per le sue visionarie lune e lunette: altro che ?estimatore delle grazie femminili?!? Proprio da farlo a fette! (solo che verrebbero dure e poco commestibili!)? Ma come fa a scrivere quelle cose che si possono solo pensare? anzi ?si debbono?? nell?interesse di chi le espone, ovviamente!)

    Comunque ha ragione Amfortas: ?Vi ha preso proprio la luna?, soprano del cielo in eterno duetto col relativo tenore, il sole!

    In ogni caso vacci adagio, Vitty, ?a cambiare pagina?!? Ancora non si è parlato della ?tintarella di luna?, se non con un richiamo alla splendida Mina.

    In argomento, ne posso ben dire qualcosa io che già mi trovo al mare (ma lontano, lontanissimo, dalla spiaggia che frequenta quello che tu definisci ?estimatore?? ora si chiamano così?), e mi trovo, qualche volta, ad accogliere le nuove arrivate sul bagnasciuga, specie nelle ore mattutine mattutine, quando il sole non picchia sodo, ma ben colora tutti.

    Ciò non ha escluso che vi abbia anche seguito nei continui molteplici e piacevoli excursus sulla luna in questo tuo indovinatissimo blog, Vitty, in questa tua ?antologia lunare?

    (non ultimo quello di Elle, che saluto caramente, la quale ha attribuito a codesto astro quasi tutte le virtù possibili ed immaginabili, e la tua risposta sui diversi nomi che essa può assumere),

    i quali hanno vagato dalle sensazioni che discendono dalla sua presenza in cielo agli accostamenti ed ai parallelismi che nascono dalle sue forme, ravvivati anche dall?allegra e spensierata sonorità impressa da Sergio nei suoi maliziosi versi (questa nota positiva mi è proprio scappata!)

    Per non dire che, tanto per accontentare Vitty che ama conoscere sprazzi di vita vissuta durante le vacanze, mi sono avvalso proprio ieri di un riferimento alla bianca luminosità della luna per fare un piccolo complimento ad una signora (sul conosciuta e no) che è tornata, come ogni anno ai primi di agosto (la incontro solo in questa occasione), a frequentare la stessa mia spiaggia, ancora per nulla abbronzata.

    COLORITO LUNARE

    – ?Bene arrivata!? il mare l?aspettava
    (e non soltanto lui!)? Come va??
    – ?Un po? in ritardo? non son stata brava?
    si vede, eh!? comunque eccomi qua?.

    – ?Ma ?l?importante è esserci!?? Non è?
    frasetta da spiaggia? è sol per dire
    che mi fa tanto piacere che?
    che lei sia qui? e per riuscire

    a dirlo uso frasi complicate?.
    – ?Ma ad effetto, a quanto pare, ed anche?
    gradite assai. ?Grazie?? e che giornate
    finora avete avuto?? Vedo scure,

    e molto, tutte le amiche mie,
    mentre invece io??
    — ?Che dice mai?!?
    okkei, non è Naomi, le manie
    lasciamole alle altre? bene stai!

    ?o scusa il tu??
    — ?Ma quale scusa, diiiii???
    – ?? Dicevo, e non sol per confortare,
    che stai molto bene anche così:
    io l?amo il colorito un po? lunare?.

    – (Risata) ?Grazie!?
    – ?Ma non c?è di che?
    – ??Ciao? Ci vediamo?
    – ?A questa sera, eh!?

    (Essendo lei chiara e no scura?
    la sera aveva già una doratura,

    salvo dove il costume appena appena
    l? aveva ricoperta? Ah, che scena!)

    ( Cassandro )

    E qui i moralisti non possono ?farmi a fette?, come di certo avranno tentato per Sergio: ci può mai essere qualcuna che può non gradire un complimento o un?osservazione gentile ed ingenua, ben diversa e ben distante da un rumoroso? ?cloppe ? cloppette??

    Specialmente se i complimenti sono ammantati da ?frasi complicate ma ad effetto?!?? O sbaglio?

    Ed ora vado? è già quasi l?ora di scendere in spiaggia a vedere se ci sono nuovi arrivi, pronto a dare galantemente il ?benvenuto?.

    Faccio bene, vero, Vitty!? Buona giornata a tutti e buon proseguimento di vacanze.

    P. S.

    Stavo quasi per scordare che anch?io in qualche composizione ho usato il nome di Selene (che rappresenta? come tu, Vitty, hai testè ben precisato? ?tranquillità e sensualità?) invece di quello più comune di Luna.

    Se la memoria non mi inganna credo pure di avertela inviata, non ricordo però (ah, quante cose il mare fa dimenticare!? pure di Sestolla mi scordo!) a commento di quale tuo articolo.

    Qualora tu non la ritrovassi, o te la fossi scordata, essendo perfettamente in tema col titolo di questo post, te la invio di nuovo (destando ovviamente le critiche del citato Sergio, qualora ci leggesse e non fosse distratto dalle più che solitde ?plaffe ? plaffette?), chiedendo scusa in anticipo se mi ripeto. Ciao.

    D__O__P__O

    Che bello, aprire gli occhi e vederti
    …dopo… che ancora il volto mi accarezzi,
    che segni il mio profilo e poi lo spezzi
    infra le labbra, e qui con modi incerti

    lieve cercar di assaporarle ancora,
    certa che non ti veda, chè lo sai
    che… dopo… mi assopisco, e quel che fai
    è solo cosa tua, bella signora!

    Ed hai sguardo che io non conosco,
    dolce e sicuro, sembra fatto a cera,
    quasi lunare… sì, come sul bosco
    quieta Selene splende nella sera.

    Padrona assoluta ora ti senti,
    in quanto più nessuno ora può
    distoglierti da me e non ti penti
    di avermi amato per poi fare ciò.

    Neppure io ci riuscirei,
    neppure se mi alzassi dal torpore
    in cui sono caduto… ora sei
    all’acme del tuo fare all’amore.

    Sei così bella nel sentirti sola
    con chi tu ami? e tutto ci puoi fare…
    che fingo di dormire e mi consola
    sottecchi te guardare e riguardare

    … ed i sospiri tuoi un po’ rubare!

    (Cassandro)

  81.   Vitty x Elle Says:

    Molto interessanti le tue annotazioni sulla luna! Siamo talmente abituate a lei che ci dimentichiamo quanto influisce sui nostri stati d’animo e la nostra vita. Da sempre governa maree,nascite,morti,raccolti!

    Scartabellando nella rete,ho scoperto che anticamente ogni sua fase aveva un nome e un ruolo precisi.

    Selene,quando è piena e rappresenta la tranquillità e sensualità.

    Artemide,quando è crescente e influisce sull’energia,favorisce la caccia e la litigiosità fra le persone.

    Ecate quando è “nuova” detta anche “nera” ,influenza la malinconia e la riflessività. Questa fase è favorevole agli incantesimi e al regno delle ombre.

    Veramente molto misteriosa e inquietante vista così!! Meglio,molto meglio
    pensarla come amica degli innamorati,non a caso i primi tempi di matrimonio vengono definiti “luna di miele!”

    Grazie elle,per aver arricchito questa quasi ,antologia lunare! Lo vedi che ridendo ,scherzando e cantando,si imparano un mucchio di cose interessanti?! Per ringraziarti,sono certa di farti piacere ricordando un cantautore che consideriamo….un vero poeta!

    Ti abbraccio! Ciao!!!

    CANTO DEL SERVO PASTORE

    Dove fiorisce il rosmarino
    c’è una fontana scura
    dove cammina il mio destino
    c’è un filo di paura
    qual è la direzione
    nessuno me lo imparò
    qual è il mio vero nome
    ancora non lo so

    Quando la luna perde la lana
    e il passero la strada
    quando ogni angelo è alla catena
    ed ogni cane abbaia
    prendi la tua tristezza in mano
    e soffiala nel fiume
    vesti di foglie il tuo dolore
    e coprilo di piume

    Sopra ogni cisto da qui al mare
    c’è un pò dei miei capelli
    sopra ogni sughera il disegno
    di tutti i miei coltelli
    l’amore delle case
    l’amore bianco vestito
    io non l’ho mai saputo
    e non l’ho mai tradito

    Mio padre un falco
    mia madre un pagliaio
    stanno sulla collina
    i loro occhi senza fondo
    seguono la mia luna
    notte notte notte sola
    sola come il mio fuoco
    piega la testa sul mio cuore
    e spegnilo poco a poco

    ( Fabrizio De Andrè )

  82.   Wendy_Vitty Says:

    Caro Artur,mi hai fatto scoprire un sito interessantissimo! Ho potuto ascoltare molte belle canzoni del passato che ormai non si sentono più.

    Ti ringrazio davvero tanto! Ho avuto l’imbarazzo della scelta con testi.
    Per stasera ho scelto questa…immaginando una bellissima Venezia illuminata dalla luna…

    Venezia ,la luna e tu

    Passano sul mar le gondole
    trepide nei sogni d’or
    ed ogni gondolier con nostalgia
    sospira la canzone sua d’amor.

    Venezia, la luna e tu
    stanotte questo cuore
    sognando aspetterà.
    Venezia, la luna e tu,
    sulla laguna l’amor ci avvincerà.

    Tra il sussurrar di dolci cantilene
    tra i baci ti dirò: “Ti voglio bene”.
    Venezia la luna e tu,
    è questo il grande sogno
    che non si scorda più.

    Tra il sussurrar di dolci cantilene
    tra i baci ti dirò: “Ti voglio bene”.
    Venezia la luna e tu,
    è questo il grande sogno
    che non si scorda più..

  83.   Artur Says:

    http://pinoulivi.com/verita/tintarelladiluna1.htm

  84.   Artur Says:

    Abbronzate, tutte chiazze,
    pellirosse un po’ paonazze
    son le ragazze che prendono il sol
    ma ce n’e’ una
    che prende la luna.
    Tintarella di luna,
    tintarella color latte
    tutta notte sopra il tetto
    sopra al tetto come i gatti
    e se c’e’ la luna piena
    tu diventi candida.
    Tintarella di luna,
    tintarella color latte
    che fa bianca la tua pelle
    ti fa bella tra le belle
    e se c’e’ la luna piena
    tu diventi candida.
    Tin tin tin
    raggi di luna
    tin tin tin
    baciano te
    al mondo nessuna e’ candida come te.
    Tintarella di luna,
    tintarella color latte
    tutta notte sopra il tetto
    sopra al tetto come i gatti
    e se c’e’ la luna piena
    tu diventi candida.
    Tin tin tin
    raggi di luna
    tin tin tin
    baciano te
    al mondo nessuna e’ candida come te.
    Tintarella di luna,
    tintarella color latte
    tutta notte sopra il tetto
    sopra al tetto come i gatti
    e se c’e’ la luna piena
    tu diventi candida.
    E se c’e’ la luna piena
    tu diventi candida.
    E se c’e’ la luna piena
    tu diventi candida, candida, candida!

  85.   elle Says:

    La luna questa sera è tutta ben nascosta dalle nuvole che gonfie di pioggia forse questa notte riusciranno a portare un pò di frescura,intanto anche nell’attesa che il nostro argenteo astro si riempia nei prossimi giorni,eccoti alcune curiosità che ho trovato su di essa…

    La Luna era ed è considerata causa della formazione e della costituzione del corpo;
    rappresenta la forza della vegetazione e la fertilità della natura;
    è preposta alla vita, al concepimento, alla madre, alla forma e figura corporea;
    è anche signora della parte sensibile dell?animo

    La zona lunare della personalità è quella notturna, incosciente, da cui derivano gli impulsi istintivi.

    Essa può condurre, da un punto di vista psicologico, a processi di regressione verso il passato, all?egocentrismo, al narcisismo, all?isterismo.

    Ispira le professioni dov?è prevalente l?attività di allevare, insegnare, intrattenere, conservare, procreare o riprodurre.

    Nelle arti figurative, il temperamento lunare è incline all?intimismo pittorico; nella musica alla melodia, alla romanza e nella letteratura alla poesia, alla lirica, alla favola e al diario.

    Periodo di vacanze e di partenze,saluto caramente Sergio e Cassandro che mi sembra di aver capito siano gia nel più totale relax estivo,e per tutti gli altri ospiti di questo salotto in procinto di far bagagli,buone ferie e a presto risentirci!

    Ciao vitty,noi ovunque andremo non ci perderemo certo di vista,per cui ti lascio “solo” un abbraccio serale sicura che ci sentiremo molto presto!
    bacioni,
    elle:)

  86.   Vitty x Sergio Says:

    Una cosa è certa,le tue vacanze Sergio, le farai al mare….niente montagna!! ho indovinato?! Eh,sì,ti immagino sdraiato su una poltrona a sdraio,con gli occhi semichiusi…a goderti il “clappe-clappette” “plaffe-plaffette”…un posto in prima fila, meglio che a teatro,come promette la rai…dove puoi trovare “di tutto e di più”.
    Per un estimatore come te, delle grazie femminili,la spiaggia equivale al paradiso terrestre! Ecco perchè avevi tanta fretta di partire! Ah,ma per te,ci scommetto, sono anche materia di studio,queste “lunette”….sai quante ispirazioni ti verranno.

    Per fortuna settembre non è poi così lontano ( solo 30 giorni…..)non vedo l’ora di conoscerle le tue annotazioni! Chissà Cassandro dove trascorrerà le sue di vacanze,se anche lui al rientro,ci porterà le sue impressioni.
    Mi piace guardare le cose conoscere i luoghi attraverso gli occhi di un poeta! In questo caso addirittura due,un vero privilegio!!!

    Divertitevi dunque,rilassatevi ma…ricordatevi di tornare,vi aspetto!!!!

    Voglio salutarvi con una poesia ( una canzone di Guccini) in tema. Anche questo lui,in una notte d’estate,con la sua lei,si fa stregare e ammaliare dalla sua “Luna”….

    Luna fortuna

    Notte calda come tante vicino al fiume che canta,
    aria piena del barlume di un lume fioco in distanza
    e di lucciole sfuggenti con cui la notte si ammanta.
    E si ammanta di fantasmi o di un ricordo lontano,
    mentre al buio della notte che mi trascina per mano
    cerco i segni delle piante che mi circondano piano.
    Piano, all’ombra della notte, mi sembri fatta di fumo,
    sento appena il tuo calore ed il tuo strano profumo
    con l’odore del tuo corpo e in questo io mi consumo.
    Ma dal monte all’improvviso spunta la bianca luna
    e ogni cosa in un istante schiarisce e non è più bruna;
    questa luna esagerata ci procurerà fortuna.
    La fortuna di un amante è un fiore d’esile stelo,
    una favola inquietante, fugace e fragile velo,
    il respiro di un istante che scomparirà nel cielo.
    Cielo e luce all’infinito come se fosse di giorno,
    mondo magico fiorito che mi risplende d’intorno,
    io ti sfoglio con le dita e indovino il tuo contorno.
    Il contorno del tuo corpo ora si è fatto reale:
    è qualcosa bianco e vero, bello da far quasi male,
    e s’insinua in un pensiero che all’improvviso mi assale;
    contro il cielo trasformato sorride un’altra luna,
    ma io so qual è la vera, l’altra non è più nessuna,
    questa nuova luna piena mi procurerà fortuna.

    ( Guccini)

    Ancora un ciao!!! Ciao!!!

  87.   Wendy_Vitty Says:

    Notte dell’amore insonne

    Notte alta, noi due e la luna piena;
    io che piangevo, mentre tu ridevi.
    Un dio era il tuo scherno; i miei lamenti
    attimi e colombe incatenate.

    Notte bassa, noi due. Cristallo e pena,
    piangevi tu in profonde lontananze.
    La mia angoscia era un gruppo di agonie
    sopra il tuo cuore debole di sabbia.

    L’alba ci ricongiunse sopra il letto,
    le bocche su quel gelido fluire
    di un sangue che dilaga senza fine.

    Penetrò il sole la veranda chiusa
    e il corallo della vita aprì i suoi rami
    sopra il mio cuore nel sudario avvolto.

    (Federico Garcia Lorca)

  88.   vitty x amfortas Says:

    Hai ragione Amfortas,ci siamo fatti proprio stregare dalla luna!!! Credo sia arrivato il momento di cambiare pagina! Ciao,buona serata!!!

  89.   Amfortas Says:

    Oh, ‘sta cosa della luna vi ha preso proprio eh?
    Ciao a tutti :-)

  90.   SERGIO SESTOLLA Says:

    SERGIO SESTOLLA Lunedì, 31 luglio 2006 ore 8, 15

    E come non rispondere immediatamente alla richiesta tempestivamente formulata, degna delle migliori Poste Italiane, di conoscere il seguito di ?Clappe Clappette?, con particolare riferimento alle leggiadre ?tette?, le due lune di oggidì esibite alla luce del sole o a quella più invitante della vera luna?!?

    Okkei, ma allora diciamo che siete voi che mi invitate a continuare ?a correre dietro le ninfe del blogsco suonando il flauto a tutto spiano??!? a continuare a tirare fuori una ?vena a dir poco faunesca?, come chiosa Artur, anche se debbo precisare, dopo averlo ringraziato del complimento che non ci riesco molto in quanto che questa è assai difficile da possedere? specie nell?affaristico mondo di oggi volto solo ad interessarsi dei quattrini? poichè essa richiederebbe la contemporanea padronanza di un carattere ?sensuale, beffardo, malizioso e furbesco?.

    Tanto per restare in tema, e per notizia, ieri sera sono stato a vedere, dandomi arie di intenditore per avere seguito questo bel post, lo spettacolo ?Il sapore della luna? di Marco Falaguasta, dato nell?ambito dell?Estate romana a Villa Sciarpa, il quale concludeva che il detto sapore è quello dell?amore.

    Comunque sia

    ? slalomeggiando tra l?invocazione alla ?casta diva? di Fragmenta, la richiesta di informazioni di Capossela, l?incantevole attesa di Salvatore Di Giacomo, le eclettiche variazioni sulla parola ?luna? di Borges, il dolente, quasi belliano, ?spegneranno li lumi e bbonasera? di Wystan Hugh Auden, l?argenteo specchiarsi della luna nell?acqua di Garcia Lorca?

    cerchiamo di fare del nostro meglio in omaggio alle blogger-ninfe, a mo? di controcanto alla luna, ?mutevolmentestatica regina della notte? e dei sogni di tutti noi, sperando ancora una volta di catturare qualche sorriso.

    Ripartiamo quindi dai versi finali della prima parte della sottoesposta

    CLAPPE-CLAPPETTE
    (2° parte)

    ???
    E scorre via la melodia.

    Ecco, si sente
    sempre più piano
    e più lontano
    clappe-clappette.

    Fino a che smette…

    E non parliamo poi delle tette!!!!!???????..

    …di quelle perle
    che a vederle
    fanno un effeeeeetto!…
    In special modo quelle acerbette.
    ( Sono il mio chiodo! )

    …di quel gioiello
    che sta nascosto
    tutto protetto,
    celato, ma
    quando è agosto
    scapigliatello
    tosto si fa.

    Che portamento!
    Ah, che boccette!
    restano esposte
    liberamente
    al sole al vento
    piacevolmente,
    con grande vanto,
    specie se toste,
    al pari di…
    …ma sì…ma sì
    di quelle lì:
    ?le allegrette
    appena dette?,
    che se ne vanno
    col loro canto
    clappe-clappette,
    senza far danno.

    Hanno pur loro
    il loro suono!
    ch’è dolce e buono,
    lieve, pulito,
    che al par di un velo,
    al par di un coro
    d’angeli in cielo,
    per ogni dove,
    per ogni sito
    … come si muove
    quella beltà
    ? tìcchete e tà?
    si spande e va.

    Basta che lei
    faccia una mossa
    e tu ti bei,
    prendi la scossa,
    e lì nel centro
    cotto e stracotto
    cadi di botto…
    proprio lì dentro,
    ch’è tutto un raso
    degno di Frette.

    In questo caso:
    ?plaffe – plaffette!?

    Ah, che dolcezza!
    Ah, che freschezza,
    e che fragranza
    quell’incarnato
    roseo, fatato,
    che tutto danza
    ad ogni fiato!

    Non posso dire
    che suono è,
    nè quali vette
    raggiunge se
    sono scoperte,
    morbide e schiette,
    e bene erette
    quel tanto che?…
    … Cosa?… Le tette!

    E ciò perchè
    puranco se
    lui si diffonde
    con le sue onde
    – e ti confonde –
    lo puoi udire
    se sei ?Uno?
    e no qualcuno,
    solo se hai
    orecchie esperte
    .(beh, quanto mai!)

    e studiato
    astronomia
    ? sì, della luna?
    filosofia e geometria,
    nonchè amato
    madonna bruna
    in poesia,
    ed ascoltato
    la melodia
    del ‘clavicembalo ben temperato’

    ? anche un pochino?

    uno perciò
    che sa il latino,
    ama Catullo e l’Aretino,
    che… sì e no…
    pensa fra l’altro d’essere scaltro
    almeno un po’

    ? uno che gira, e che rigira,
    l’acqua la tira
    al suo mulino,

    ? che la frittata al suo vicino
    l’ha rivoltata
    più di una volta,

    ( Che cosa stolta!…
    Che tempo perso
    fare l’inverso! )

    e che ha passato tante nottate
    sveglio, insonne,
    per quel divino,
    per quel sublime
    – per dirla in rime –
    che nelle donne vive racchiuso
    e sol d’estate viene ?profuso?,

    … che dell’essenza del paradiso,
    ha tutta intriso questa esistenza,

    … e ch’è offerto
    – beh, ho finito –
    pure all’udito,
    con il concerto
    clappe-clappette
    delle chiappette,
    o con il coro
    ?plaffe ? plaffette?
    di note d’oro
    delle suddette
    splendenti tette!

    Sian tutte e quattro strabenedette
    queste lunette.

    Sù, moralisti, fatemi a fette!.

    (Sergio Sestolla)

    Buone ferie a tutti quanti!? Le mie cominceranno fra poco, anzi pochissimo? anzi sono già cominciate (anche quelle del mio p c stanno cominciando, in quanto da qualche giorno fa le bizze pretendendo forse un po? di meritato riposo.

    Ciao a tutti e? a ben risentirci appena possibile!

    P. S.

    Stendiamo un velo di silenzio, cara Vitty, sulla estensione del mastelliano (neologismo per dire da oggi in poi, nel migliore dei casi, ?incolto ed incapace di vedere oltre il proprio naso?) indulto ?ANCHE? a corruttori di giudici, falsificatori di bilanci, violentatori della pubblica fede ecc? insomma ai ?furbetti del quartierino?.

    Ho voluto scrivere in maiuscolo la congiunzione ?anche? solo per evidenziare, per quel che è possibile in questo ?povero? blog (non avrà più di 10/20 lettori),
    l?ipocrisia e il fariseismo del ?ricco? TG 1 (che ha milioni di ascoltatori), il quale, nelle due edizioni che ho visto prima delle votazioni,
    ha ripetutamente affermato che Di Pietro era contrario all?atto di clemenza ?verso i carcerati?,
    ipocritamente tacendo
    che il ?NO? di Di Pietro era contro l?estensione dell?indulto per i suaccennati ?corruttori di giudici, falsificatori di bilanci, violentatori della pubblica fede, ecc.?,
    che di sicuro, grati, voteranno a sinistra (col cavolo!) alle prossime elezioni:
    agli stupidi, DS in testa, non si fanno sconti!

    Bisogna dare però atto ai detti ?furbetti? del quartierino che effettivamente sono stati furbi più di noi, anime candide e fesse, in quanto hanno fatto gli ?affarucci? loro ben certi che ci sarebbero stati i Mastelli di turno pronti a graziarli, anche in religioso omaggio, come ha detto commosso il Guardasigilli? dagli occhi buoni, a papa Wojtyla ( ah, quante cose si fanno in favore dei morti!)

    Come hai ben detto tu, Vitty, dato che nell?occasione la luna ci è andata di traverso,?ce ne ricorderemo in cabina elettorale?.

  91.   Artur Says:

    Un uomo stava lì nel suo sonno pesante,
    un ronzìo d’api lo cullava,
    un vento scalpitante nitriva alla finestra,
    tra foglie e fogli galoppava

    La mano di una donna, sfiorando la sua spalla
    discretamente lo svegliava,
    era un sogno davvero, era davvero bella
    mentre negli occhi lo guardava

    E adesso stava lì accanto alla ragazza
    montando il vento a briglia sciolta,
    ma che razza di uomo, ma che uomo di razza,
    che cavaliere di una volta

    I gabbiani lanciano coltelli al sole che sprofonda
    lentamente in mare, fino all’indaco dell’ultima onda,
    lui che tutto questo ancora non lo aveva visto
    stava sulla spiaggia a naso in su vicino a lei

    Seduta sulla luna soffiava ad una ad una
    tutte le stelle su di lui;
    ridevano di tutto, fino a tirar mattina,
    dimenticando i tempi bui

    Il pavimento e il tetto eran la terra e il cielo
    e le stagioni l’orologio,
    niente faceva male, l’inverno era gentile,
    fioccava neve adagio adagio

    E’ meglio aver paura che non aver coraggio,
    chissà se un giorno imparerai
    a riconoscermi, a chiedermi un passaggio
    e in quali trappole cadrai

    I gabbiani lanciano coltelli al sole che sprofonda
    lentamente in mare, fino all’indaco dell’ultima onda,
    lui che tutto questo ancora non lo aveva visto
    stava sulla spiaggia a naso in su vicino a lei

    Forse fra mille anni cavalcherai ancora
    un vento imprevedibile,
    sarai un soldato umile, senza fissa dimora,
    agile, forte e fragile

    Ma io starò al tuo fianco, questa è la mia ragione,
    tu sai che fartene di me,
    sarò il tuo paio d’ali oppure il tuo bastone,
    stammi vicino adesso che?

    I gabbiani lanciano coltelli al sole che sprofonda
    lentamente in mare, fino all’indaco dell’ultima onda,
    lui che tutto questo ancora non lo aveva visto
    stava sulla spiaggia a naso in su vicino a lei.

    (Sulutumania)

  92.   Artur Says:

    Fermate tutti gli orologi
    isolate il telefono
    fate tacere il cane con un osso succulento.
    Chiudete i pianoforti
    e tra un rullio smorzato,
    portate fuori il feretro.
    Si accostino i dolenti.

    Incrocino aeroplani, lamentosi, lassù
    e scrivano sul cielo il messaggio:

    Lui è morto.

    Allacciate nastri di crespo
    al collo bianco dei piccioni.
    I vigili si mettano
    guanti di tela nera.

    Lui era il mio nord, il mio sud,
    il mio est e ovest,
    la mia settimana di lavoro
    e il mio riposo la domenica,
    il mio mezzodì, la mezzanotte,
    la mia lingua, il mio canto.

    Pensavo che l’amore fosse eterno
    e avevo torto.

    Non servono più le stelle,
    spegnetele anche tutte,
    imballate la luna,
    smontate pure il sole,
    svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco
    perché ormai più nulla può giovare.

    (FUNERAL BLUES – Wystan Hugh Auden)

  93.   Vitty X Sergio Sestolla Says:

    E ne avevo ben donde a parlare così caro Sergio!!!! Mi sono proprio divertita a leggere le tue annotazioni sulle varie…”Clappe-Clappete” …
    E scommetto non sono la sola ad averne sorriso….

    ora non potrò fare a meno di osservare il “movimento”,quando mi capiteranno sotto gli occhi,capirai, mi hai dato una chiave di lettura tutta al maschile che non conoscevo affatto. E’ davvero interessante riuscire a guardare le cose con occhi diversi dai nostri,è un universo davvero nuovo! Se fossimo consapevoli ,noi donne,di quello che suscitiamo in chi ci guarda,anche durante una semplice passaggiata o la spesa al mercato……penso metteremo ancora più cura nel curare certi dettagli!

    Da sempre,quando cammino per strada,penso di essere invisibile e quando mi accorgo di quanto stò sbagliando…bè,è sempre una piacevole sorpresa!

    Come quella volta di Febbraio,( quindi vestitissima)in un ristorante a Castagneto Carducci, circa due o tre anni fa, ero a pranzo con la famiglia e alcuni amici. L’atmosfera piacevole e rilassata,ci portava a conversare serenamente fra noi. Di fronte a noi,posto un po’ di lato,c’era un tavolo per due con una coppia non più giovane.Lui non ci toglieva gli occhi di dosso,mio marito si era pure innervosito….ma tutti avevamo riso della cosa,così anche il nervosismo si era stemperato….Quando arrivammo alla fine ,poco prima di alzarci,questa coppia si alzò e passando dinanzi al nostro tavolo lui si fermò e rivolgendosi A ME (!!!!!!!) mi fece i complimenti per la luce che mandavano i miei occhi..( giuro morissi che è vero!!!!!)la moglie di quel signore era già uscita,un silenzio imbarazzante accolse questo complimento nè richiesto nè cercato.Lui continuò per niente imbarazzato,asserendo che si vedeva molto bene che dovevo essere una persona molto buona! Molto imbarazzata lo ringraziai.Intanto i miei commensali facevano sorrisini strani…ma questo continuò,presentandosi,si chiamava Carmelo ( Cammelo ,disse ) nato a Vizzini,ma da molti anni lavorava a Pisa come direttore in un albergo molto prestigioso,nei pressi della Torre pendente. Quindi di persone se ne intendeva,sapeva riconoscerle al volo,dopo poche occhiate! ora era in pensione,ma rimpiangeva molto il contatto umano che aveva avuto durante i tanti anni di lavoro. Sperava di tornare nella sua Sicilia,ma la moglie ( la seconda) era contraria….prima di salutarci mi declamò una poesia ,scritta da lui, che aveva dedicato alla vecchia madre ormai defunta.

    Questo mi commosse molto,e mentre quei lazzeroni intorno a me trattenevano a stento il riso,facendo mille facce per restare seri,io mi lasciai andare alle lacrime. Quando mi salutò,fece quello che non mi aveva mai fatto nessuno….un perfetto baciamano…rimasi con la mano sospesa nell’aria….quando mi ripresi era sparito,e gli sfottò che mi arrivarono li sento ancora adesso.

    Però confesso che quell’episodio mi è rimasto nel cuore.

    Anche allora mi sentivo invisibile e fui notata,con mia grande sorpresa!!!

    Spero vivamente che quel Cammelo,sia potuto tornare nella sua Vizzini!

    ora,a parte questo fatto di saper riconoscere o meno gli animi della persone attraverso la fisionomia,è certo che gli occhi degli uomini guardano in modo diverso dalle donne.

    Spero quindi Sergio non la smetterai di dilettarci con quelli,come li chiami tu ,”versacci” ( non lo sono,non lo sono!!!), anche perchè ci daranno l’occasione di conoscere meglio il lato ludico del tuo animo!!!

    Ciao!!

    P.S.

    Sono arrabbiata e delusa anch’io da questo indulto vergognoso! Quello che non sono riusciti a fare quelle canaglie del centro -destra,lo abbiamo fatto noi….
    Non avrei mai creduto sarebbero arrivati a tanto!! Sono grata a Di Pietro di aver fatto sentire ,forte e chiaro il suo dissenso. Con la Giustizia la sinistra non ha mai scherzato….verrà ben ricordato nella cabina elettorale.
    Non voglio avere niente a che fare con chi perdona i soliti furbetti ,premia i truffatori, e la fa passare liscia ancora una volta al nano bellachioma….

    Auguriamoci che correggano un po’ il tiro…..Ciao carissimo,un abbraccio!!! ( Consoliamoci con Garcia Lorca,è meglio!!!)

    Media luna
    La luna va por el agua.
    Cómo está el cielo tranquilo!
    Va segando lentamente
    el temblor viejo del río
    mientras que una rana joven
    la toma por espejito.

    (F. García Lorca)

    Mezzaluna
    La luna cammina sull’acqua.
    Com’è tranquillo il cielo!
    Va segando lentamente
    il tremore vecchio del fiume
    mentre una rana giovane
    la prende per specchietto.

  94.   Wendy_Vitty Says:

    Carissimo Artur,hai veramente una risorsa di poesie veramente invidiabile!
    Quest’ultima di Borges è bellissima,come pure quella di Capossela ti porta via il cuore!!! Non potrò mai competere ,e contraccambiare adeguatamente,di questo ne sono consapevole . Posso solo ringraziarti per tutte le belle sensazioni che mi regali.

    Mi dispiace non aver riconosciuto i versi di Vittorio Pergola,talvolta le parole assumono un significato diverso a seconda del periodo in cui vengono lette. Questa volta mi hanno colpito di più,ed è stata una bella scoperta!

    Mi hai incuriosita con la tua esperinza nel mondo della moda. Visto da di fuori è un mondo pieno di fascino,almeno,per molte di noi !!! perchè non ci racconti qualcosa,a tua discrezione s’intende,giusto per farcelo conoscere meglio?! Magari puoi spiegare cosa c’è di buono o di sbagliato,al di là dei riflettori!
    Fra poco sarà Agosto,un argomento dunque molto interessante e “modaiolo” da affrontare sotto l’ombrellone….ti pare?!

    Ciao,ecco un’altra bella ma triste poesia sulla luna!

    Un altro tempo

    Era il mio nord, il mio sud, il mio ovest, il mio est
    la mia settimana di lavoro e il mio giorno di festa,
    il mio meriggio, la mia notte, la mia parola, il mio canto.
    Sbagliai a pensare eterno quest’amore-ora so quanto.
    Le stelle non servono più: spegnetele una ad una
    smontate il sole e imballate la luna;
    strappate le selve e scolate tutto il mare.
    Nessun piacere potrà mai tornare.

    (Wystan Hugh Auden)

  95.   Artur Says:

    La Luna

    Dice la storia che un tempo passato,
    quello in cui succedevan tante cose,
    reali, immaginarie o fantasiose,
    un uomo concepì uno sterminato

    progetto; scriver tutto l’universo
    in un libro e riempì con slancio un fitto,
    eccelso, immenso ed arduo manoscritto,
    e limò e declamò l’ultimo verso.

    Stava per render grazie alla fortuna,
    ma, alzando gli occhi, un bel disco d’argento
    vide nel cielo e rimase sgomento:
    s’era dimenticato della luna.

    La storia, anche se falsa, è ben ordita
    per dimostrare quale maleficio
    grava su noi che usiamo, per ufficio,
    trasmutare in parole questa vita.

    Si perde sempre l’essenziale. E’ una
    legge d’ogni parola, sopra il nume.
    Non l’elude il mio scritto, che riassume
    una lunga esperienza con la luna.

    Chi sa? La vidi prima nell’antico
    cielo anteriore, ch’è nella dottrina
    del greco, o, nella sera che declina,
    sopra il cortil, fra la cisterna e il fico?

    Come si sa, questa vita consente
    fra l’altre cose, a tratti, anche dei bei
    momenti; e certe sere, sì, io e lei
    ti contemplammo, o luna compiacente.

    Più che la luna della notte, vedo
    quella del verso; come la stregata
    Dragon moon, che dà orrore alla ballata,
    e quella sanguinante di Quevedo.

    D’una luna di sangue ebbe a parlare
    Giovanni nel suo libro, di feroci
    prodigi pieno e di giubili atroci;
    ma vi son lune d’argento, più chiare.

    Pitagora col sangue (narra una
    leggenda) su uno specchio un dì scriveva
    e il riflesso di questo si leggeva
    dentro quell’altro specchio ch’è la luna.

    V’è una selva di ferro ove dimora
    il lupo boreale, la cui sorte
    strana è abbatter la luna e darle morte,
    quando arrosserà il mar l’ultima aurora.

    Il profetico Nord questo ben sa ;
    e sa che tutti i mari e tutti i porti
    la nave fatta con l’unghie dei morti
    quel terribile giorno infesterà.

    A Ginevra, a Zurigo, la fortuna
    volle un giorno che anch’io fossi poeta;
    da allora, come gli altri, ho la segreta
    prescrizione di scriver sulla luna.

    Con una specie di studiosa pena,
    le mie modeste variazioni scrivo;
    forse ha usato Lugones (questo è il vivo
    mio timore) di già l’ambra o la rena.

    D’antico avorio, fumo e del rigore
    della neve vi fu più d’una luna
    ch’accese già poesie; però nessuna
    della tipografia ebbe l’onore.

    Pensavo che poeta è quel che, come
    faceva il rosso Adamo in paradiso,
    impone ad ogni cosa il suo preciso
    e vero e proprio e misterioso nome.

    Ariosto m’insegnò che la dubbiosa
    luna ha in sé i sogni, ha in sé l’irraggiungibile,
    il tempo che si spreca, l’impossibile
    e il possibile, ch’è la stessa cosa.

    Della triforme Diana Apollodoro
    mi lasciò intravedere l’ombra magica.
    Hugo mi suggerì una falce d’oro,
    l’irlandese una nera luna tragica.

    E intanto che sondavo la miniera
    di quelle lune da mitologia,
    lei stava lì, alla svolta della via,
    la luna celestiale d’ogni sera.

    So che fra tutte le parole, una
    ce n’è per ricordarla e figurarla.
    Il segreto, per me, sta nell’usarla
    con umiltà. Quella parola è: luna.

    Non oso più macchiarne ora la pura
    parvenza, usando un’immagine vana:
    la vedo misteriosa e quotidiana
    e al di là della mia letteratura.

    So che la luna, la parola “luna”
    è un segno che qualcun creato ha
    per scriver l’arduo di questa realtà
    strana che siamo, ed è multipla ed una.

    Un dei segni che all’uomo il caso o il fato,
    affinché un giorno (giorno d’agonia
    o di gloria esaltante) in grado sia
    di scrivere il suo vero nome, ha dato.

    (Borges)

  96.   Mio Capitano Says:

    Cara vitty, bello il tuo ricordo con le tue sorelle. Conosco te e elle, so quanto siate eleganti e gentili, so che grazia dei modi abbiate entrambe. Non ho alcuna difficoltà a immaginarvi, insieme con la terza sorella di cui non ho notizia, adolescenti allegre e vocianti, di buone letture e maniere squisite, molto sul tipo di “Piccole donne crescono” o delle cinque sorelle di “Orgoglio e pregiudizio” (escluse evidentemente le due scatenate di facili costumi). La vostra doveva essere una gran bella famiglia. Vi immagino in una grande casa assolata, con una grande giardino, con grandi sottane bianche svolazzanti a scambiarvi pettegolezzi sentimentali o a raccontarvi i sogni della vostra vita. Non so perché associo le vostre figure a una placidità dello spirito, a un’estate di quelle di una volta, fatta di passeggiate in viali freschi e gite lungo stagni placidi o prati che danno su scogliere sferzate dai marosi. Ci sentiamo a presto con il supercruciverba. Un bacio a te e alle tue sorelle.

  97.   Wendy_Vitty_Vitty Says:

    Artur,grazie per le splendide interpretazioni che mi hai inviato!!! E’ stata una vera sorpresa aprire e trovare questi versi,cantati e recitati a darmi il buongiorno!!! Senza contare il piacevole stupore della dedica di mia figlia….vi siete messi d’accordo per caso?! Pensare che mi sono pure inquietata perchè si tratteneva troppo su internet!!!
    Qualche volta dovrei avere più fiducia invece di saltare subito a conclusioni errate…..!

    Oggi avrò una giornata piena piena…ma questa sera spero di potermi sedere davanti al pc per rispondere per bene a tutti!!! grazie ancora Artur,e grazie anche a te Chiara!!! Buona giornata!!

    X Mio Capitano

    Con i cruciverba me la cavo piuttosto bene…mia madre era una vera appassionata,specialmente di quel Bartezzaghi padre di cui parli nel post!(il figlio….diciamolo,non è altrettanto bravo!!) perciò ti posso assicurare che sono cresciuta a “pane e cruciverba”…con questo non voglio dire che sono bravissima…me la cavo!!!!

    Elle,non è più grande di me….abbiamo una sorella più grande, la quale proprio a causa della differenza d’età,non ha mai potuto condividere giochi e quant’altro ,con la piccolina di casa. Su questo mi sento privilegiata. Ho goduto dell’affetto e protezione di una sorella maggiore,e mi sono coccolata un’adorabile sorellina,diventando a mia volta,protettiva e sorella “grande”. Il tempo piano piano ha ridotto talune differenze di vedute e comportamenti,avendo tutte e tre figli e famiglia,ci sentiamo e siamo unite più che mai. Un bacio alle mie sorelle…SMUA’!!

    A te buona giornata e buon lavoro,visto l’impegno enigmistico che ti sei preso!!! Ciao!!!

  98.   Artur Says:

    http://www.madrenapoli.com/04%20%27Nu%20pianefforte%20%27e%20notte.MP3

  99.   Artur Says:

    http://www.djsottolestelle.it/Audio/digiacomo.mp3

  100.   Chiara x mamma Says:

    Pianefforte ‘e notte

    Nu pianefforte ‘e notte
    sona luntanamente,
    e ‘a museca se sente
    pe ll’aria suspirà.

    È ll’una: dorme ‘o vico
    ncopp’ a nonna nonna
    ‘e nu mutivo antico
    ‘e tanto tiempo fa.

    Dio, quanta stelle ‘n cielo!
    Che luna! e c’aria doce!
    Quanto na della voce
    vurria sentì cantà!
    Ma sulitario e lento
    more ‘o mutivo antico;
    se fa cchiù cupo ‘o vico
    dint’a ll’oscurità..

    Ll’anema mia surtanto
    rummane a sta fenesta.
    Aspetta ancora. E resta,
    ncantannese, a pensà.

    Salvatore Di Giacomo

  101.   Mio Capitano Says:

    Come te la cavi con i cruciverba, vitty? Elle è più grande di te? Non lo sapevo. Ciao.

  102.   Artur Says:

    Persa nel cielo
    lungo la notte del mio cammino
    sono due luci
    che mi accompagnan
    dovunque sto
    una nel sole
    per quando il sole
    mi copre d’oro
    una nel nero
    per quando il gelo
    mi vuole a sé

    signora luna che mi accompagni
    per tutto il mondo
    puoi tu spiegarmi
    dov’è la strada che porta a me
    forse nel sole
    forse nell’ombra
    così par esser
    ombra nel sole
    luce nell’ombra
    sempre per me

    perse nel cielo
    lungo la notte
    del mio cammino
    sono due luci che brillan sempre
    dovunque sto
    brillano alte
    brillano intense
    finchè par essere
    che siano gli occhi
    di chi ho già perduto
    che veglian per me

    signora luna che mi accompagni
    per tutto il mondo
    puoi tu spiegarmi dov’è la strada
    che porta a lei
    non se ne adombri
    signora luna se non ho amato
    diglielo a ella
    che solo ella
    veglia per me

    non se ne adombri signora luna
    se non ho amato
    solo negli occhi
    di chi è già stato
    veglia per me

    (Capossela)

  103.   Edith Says:

    adoro la Luna, la notte e le stelle.
    un bacio alla cara Vitty!

  104.   Artur Says:

    La poesia te la feci leggere diverso tempo fa.
    E’ di Vittorio Pergola un tipo che scrive discretamente belle canzoni.

    Recentemente qualcuno (anonimamente) mi ha fatto riscoprire l’intero blog di Fragmenta salvato sotto un altro nome.
    Ma di Frag non riesco a saper nulla.

    Il rileggere tanti post e tanti commenti è sempre una bella emozione.

    vedo che i due Vati si stanno sbizzarrendo sulle rotondità femminili mostrando così una loro vena a dir poco faunesca.
    Sempre a correre dietro le ninfe dei boschi suonando i loro flauti a tutto spiano.
    Mi dilettai in epoca non lontana a frequentare per diversi anni il mondo dell’alta moda conoscendo molte Dee davvero notevoli e notorie.
    Fu un bel periodo della mia vita ma mi accorsi che non avevo la sfrontatezza e i peli sullo stomaco del Briatore di turno e ho preferito allentare i contatti perchè stavo troppo spesso vicino a fiamme che rischiavano di bruciarmi come accade alle palommelle.
    Però, dopo aver frequentato quei luoghi, rimane poco da spuzzuliare.

    Stanotte,
    guardo ai barattoli di semi e colla.
    Parlami con parole d?amante;
    c?è anche la luna,
    stremata,
    in un cielo che caglia.
    Quanto mi mancano le lunghe danze,
    al frusciar delle vesti sottili,
    la sabbia nascosta in mezzo
    alle dita dei piedi,
    leggeri…leggeri.
    Bella, sei bella. E lui,
    il ricordo, l?odore, il furore,
    molli distese di onde,
    la forma di nebbia fino alle stelle.
    Uno tra i veli si alza,
    cammina lontano;
    forse son scale; e quello che sale
    è un punto, uno stelo di fiore,
    un segno di dita
    e…scivola sabbia.
    Or tacete, voci di notte,
    la bimba già dorme.

    Fragmenta

  105.   SERGIO SESTOLLA Says:

    A proposito di femminili ?lunette?, tutte aggraziate ed al posto giusto, data la sfida lanciata da Cassandro (è lui il ?cane? mentre io sono il ?gatto?, vero, Mary?) che si interroga ?se avrò il coraggio? di rispondere per le rime ai suoi canti in argomento lunettoso, non posso

    ? con licenza di Vitty, che sotto sotto ci aizza in una contesa pseudoletteraria (ben lontana dagli immortali versi classici di cui è ormai tanto ricco questo post) con frasi tipo ?mi divertirò quando leggerò la risposta che ti invierà Sergio?, mentre Mary ci lusinga con ?gli sfottò di Cassandro e Sergio mi divertono da morire? (andiamoci adagio, Mary, ?non morire proprio?, se no chi ci diletterà ancora ricordandoci di tanto in tanto il salace Trilussa!)

    che benevolmente e con ritmo veloce dirgli: ?Tsè!?Beccati questa!?

    CLAPPE-CLAPPETTE

    Suono visivo viene dal vivo:
    clappe-clappette.

    Caldo d’agosto…

    Pantaloncino…

    Dal giusto posto
    fan capolino
    chiappe-chiappette.

    Fin dalle sette
    lungo la via,
    per valli e ville,
    ai monti, al mare,
    tutte a sfilare,
    a dondolare.

    Fanno scintille a mille e mille!
    E come anguille
    non stanno ferme.
    E tu inerme
    solo a guardare
    a rimirare quelle curvette.
    Salgono su,
    scendono giù,
    vanno di qua,
    e poi di là
    compostamente.

    Clappe-clappette

    Nascostamente?

    No, solo in parte.

    Ci vuole arte!

    Di botto mai,
    come ben sai, e ben saprai,
    scoprir le carte.

    Che siamo… scemi?!…

    E intanto fremi.

    E tiri i remi
    perchè non puoi
    far ciò che vuoi.

    Non lo nascondo:
    quell’oscillare,
    quel sobbalzare lieve e giocondo
    in me riflette
    la gran magia del cerchio tondo,
    la geometria
    che sempre incanta…
    e che seduce
    e tiene in nuce
    quella malìa
    che ti trasmette… ed anche tanta…
    voglia di amare.

    E di sperare che lei ci stia.

    Clappe-clappette…

    Che frenesia!

    Chi ci scommette
    però però
    che fin che c’è
    qualcuno che
    sospira ‘Ohhh!’
    sussurra ‘Olè!’
    quella non smette
    di cadenzare
    quelle lunette,
    tutte da amare?
    da ammirare?
    ( che sospirare! )

    … di dondolare
    quelle sferette,
    tonde, polite,
    dolci, ardite,
    ben colorite?
    ( ah, che sbirciare! )

    … di fare in modo,
    andando al sodo,
    che nette nette
    ognuno avverta
    clappe-clappette
    ( e resti all’erta! )

    E’ cosa certa
    daltronde che
    per quel che è,
    per quel che fa…
    colpa, di certo, lei non ne ha.

    Manco si flette!…

    Con che coraggio
    gliela daresti.
    Sono un miraggio
    tutti i suoi gesti,
    pacati o lesti.

    E poi tu solo,
    soltanto tu
    stai a guardare,
    fantasticare,
    spiccare il volo,
    pensare: “ma
    quando a dormire lei se ne va
    dove le mette?
    dove le adagia?
    … Sulla bambagia?
    Sopra il sofà?
    Sopra un piumino
    di seta e lino?

    Chissà!…Chissà!…
    Questa risposta lei non la dà.
    Nè la darà.

    Pertanto…orsù!
    Làsciala stare: pur deve andare!

    Clappe-clappette
    lasciale fare.

    … Falla giocare!

    Disturba?… No!

    Conturba?… Un po’.
    Ma poco poco.

    La vita è gioco
    e il gioco è festa,
    che tuttavia,
    sia come sia,
    – o prima o poi –
    vuoi o non vuoi.???..

    Alt!…a che scopo
    pensare ciò?
    A dopo… a dopo,
    meglio di no!

    Quindi non resta
    che far passare, allontanare,
    quella magia,
    quelle cosette, linde e perfette,
    luminescenti
    come trigliette in pescheria,
    che in allegria
    tutte frementi
    e scoppiettanti,
    or fanno clappe
    ora clappette,
    belle fraganti come le frappe.

    Passo elegante,
    quasi indolente,
    moto sgusciante
    e traballante…
    va e rivà
    per la città
    pantaloncino
    … piano pianino.

    E scorre via la melodia.

    Ecco, si sente
    sempre più piano
    e più lontano
    clappe-clappette.

    Fino a che smette…

    E non parliamo poi delle tette!!!!!???????..

    (Sergio Sestolla)

    No, delle tette non parliamo perché è già abbastanza lunga questa filastrocca e penso che siate già stanchi di leggere versacci come questi, che solo la calura di questi giorni può spingere a scrivere, e che quindi sia ora di tornare compostamente alla luna di Foscolo o a quella di Vincenzo Monti.

    Comunque qualora foste anche voi tanto accaldati da volere conoscere il suono delle ?suddette?, non avete che da farmi un fischio? anche per svegliare il tramortito Cassandro, ancora avvolto nei sogni di ?avere molte lei?, come benevolmente, e sbagliando, pensa Vitty.

    P. S. Grazie a chi è arrivato alla fine di questo breve? commentino: fra poco Tiscali farà pagare a Vitty un tanto al rigo!? Meno male che sono un anonimo, e quindi non sarò chiamato a pagare alcunché, come i maggiori evasori fiscali o gli autori di reati finanziari e di ?falsi in bilancio?, i quali infatti con questo governicchio burattino, che opera sotto scacco della destra berlusconiana e schifanese, saranno perdonati con l? ?indulto? in votazione questa sera, che segnerà l?emergere signorile di Di Pietro (vox clamans in deserto), se voterà ?no?, e leggiadra incoscienza dei vari Mastella & Compagnia bella, anzi brutta, che stanno facendo di tutto per alienarsi la simpatia di quelli che come me hanno tanto sperato in una svolta dignitosa ed onesta insieme a loro!

    ?Ma quando farete qualcosa di sinistra?, quando vi darete un colpo di reni!? Scherzateci col fuoco!? Il popolo di sinistra difficilmente perdona!? Speriamo che la ?luna rossa? non abbia a subire questo eclisse dell?indulto ad personam (sempre Previti!) e torni di conseguenza a diventare? ?nera, nera, come il carbon!?

    Questo P S può servire a dimostrare come si riesca a passare da un argomento allegro ad uno che fa ?girare le eliche? nello spazio di un minuto!

    Comunque sia, ?Buona giornata? a tutti, belli e brutti, a chi sta in città e chi al mare, e pure a chi andrà (speriamo proprio bene!) a votare!

  106.   VittyXCassandro Says:

    Grazie Cassandro per la tua solidarietà,ormai non dovrebbe meravigliarmi più niente in questo mondo virtuale,ma evidentemente non ho fatto i conti con l’imbecillità umana….quella è varia e supera ogni aspettativa!!!

    Vabbè… “Non Importa”….diciamo che la cosa positiva di questo incidente di percorso,sono le belle parole piene d’amore per il prossimo ,di Madre Teresa.

    Tornando alla nostra luna ,mi fa piacere sapere che grazie a lei,hai finalmente ammesso di avere” molte lei” ( e quante ne hai???!!) “decise,romantiche ed invitanti” ……

    Ecco spiegato il perchè di tanti versi riguardanti modi e caratteri diversi….mi viene da chiedere…ma quanto ti sei applicato???!!! Si intuisce facilmente quanto quella materia ti interessi e ti prenda molto….d’altronde se così non fosse,non saremmo qua a sorridere di questa coppia benevolmente litigarella. Lui serioso e inquadrato,lei fantasiosa e creativa….veramente un mix scoppiettante di vitalità. Essere troppo rigidi,a lungo andare inaridisce i sentimenti,e vivere troppo fuori dagli schemi anche quello a lungo andare fa perdere il senso dei doveri di coppia.

    Ma i nostri “Lui” e “Lei”,molto intelligentemente,hanno fatto delle loro diversità un dono….parlando,venendosi incontro,smussando gli angoli,penso abbiano trovato il segreto della felicità,non monotonia dunque ,ma “novità” e “brio ( anche audace),per una vita a due lunga,amorosa e in pace!( questa me la devi perdonare…)

    Come vedi quello che mi scrivi mi diverte e fa stare bene. E’ bello leggerti ed è bello e divertenete risponderti!

    Così come mi divertirò quando leggerò la risposta che ti invierà Sergio! ricordo bene le vostre sfide sul blog di Bilbo,(che saluto con molta simpatia! Spero ci leggerai ogni tanto,lo vedi….non ti abbiamo dimenticato!!! ) quella gnocca del venerdì era un appuntamento molto atteso da voi maschietti….da noi femminucce un po’ meno…infatti qualcuna trovava sempre un difetto inesistente per smontare le “bellone”. Però era un gioco divertente che aiutava a sorridere un po’ tutti!

    Così le “lunette” sarebbero questi “Seni Belli” che tanto ti fanno sognare!

    Sei fortunato a vivere in questa epoca,pensa a come sarebbe stato più difficile godere di certe visioni con gli abiti accollati fino al collo….

    Oggi è tutto in mostra…. lunette vere e lunette false…silicone docet….il guaio è che ci ricorrono ragazze sempre più giovani…in un mondo dove solo l’illusione dell’apparire conta…va bene anche così,mostrare quello che non si ha,pensare di essere chi non si è…

    Grazie comunque a nome della categoria femminile,per i tanti attestati di apprezzamento che sempre c’hai dedicato!!! Non esagero nel dire che dopo aver letto le tue parole,la mia femminilità si sente molto,ma molto lusingata.

    Buonanotte,ciao!!!

    PS:

    E’ da quando ho iniziato a scrivere che mi è venuta la voglia di chiederti di fare due chiacchere….ci mettiamo qua e…..”ciù-ciù ci ci….ciù-ciù ci ci….ciù-ciù-ci ci…..

  107.   Wendy_Vitty Says:

    Carissimo Artur,prima di tutto,grazie per il deciso intervento di ieri…poche parole ma chiare!!!! Della serie :quanno ce vò,ce vò…

    Grazie per la poesia di Fragmenta. Dopo il suo strano, e per me incomprensibile comportamento,mi sono chiesta più volte chi fosse veramente.
    Forse la sua parte più vera è tutta nei suoi versi,i quali sembrano scritti con l’anima!!!

    Ho cercato l’autore della poesia che mi hai inviato alle 16,03,senza riuscirci ,è un vero peccato perchè mi piacciono molto quei versi. La sento vera e molto “sentita”. Un’idea ce l’avrei,ma non vorrei sbagliare…quindi aspetto di sapere se ho ragione o meno….

    Nell’attesa di scoprirlo,invio a te e a tutti le parole di questa bella canzone che tanto mi piace! Ciao!!!

    LUNA CAPRESE

    Ohéee!…
    Cu me cantate ‘sta canzone…
    vuje ca suffrite ‘e ppene de ll’ammore…
    Capre,
    ve pò ‘ncantá cu na parola…

    Só’ accumparute ‘e stelle a primma sera,
    tutta Tragára luce ‘mmiez’ô mare…
    na fascia ‘argiento sott”e Faragliune
    e nu mistero ‘int’a ‘sta notte chiara.
    Notte ‘e silenzio e i’, mo, chesta canzone,
    cantá vulesse a chi mm’ha affatturato…

    Tu, luna luna tu, luna caprese,
    ca faje sunná ll’ammore a ‘e ‘nnammurate…
    adduorme a nénna mia ca sta scetata
    e falla ‘nnammurá cu na buscía.
    Tu, luna luna tu, luna busciarda,
    famme passá sti ppene ‘e gelusia
    e fa’ ca nénna fosse tutt”a mia…
    Tu, luna luna tu…Luna caprese!…

    E mo ca pure ‘o mare s’è addurmuto
    e ‘e nnuvole, li stelle, hanno stutato,
    dint’a sti bbracce meje, passione amara,
    io te vurría tené cu nu respiro…
    Ma è inutile, è destino, ca stu core,
    canta surtanto pe’ chi dice no!

    Tu, luna luna tu, luna caprese

  108.   vitty x mary Says:

    Non c’è niente da scusare mary,per questo tuo intervento “romano”! Le tue scelte sono sempre interessanti,e Trilussa è un mito!!!!

    Hai perfettamente ragione i punzecchiamenti di Sergio e Cassandro sono quanto mai piacevoli,per quanto si dicano anche cose “terribili”,lo fanno sempre con molta eleganza…..in fondo è la grande amicizia quasi fraterna che permette loro di parlarsi così….in più,essendo persone di spirito,sono certa che si divertono parecchio a sfottersi in questa maniera. Ti dico un segreto…..°°°loro,il gusto del teatro,ce l’hanno nel sangue….°°° Però….mi raccomando,acqua in bocca!!!! Ciao carissima!!

  109.   Artur Says:

    Torni di nuovo nel buio
    ogni giorno della tua vita
    emergi e t’mmergi nell?oceano celeste
    per rigenerarti di nuovo
    sempre più luminosa; forza magica,
    un incantesimo a riconquistare
    l?originaria illibatezza.

    Tu lo sai, la vita è caduca,
    sorridi degli estinti
    mentre esalano i loro guitti
    e degli innamorati conosci già il destino.

    Se mi guardi, rimandi a me,
    Oh! luna, la tua ebbrezza,
    l?estasi d’argento orgasmo
    per vincere e vivere
    la malinconia e la tristezza
    d’un enigmatico ciclo
    di sangue e luce riflessa

    Fragmenta

  110.   Artur Says:

    La luna ha denti d’avorio.
    Come è vecchia e triste!
    I fiumi sono secchi,
    la campagna senza verde
    e gli alberi appassiti
    senza nidi e senza foglie.

    Donna Morte, piena di rughe,
    passa tra i salici
    col suo assurdo corteo
    di remote illusioni.
    Vende colori
    di cera e di burrasca
    come una fata leggendaria
    cattiva e ingannatrice.

    La luna ha comprato
    guadi della morte.
    In questa notte buia
    la luna è pazza!

    Nel mio cuore cupo
    apro
    una fiera senza musica
    con le baracche d’ombra.

    Federico García Lorca

  111.   Artur Says:

    Ho sollevato lo sguardo
    cercato inutili conferme
    preteso un sorriso d?azzardo
    con le mani ben ferme.
    Voglio un tempo
    di labbra ben disposte
    per baci che sorprendano
    la notte,
    non una luna stanca
    che per tirare avanti
    si fa di stelle
    cadenti.
    Sorella luna
    spara a questo tempo,
    a questo mondo che ci tira dentro,
    a questo sole che ci brucia il cuore,
    a questi strani miei sorrisi
    di rancore,
    a questi miei strani sorrisi
    di rancore.
    Ho visto le spalle allo specchio
    e ho perso il conto dei pugnali,
    pianto un amore già vecchio
    portando alla bocca parole banali.
    Voglio una tasca
    per nuovi colori
    così piena di buchi
    da vederli uscir fuori,
    non un poeta spento
    che per tirare avanti
    vende il suo silenzio
    ad una manciata di diamanti.
    Sorella luna
    spara a questo tempo,
    a questo mondo che ci tira dentro,
    a questo sole che ci brucia il cuore,
    a questi miei strani sorrisi
    di rancore,
    a questi strani miei sorrisi di
    rancore.

  112.   Mary Says:

    Scusa Vitty, ma i litigi e gli sfottò di Cassandro e Sergio mi divertono da morire… mi sembrano “cane e gatto”! Le loro poesie, dedicate alla luna, invece, mi fanno sognare.
    Come sai, io essendo amante del dialetto romanesco, ho trovato una poesia dedicata alla luna, in un dialogo proprio fra un cane ed un gatto, scritta da Trilussa:

    C’era ‘na vorta un Cane, in mezzo a un vicolo,
    che abbajava a la Luna. Passò un Gatto
    - Lasciala perde! – disse – Che t’ha fatto?
    Perchè te guarda? Quanto sei ridicolo!
    La Luna guarda tutti, ma nun bada
    a quelli che s’ammazzeno pe’ strada.

    E pe’ questo ce sformo! – disse er Cane -
    in mezzo a tante infamie e a tanti guai,
    ecchela lì! Nun se cambiata mai
    e rimane impassibbile, rimane…

    Me piacerebbe ch’aggricciasse er naso,
    che stralunasse l’occhi… Nun c’è caso!
    Perchè ‘ste cose quì l’ha viste spesso:
    - rispose er Gatto – er monno è sempre quello!

    Quanno Caino sbudellò er fratello
    la Luna rise tale ed quale adesso.
    Ha riso sempre e riderà perfino
    se un giorno Abele scannerà Caino…

    Ciao Vitty

  113.   CASSANDRO Says:

    Non ti preoccupare od indignare; Vitty, per questo imprevisto incidente?

    Cosa ci vuoi fare? Consideralo soltanto ? una eclisse di luna!? eclisse che tu hai peraltro fugata con quel magnifico ?Non importa?.

    ? e se non importa, passiamo oltre e torniamo a noi!

    Eccomi qui, per come hai richiesto: assolvendo alla mia promessa ti presento qualcosa di ?meno silenzioso?, se non addirittura di sonoro (e pure abbastanza lungo per mandare così in seconda pagina e fare scomparire, se ci riesco, lo sgradevole precedente commento di chi non sa farsi gli affari suoi) e cioè: un consuetudinario battibecco fra un paziente ?lui? (i miei ?lui? sono sempre pazienti) ed una volitiva lunatica ?lei? (le mie ?lei?? e quante ne ho!!!!? sono sempre decise, romantiche ed invitanti) .

    T U__S E I__T I P O
    (Lunatica)

    ( Lui )
    — “Tu sei tipo da lasciarti fare
    tutto, ma tutto, ciò che vuoi?…Tu
    ritieni cosa assurda limitare
    quel che ti passa in mente… e quindi… ‘giù!’

    a fare e a disfare ciò che hai fatto,
    sol che lo voglia, solo che ti aggradi
    … che so?… perchè ti passa innanzi un gatto…
    perchè c’è luna nuova…”

    ( Lei )
    — “Allora a dadi
    vuoi dire che mi gioco io la vita?!…
    Lunatica sarei?!… Una che
    è un’incosciente?… Ma io fra le dita

    non sbriciolo la vita… E poi perchè?…
    Vivrebbe il mondo tra noia infinita
    se non avesse donne come me!

    Amo far ciò che voglio, e dire: ‘Embhèe?…
    Cascato è il mondo?… No!? E allor che c’è?!…

    Come le passeresti le giornate
    … di’, senza le impreviste mie risate?
    o alzate di spalle?… o improvvisate?…
    o i miei ‘me ne frego, cavolate!’

    Con me stai sempre all’erta… Pensi: ‘ma…
    che cosa ora vorrà?…cosa dirà?…
    che fregatura mai mi ammollerà?’?
    Vacci con le ‘precise’… Vacci!.?.. E va’!…

    Vedrai!… Sanno tutto… ‘Ci-ciù-ciù’
    ti dicono all’orecchio…e quindi: ‘Oh, sìiiiii…
    Quanto sei bravo!… OK!… Come vuoi tu!’.

    Se vuoi cambiare, cambia!… Quel dì,
    che per disgrazia tua non mi vuoi più,
    speriamo che ne becchi una così!

    … E la rimpiangerai questa qui.

    Tanti auguri e buon…’ciù-ciù ci-cì’”

    ( Lui )
    — “La tua fortuna una sola è
    …e per converso, ovvio, anche la mia
    che bene o male con te sto… cioè,
    che questa lineetta di follia

    (vivere senza mai pensare a quello
    che può venirne fuori dopo un po’)
    è di pazzia buona… Un tantinello
    innervosisce, ma poichè ci sto

    ci passo sopra su questo tuo modo
    di viver solo qui, nel tuo presente,
    e cuocere ti lascio nel tuo brodo,

    e me ne bevo pure io… Niente
    si fa, lo sai, per niente… e quindi godo
    di questa tuo guidare a luci spente.

    E il grave è che lo trovo divertente…
    Che fossi pure io un po’ incosciente?”

    ( Lei )
    — “Ah, l’hai capito, allor, che stare su
    di giri, fare quello che piace
    …senza nuocere agli altri, o come tu,
    hai detto, dando brio (anche audace)?

    è cosa da apprezzare?!…e certo no
    da criticare come fanno in molti?!
    …Compreso te a volte!… Sì, però
    innervosisce ciò solo gli stolti.

    Ma quelli intelligenti… e tu sei uno
    di questi… lo capiscono perchè
    è bene non restare mai digiuno

    del brodo che fa una come me.
    Ci completiamo, sai?…tu…tribuno
    …a volte…ed io così…sciuè-sciuè!

    Senza di me… ma che faresti, neh?
    …che vita ci sarebbe mai per te!?

    Muta la luna? di meglio che c?è?

    E se sono lunatica è perché
    tu abbia? ?novità? sempre da me!
    ???????..
    Mi piace questa: buona!? Buona!? Tiè!?

    (Cassandro)

    Come volevasi dimostrare (o meglio come era giusto dimostrare al pungente Sergio) non ho soltanto ?silenti, sognanti e consenzienti amiche?, ma ne ho pure di quelle spiritose, volitive anche se un poco lunatiche (quel tanto che basta? e quali donne non lo sono, vero?), per non dire delle loro ?lunette?, tutte aggraziate ed al posto giusto, che indicherò al momento opportuno se il millantatore Sergio avrà il coraggio (ed anche qualcosa di pronto in materia) di sfidarmi con i suoi canti in argomento.

    Sfida che posso dire di avere anticipato il 28 maggio 2004 sul blog di Bilbo (avatar.blog.tiscali.it) con un giusto commento alla foto dallo stesso pubblicata.

    S E N I B E L L I

    No. No? ci sono pure i seni belli,
    morbidi e tosti allo sguardo acuto
    dei maschi che non fan come i fringuelli
    ?vedono e vanno via in un minuto?

    quasi che si vergognino a guardare
    quello che viene esposto per delizia,
    per bontà estrema, in riva al mare,
    d?estate? e un poco pure per malizia.

    Sì? ci stanno pur quelli cadenti,
    mosci, di donnone ora al finire
    di un?avvenenza che a guardare stenti
    a creder che c?è stata. A far gioire

    ci stanno quelle altre, per fortuna,
    che per giovane età e per bontà
    ?come dicevo su?fanno alla luna
    invidia, e sospirare all?uomo ?Ahhhh!??

    Grazie perciò, amiche mie, di tanto?
    con voi non brilla qui il sole soltanto
    ? e della luna? o lune?? siete vanto.

    (Cassandro)

    Vediamo cosa avrà da controbattere Sergio sotto la nuova ?ottica? (grazie ovviamente al permesso di Vitty, incuriosita per l?altra faccia della luna, o ?lunette? metaforiche), essendo stato l?aspetto romantico sentimentale abbondantemente trattato, con la partecipazione dei più grandi poeti di questo mondo, dall?iniziale Saffo di Vitty ( ?Gli astri d’intorno alla leggiadra luna nascondono l’immagine lucente, quando piena più risplende, bianca sopra la terra?) al finale Leopardi, gemellato in colto ping pong fra Artur (?Dietro Apennino od Alpe, o del Tirreno nell?infinito seno scende la luna; e si scolora il mondo; spariscon l?ombre, ed una oscurità la valle e il monte imbruna?) e Wendy_Vitty (?Dolce e chiara è la notte e senza vento, e queta sovra i tetti e in mezzo agli orti posa la luna e di lontan rivela serena ogni montagna?)

    Ah, in quanti modi si può ?sfogliare? la luna!?. anche perché non è affatto detto (e pur se detto non è condiviso, almeno da me) che ?la vita mortal poi che la bella giovinezza sparì non si colora d?altra luce giammai?? Diciamo, se siete d?accordo, che ?si colora d?altra luce?, specialmente ai disinibiti e tutto sommato godibili, a volerlo, tempi d?oggi..

  114.   vitty Says:

    Mi chiedo per quale motivo sia venuto qua,con queste parole infamanti verso una delle figure più belle e luminose del secolo appena trascorso. Non so chi tu sia,non ti ho mai letto,non sapevo neppure che esistessi e per dire la verità,avrei preferito restare nella più completa ignoranza.Nel tuo blog,sei padronissimo di scrivere le tue convinzioni i tuoi pensieri. Su Tiscali c’è piena libertà di espressione. Ma non vedo perchè devi venirlo a scrivere qua.

    Non starò a controbattere le tue farneticazioni,il nome di Madre Teresa di Calcutta spiega già la grandezza di questa piccola donna.

    Credo che neppure Lei si abbasserebbe a dare spiegazioni sul suo meraviglioso operato. Forse ti saluterebbe così:

    Dai il meglio di te…

    L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico

    NON IMPORTA, AMALO

    Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici

    NON IMPORTA, FA’ IL BENE

    Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici

    NON IMPORTA, REALIZZALI

    Il bene che fai verrà domani dimenticato

    NON IMPORTA, FA’ IL BENE

    L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile

    NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO

    Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo

    NON IMPORTA, COSTRUISCI

    Se aiuti la gente, se ne risentirà

    NON IMPORTA, AIUTALA

    Da’ al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci

    NON IMPORTA, DA’ IL MEGLIO DI TE

    ( Madre Teresa Di Calcutta )

  115.   Artur Says:

    Caro Giacomo ……..

    Ma va’ a fa’ nc……….

  116.   Giacomo Says:

    L’INGANNO di MADRE TERESA DI CALCUTTA! LA PIU’ GRANDE IPOCRITA DEL CATTOLICESIMO!

    Madre Teresa di Calcutta è considerata dai cattolici bigotti una grande santa ma in realtà ha ingannato tutti per di più alla luce del sole ma Giovanni Paolo II amico dell’Opus Dei l’ha protetta e fatta paladina del suo magistero!

    Leggete in realtà chi era questa donna:

    Dal libro di Christopher Hitchens intitolato “La posizione della missionaria”

    le tesi principali

    La Posizione della Missionaria descrive e documenta i seguenti fatti:
    1) Madre Teresa di Calcutta è stata amica di alcuni dei più corrotti ed efferati tiranni della sua epoca, da quelli ?democraticamente eletti ? come la Tatcher e Reagan, a veri e propri dittatori fascisti come quel grassone di Duvalier jr., aka Baby Doc di Haiti che ben ci ha raccontato Jonathan Demme in ?The Agronomist?, o all?efferato Menghistu in Etiopia. Ma la lista delle cattive compagnie non finisce qui?

    2) Ha accettato somme miliardarie dai tanti ingenuoni e marpioni, di ogni paese, che pensavano così di alleviare le pene dei più miseri e anche i propri sensi di colpa per la provenienza illecita del denaro. Non ha mai restituito un soldo delle somme donatele da truffatori condannati

    3) Non ha mai voluto usare questi soldi per migliorare le condizioni di vita dei degenti nei suoi centri, ha sempre professato infatti un disprezzo per le cose materiali, che però pagavano i poveracci in termini di disagio. Non ha neanche mai voluto investire i soldi per creare efficienti strutture ospedaliere e per acquistare moderni strumenti di diagnosi o cura

    4) Conseguentemente la suora e i suoi centri accoglienza non hanno mai curato nessuno. Per Madre Teresa di Calcutta la sofferenza (altrui) era un dono divino e pertanto riteneva di dover assistere, più che combattere, il trapasso dei suoi sventurati ospiti. Uomini, donne e bambini sono stati lasciati nell?incuria, (ma lei se li è curati i suoi malanni, ed in cliniche di lusso!)e segretamente battezzati in punto di morte.

    5) Direi che è scontato menzionare il suo rifiuto bigotto della modernità, la sua assoluta contrarietà ad aborto, (storico l?appello alle donne violentate di Bosnia a tenere i figli della violenza subita). Ma anche qui con possibili eccezioni ?pro domo sua?: Condanna del divorzio, ma approvazione espressa di quello del??amica? Diana; contraccezione come sacrilegio, ma sodalizio con l?Indira Gandhi delle sterilizzazioni forzate delle donne indiane.

    direi che può bastare…..

  117.   Amfortas Says:

    Oggi c’è un po’ di bora e fa più caldo di prima, accidenti…me la sogno una bella serata in barca al chiaro di luna , quando devo mettermi addosso qualcosa perchè fa freddino :-)
    Ciao :-)

  118.   Wendy_Vitty Says:

    Dolce e chiara è la notte e senza vento,
    E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
    Posa la luna, e di lontan rivela
    Serena ogni montagna. O donna mia,
    Già tace ogni sentiero, e pei balconi
    Rara traluce la notturna lampa:
    Tu dormi, che t’accolse agevol sonno
    Nelle tue chete stanze; e non ti morde
    Cura nessuna; e già non sai nè pensi
    Quanta piaga m’apristi in mezzo al petto.
    Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno
    Appare in vista, a salutar m’affaccio,
    E l’antica natura onnipossente,
    Che mi fece all’affanno. A te la speme
    Nego, mi disse, anche la speme; e d’altro
    Non brillin gli occhi tuoi se non di pianto.
    Questo dì fu solenne: or da’ trastulli
    Prendi riposo; e forse ti rimembra
    In sogno a quanti oggi piacesti, e quanti
    Piacquero a te: non io, non già, ch’io speri,
    Al pensier ti ricorro. Intanto io chieggo
    Quanto a viver mi resti, e qui per terra
    Mi getto, e grido, e fremo. Oh giorni orrendi
    In così verde etate! Ahi, per la via
    Odo non lunge il solitario canto
    Dell’artigian, che riede a tarda notte,
    Dopo i sollazzi, al suo povero ostello;
    E fieramente mi si stringe il core,
    A pensar come tutto al mondo passa,
    E quasi orma non lascia. Ecco è fuggito
    Il dì festivo, ed al festivo il giorno
    Volgar succede, e se ne porta il tempo
    Ogni umano accidente. Or dov’è il suono
    Di que’ popoli antichi? or dov’è il grido
    De’ nostri avi famosi, e il grande impero
    Di quella Roma, e l’armi, e il fragorio
    Che n’andò per la terra e l’oceano?
    Tutto è pace e silenzio, e tutto posa
    Il mondo, e più di lor non si ragiona.
    Nella mia prima età, quando s’aspetta
    Bramosamente il dì festivo, or poscia
    Ch’egli era spento, io doloroso, in veglia,
    Premea le piume; ed alla tarda notte
    Un canto che s’udia per li sentieri
    Lontanando morire a poco a poco,
    Già similmente mi stringeva il core.

  119.   Artur Says:

    Quale in notte solinga,
    Sovra campagne inargentate ed acque,
    Là ?ve zefiro aleggia,
    E mille vaghi aspetti
    E ingannevoli obbietti
    Fingon l?ombre lontane
    Infra l?onde tranquille
    E rami e siepi e collinette e ville;
    Giunta al confin del cielo,
    Dietro Apennino od Alpe, o del Tirreno
    Nell?infinito seno
    Scende la luna; e si scolora il mondo;
    Spariscon l?ombre, ed una
    Oscurità la valle e il monte imbruna;
    Orba la notte resta,
    E cantando, con mesta melodia,
    L?estremo albor della fuggente luce,
    Che dianzi gli fu duce,
    Saluta il carrettier dalla sua via;

    Tal si dilegua, e tale
    Lascia l?età mortale
    La giovinezza. In fuga
    Van l?ombre e le sembianze
    Dei dilettosi inganni; e vengon meno
    Le lontane speranze,
    Ove s?appoggia la mortal natura.
    Abbandonata, oscura
    Resta la vita. In lei porgendo il guardo,
    Cerca il confuso viatore invano
    Del cammin lungo che avanzar si sente
    Meta o ragione; e vede
    Che a se l?umana sede,
    Esso a lei veramente è fatto estrano.

    Troppo felice e lieta
    Nostra misera sorte
    Parve lassù, se il giovanile stato,
    Dove ogni ben di mille pene è frutto,
    Durasse tutto della vita il corso.
    Troppo mite decreto
    Quel che sentenzia ogni animale a morte,
    S?anco mezza la via
    Lor non si desse in pria
    Della terribil morte assai più dura.
    D?intelletti immortali
    Degno trovato, estremo
    Di tutti i mali, ritrovàr gli eterni
    La vecchiezza, ove fosse
    Incolume il desio, la speme estinta,
    Secche le fonti del piacer, le pene
    Maggiori sempre, e non più dato il bene.

    Voi, collinette e piagge,
    Caduto lo splendor che all?occidente
    Inargentava della notte il velo,
    Orfane ancor gran tempo
    Non resterete; che dall?altra parte
    Tosto vedrete il cielo
    Imbiancar novamente, e sorger l?alba:
    Alla qual poscia seguitando il sole,
    E folgorando intorno
    Con sue fiamme possenti,
    Di lucidi torrenti
    Inonderà con voi gli eterei campi.
    Ma la vita mortal, poi che la bella
    Giovinezza sparì, non si colora
    D?altra luce giammai, nè d?altra aurora.
    Vedova è insino al fine; ed alla notte
    Che l?altre etadi oscura,
    Segno poser gli Dei la sepoltura.

  120.   Vitty x Sergio Sestolla Says:

    Come “Se proprio ci tiene Cassandro….”

    Ma ci tengo anch’io ,perbacco, di leggere qualche tuo verso ispirato alla luna!!! L’avresti mai potuto mettere in dubbio???!! Tu sei un amico carissimo che mi porta solo belle parole da leggere! Mica vieni a portarmi via niente,come purtroppo mi è capitato tempo fa ( ancora non l’ho digerito)…..ma tant’è…la blogsfera è piena di persone educate e maleducate….ci vuole solo una gran pazienza e un certo buon senso nel saper considerare gli amici veri da quelli non veri!

    Più volte ho detto e ripetuto che il mio spazio è anche il vostro spazio,tuo e di Cassandro,visto che non avete un blog ( per vostra scelta).Sapere di poter condividere qualcosa di concreto con voi, come queste pagine,mi rende veramente felice e onorata.

    Pensavo fossi in vacanza…se non è così…ti meriteresti una tiratina d’orecchie….cosa aspettavi a intervenire??? ( stò sorridendo e scherzando!!!)

    Sono grata dunque a Cassandro che ti ha dato lo svegliarino.

    Questa dolce conversazione fra due innamorati,Amore Silenzioso, me la immagino proprio al chiaro di luna,non c’è bisogno di molte parole per rinnovare le promesse d’amore….bastano gli

    “sguardi e di ?dire e non dire??
    che porta ogni cosa a ingentilire,

    e che mi fa capire che fortuna
    ho avuto ad aver te, luce di luna! ”

    Davvero romantica e sognante Sergio questa poesia,è veramente molto fortunata la persona che ti ha ispirato queste parole!

    Dopo tanti sospiri di sguardi e promesse….mi hai incuriosita con l’altra faccia della luna…o “lunette”….spero non ti farai troppo desiderare questa volta! Già ti aspetto!!!

    Per salutarti,visto che mi piace tanto la dolce “Chiaror Lunare”,mi sembra una buona idea metterla qua,insieme alle altre belle dediche lunari!

    CHIAROR LUNARE

    ” Possibile che noi sempre di corsa
    l’amore lo facciamo…col giornale
    al braccio stretto io,tu con la borsa
    che pende dalla spalla?…Ma è normale

    non riuscire mai ad ottenere
    un pò di pace,di tranquillità?
    E questo più per te che ami godere
    il “dopo” più che il “prima” o la”metà”.

    “Metà” che rappresenta anche la meta,
    dato purtroppo il modo inconsueto
    che abbiamo noi di amarci e che mi vieta

    poi di godere del tuo volto lieto
    e di sfiorar le tue guance di seta
    mentre chiaror lunare entra discreto”.

    ( Sergio Sestolla )

    X CASSANDRO

    Anche se di fretta non hai potuto esimerti di dare qualche punzecchiatura…eh,che dispettoso…ti perdono tutto perchè grazie ai tuoi sfottò,Sergio ,come hai potuto constatare ,è venuto a farmi conoscere i suoi pensieri sul chiaro di luna. pensieri che ho molto apprezzato!!!

    Spero tornerai presto anche tu,con quanto promesso!!!

    Vi abbraccio tutti e due con sincera amicizia e vi auguro una freschissima notte,la vostra Vitty! Ciao!!!!!

  121.   Wendy_Vitty Says:

    Roma, pe’ sempre

    L’urtima vorta, so’ più de sett’anni,
    co’ te a vede’ er tramonto raccontato
    sott’ar cielo romano ed ottobrino;
    da allora, poi, nun ce so’ mai tornato,
    sortanto ‘n sogno, prima der mattino.

    Eppoi durante er viaggio de ritorno
    ferma’ i ricordi e farcene ‘na scorta,
    e riprometterce de ritorna’
    quanno sarà, domani, o ‘n’antra vorta,
    però ‘stavorta, giuro, pe’ restà.

    Brillava il cielo nei tuoi occhi belli,
    Trastevere sembrava il paradiso,
    avevi un fiore rosso fra i capelli
    e un venticello ti baciava il viso,
    mentre dicevi piano, dolcemente,
    Roma per sempre, Roma eternamente.

    E ‘nvece no, poi te ne sei annata
    via dar mio monno, e via da questo monno,
    un po’ pe’ scerta e troppo pe’ destino;
    qui er tempo core, e manna a lo sprofonno
    li sogni e le speranze der cammino.

    Qui ce so’ ‘nverni riggidi, France’,
    che me ghiacceno er core, e appena scenne
    ‘na lacrima se ghiaccia drent’a ‘st’occhi,
    la nostargia, la rabbia che me prenne
    me fa trema’ le mano e li ginocchi.

    Brillava il cielo nei tuoi occhi belli,
    Trastevere sembrava il paradiso,
    avevi un fiore rosso fra i capelli
    e un venticello ti baciava il viso,
    mentre dicevi piano, dolcemente,
    Roma per sempre, Roma eternamente.

    Famme pensa’ che me stai aspettanno,
    che sai ch’è quasi tempo de parti’,
    che nun m’aspetti ‘n cielo, su ‘na stella,
    che sei tornata, sei volata lì,
    via da ‘sta tera fredda, a Roma bella

    Famme pensa’ che danzi fra li colli
    guardi la luna e sogni, dar Testaccio,
    cullata dorcemente da la brezza
    de Roma nostra, che te tiene ‘n braccio
    e, quanno dormi, te da ‘na carezza.

    E brilla il cielo nei tuoi occhi belli,
    Trastevere è davvero il paradiso,
    hai sempre un fiore rosso fra i capelli
    e un venticello bacia il tuo sorriso,
    mentre ripeto piano, dolcemente,
    Roma per sempre, Roma eternamente.

    (Walko, Canzoni romane)

  122.   CASSANDRO Says:

    x Sergio Sestolla

    A quanto vedo stai soltanto un pochino più in basso di Federico Garcia Lorca.

    Complimenti! E che vuoi di più dalla vita?! Questo sì che è fare carriera! Quasi quasi confondevo i due nomi e per un momento ho pensato “Federico Garcia Lorca detto SERGIO SESTOLLA”.

    Continua così, e fra un poco starai sotto Dante o Petrarca o Ariosto o Teofilo Folengo, ammesso che tu sappia chi era costui.

    Scusa, Vitty, per questo mio complimentoso estemporaneo intervento: mi è sorto spontaneo dal cuore!

    Per ora non posso fermarmi oltre, ma se non ti dispiacerà, appena potrò ritornerò con uno scritto meno “silenzioso”.

  123.   Artur Says:

    Potessero le mie mani sfogliare
    Pronunzio il tuo nome
    nelle notti scure,
    quando sorgono gli astri
    per bere dalla luna
    e dormono le frasche
    delle macchie occulte.
    E mi sento vuoto
    di musica e passione.
    Orologio pazzo che suona
    antiche ore morte.

    Pronunzio il tuo nome
    in questa notte scura,
    e il tuo nome risuona
    più lontano che mai.
    Più lontano di tutte le stelle
    e più dolente della dolce pioggia.

    T?amerò come allora
    qualche volta? Che colpa
    ha mai questo mio cuore?
    Se la nebbia svanisce,
    quale nuova passione mi attende?
    Sarà tranquilla e pura?
    Potessero le mie mani
    sfogliare la luna!!

    (Federico Garcia Lorca;

  124.   SERGIO SESTOLLA Says:

    Meno male che ci sei tu, Vitty, a precisare che ?non è affatto vero che Sergio è assente, che basta guardare nei tuoi link a sinistra ecc. ecc??.

    Che vuoi farci? ci risiamo col Cassandro!

    Lascialo per ciò cuocere nel suo brodo, Vitty, è il solito invidioso, che fa ora pure il matematico innamorato!? E? arrivato alla frutta, per cui si rivolge alle astratte forme della geometria: sono certo che ?l?ellisse? è già l?inizio della sua eclisse!? Fra poco scomparirà pure da questo blog. Finalmente!

    Se non sono intervenuto fino ad ora non è stato per le sue malignità (anche se mi ha fatto piacere vedere il mio ?Chiaror lunare? campeggiare a margine di questo tuo sofisticato ed elegante post), ma perché c?era già un nutrito gruppo di bravi commentatori che provvedeva all?inserimento di splendidi sempiterni versi (da te piacevolmente controbattuti, quasi in una gara di ping pong poetico), che spingevano a richiamare il tuo titolo ?La luna e i sogni?? ( e se vogliamo, ma proprio se vogliamo, anche Cassandro ha scritto qualcosina appunto relativo alla luna e ai sogni incompiuti dei due amanti, e per ciò stesso ancor più accattivanti, nei quali, concordo con lui ed ovviamente con te che hai ripreso la palla, molti di noi si sono spesso trovati).

    Se proprio tanto ci tiene Cassandro (avrei preferito che l?invito provenisse da una blogger), un mio nuovo contributo posso pur sempre darlo? così?. per fargli ingoiare il suo pungente
    ?null?altro ha ora da dire o da aggiungere?.

    Tanto per restare nell?atmosfera quieta che viene distesa su di noi appunto dal Chiaror lunare, spero che si abbia a gradire questo?..

    AMORE SILENZIOSO
    (Luce di luna)

    Ma chi l?avrebbe detto mai che
    svegliando la sopita esuberanza
    dormiente nel tuo cuore come se
    per te fosse finita l?esultanza

    per questa vita viva avresti avuto
    per me tanto trasporto, attaccamento
    per cui all?improvviso hai voluto
    stare vicino a me ogni momento?

    ?Però in questo caso indietro torni!??
    ho ben tentato di farti capire,
    ma tu, testa di bronzo, tutti i giorni

    che ha fatto Dio stai a frinire
    solo per me, ed ogni ora sforni
    amore silenzioso da morire

    ?fatto di sguardi e di ?dire e non dire??
    che porta ogni cosa a ingentilire,

    e che mi fa capire che fortuna
    ho avuto ad aver te, luce di luna!

    (Sergio Sestolla)

    Scusami, Vitty, se ho accettato la provocazione del tuo buon (?) amico, e l?ho quindi seguito sulla scia del romanticismo lunare: la prossima volta, sempre che ci sia, ti prometto, per toccare un?altra corda di questo amabile astro, che userò la luna per cantare, sotto un profilo prettamente fisico, la grazia delle forme femminili: infatti, la luna? o le lune, o ancor meglio le ?lunette?? come tutti sanno o immaginano, salvo Cassandro dedito solo alla falce di Selene dove può esclusivamente e seraficamente incontrare la sua silente, sognante, consenziente e timida amica? è spesso un termine di riferimento molto molto sexy.

    Buona luna a tutti e?. ?fresco w.e.?! (ecco il tipico esempio di qualcosa di impossibile come? appunto??toccare la luna col dito?)

  125.   Mio Capitano Says:

    Si parla molto di luna in questo periodo, vedo. Mai espresso un desiderio alla luna, a quanto ricordo. Tu e tua sorella siete due splendide persone. Ti ho inserita nel mio ultimo cruciverba dei blogger, vitty. Ciao.

  126.   Vitty x Cassandro Says:

    No,non sbagli Cassandro,talvolta certi sentimenti non possono uscire allo scoperto,altro che ” va dove ti porta il cuore” ,ci vuole ” cervello” e piedi ben piantati per terra! Per il resto,si è padronissimi di sognare e sospirare alla luna ! Ecco dunque nascere poesie e poemi d’amore. La letteratura è piena di sentimenti non dichiarati e vissuti. Tanto per citarne qualcuno…Quello di Dante per Beatrice per esempio,un amore tutto proteso verso l’esaltazione della virtù,attento a non mescolarsi con i piaceri e gli interessi terreni.Beatrice rappresentava grazia,candore,onestà,umiltà. Tutte virtù che rendevano beato l’uomo anche per un semplice casto sorriso.

    O quello del Petrarca per Laura ( due a caso vedi???!!)

    Laura per il Petrarca rappresenta un’inquietudine che oscilla fra il cielo e la terra,un conflitto interiore vissuto fra mille incertezze….i suoi versi esprimono chiaramente questi turbamenti :

    “Ove le belle membra,pese colei che sola a me par donna”(” Chiare ,fresche,e dolci acque”)

    “uno spirito celeste,un vivo sole fu quel ch’i'vidi ( “Erano i capei d’oro a l’aura sparei”)

    Finchè finisce col chiedere perdono al Signore per il suo “non degno affanno” ( Padre del ciel,dopo i perduti giorni).

    Come vedi sono state riempite pagine bellissime e immortali su amori non banalizzati dalla vita di tutti i giorni.

    La Luna da sempre fa da ponte agli innamorati lontani!

    Però l’astro d’argento,talvolta è citato pure per esprimere nervosismo o stizza….per esempio dire ” ho la luna di traverso” è ormai un detto comune. Così come la sua non credibilità a causa dei continui cambiamenti delle fasi lunari…..la più famosa di tutte,per me,è quella di Giulietta,che ferma Romeo durante un giuramento :

    ” R: Bambina,per quella sacra luna lassù,che veste d’argento le cime degli alberi di questo giardino ti giuro..”

    “G: Oh non giurare per la luna incostante che tramuta ogni mese il suo corso :- non sia altrettanto mutevole il tuo amore”

    E non è finita qua….in toscana ci sono pure questi proverbi:

    ” Vegliare alla luna e dormire al sole,non fa nè pro nè onore”

    ” La luna fa lume a’ ladri”

    Poverina….mi sembra di averla strapazzata abbastanza questa sera.
    D’altra parte ,da sempre è molto paziente,se ne stà lassù ,muta testimone di mille pazzie…..siamo noi a vederla,a seconda del nostro stato d’animo,amica o banderuola!!!

    Hai usato parole molto belle e dolci Cassandro,che mi hanno toccato il cuore! Quello sprofondare negli occhi della persona amata è una dolcissima verità.Tutti penso,spero,abbiamo provato quella dolce sensazione….

    Il tutto in gran silenzio? Noi uniamo
    gli sguardi solo!? Altro non possiamo!

    ? Sol guardando la luna ci incontriamo
    e nella falce sua ci amiamo.

    Quanto è vero Cassandro,quanto è vero…!

    In quanto a Sergio…..non è affatto vero che è assente,basta spostare lo sguardo sulla colonnina dei link e la bella Chiaror Lunare è sempre presente e ben visibile,come una splendida luna piena!!!

    A te, e a Sergio,un abbraccio e un bacio al chiaro di luna! Ciao!!!

    Scrivo

    Scrivo
    quando la sera
    ha un fremito di stella
    e il vento culla
    il respiro della luna;

    quando gli amanti svelano i segreti
    dei gesti più belli
    dell’amore,
    ma il letto
    è un nido solitario
    in cui si adagia
    stancamente un sogno.

    Scrivo
    quando il tempo
    dipinge ancora un’alba
    su una parete fragile di cielo,
    quando profuma un fiore senza stelo,
    speranza che ha radici di mistero.

    Scrivo
    nel silenzio che conosce
    i miei pensieri…….
    ed è un miracolo
    fatto di POESIA.

    (Tina Piccolo)

    Buonanotte! Ciao!!

  127.   CASSANDRO Says:

    In vero io penso che senza la luna non sarebbe esistita una buona metà, od almeno un quarto della produzione artistica, sia nel campo della musica (per tutti: ?Fortuna sicut luna crescit aut decrescit? dell?attacco dei Carmina Burana: questo vale pure per Amfortas che cercava qualche contributo musicale da qualche ?melomane di passaggio? al suo musicalpost ispirato da questo tuo), che in quello della letteratura, sia in prosa (per tutti: ?Mal di luna? di Pirandello), che in poesia (e qui mi astengo dalle citazioni dato che fra Amfortas, te e Artur abbiamo fatto deliziosamente un pieno), nonché nel campo dei proverbi (per tutti, cosa peraltro da evitare ampiamente: ?abbaiare alla luna?) ed in quello cinematografico (per tutti: ?Stregata dalla luna?)

    Inoltre l?immagine della luna è stata sempre utilizzata per indicare una grazia femminile, un atteggiamento piacevole, mentre solo in qualche caso è stata utilizzata come un? ?sospiro?, qualcosa che si ha come idea in sostituzione di qualcosa di più desiderabilmente concreto che non riuscirà ad essere nostro, come nel sottostante caso di un amore silente, stato d?animo che non può purtroppo esternarsi neppure tra entrambi i due amanti (e ciò avviene assai più spesso di quanto si pensi perché è solo letteratura dire ?va dove ti porta il cuore?? se qualcuno pensa che sbagli lo dica pure!)

    E L L I S S E

    Tu non mi guardi? tu sprofondi in me?
    ti cali nei miei occhi tutta intera
    siccome luna nell?afosa sera
    illumina il baglio, come se

    lo sguardo tuo nel mio confluisse,
    affluente a un fiume che lo ingloba
    e confonde in sé tutta la roba
    da lui trasportata. Una ellisse

    noi siamo diventati, un ovale
    con due fuochi? Cerchi eravamo
    ognuno con un centro?ed è normale

    da che — con gli occhi — mi dicesti: ?T?amo?
    sù, fammi entrare in te?? ed io il male
    di vivere scordai e il mondo gramo.

    Il tutto in gran silenzio? Noi uniamo
    gli sguardi solo!? Altro non possiamo!

    ? Sol guardando la luna ci incontriamo
    e nella falce sua ci amiamo.

    (Cassandro)

    Noto con grande piacere che in questo post lunare è assente Sergio Sestolla, che forse, dato il tema, si gode pigramente gli allori per essere stato gentilmente linkato da te, qui a margine, il suo ?Chiaror lunare?. Segno evidente che trattato l?argomento della luna una volta, ed in maniera abbastanza romantica si deve pur riconoscere, null?altro ha ora da dire o da aggiungere.

  128.   Vitty x Leo Says:

    Benvenuto Leo,fra gli innamorati della luna!! Devi avere un animo molto sensibile e romantico,le tue parole sulla brava Saffo e la scelta di di quel “frammento” di poesia,la dicono molto lunga!!!

    Quindi,in onore della Luna e di Saffo ,mi sembra appropriato ricordare questi versi! Ciao!!!

    SULLA TENERA ERBA APPENA NATA

    Piena splendeva la luna
    quando presso l’altare si fermarono:
    e le Cretesi con armonia
    sui piedi leggeri cominciarono
    spensierate a girare intorno all’ara
    sulla tenera erba appena nata.

  129.   leo Says:

    l’ho sempre vista come un volto, amico, ora triste, ora sorridente e benevolo.

    bella, maledettamente bella!
    un saluto agli altri innamorati della luna

  130.   Leone Says:

    di saffo mi ricordo un frammento, sempre un notturno,

    “le pleiadi sono tramontate, e io dormo da sola…”

    mi piace da morire, poi se uno pensa alle pleiadi, sette stelle luminosissime, come sogni appesi nel cielo, quando tramontano é sempre notte inoltrata…
    stupenda saffo, un animo sensibile come pochi

  131.   Amfortas Says:

    Ecco, il post sulla luna è arrivato :-)
    Ciao.

  132.   Wendy_Vitty Says:

    Ride la gazza, nera sugli aranci

    Forse è un segno vero della vita:
    intorno a me fanciulli con leggeri
    moti del capo danzano in un gioco
    di cadenze e di voci lungo il prato
    della chiesa. Pietà della sera, ombre
    riaccese sopra l?erba così verde,
    bellissime nel fuoco della luna!
    Memoria vi concede breve sonno:
    ora, destatevi. Ecco, scroscia il pozzo
    per la prima marea. Questa è l?ora:
    non più mia, arsi, remoti simulacri.
    E tu vento del sud forte di zagare,
    spingi la luna dove nudi dormono
    fanciulli, forza il puledro sui campi
    umidi d?orme di cavalle, apri
    il mare, alza le nuvole dagli alberi:
    già l?airone avanza verso l?acqua
    e fiuta lento il fango tra le spine,
    ride la gazza, nera sugli aranci.

    (Salvatore Quasimodo)

  133.   Wendy_Vitty Says:

    Sera di febbraio

    Spunta la luna.
    Nel viale è ancora
    giorno, una sera che rapida cala.
    Indifferente gioventù s?allaccia;
    sbanda a povere mete.
    Ed è il pensiero
    della morte che, infine, aiuta a vivere

    (Umberto Saba)

  134.   Wendy_Vitty Says:

    Pena d’amore

    Il clamore d’un passero sulle grondaie,
    La luna brillante e tutto il latteo cielo,
    E tutta quella famosa armonia di foglie,
    Avean cancellato l’immagine dell’uomo ed il suo grido.

    Una fanciulla sorse che aveva labbra rosse e dolenti
    E sembrava la grandezza del mondo in lacrime,
    Condannata come Odisseo e le navi travagliate
    E orgogliosa come Priamo assassinato con i suoi pari.

    Sorse, e sull’istante le grondaie piene di clamore,
    Una luna che si arrampicava su un vuoto cielo,
    E tutto quel lamento delle foglie,
    Potevano soltanto comporre l’immagine dell’uomo e il suo grido.

    (William Butler Yeats)

  135.   Vitty x Amfortas Says:

    L’idea è geniale!!!! Ci conto!! :) ) Ciao!!

  136.   Vitty x Elle Says:

    Lieta di averti fatto piacere!! La tua è una buona idea! li cercherò anch’io i Tazenda,è davvero troppo tempo che non si sentono. E’ un vero peccato perchè certe canzoni non hanno tempo,sono sempre belle e attuali….come questa che fra un attimo ti invierò.

    Forse non sai che quando Chiara era piccolina ( ma è durato fino a pochi anni fa),come salivamo in macchina, con voce quasi imperiosa ,ma tanto dolce,mi diceva ” mamma,canta!!!” Così io cantavo…però l’unica canzone che mi veniva alla mente ( pensa che ne so tantissime, filastrocche per bambini,ninne nanne,e tante altre ,quali Paoli,Modugno e quelle della nonna…insomma un visibilio!) L’unica dicevo, era questa:

    “Guarda che LUNA

    Guarda che luna, guarda che mare,
    da questa notte senza te dovrò restare
    folle d’amore vorrei morire
    mentre la luna di lassù mi sta a guardare.

    Resta soltanto tutto il rimpianto
    perché ho peccato nel desiderarti tanto
    ora son solo a ricordare e vorrei poterti dire
    guarda che luna, guarda che mare!

    Ma guarda che luna, guarda che mare,
    in questa notte senza te vorrei morire
    perché son solo a ricordare e vorrei poterti dire
    guarda che luna, guarda che mare!
    Guarda che luna, guarda che mare! Che luna!

    (Fred Buscaglione)

    Alla fanciulletta piaceva,tanto è vero che qualche volta si univa a me nel declamare…..Guarda che lunaaaaa,guarda che mareeeeee……!!!

    Ciao elle,a domani,ti aspetto!!!! E buon bagnooooooooooooooooooooo!!!!

  137.   vinarna Says:

    Alla luna

    Sei pallida per la stanchezza
    d’ arrampicarti in cielo e guardare sulla terra,
    e andar vagando sola
    fra le stella che hanno diversa nascita,
    sempre cambiando, come un occhio senza gioia
    che non trova oggetto degno della sua costanza?

    Tu, sorella eletta dello Spirito,
    che ti contempla finché in te si dispera

    Percy Bysshe Shelley

  138.   Artur Says:

    SULLA LUNA

    Sulla Luna, per piacere,
    non mandate un generale:
    ne farebbe una caserma
    con la tromba e il caporale.

    Non mandateci un banchiere
    sul satellite d?argento,
    o lo mette in cassaforte
    per mostrarlo a pagamento.

    Non mandateci un ministro
    col suo seguito di uscieri:
    empirebbe di scartoffie
    i lunatici crateri.

    Ha da essere un poeta
    sulla Luna ad allunare:
    con la testa nella Luna
    lui da un pezzo ci sa stare…

    A sognar i più bei sogni
    è da un pezzo abituato:
    sa sperare l?impossibile
    anche quando è disperato.

    Or che i sogni e le speranze
    si fan veri come fiori,
    sulla Luna e sulla Terra
    fate largo ai sognatori!

    Poesia di Gianni Rodari

  139.   elle Says:

    la voce di Andrea Parodi dei Tazenda è una di quelle che riesce a entrare nel profondo ed è impossibile non emozionarsi.
    Spunta la luna dal monte,è una canzone che non ascolto da molto tempo…quasi quasi la cerco e me l’ascolto!
    Baci,e ciao a domani pomeriggio:)

  140.   Amfortas Says:

    Cara Vitty, ce ne sono a bizzeffe di riferimenti alla Luna nella Lirica, potrei farci un post un giorno.
    Ciao :-)

  141.   Artur Says:

    Quando capirai
    che coltivare ghirlande
    è scienza occulta
    allora i vivai
    saranno solerti.
    È vano cantilenare
    su versi calibrati
    rapsodie
    che detergono passioni
    racchiuse dentro dorate bacheche.
    È là invece, che ti voglio applaudire
    cantatrice dalla chioma fluente,

    dove il sole è stanco
    di illuminare
    i consueti travagli
    che da secoli dardeggiano
    su pagine rapite.
    Se avrai forte soffio
    smuoverai le antiche pietre
    minate da smarriti sentimenti.
    Ma grida!
    La barbarie non si espelle
    al fioco lume.
    Dietro suoni che incantano
    scoprirai
    che mani di rabbia
    estorcono anime.
    Grida
    e impreca
    e scuoti le paratie innalzate dagli dei
    perché tutto fosse occultato
    agli sguardi ignari.
    Grida, dunque!
    Grida
    che il sole è vero
    ma che anche la vita
    è vera.

    gino benedetti

  142.   Wendy_Vitty Says:

    Artur,mi fai conoscere poesie bellissime! Grazie! La mia scorta si stà un po’ esaurendo….comunque ho ancora qualcosa nella mia giberna!

    Ti piace D’Annunzio?!

    O falce di luna calante
    che brilli su l?acque deserte,
    o falce d?argento, qual mèsse di sogni
    ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!

    Aneliti brevi di foglie,
    sospiri di fiori dal bosco
    esalano al mare: non canto non grido
    non suono pe?l vasto silenzio va.

    Oppresso d?amor, di piacere,
    il popol de? vivi s?addorme ?
    O falce calante, qual mèsse di sogni
    ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!

    (G.D’Annunzio)

    Buonanotte,ciao!!! Buonanotte a tutti!!! Ariciao!!!

  143.   vitty x Freud Says:

    Non posso crederci!!!!Sapevo che eri pieno di risorse e di virtù….ma che avessi anche il dono dell’ubiquità….bè,è una bellissima sorpresa!

    Così niente austerità sotto la luna, ma alterità…bene,per me va super bene….allora,la vogliamo fare questa passeggiata…? Altrimenti…altrimenti la luna potrebbe diventare triste….!

    Tristezze della Luna

    Con maggiore indolenza questa sera
    La Luna sogna; al pari d’una bella
    Sopra molti cuscini, che con una mano
    distratta e lieve accarezza i contorni
    Del proprio seno prima di dormire,
    Sul dorso vellutato delle molli
    Valanghe ella smorendo s’abbandona
    Ai suoi lunghi deliqui, e volge gli occhi
    Alle bianche visioni che nel cielo
    Salgono come fioriture. Quando
    Nel suo pigro languore a volte lascia
    Cadere sulla terra una furtiva
    Lacrima, un pio poeta, ch’è nemico
    Del sonno, dentro il cavo della mano
    Prende la pallida stilla iridata
    Come scheggia d’opale, e, via dagli occhi
    Del sole, la ripone nel suo cuore.

    ( Charles Baudelaire )

    Ciao!!!

  144.   vitty x Elle Says:

    Grazie elle,davvero un bel pensiero! sai cosa faccio? contraccambio la cortesia con questa di canzone,sempre dedicata alla luna che immagino ti piacerà senz’altro!!!

    Baci anche a te mia cara!!! Ciao!

    Spunta la luna dal monte (Disamparados)

    Notte scura, notte senza la sera
    notte impotente, notte guerriera
    per altre vie con le mani le mie
    cerco le tue, cerco noi due.

    Spunta la luna dal monte
    Spunta la luna dal monte

    Tra volti di pietra, tra strade di fango
    cercando la luna, cercando
    danzandoti nella mente, sfiorando tutta la gente
    a volte sciogliendosi in pianto.
    Un canto di sponde sicure, ben presto dimenticato
    voce di poveri resti di un sogno mancato.

    In sos muntonarzos, sos disamparados
    chirchende ricattu, chirchende
    in mesu a sa zente, in mesu
    a s’istrada dimandende;
    Sa vida s’ischidat pranghende
    bois fizos ‘e niunu
    in sos annos irmenticados
    tue n’dhas solu chimbantunu
    ma paren’chent’annos

    Coro meu (cuore mio)
    fonte ‘ia, gradessida (fonte chiara e di vita)
    gai puro deo (dove anch’io),
    potho bier’sa vida (posso bere alla vita).
    Dovunque cada, l’alba sulla mia strada
    senza catene, vi andremo insieme

    Spunta la luna dal monte
    beni intonende unu dillu
    spunta la luna dal monte
    spunta la luna dal monte
    beni intonende unu dillu
    spunta la luna dal monte

    In sos muntonarzos, sos disamparados
    chirchende ricattu, chirchende
    in mesu a sa zente, in mesu
    a s’istrada dimandende;
    sa vida s’ischidat pranghende

    Tra volti di pietra, tra strade di fango
    cercando la luna, cercando
    danzandoti nella mente, sfiorando tutta la gente
    a volte sedendoti accanto.
    Un canto di sponde sicure, di bimbi festanti in un prato
    voce voce che sale più in alto di un sogno mancato.

    Spunta la luna dal monte
    beni intonende unu dillu

    Tazenda

  145.   Vitty Says:

    Mi pareva Amfortas, che il mondo della lirica non avesse dedicato qualche bella metafora con la luna! Quella della bocca baciata che si rinnova,proprio come la luna,non è mica male!!! Grazie di questa chicca!

    x ivy

    Infatti cara ivy…”Luna,romito,aereo,tranquillo astro d’argento,come una vela candida,navighi il firmamento….”come uno splendido gioello”!!

    Ciao,grazie di questa bella pennellata!

  146.   elle Says:

    Canticchiando prima di andare a dormire,e per augurarti la buoanotte,questa canzone che nel tuo post dedicato all’astro d’argento mi sembra starci proprio bene!
    “E la luna bussò alle porte del buio
    “Fammi entrare”, lui rispose di no!
    E la luna bussò dove c’era il silenzio
    ma una voce sguaiata disse
    “Non è più tempo”
    quindi spalancò le finestre del vento
    e se ne andò a cercare un po’ più in là
    qualche cosa da fare
    dopo avere pianto un po’
    per un altro no, per un altro no
    che le disse il mare, che le dissse il mare
    E la luna bussò su due occhiali da sole
    quello sguardo non si accorse di lei
    ed allora provò ad un party in piscina
    senza invito non entra nemmeno la luna
    quindi rotolò su champagne e caviale e se ne andò
    a cercare un po’ più in là qualche cosa da fare
    dopo avere pianto un po’ per un altro no,
    per un altro no di un cameriere
    e allora giù quasi per caso
    più vicino ai marciapiedi
    dove è vero quel che vedi
    e allora giù senza bussare
    tra le ciglia di un bambino
    per potersi addormentare
    e allora giù fra stracci e amore
    dove è un lusso la fortuna
    c’è bisogno della luna
    e allorà giù giù giù-uh-uh
    (uh uh uh uh uh uh)
    E allora giù
    quasi per caso
    più vicino ai marciapiedi
    dove è vero quel che vedi
    tra le ciglia di un bambino
    per potersi addornentare
    c’è bisogno della luna
    giù giù giù ” (Loredana Bertè)
    baci,
    g.

  147.   vitty x bera Says:

    Grazie a te bera ,scrivi molto bene ed è un piacere leggerti!

    Scrivere,trasmettere sentimenti,tristi o allegri,è dare vita alle parole!E’ far volare con la fantasia,con i sogni…si fermano i ricordi…

    Per caso oggi ho trovato questo pezzo di Daniel Faria,proprio sul piacere di scrivere!:

    Daniel Faria:

    “Aggiusto la parola in tutti i sensi le dò un suono perché parli, nel suo interno la illumino: è un candelabro sulla mia tavola riunita in una forma simile alla lampada a un ronzio momentaneamente silenzioso in uno sciame. Divora se stessa ed io la restauro a partire la vomito e torno piano piano a porla nella fame. La perdo e la recupero come il tempo di tristezza, come un uomo che nuoti all’indietro. Per lei io sono energia. E la illumino”

    Ancora ciao e a presto!!!

  148.   vitty x bluantho Says:

    Cara romantica bluantho,apprezzo molto le tue parole piene di sentimento!
    Anche per me la Luna è un ponte che unisce sguardi e pensieri lontani!!
    vedo che siamo in perfetta sintonia,sarà un piacere venire a leggerti!!!

    Ciao!

  149.   bera Says:

    Ciao Vitty, grazie della visita che contraccambio con vero piacere, grazie del bel commento che mi hai lasciato!
    Piacere di averti conosciuta, tornerò a conoscerti meglio!

    ciao.

    berardo

  150.   FREUD Says:

    Ma quale austerità ed austerità… al chiar di luna ci può essere solo… alterità!

    Se qualcuno avesse “austerità” sarebbe di sicuro un mio prossimo cliente.

  151.   Artur Says:

    O divina creatura, quante volte
    Ho appannato la tua cristallina
    Pace dorata svelandoti
    Il segreto del vivere e il dolore.

    Oh, perdona e dimentica!
    Tu pensami Nube che passa sulla luna piena,
    E torna a splendere, mia dolce luce.
    Nella tua ferma bellezza, serena.

    HOLDERLIN

  152.   ivy phoenix Says:

    la luna? uno splendido gioiello di cui si adorna il cielo nottetempo…

  153.   Amfortas Says:

    “Bocca baciata non perde ventura, anzi si rinnova come fa la luna”
    Dal “Falstaff” (duetto Fenton-Nannetta) di Verdi, mutuato da Boccaccio.
    Ciao :-)

  154.   bluantho Says:

    io cerco la luna sempre, piccola falce, mela dorata, curva nel buio… e penso al suo sguardo che spazia in un cielo senza fine, alle carezze che dona a chi non vedo ma c’è e di certo starà guardando verso di lei

    ciao

  155.   Vitty x Freud Says:

    Ben trovato Mister Freud!!! Sono certa che nonostante la sua austerità,anche lei non disdegnerà una passeggiata al chiar di luna!

    In quanto al suo avvertimento….spero di non incontrarla mai una persona tanto sciocca e insensibile!!! Come si può soffermarci su un dito,quando c’è tanta bellezza nel cielo?!

    Per ringraziarla le lascio un Sorriso….va bene?!

    ( Ciao Freud! è davvero una bbella sorpresa!!!!)

    IL TUO SORRISO

    Nel Tuo sorriso

    galleggiò la luna,

    ed io volli salirvi…

    Il Tuo sorriso era dolce

    ed io volli assaggiarlo….

    Il Tuo sorriso era un dono

    ed io mi chinai a raccoglierlo…..

    ( Vitty )

  156.   FREUD Says:

    In mezzo a tanto piacevole romanticismo (anche se questo vive nascosto e fa capolino solo nei blog di Vitty e di Mary, tanto per ricordarne qualcuno) vorrei tornare, se me lo permettete, allo spirito pratico (qualcuno mi toglierà il saluto) per ricordare, anche se è cosa abbastanza nota) che la luna è pure valido esempio di vivere in società e trarne poi le dovute conseguenze.

    Cioè… attenti a quando indicate col dito indice l’astro lunare: ci sarà sempre qualcuno che invece di guardare la luna guardi il vostro indice.

  157.   Wendy_Vitty Says:

    Blue Moon

    Blue Moon, pallida luna perchè,
    sei tanto triste cos’è
    che non risplendi per me,
    lassù tu puoi veder nel mio cuore
    la delusione d’amore
    questo mio grande dolor,

    tu sai che baci mi sapeva dare
    ed anche tu non puoi dimenticar
    forse tu senti la malinconia
    forse tu sai che non ritornerà mai più,
    ma tu
    pallida luna perchè
    sei tanto triste cos’è
    tu vuoi soffrire con me.

    Tu sai che baci mi sapeva dare
    ed anche tu non puoi dimenticar
    forse tu senti la malinconia
    forse tu sai che non ritornerà mai più.

    Blue Moon

    pallida luna perchè
    sei tanto triste cos’è
    tu vuoi soffrire con me
    Tu sai che baci mi sapeva dare
    ed anche tu puoi dimenticar
    forse tu senti la malinconia
    forse tu sai che non ritornerà mai più,
    ma tu pallida luna perchè
    sei tanto triste cos’è tu
    vuoi soffrire con me !

  158.   Wendy_Vitty Says:

    In qualche luogo i nostri sogni diventeranno realtà.

    C?è un lago solitario

    illuminato dalla luna per me e per te

    come nessuno per noi soli.

    Lì la scura bianca vela spiegata

    in un vago vento non sentito

    guiderà la nostra vita-sonno

    laddove le acque si fondono

    in un lido di neri alberi,

    dove boschi sconosciuti vanno incontro

    al desiderio del lago di essere di più,

    e rendono il sogno completo.

    Lì ci nasconderemo e svaniremo,

    tutti vanamente al confine della luna,

    sentendo che ciò di cui siamo fatti

    è stato qualche volta musicale.

    (Fernando Pessoa)

  159.   Vitty x Mary Says:

    Hai ragione Mary,Non sanno cosa si perdono le persone che irridono le romanticherie! Per me è una cosa naturale come respirare….anche per te però…ne sono più che convinta!!!

    Grazie per i bei versi di Verlaine,mi hanno fatto intravedere scenari di sogno.

    Posso contraccambiare con questa di Leopardi?!

    ALLA LUNA

    O graziosa luna, io mi rammento
    che, or volge l’anno, sovra questo colle
    io venia pien d’angoscia a rimirarti:
    e tu pendevi allor su quella selva
    siccome or fai, che tutta la rischiari.
    Ma nebuloso e tremulo dal pianto
    che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
    il tuo volto apparia, che travagliosa
    era mia vita: ed è, né cangia stile,
    o mia diletta luna. E pur mi giova
    la ricordanza, e il noverar l’etate
    del mio dolore. Oh come grato occorre
    nel tempo giovanil, quando ancor lungo
    la speme e breve ha la memoria il corso,
    il rimembrar delle passate cose,
    ancor che triste, e che l’affanno duri!

    Ciao!!!

  160.   Artur Says:

    Le gocce cadono
    sulla finestra della mia vita.
    sembrano il pianto della Luna.
    Luna che sei la mia fedele amica?
    confidente del mio amore per lei.
    Luna che hai assistito al mio dolore….
    ora piangi per me, per me ti disperi.
    non fare così Luna?
    non darmi quest?altra pena.
    siamo rimasti soli.
    Luna….
    l’alba si appresta.
    non lasciarmi anche tu Luna…..
    non lasciarmi da solo…
    ad affrontare questo nuovo giorno.
    portami con te Luna mia.
    portami lontano da questa sofferenza.
    donami l’oblio cara amica…..
    fino alla nuova notte…..
    ed al mio nuovo amore.

  161.   Artur Says:

    Il vomere della luna
    fende le nubi.
    Non più streghe a passeggio stanotte,
    ma chiassosi rumori dall’officina,
    dove si continua la fatica del giorno.

    Getta la lenza
    nelle acque del fiume il pescatore;
    cattura fragranze d’alghe,
    carezze di nuvole.

    Il vento ha visitato
    il cimitero delle falene,
    portandovi petali azzurri e rossi
    di prataioli.
    Solitario un raggio di luna
    si ferma a far luce.
    Qualche insetto notturno
    calpesta i petali
    e piange;
    ha perso le compagne di gioco.

  162.   Mary Says:

    C’è chi sostiene che di questi tempi la “romanticheria” è passata di moda. Non sa cosa si perde…

    “La luna è rossa sul fosco orizzonte
    nella danza della bruma,
    la prateria sfuma addormentata:
    gracida la rana nei verdi giunchi percorsi da un brivido;
    i fiori chiudono sull’acqua le corolle;
    profilano i pioppi in lontananza,
    dritti e serrati, i loro vaghi spettri…
    Bianca, Venere emerge, ed è la notte.

    (P. Verlaine)

    Ciao Vittyromantica

  163.   Vitty x Cassandro Says:

    Sai bene Cassandro che mi farei in quattro per farti cosa gradita….così….cerca,cerca….cerca…..qualcosa sono riuscita a trovare! Vediamo un po’ se questa “luna lunella” è la tua filatrocca,amata e bella!!!! ( eh…quando si dice l’ispirazione!!!!)

    Luna, luneddha,
    fammi na pitta e na
    cuddhureddha; fammila
    beddha beddha
    tutta ‘e zuccaru e
    canneddha.

    Luna, luneja,
    fammi na pitta e na cuccuredda;
    e fammila randi randi
    mu nci ‘a dugnu a san
    Gianni.
    San Gianni jiu pe susu
    pe sonari li campani;
    li campani su’ sonati,
    viva viva l’eternu Patri!

    Luna lunella, luna lunella,
    fammi na pitta e na
    cullurella;
    cu ‘a ricotta de’ ricottari
    poi l’inchimu cu i cotrari;
    li cotrari su’ abbertuti
    cá quandu è Pasqua facimu i
    cuzzupi.

    E’ questa?! Ora dovrai tradurcela per favore!!!! Per completare il tutto,ho trovato anche queste due strofe,sempre riguardanti la luna s’intende!

    Luna, luna nova,
    non t’aju vistu ancora;
    ma mò chi t’aju vistu
    salutami a Jesu Cristu.

    Luna, santa luna,
    mandami na bona fortuna;
    tu lucenta ed io cuntenta,
    tu lustrata ed io bona
    fortunata.

    Sperando di averti fatto cosa gradita,auguro anche a te una buonissima Luna! Buonanotte,ciao!!!

  164.   Wendy_Vitty Says:

    IO ti invito a nozze??!! TU,mi inviti a nozze!!!! Io ci sguazzerei fra le poesie,e le canzoni e filastrocche sulla luna!!! Mi sa che stiamo iniziando un nuovo filone….hmmmm….stò già “affilando” le armi!!! Scherzo,però una bella ricerca l’ho già fatta! Sparerò le mie cartucce un poco alla volta!

    Sarà difficile tenere il passo con quanto mi hai inviato,sono tutte belle e talune mi hanno commosso ! Le poesie di LI PO per esempio,le ho trovate bellissime e vere! Grazie infinete Artur!

    Ed ora vediamo un po’ se ti piacerà quello che ho scelto.

    AMICA PASSATA

    Adagio adagio termina
    la notte nell’ultimo quarto :
    una collana di nubi colorate
    circondano l’aurora.
    Nel cielo la luna pallida
    vuole nascondersi :
    ferma in mezzo
    non trova una sponda.

    In questo momento sembra
    che la stella del mattino
    guardi la faccia della luna
    come una bambina verso la mamma.
    Chi sei tu morente,
    con un po’ di vita ?
    Non so cosa
    sei venuto a portarle.
    Tutta la gloria che c’era
    al levarsi dell’aurora,
    tutti i compagni di gioia
    Ora se ne vanno.
    Tutto il vecchio se ne andò,
    tu sola sei nuova:
    al momento dell’addio
    ti sei fatta vedere sorridente.
    O luna, ultimo
    sorriso della notte,
    solo effimero ricordo
    delle gioie passate.

    Le stelle sono scomparse,
    veloci, chi sa dove :
    non potesti andare con loro,
    sei rimasta indietro.
    Verso le loro vie
    erano attenti gli occhi,
    verso le loro vie
    erano piegate le ginocchia.
    Quando in quel momento
    uno chiamò indietro,
    con un dolce canto;
    Un portatore di luce.
    Il tempo dell’aurora
    ha scritto un messaggio
    per la povera mendicante
    della profonda notte.
    Le ha portato
    nuove speranze,
    levate dalla rugiada,
    tinte di luci d’oro.

    Arrivata in mezzo
    il sorgere e il tramontare,
    con amore ha portato
    il vecchio e il nuovo.
    Ha formato un cuore
    di sposo e di sposa
    legando un nodo
    di raggi di grazia.

    ( Rabindranath Tagore)

    Ora una canzone ci stà bene, via!!!

    LUNA ROSSA

    Vaco distrattamente abbandunato…
    Ll’uocchie sott”o cappiello annascunnute,
    mane ‘int”a sacca e bávero aizato…
    Vaco siscanno ê stelle ca só’ asciute…

    E ‘a luna rossa mme parla ‘e te,
    Io lle domando si aspiette a me,
    e mme risponne: “Si ‘o vvuó’ sapé,
    ccá nun ce sta nisciuna…”
    E i’ chiammo ‘o nomme pe’ te vedé,
    ma, tutt”a gente ca parla ‘e te,
    risponne: “E’ tarde che vuó’ sapé?!
    Ccá nun ce sta nisciuna!…”

    Luna rossa,
    chi mme sarrá sincera?
    Luna rossa,
    se n’è ghiuta ll’ata sera
    senza mme vedé…

    E io dico ancora ch’aspetta a me,
    for”o barcone stanott’ê ttre,
    e prega ‘e Sante pe’ mme vedé…
    Ma nun ce sta nisciuna…

    II

    Mille e cchiù appuntamente aggio tenuto…
    Tante e cchiù sigarette aggio appicciato…
    Tanta tazze ‘e café mme só’ bevuto…
    Mille vucchelle amare aggio vasato….

    E ‘a luna rossa mme parla ‘e te,
    Io lle domando si aspiette a me,
    e mme risponne: “Si ‘o vvuó’ sapé,
    ccá nun ce sta nisciuna…”
    E i’ chiammo ‘o nomme pe’ te vedé,
    ma, tutt”a gente ca parla ‘e te,
    risponne: “E’ tarde che vuó’ sapé?!
    Ccá nun ce sta nisciuna!…”

    E questa è per chi non ha avuto il tempo di andarsela a leggere…..

    Canto notturno di un pastore errante dell’Asia

    Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
    Silenziosa luna?
    Sorgi la sera, e vai,
    Contemplando i deserti; indi ti posi.
    Ancor non sei tu paga
    Di riandare i sempiterni calli?
    Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
    Di mirar queste valli?
    Somiglia alla tua vita
    La vita del pastore.
    Sorge in sul primo albore
    Move la greggia oltre pel campo, e vede
    Greggi, fontane ed erbe;
    Poi stanco si riposa in su la sera:
    Altro mai non ispera.
    Dimmi, o luna: a che vale
    Al pastor la sua vita,
    La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
    Questo vagar mio breve,
    Il tuo corso immortale?
    Vecchierel bianco, infermo,
    Mezzo vestito e scalzo,
    Con gravissimo fascio in su le spalle,
    Per montagna e per valle,
    Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
    Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
    L’ora, e quando poi gela,
    Corre via, corre, anela,
    Varca torrenti e stagni,
    Cade, risorge, e più e più s’affretta,
    Senza posa o ristoro,
    Lacero, sanguinoso; infin ch’arriva
    Colà dove la via
    E dove il tanto affaticar fu volto:
    Abisso orrido, immenso,
    Ov’ei precipitando, il tutto obblia.
    Vergine luna, tale
    E la vita mortale.

    Nasce l’uomo a fatica,
    Ed è rischio di morte il nascimento.
    Prova pena e tormento
    Per prima cosa; e in sul principio stesso
    La madre e il genitore
    Il prende a consolar dell’esser nato.
    Poi che crescendo viene,
    L’uno e l’altro il sostiene, e via pur sempre
    Con atti e con parole
    Studiasi fargli core,
    E consolarlo dell’umano stato:
    Altro ufficio più grato
    Non si fa da parenti alla lor prole.
    Ma perché dare al sole,
    Perché reggere in vita
    Chi poi di quella consolar convenga?
    Se la vita è sventura,
    Perché da noi si dura?
    Intatta luna, tale
    E lo stato mortale.
    Ma tu mortal non sei,
    E forse del mio dir poco ti cale.

    Pur tu, solinga, eterna peregrina,
    Che sì pensosa sei, tu forse intendi,
    Questo viver terreno,
    Il patir nostro, il sospirar, che sia;
    Che sia questo morir, questo supremo
    Scolorar del sembiante,
    E perir dalla terra, e venir meno
    Ad ogni usata, amante compagnia.
    E tu certo comprendi
    Il perché delle cose, e vedi il frutto
    Del mattin, della sera,
    Del tacito, infinito andar del tempo.
    Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore
    Rida la primavera,
    A chi giovi l’ardore, e che procacci
    Il verno co’ suoi ghiacci.
    Mille cose sai tu, mille discopri,
    Che son celate al semplice pastore.
    Spesso quand’io ti miro
    Star così muta in sul deserto piano,
    Che, in suo giro lontano, al ciel confina;
    Ovver con la mia greggia
    Seguirmi viaggiando a mano a mano;
    E quando miro in cielo arder le stelle;
    Dico fra me pensando:
    A che tante facelle?
    Che fa l’aria infinita, e quel profondo
    Infinito seren? che vuol dir questa
    Solitudine immensa? ed io che sono?
    Così meco ragiono: e della stanza
    Smisurata e superba,
    E dell’innumerabile famiglia;
    Poi di tanto adoprar, di tanti moti
    D’ogni celeste, ogni terrena cosa,
    Girando senza posa,
    Per tornar sempre là donde son mosse;
    Uso alcuno, alcun frutto
    Indovinar non so. Ma tu per certo,
    Giovinetta immortal, conosci il tutto.
    Questo io conosco e sento,
    Che degli eterni giri,
    Che dell’esser mio frale,
    Qualche bene o contento
    Avrà fors’altri; a me la vita è male.

    O greggia mia che posi, oh te beata,
    Che la miseria tua, credo, non sai!
    Quanta invidia ti porto!
    Non sol perché d’affanno
    Quasi libera vai;
    Ch’ogni stento, ogni danno,
    Ogni estremo timor subito scordi;
    Ma più perché giammai tedio non provi.
    Quando tu siedi all’ombra, sovra l’erbe,
    Tu se’ queta e contenta;
    E gran parte dell’anno
    Senza noia consumi in quello stato.
    Ed io pur seggo sovra l’erbe, all’ombra,
    E un fastidio m’ingombra
    La mente, ed uno spron quasi mi punge
    Sì che, sedendo, più che mai son lunge
    Da trovar pace o loco.
    E pur nulla non bramo,
    E non ho fino a qui cagion di pianto.
    Quel che tu goda o quanto,
    Non so già dir; ma fortunata sei.
    Ed io godo ancor poco,
    O greggia mia, né di ciò sol mi lagno.
    Se tu parlar sapessi, io chiederei:
    Dimmi: perchè giacendo
    A bell’agio, ozioso,
    S’appaga ogni animale;
    Me, s’io giaccio in riposo, il tedio assale?

    Forse s’avess’io l’ale
    Da volar su le nubi,
    E noverar le stelle ad una ad una,
    O come il tuono errar di giogo in giogo,
    Più felice sarei, dolce mia greggia,
    Più felice sarei, candida luna.
    O forse erra dal vero,
    Mirando all’altrui sorte, il mio pensiero:
    Forse in qual forma, in quale
    Stato che sia, dentro covile o cuna,
    È funesto a chi nasce il dì natale.

    ( Giacomo Leopardi)

    Alla prossima Artur! Ciao!!!

  165.   Vitty x Matteo Says:

    Matteo! E’ un grande piacere averti di nuovo qua!!! Grazie per gli auguri di buona estate,con questo caldone ne ho veramente bisogno!

    Complimenti e ancora tanti auguroni per la tua bella nonna centenaria.

    Non sparire,ti aspetto ancora!! Ciao!

  166.   Vitty x Amfortas Says:

    Non sono mai stata in mare ( su un’imbarcazione,voglio dire) con la luna piena. E’ un’emozione che spero di provare presto,magari questa estate!!!( ma dovrà essere un’imbarcazione sicura,perchè ho una gran fifa del mare di notte!!!) Ciao!!!

  167.   vitty x elle Says:

    Certo che possiamo farlo adesso cara elle! Anche se non abbiamo avuto modo di giocare molto noi due,oggi non esitiamo a confidarci le nostre ansie,le nostre speranze …i nostri sogni,magari proiettati verso i nostri figli!

    Per cominciare a riprendere il tempo perduto….cosa ne pensi di questa….?

    Ninna nanna

    State svegli ad aspettar
    che la notte scenda giù
    che la luna salga su
    state svegli ad aspettar.

    Tutto il mondo dormirà
    mentre svegli noi starem
    ed insieme sognerem
    sogneremo ancor così
    di veder spuntar il dì

    (dal film Mary Poppins )

    che dici,sono andata troppo indietro?!

    Ciao,un bacione!!!! :) )

  168.   Matteo Says:

    Ciao Vitty,
    un caro saluto ed un augurio per una buona estate :-)
    Matteo

  169.   william Says:

    ” Quando mi darai un domani meno effimero ? ” Lo Zione.

    Sebbene adorabile utopia vale sempre la pena di vivere per ricercare la risposta e cercare la verità.Tancredi detto William

  170.   CASSANDRO Says:

    “Luna lunella
    fammi ‘na cuddurella (focaccina)
    fammìlla bella granni
    ca ci ‘a portu a San Giovanni,
    San Giovanni non la vuole
    e ce la porto a ‘San Crivole’,
    San Crivole………ecc…ecc…”

    e a questo punto la ninna nana siciliana che ero solito ascoltare da bambino si ferma nella mia memoria… Peccato!

    Certo non siamo a Saffo, ma se qualcuno mi aiuta a trovare il seguito mi farebbe cosa gradita!

    Buona luna a tutti.

  171.   Artur Says:

    Era una sera di Maggio,
    l’aria frusciava sull’acqua immobile e liscia,
    quando un’onda improvvisa si portò via la luna e le stelle.
    Si sprigiona un profumo di mare,
    una figura prende forma
    uscendo da una goccia azzurra;
    sembra una sirena, forse è un vascello,
    non è gabbiano, neppure è una balena:
    è soltanto una tela
    su cui sono disegnate parole e immagini.
    Sono le parole di una fiaba,
    la fiaba del bimbo che,
    navigando per anni in un piccolo guscio di noce,
    giunse al Faro della Luna
    dove viveva un saggio pescatore
    che lo tenne con sé
    insegnandogli i misteri del mare.

  172.   Artur Says:

    Canto notturno di un pastore errante dell’Asia
    -Giacomo Leopardi

    Però andatevela a leggere

    “Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
    Silenziosa luna?
    Sorgi la sera, e vai,
    Contemplando i deserti; indi ti posi.
    Ancor non sei tu paga
    Di riandare i sempiterni calli?
    Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
    Di mirar queste valli?
    Somiglia alla tua vita
    La vita del pastore.
    Sorge in sul primo albore;
    Move la greggia oltre pel campo, e vede
    Greggi, fontane ed erbe;
    Poi stanco si riposa in su la sera:
    Altro mai non ispera.
    Dimmi, o luna: a che vale
    Al pastor la sua vita,
    La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
    Questo vagar mio breve,
    Il tuo corso immortale?
    …………………
    ………………………

  173.   Artur Says:

    Cicogne colpite dalla luna lattea, una silenziosa riunione di cicogne,
    contemplano uno stagno in tranquilla assemblea.

    Il cielo è una laguna appesa stasera, profonda ed alta,
    e punteggiata da milioni di moscerini azzurri.

    Cosa sono gli uccelli che pescano laggiù e
    beccano gli aerei moscerini in scie luminose?

    Le cicogne meditano queste domande in silenziosa assemblea?
    colpite dalla luna? vicino allo stagno? nella notte?

  174.   Artur Says:

    ascoltiamoci la canzone

    http://www.univirtual.it/corsi/2002%5F2003/carnesecchi/download/Tarant_Car.mp3

    Già la luna in mezzo al mare,
    mamma mia,si salterà;
    l’ora è bella per danzare,
    chi è in amor non mancherà.

    Già la luna in mezzo al mare,
    mamma mia,si salterà;
    l’ora è bella per danzare,
    chi è in amor non mancherà.

    Già la luna in mezzo al mare,
    mamma mia si salterà.

    Presto in danza a tondo a tondo,
    donne mie, venite quà;
    un garzon bello e giocondo
    a ciascuna toccherà.

    Finché in ciel brilla una stella
    e la luna splenderà,
    il più bel con la bella
    tutta notte danzerà.

    Mamma mi, mamma mia,
    già la luna è in mezzo al mare,
    mamma mia, mamma mia,
    mamma mia,si salterà,
    frinche, frinche, frinche, frinche frinche,
    mamma mi, mamma mia,
    mamma mia,si salterà,
    la la la ra la ra …..

    Salta, salta, gira, gira,
    ogni coppia a cerchio va;
    già s’avanza,
    si ritira e all’assalto tornerà:
    Salta, salta, gira, gira,
    ogni coppia a cerchio va;
    già s’avanza,
    si ritira e all’assalto tornerà.

    Serra, serra colla bionda,
    colla bruna qua e là,
    colla rossa va a seconda,
    colla smorta fermo sosta.

    Viva il ballo a tondo a tondo,
    sono un re,sono un pascià;
    è il più bel piacer del mondo,
    la più cara voluttà.

    Mamma mia, mamma mia,
    Già la luna in mezzo al mare,
    mamma mia,mamma mia, si salterà;
    frinche, frinche, frinche,
    frinche, frinche, frinche,
    mamma mia si salterà,
    frinche, frinche, frinche,
    frinche, frinche, frinche,
    mamma mia si salterà,
    la la la ra la ra …..

  175.   Artur Says:

    1

    La madre portava il bambino sotto la bianca luna,
    all’ombra del noce, dell’antichissimo sambuco,
    ebbro degli umori del papavero, del lamento dei tordi;
    e silenzioso
    si chinava su di lei partecipe un volto barbuto

    sommesso nell’oscurità della finestra; gli antichi arredi
    dei padri
    giacevano in abbandono; amore e autunnale sognare.

    Oscuro anche il giorno dell’anno, triste fanciullezza
    quando il fanciullo lieve verso fresche acque, argentei pesci discese,
    quiete e un volto;
    quando egli impietrito si lanciò dinnanzi a furenti destrieri,
    in una notte grigia scese su di lui la sua stella;

    o quando egli alla mano rabbrividente della madre
    passava di sera per l’autunnale cimitero di San Pietro,
    un gracile cadavere giaceva silenzioso nell’oscurità della cella
    e quello le fredde palpebre su di lui alzava.

    Ma egli era un piccolo uccello nella nuda ramaglia,
    la campana suonava nel novembre serale,
    il silenzio del padre, quando egli nel sonno la crepuscolare scala a chiocciola discese

    2

    Pace dell’anima. Solitaria sera invernale,
    le oscure figure dei pastori presso l’antico stagno;
    bambino nella capanna di paglia; oh, come sommesso
    si chinava in nera febbre il volto!
    Sacra notte.

    O quando egli alla dura mano del padre
    silenzioso saliva il cupo monte del calvario
    e in crepuscolari nicchie di roccia
    passava l’azzurra figura dell’uomo attraverso la sua leggenda,
    dalla ferita sotto il cuore purpureo il sangue sgorgava.
    Oh, come lieve si alzava nell’anima oscura la croce.

    Amore; quando in neri angoli la neve fondeva,
    un venticello azzurro s’impigliava allegro nel vecchio sambuco,
    nella ombrosa volta del noce;
    e al fanciullo lieve apparve il suo roseo angelo.

    Gioia; quando nelle fresche stanze risuonava la sonata serale,
    nella bruna travatura lignea
    un’azzurra crisalide dall’argentea larva sgusciava.

    Oh, la vicinanza della morte. Nel muro di pietra
    si chinava una testa gialla, muto il bambino,
    quando in quel marzo declinava la luna.

    3

    Rosea campana pasquale nella volta tombale della notte
    e le voci argentee delle stelle,
    tale che in brividi una oscura follìa dalla fronte del dormiente discese.

    Oh come quieto il cammino giù lungo l’azzurro fiume
    ripensando cose passate, quando fra i verdi rami
    il tordo un mondo straniero chiamava al tramonto.

    O quando egli alla ossuta mano del vecchio
    a sera dinnanzi al cadente muro della città passava
    e quello in mantello nero un roseo bambino portava,
    all’ombra del noce lo spirito del Maligno apparve.

    Esitare sui verdi ripiani dell’estate. Oh come sommesso
    si estendeva il giardino nel bruno silenzio dell’autunno,
    profumo e tristezza del vecchio sambuco,
    quando all’ombra di Sebastiano la voce argentea dell’angelo si spense.

  176.   Artur Says:

    Eheheheheh mi inviti a nozze?

    Sotto la luna, un festino solitario

    Seduto lì tra i fiori, con la brocca di vino -,
    festino solitario, privo di amici intimi -,
    elevo il mio boccale e invito il chiar di luna.
    Insieme all’ombra, poi, saremo in tre,
    giacché la luna non si negherà al bere.
    E mentre l’ombra seguirà il mio corpo,
    intanto, al fianco suo, io scorterò la luna.
    La via della gaiezza termina a primavera;
    mentre la luna ondeggia, al mio canto, qua e là.
    Ed ha un sussulto l’ombra, fremendo, alla mia danza.
    Da sobri, noi viviamo di una gioia comune;
    quando poi, nell’ebbrezza, ciascuno si disperde.
    Noi tre, per sempre uniti, vagando senza affetti,
    infine, in lontananza, saremo alla Via Lattea”.

    ……………………………

    Tre cinque sette parole

    Leggero vento autunnale
    Lucente luna d’autunno
    Le foglie cadute si ammonticchiano e poi vanno distanti
    Il corvo si accoccola e poi si agita
    E quando ti penso vorrei conoscere il giorno in cui potrò rivederti
    In questo momento, in questa notte, difficili sono i sentimenti

    ……………………..

    Davanti al mio letto il luccichio dei raggi della luna
    fanno sembrare brina il pavimento.
    Alzo la testa e osservo la luce lunare,
    abbasso la testa e ripenso al paese d’un tempo.

    Poesie di LI PO

  177.   Amfortas Says:

    Beh sognare no, sinceramente, ma quando sono in mare e c’è la luna piena…beh c’è un fascino particolare.
    Ciao :-)

  178.   elle Says:

    Eh si,eccome se sogno quando c’è la luna piena!
    E’ incantevole,e ci si può incantare guardandola!
    Dalla finestra della mia camera da letto,in queste calde notti in cui le tapparelle rimangono aperte,mi addormento in sua compagnia…
    ancora dei versi di Saffo dedicati alla “signora del cielo”:
    Gli astri d’intorno alla leggiadra luna
    nascondono l’immagine lucente,
    quando piena più risplende, bianca
    sopra la terra.
    Notte!

    ah dimenticavo: acc! non essere stata la tua sorella maggiore,anch’io avrei voluto giocare a esprimere i desideri…che dici possiamo farlo adesso?

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