Vi siete mai accorti, tramite qualche piccolo incidente domestico che la Vostra giornata si sarebbe trasformata in una “giornata No?”

Ecco, a me è capitato …. mannaggia…

Tutto è iniziato col caricatore del caffè… quando, dopo averlo riempito stavo per avvitarlo alla macchinetta..mi è caduto rovinosamente di mano rovesciandone tutto il contenuto per terra.

 

 

A quel punto avrei dovuto fare una cosa sola…tornare a letto e fare finta che quel giorno non fosse sorto.

Invece con la santa pazienza ho prima ripulito per terra, poi ho ricaricato il caricatore l’ho messo in macchina e finalmente è arrivato il caffè.

Tutto normale dunque? Seeeeee!!!!

Una volta scesa, e entrata in macchina, ho avuto un’altra bella sorpresina. La macchina ahimè non ne voleva sapere , non dico di partire…ma di mettersi in moto!  Ho provato e provato più volte….ma niente, quella lazzerona faceva dei rumori gutturali talmente brutti che mi facevano smettere subito di provare. Non sapendo cosa fare, ho telefonato alla mia officina di fiducia. La quale prima ha voluto sentire tramite telefono come rumoreggiava la macchina. Poi mi ha tranquillizzata dicendomi che forse, si trattava della batteria.. sarebbero passati in mattinata a vedere. Non subito, ovvio.

Così mi sono avviata a piedi per le mie commissioni.

Nella tarda mattinata è arrivato il meccanico ( gli avevo lasciato la chiave di riserva nel cruscotto ) il quale mi ha citofonato dicendo che la macchina ( la dispettosa! ) si era messa in moto al primo giro di chiave….

Non ci credevo! Sono scesa e ho spiegato che con me faceva così e così… lui mi guardava con un sorrisino, come a voler dire ” Ah le donne…non capiscono niente di macchine! ”

Il che è anche vero…però perdinci, magari a metterla in moto,quello ci capisco eccome!!!

Comunque già che era lì c’ha aggiunto l’olio e l’acqua distillata.

Poi, per grazia ricevuta ha aggiunto che ogni tanto è bene alternare le chiavi perchè può capitare che qualcuna non faccia bene contatto.

E qui mi sono tranquillizzata.

Comunque quello scherzetto mi è costato un po’.

Tutto finito dunque?  Seeeee!!!!

Dato che era arrivato il primo vero freddo, ho anticipato l’accensione del riscaldamento.

La casa stava riempiendosi di un bel calorino. Ad un certo punto,Oliver, il nostro gatto ( nuovo arrivo nella nostra famiglia  del quale poi scriverò ) è saltato ( perchè lui fa così…più che camminare salta da una parte all’altra) sullo schienale di una poltrona  e si è messo ad ascoltare tutto attento. Vederlo in quella posa e sopratutto fermo…mi ha fatto chiedere ” perchè?”

E’..perchè?  La risposta è arrivata quasi subito…dalla veranda veniva un gran brontolio…”blu,bru. blu” davvero minaccioso.Sono corsa fuori a vedere e…non avrei voluto vedere quello che vedevo. Dalla caldaia usciva acqua e rumori strani. Per prima cosa l’ho subito spenta e ho messo un catino per raccogliere l’acqua. Piano piano tutto è cessato.

A quel punto ho chiamato l’assitenza.

Che era chiusa ,ovvio. Il disco diceva di chiamare alle 14,30.
All’ora prestabilita ero lì a parlare con l’operatrice, che molto gentilmente mi dice che non ci saranno tecnici liberi fino al giorno dopo a quella stessa ora.

Brrrrr…. sopravviveremo senza radiatori caldi e acqua calda???

bene, mi sono detta, sarà il caminetto a farci stare al caldo.

E’ vero, il caminetto riscalda..ma solo se gli stai vicino…mica le altre stanze!

Vabbè, non la voglio fare tanto lunga.

Il giorno dopo il tecnico è venuto e c’ha spiegato che il danno era stato causato da un granellino di terra.

( sgrunt, saprei bene a chi dire grazie!!! L’inquilino del primo piano è “fissato” con l’autoclave. Ci mette sempre le mani…anche qualche giorno fa non so casa abbia fatto alla pompa.So solo che quando l’ha riattaccata è venuta l’acqua tutta terrosa…mannaggia a lui! )

L’importante dunque è che tutto ri-funzioni.

Stamani ,finalmente serena mi sono accinta a preparare il caffè…o vai che mi è ricaduto il caricatore????
Con la santissima pazienza ho fatto finta di niente e quasi canticchiando , per sfatare il timore che qualcosa andasse storto, ho ri-preparato la colazione . Sembrava tutto superato…invece…invece quando sono andata a mettere in moto la macchina questa mi ha salutato con un  “  guuun- guuun” e zitta…  naaaaa, un’altra volta? Eppure la chiave era quella giusta!

A-richiama il meccanico che stavolta sentenzia, sempre col sorrisino, che bisogna cambiare la batteria  ( ma va’? Non poteva essere anche la volta scorsa? ) Così è stata cambiata…

Per fortuna è una noia che si è risolta nel giro di poche ore.

Però ragazzi, se una di queste mattine rovescio di nuovo il caffè….che faccio, torno a letto???

 

apprensivamente vostra, Vitty

 

 

 

 



12 Commenti to “Giornata no!!!!”

  1.   vitty Says:

    Eh Sergio, gli imprevisti , quando si è programmata una certa cosa, sono sempre pronti per rovinare tutto!!!

    Vedi quanto sono dispettosi… una si prepara tutta per bene…
    indossa quello che sa, a Lui piacerà moltissimo… e già pregusta i suoi sguardi ammirati, il preludio a qualcosa di molto desiderato. Quando… mannaggia, il trillo del telefono rompe l’incanto, mandando tutto a carte a quarantotto.

    “Già le vedevo le tue goccioline
    venire giù gentili a solcare
    i lati della bocca, e fine fine

    darmi sentore che di aspettare
    più oltre tu non eri certo incline,
    quando: “drin…drin” . . . E tutto finì in mare!”

    Già, non resta che sperare in una prossima volta… e sena telefono! ;)

    D’altronde, quando due si vogliono bene lo trovano sempre il tempo per amarsi “tante prossime volte ” , ti pare?

    https://www.youtube.com/watch?v=KtXjKHHoQI4

    Ciao Sergio, è sempre un grande piacere leggerti.

  2.   vitty Says:

    Benvenuto ” Nonnino di centodue anni ” Complimenti per la verve e l’apprezzamento per quello che scrivo. Sono molto lusingata. Grazie. Posso sperare di leggerla ancora ? :)

  3.   SERGIO SESTOLLA Says:

    Ebbene, non ostante che una si programmi a lungo, acconciandosi bene e con bei progetti in testa, una giornata “Sì”, con qualche attimo di complicità, può capitare che tutto all’improvviso, non per propria colpa, si volga al “No”

    TAILLEUR AZZURRO

    Stavo venendo, ero tutta un burro,
    top di seta a fiori, un tailleurino
    bene avvitato . . . un bottone . . . azzurro,
    lo voglio proprio dire . . . un confettino.

    Un bocconcino, sai, di quelli che
    . . . “o ora o mai più” . . . Tutta agghindata,
    mi apprestavo al pasto . . . altro se
    volevo esser guardata e poi gustata.

    Già le vedevo le tue goccioline
    venire giù gentili a solcare
    i lati della bocca, e fine fine

    darmi sentore che di aspettare
    più oltre tu non eri certo incline,
    quando: “drin…drin” . . . E tutto finì in mare!

    Una telefonata che non ho
    potuto io bloccare, chè se no . . . . . . .

    Giuro che appena posso lo rimetto,
    certissima di farti questo effetto:

    bisogna sempre al cuor colpire dritto
    . . . e agli occhi . . .e che il telefono stia zitto!

    (Sergio Sestolla)

  4.   v.fasano39 Says:

    Sono un nonnino di 102 anni è mi piace tutto!

  5.   vitty Says:

    Eh, Cassandro, di qui pro quo è piena la vita! A chi non è capitato di salutare festosamente qualcuno, accorgendosi poi di avere sbagliato persona ! Anche al telefono può succedere, eh, se può succedere. A me è capitato un paio di volte… Per fortuna con la sola conseguenzza, una volta resami conto dell’errore e chiuso subito la comunicazione, di un momentaneo stupore… sfociato in una sonora risata.

    Perdinci, bisogna pur prenderlo il lato comico delle situazioni.

    Giusto per non far diventare una giornataSi, in una giornataNo!

    Al contrario di quello che fa la protagonista della Tua poesia Cassandro! Una alla quale piace fare il processo alle intenzioni….

    Ma come… arriva in ritardo sul lavoro, telefona, sbaglia numero… E quando racconta tutto al suo Lui, insinua ad un Lui sempre più basito, che Lui c’avrebbe provato con quel qui pro quo… finendo così di rovinarle definitivamente la giornata…. arrabbiandosi pure nel non ricevere nessuna risposta!

    ” Per come ti conosco io però
    più che il dubbio la certezza ho

    che te lo giocavi il qui pro quo,
    e far tu “Sì” la mia giornata “No”

    . . . anche perché la vita va vissuta
    coi qui pro quo coi quali è intessuta.

    Ma no a danno mio, se no acuto
    violento reagire avresti avuto,
    da dovere tu chiedere aiuto.

    Sembri perplesso . . . perché stai muto?
    Dal cielo pare che tu sia caduto!”

    Ma poverino!!!! E’ proprio tremenda quella Lei!!!!

    Tutta la mia solidarietà ai ” Lui ” strapazzati ingiustamente dalle gerlosie preconcette da parte femminile.

    E per chiudere con un sorriso, un delizioso qui pro quo musicale di qualche anno fa…..

    https://www.youtube.com/watch?v=eVBNegW8jQI

  6.   CASSANDRO Says:

    Ma molte volte, Vitty, la giornata “No” non dipende dal fato cinico e baro, ma dalla mancanza di accortezza posta in essere all’inizio una certa attività . . . come ad esempio, una telefonata di lei, sempre indaffarata, al proprio lui dall’ufficio, appena arrivata in loco, prima di iniziare a lavorare, e poi prendere spunto per recriminare qualche . . . illazione, e lasciarlo interdetto.

    Q U I P R O Q U O
    (Giornata “ No”)

    “Ahàaa . . . Ahàaa . . . Ahàaa . . . Scusa un momento
    . . . fammi prendere fiato . . . Eccomi! . . . Pronto! . . .
    Dovrei più spesso metterlo da conto,
    che va questo ‘metrò’ piuttosto lento.

    . . . E’ stato pure fermo oggi un bel po’
    non so in che recondita stazione,
    per cui poi ho corso . . . Il fiatone,
    ecco spiegato . . . Comunque ora ci sto,

    sono arrivata . . . Allora! . . . Come stai? . . .
    E’ tutto O K ? . . . Un attimo, mi metto
    seduta, finalmente . . . ma lo sai

    che i piedi miei? — parlando con rispetto –
    ma meglio, no . . . E tu non parli, dài!
    . . . Come chi voglio? . . . Oh, nooo! . . . Mi scusi . . . Smetto!”

    In fin dei conti, forse ci hai ragione:
    di più ne dovrei mettere attenzione
    nel modo mio di far . . . Maledizione!
    Uh, che giornata “No”, dannazione!

    ° ° °

    T’ho raccontato tutto. Vedi che
    a me può capitare la mattina? . . .
    Da oggi in poi dirò: “Pronto, chi è?
    . . . siamo sicuri?”, chè da . . . “beduina”,

    oppure altra parola che fa rima
    con questa qui . . . non voglio più passare.
    Anzi il “Chi è? . . . ” lo voglio dire prima
    di dire “Pronto”, e solo poi parlare.

    Chissà chi era chi ho disturbato?
    Chissà?! . . . Ma di’, se fossi stato tu
    al posto suo avresti accettato

    le scuse e chiuso . . . oppure detto: “Uuuh,
    non si dispiaccia! . . . “, e quindi attaccato
    un bottone, che non finiva più?

    Per come ti conosco io però
    più che il dubbio la certezza ho

    che te lo giocavi il qui pro quo,
    e far tu “Sì” la mia giornata “No”

    . . . anche perché la vita va vissuta
    coi qui pro quo coi quali è intessuta.

    Ma no a danno mio, se no acuto
    violento reagire avresti avuto,
    da dovere tu chiedere aiuto.

    Sembri perplesso . . . perché stai muto?
    Dal cielo pare che tu sia caduto!

    (Cassandro)

  7.   vitty Says:

    Sergio, mi hai fatto "morire" con la storia narrata nei versi "Accidia "

    Tutte quelle elucubrazioni sui ritardi di Lei… suggeriti dal dispetto di non vederla arrivare, fa volare la mente con mille congetture…che sia stata pigrizia a non farla uscire, o l’arrivo dell’ora legale ! O forse se ne sta’ sdraiata al sole dimenticando chi l’aspetta :

    "Gòditi il sole,
    – che vuoi che dica?! – fanne un’abbuffata . . .
    sotto i suoi raggi dormi, e se Dio vuole
    speriamo che ti svegli . . . bruciacchiata."

    la soddisfazione di una piccola vendetta…il desiderio trasformato in rabbia. Una rabbia nata dalla delusione, di chi ha un cuore innamorato che sempre vorrebbe la sua lei al suo fianco.

    Finchè finalmente di sera arriva lei, più bella che mai con un abito scollato che mette bene in risalto tutto il sole preso per apparire più bella agli occhi di Lui. Però forti del motto di " chi bella vuole apparire un poco deve soffrire "

    "Ma io per te . . . E poi . . . ah! . . . che giornata!
    . . . il latte di traverso per buon dì,
    al sole poi mi son tutta bruciata
    non ostante la crema qui e qui . . .

    Ed io, contritissimo: “Ah, siiiì . . . !?”

    Ecco, questo " Ah, siiiì …!? " è tutto un programma… ci si legge il dispiacere per averle augurato di "bruciacchiarsi al sole " il piacere di vederla e il pentimento per aver pensato che l’accidia l’avesse tenuta lontano da Lui.

    Quanto mi è piaciuta Sergio questa storia! E quanto è vera! Perchè è normale volare subito con la fantasia quando i nostri Lui o Lei ritardano ad un appuntamento. Prima vengono mille pensieri, timori, dubbi. Poi viene la rabbia… Infine quando arriva, è la volta del sollievo, della felicità e dispiacere per aver dubitato…

    E’ per questo che mi piacciono i tuoi versi, perchè possiamo riconoscerci, perchè parlano della vita di tutti i giorni, di sentimenti che attraversano i nostri cuori.

    Così come Mary può capire cos’hai provato nel sorseggiare :

    ". . . e’ setti di matina
    . . . ‘nta tirrazza
    . . . cu ‘sta friscura
    . . . mentri ‘u suli sta
    niscennu da lu mari
    . . . e li sò vrazza

    allonga
    . . . supra a’ l’isola Lachea
    (a’ Trizza semu!)"

    Si capisce dalle tue parole quanto sei legato alla tua terra, come sono forti le radici che ti tengono stretto a lei, anche se vivi da tanti anni a Roma.

    Questo ti fa onore Sergio, e devo dire grazie a te e a Cassandro se ho imparato a conoscere e ad amare la bella Sicilia.

    Ieri era San Valentino, fra l’altro compleanno di Mary, alla quale rinnovo gli auguri :) così vorrei salutare Te, Cassandro, mary e tutti gli amici che passeranno di qua con i versi di Catullo. La traduzione la conosciamo tutti, invio quindi la versione latina che per me è troppo più bella e "musicale". Buon San valentino a tutti!

    Vivamus, mea Lesbia, atque amemus

    Vivamus, mea Lesbia, atque amemus,
    rumoresque senum severiorum
    omnes unius aestimemus assis.
    Soles occidere et redire possunt:
    nobis cum semel occidit brevis lux,
    nox est perpetua una dormienda.
    Da mi basia mille, deinde centum,
    dein mille altera, dein secunda centum,
    deinde usque altera mille, deinde centum,
    Dein, cum milia multa fecerimus,
    conturbabimus illa, ne sciamus,
    aut ne quis malus invidere possit,
    cum tantum sciat esse basiorum.

    Gaio Valerio Catullo

  8.   SERGIO SESTOLLA Says:

    Premettiamo, Vitty, che molti non la vorrebbero la giornata “No”, ma spesso se la creano da soli, anche perché qualcuno gufa perché accadano certi avvenimenti “No”, a mo’ di . . . punizione per avere tenuto accidiosi comportamenti (memento!)

    A C C I D I A

    Che ci hai concluso a startene in cucina
    a fare colazione alle otto
    quando sapevi che nella vicina
    piazza ti aspettavo? . . . Che di botto

    ti fosse riaffiorata quella innata
    pigrizia, che ti porta ad aspettare
    che sol dagli altri parta l’imbeccata
    e tu, a cose fatte, accettare

    . . . oppure no . . . per come la tua luna
    in quell’istante gira? . . . Mica posso
    – volubile assai più della fortuna -
    farti sempre uscire il nero o il rosso,

    secondo dove punti? . . . Anche lo zero
    purtroppo a volte esce, ed oggi hai perso:
    resta col tuo caffellatte! . . . Spero
    soltanto che ti vada di traverso.

    La tua risposta ben la so e non vale:
    “La colpa è tutta dell’ora legale”

    ° ° °

    Mi raccomando, ora . . . non ti fare
    la passeggiata solita alle dieci
    lungo la spiaggia, ed arrivare
    qui dove ci sto io, ‘Riva dei Greci’.

    Fatti di nuovo vincere da questa,
    grandissima indolenza rinnovata
    e quindi sopra il bagnasciuga resta
    sul tuo lettino al sole, addormentata.

    Avremo così il bis della mattina:
    per la seconda volta non starai
    ai patti tu . . . L’accidia fina fina
    ti ripossiederà, e come mai

    mi mancherai ancor . . . Gòditi il sole,
    – che vuoi che dica?! – fanne un’abbuffata . . .
    sotto i suoi raggi dormi, e se Dio vuole
    speriamo che ti svegli . . . bruciacchiata.

    Mica pimpante tu vorrai tornare
    sol quando tornerà l’ora solare?

    ° ° °

    E dopo questa bella mattinata
    passata senza te a becco asciutto
    che vuoi che mi aspettassi per serata?
    . . . la terza buca: ero pronto a tutto.

    E invece sei comparsa innanzi a me,
    in decolleté raggiante, rosso fuoco,
    con quel po’-po’ di scollatura che
    di più non si poteva . . . manco poco.

    M’hai detto: ” Ah! . . . Sapessi, che fatica
    solo a vestirmi! . . . ad essere così . . .
    bella per come mi vuoi tu . . . Eh! . . . mica
    è facile con questo caldo qui!

    Ma io per te . . . E poi . . . ah! . . . che giornata!
    . . . il latte di traverso per buon dì,
    al sole poi mi son tutta bruciata
    non ostante la crema qui e qui . . .”

    Ed io, contritissimo: “Ah, siiiì . . . !?”

    (Sergio Sestolla)

    In ordine poi al contenuto del tuo recente commento, mi permetto di suggerirti di non perdere il tuo tempo, Vitty, col melodrammatico Cassandro, cui non ne va dritta una, e tutte le giornate sono “NO” (te l’ho sempre detto che non è un tipo molto sveglio . . . manco la caffettiera sa fare funzionare!), consigliandogli meccanici rimedi per esaltare “il piacere di una buona tazza di caffè, di mattina alle sei”.

    Che vuoi che ne capisca lui di piacevoli sensazioni che possono sorgere dal sorbire lentamente una tazza di caffè (a me è successo), con la vista di un mare di favola, come può capitare in zona Aci Trezza (qualcosa la capirà di certo Mary, che notoriamente ha un debole per la Sicilia), anche se accompagnate dal pensiero di dovere lasciare a breve certi posti incantevoli.

    ‘STA TAZZA DI CAFE’ . . .

    ‘Sta tazza di cafè
    . . . pigghiàta ccà
    . . . e’ setti di matina
    . . . ‘nta tirrazza
    . . . cu ‘sta friscura
    . . . mentri ‘u suli sta
    niscennu da lu mari
    . . . e li sò vrazza

    allonga
    . . . supra a’ l’isola Lachea
    (a’ Trizza semu!)
    . . . ca ‘n facci mi sbatti
    . . . e ‘ncanta
    . . . comu nascita di Dea
    . . . nuda
    . . . dall’ondi
    . . . e li so parti ‘ntatti

    cerca d’ammucciàri
    . . . e cca e ddà
    . . . pudica
    . . . cu li manu e cu la chioma

    . . . siccomu Vèniri
    . . . mill’ anni fa

    . . . ca cu la visti
    . . . buh!
    . . . cascau ‘n coma . . .

    ‘Sta tazza di cafè
    . . . dicevu
    . . . ca . . .
    . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..

    Ma comu fazzu a turnari a Roma?!

    (Sergio Sestolla)

    Ed ecco la traduzione, anche se un po’ di siciliano avreste potuto impararlo.

    QUESTA TAZZA DI CAFFE’ . . .

    Questa tazza di caffè
    . . . sorseggiata qui
    . . . alle sette del mattino
    . . . sulla terrazza
    . . . con questo fresca temperatura
    . . . mentre il sole sta
    venendo fuori dal mare
    . . . e le sue braccia

    protende
    . . . sopra l’isola Lachea

    (ad Aci Trizza siamo!)

    . . . ca in faccia mi sbatte
    . . . e incanta
    . . . come se fosse la nascita di una Dea
    . . . nuda
    . . . dalle onde
    . . . e le incontaminate parti del suo corpo

    cerca di nascondere
    . . . e qui e lì
    . . . pudica
    . . . con le mani e con la chioma
    . . . così come Venere
    . . . mille anni fa

    . . . che chi la vide
    . . . buh!
    . . . cadde in coma . . .
    Questa tazza di caffè
    . . . dicevo
    . . . che . . .
    . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..
    Ma come faccio a ritornare a Roma?!

  9.   vitty Says:

    Io mi controllo Cassandro! Non credere che mi dica “brava!” quando combino qualche guaio in cucina. Sono molto severa con me stessa… anche se poi cerco delle attenuanti. Tipo… è stato il fato che l’ha fatto succedere… forse ci sarà qualche influenza negativa che vuole avvertirmi che questa non sarà una giornatina facile!!! :( Come infatti è avvenuto.

    Però è anche vero che è meglio dirsele da sole che sentirsele dire certe cose!

    Mamma mia quanto riusciamo ad essere tremende noi donne nei confronti dei nostri mariti, compagni che ciacciano in cucina.

    Questa tua poesia in cui racconti una scena familiare comune a tante famiglie, mi ha fatto riflettere…e vergonare per tutte le volte che a mia volta ho brontolato quando qualcuno mette in confusione la MIA cucina. Forse perchè noi donne ci sentiamo gelose di quella stanza. La sentiamo più nostra perchè è là che creiamo i nostri pranzetti, i dolci. Sappiamo quanta fatica ci costa nel tenerla ordinata e pulita. E quando qualcuno osa…osa mettere qualcosa fuori posto…. eh…allora ..allora andiamo di fuori… ( anche perchè tocca sempre a noi rimediare i malanni altrui… )

    ” Lentamente
    le ore batte l’orologio: . . . sei . . .
    Sbuffa la caffettiera . . . e non c’è niente

    da fare . . . F u o r i e s c e! . . . Affari miei! . . .
    Si sporca il gas . . . Ed ora chi la sente
    come si sveglia la mia dolce lei . . . ”

    Anche se devo ammettere non sono così dura come la Lei della poesia! Anzi, mi propongo sempre di farle io le cose giusto per non incappare in questi malannetti.

    Malannetti che con le vecchie caffettiere si possono evitare che so…cambiando la guarnizione di gomma, o mettendo un paraspruzzi dove fuoriesce il caffè. Così oltre evitare di sporcare, si mantiene la pace in famiglia.

    Che dici Cassandro, magari con questi rimedi potresti riscrivere la poesia, esaltando il piacere di una buona tazza di caffè, di mattina alle sei quando ancora dorme Lei.

    Hai visto, ho fatto anche la rima!

    Ciao carissimo! sai cosa ti dico? A parlare di caffè quasi quasi me ne berrei uno speciale da Eustacchio…

  10.   CASSANDRO Says:

    Tu, Vitty, se ti cade o ricade il caricatore del macchinetta del caffè puoi “con la santissima pazienza fare finta di niente e quasi canticchiando, per sfatare il timore che qualcosa andasse storto” rifare il tutto. Tanto chi ti controlla?! Chi crede che tutto debba andare liscio fin dal primo mattino?!

    Ma ci hai pensato mai (della serie “Ritrattino delle mogli”), che non per tutti questo può accadere . . .

    IL CAFFE’ DEL MATTINO

    Da una vita è così! . . . Mi levo
    dal letto la mattina . . . Il caffè
    preparo . . . accendo il gas . . . e aspetto che
    esca senza buttarsi . . . E intanto bevo

    un bel bicchiere d’acqua, e mi seggo
    al tavolino e aspetto . . . Tutto tace.
    Socchiudo gli occhi. Li riapro e leggo
    sul calendario il Santo . . . Ah, che pace!

    . . . durasse tutto il giorno! Lentamente
    le ore batte l’orologio: . . . sei . . .
    Sbuffa la caffettiera . . . e non c’è niente

    da fare . . . F u o r i e s c e! . . . Affari miei! . . .
    Si sporca il gas . . . Ed ora chi la sente
    come si sveglia la mia dolce lei . . .

    . . . che da “di là” già grida: “E’ avvilente! . . .
    Di nuovo! . . . Imbranato! . . . Buono a nulla!
    Non si può dir . . . che non sei coerente! . . .
    In quella testa lì . . . ma che ti frulla?

    Daccapo, dillo: ‘è colpa al destino’!
    . . . Il panno spugna è sotto il lavandino ! ! !

    Però non fare il solito casino!
    . . . E domattina fatti un Faemino!”

    Così non mi parlava in passato:
    qualunque cosa avessi combinato:

    allora l’accettava . . . Invece ora
    la stessa cosa indigna la Signora . . .

    Tu passa i cinquant’anni e, compare,
    assai più ne vedrai di onde in mare!

    (Cassandro)

  11.   vitty Says:

    No, non ti sei dimenticata niente cara Mary , il mio compleanno è proprio oggi. Grazie per gli auguri , mi hanno fatto molto piacere :)

    E’ vero, le cose no, accadono tutte insieme, come una congiura. Fortuna che tutto passa. Oggi per esempio, è stato un giorno bellissimo. :) Grazie ancora per gli auguri che fra non molto arriveranno anche per te :)

  12.   Mary Says:

    Non preoccuparti cara Vitty, succede… e poi sempre tutto insieme! Sono quelle giornate in cui la negatività ci fa compagnia.
    Ma poi passa…
    Credo di aver dimenticato qualcosa ieri…

    BUON COMPLEANNO!!

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