Nonostante Renzi continui a compiacersi per la legge sulle unioni civili, ripetendo a più riprese :

” «Ha vinto la speranza contro la paura. Ha vinto il coraggio contro la discriminazione. Ha vinto l’amore».

A me sta’ legge non piace. Sa di compromesso, di ipocrisia, di accordi snaturati con Verdini, di ubbidienza ai veti di Alfano,il NCD e i mugugni dell’area vaticana.

Troppo per poter esultare, anche perchè mica ce le siamo dimenticate tutte le affermazioni fatte per difendere a spada tratta la stepchild adoption:
Ivan Scalfarotto, sottosegretario: “Chi oggi esulta per le unioni civili in Grecia esulterebbe se in Italia passasse una legge senza stepchild come quella greca?” (23.12). Sergio Lo Giudice, senatore: “Stralciare la stepchild è un’ipotesi priva di fondamento: la legge sarebbe massacrata dalle sentenze europee dal primo giorno” (7.12). Renzi: “No allo stralcio della stepchild adoption: nasce come proposta della Leopolda e l’abbiamo appoggiata sin da allora” (29.12). Monica Cirinnà: “La stepchild ci sarà” (30.12). Federico Fornaro, sinistra Pd: “Chi chiede lo stralcio vuole che l’Italia resti l’unico paese europeo senza una legge sulle unioni civili” (4.1). Pier Luigi Bersani, ex segretario: “No allo stralcio delle adozioni” (14.1). Paola Campana: “Nessuno stralcio, non si abbassa l’asticella sui diritti dei bambini” (14.1). Luigi Zanda, capogruppo al Senato: “Non si parli di stralcio della stepchild: il testo ha già subìto almeno 4 revisioni” (16.1).

Giuseppe Lumia: “Non ci sarà nessuno stralcio. Il testo che contiene la stepchild adoption è equilibrato e in grado di avere il più largo consenso dell’aula” (4.2). Matteo Orfini, presidente Pd: “Tirare dritto con il testo Cirinnà. Non prendo in considerazione l’ipotesi che la legge non passi con anche la stepchild” (7.2). Ri-Zanda: “Avanti senza alcuno stralcio, passerà anche la stepchild” (8.2). Anna Finocchiaro, senatrice: “Ok stepchild. Da stralcio nessuna deterrenza a maternità surrogata” (9.2). Ri-Renzi ad Alfano: “La posizione del Pd non è per stralciare la stepchild” (14.2). Ettore Rosato, capogruppo alla Camera: “Si smetta di parlare di stralci: è in gioco un punto delicatissimo come la tutela dei minori” (15.2). Roberto Speranza, sinistra Pd: “Non è immaginabile togliere la stepchild adoption” (17.2). Ri-Zanda: “Il gruppo Pd al Senato punta a portare avanti il ddl Cirinnà senza stralcio della stepchild adoption” (17.2). Ri-Cirinnà: “Se la legge cambia e diventa una schifezza, tolgo la firma e lascio la politica” (17.2). Luciano Pizzetti, sottosegretario alle Riforme: “La parola stralcio è una bestemmia” (18.2). Francesco Verducci, a nome dei 21 senatori “giovani turchi” Pd: “Chi parla di stralcio sa che renderebbe impossibile l’unità del Pd” (18.2).

 fonte : articolo dal Fatto Quotidiano di Travaglio

Bene, è bastato il veto di Alfano e il gruppo del NCD per far fare marcia indietro a ” Gano, il duro  di San Frediano….”

Infatti, il Nuovo Centro Destra e alcuni senatori del Partito Democratico hanno tolto  dal disegno di legge Cirinnà ogni riferimento alla Stepchild adoption e    al matrimonio. Nel testo dell’emendamento restano per le unioni civili altri diritti e doveri: l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione già previsti dal matrimonio. «Siamo soddisfatti di questa giornata. Abbiamo abolito  l’obbligo di fedeltà più altre piccole innovazioni che ci danno la certezza della non omologazione al matrimonio delle unioni civili» ha detto Renato Schifani. L’eliminazione dell’obbligo di fedeltà potrebbe essere una concessione? Un atto simbolico?

Ma cosa prevedeva di preciso la legge Cirinnà? e in cosa consisteva esattamente  la Stepchild Adoption ? Vediamolo insieme :

“Questo termine inglese significa letteralmente adozione del figliastro. Si utilizza per indicare l’adozione da parte di uno dei due componenti di una coppia del figlio, naturale o adottivo, del partner. Si può riferire a coppie eterosessuali e omosessuali. Molto più frequentemente e tecnicamente in questo secondo caso.

La richiesta delle coppie dello stesso sesso ha come principale obiettivo la tutela dei bambini.  I figli delle coppie dello stesso sesso nati all’estero con procreazione assistita eterologa sono, per la legge italiana, solo figli solo del genitore naturale. L’altro genitore non ha diritti e nemmeno doveri nei confronti dei bambini.

L’articolo 5 del disegno di legge Cirinnà, che punta  a regolamentare le unioni civili in Italia, prevedeva che il componente dell’unione civile potesse avere la facoltà di chiedere l’adozione del figlio biologico del partner. Serviva il consenso del genitore biologico e la disposizione del Tribunale.

 

Oltre alla tutela della famiglia tradizionale,Alfano, il NCD e anche parte del PD nella maggioranza,  hanno temuto che il sì alla stepchild adoption avrebbe aperto le porte alla pratica della maternità surrogata, possibile solo all’estero. In Italia non è permesso dalla legge, portare avanti una gravidanza per altri e lo stesso rapporto annuale sui diritti del Parlamento Europeo non sostiene la pratica dell’utero in affitto perché comprometterebbe la dignità delle donne. ”

( qui ci sarebbero da dire molte cose su cosa può compromettere la dignità delle donne… ma meglio lasciare perdere. Però questa è una conferma di quanta ipocrisia circola travestita da moralismo )

Comunque la legge approvata  , riconosce l’unione civile tra persone dello stesso sesso e persone etero come specifica formazione sociale. Il riferimento è all’articolo 2 della Costituzione sulle formazioni sociali da tutelare e non all’articolo 29 sul matrimonio. Proprio per distinguere le unioni gay dal matrimonio.  Sono riconosciuti   obblighi di mutua assistenza e di contribuzione ai bisogni comuni, la reversibilità della pensione e sono previsti i diritti successori dei coniugi.

Non sarebbe una brutta legge, se di fatto non fossero rimaste fuori le tutele per i bambini. Ancora una volta, per mantenere il potere, compiacere qualcuno, si è fatto torto ai più deboli.

Che dire…la nostra Italia, patria del Diritto , grazie a quesa classe politica, è diventata un’italietta….

delusamente vostra,

Vitty.



22 Commenti to “Italia? Italietta!!!!!”

  1.   vitty Says:

    Ti assicuro caro Cassandro che Sergio non mi ha mai svelato la trama della Vostra commedia. Non ha bisogno di passarmi le bozze per ” farsi bello ” ( perchè punzecchi ? )

    Voi, e riperto VOI, siete straordinari sempre. Con la Vostra sensibilità e pazienza, riuscite a trasformare piccoli eventi della vita di tutti i giorni, in momenti importanti e bellissimi , dando nuova luce ad ogni giornata :) E’ bello per noi che leggiamo, essere coinvolti dalle Vostre composizioni, ritrovarsi protagonisti nelle storie che raccontate.

    Per questo ho scritto “La conclusione su come è nata la composizione, è piaciuta molto a quella Lei”

    Perchè anch’io mi sono sentita entusiasta per la spiegazione che ha dato quel ” Lui ” su come riesce a comporre ” una dialogante composizione.”

    Così come trovo straordinaria, dolce e vera, questa confessione timida e colma di rimpianto di un Lui che si sente sovrastato dalla malinconia di quello che fu…e del tempo che passa !

    “Scrivevo un tempo poesie d’amore,
    inframmezzate a poesie osè,
    or scrivo solamente del dolore
    che sia passata quell’epoca …”

    e giù a ricordare momenti dolci e amorosi, che riempiono il cuore e rendono tutto meraviglioso…

    ” E lì il braccio ti passavo intorno,
    tu ti facevi piccola e portavi
    il tuo corpo in avanti e . . . “Buongiorno,
    amore” mi dicevi . . . e mi baciavi

    girando lievemente la tua testa,
    la bocca dischiudendo, e sfiorando
    il volto mio . . . e qui una tempesta
    di baci c’era . . . C’era fino a quando

    tutto tornava calmo . . . ed io di friso
    restavo a respirare la tua pelle
    sul collo tuo fra la spalla e il viso
    . . . come piaceva a te . . . non più ribelle!”

    Quanta nostalgia per un amore che sembra ormai arrivato al traguardo…

    Per fortuna sua c’è Lei che non accetta assolutamente di vedere il suo amore così triste, rassegnato ,deciso a non scrivere più poesie d’amore!

    “Te la ridarò io l’ispirazione,

    e farò in modo che sia sempre accolta,
    chè musa non si è solo una volta.

    Ancora t’amo, ancora saprò fare
    di tutto perché tu resti a cantare

    dei nostri baci, di quel poco o niente,
    come gli incontri a caso fra la gente,”

    Ecco che l’entusiasmo ritorna! Grazie anche a quel verbo curioso…”friso, frisare ” ( ma davvero dove le trovi queste espressioni? ) che sembra dare una scossa di vita alla coppia.

    Perchè alle volte basta poco a rendere tutto più bello ed eccitante in una coppia affiatata, a far ritornare l’entusiasmo e la voglia di stare vicini come un tempo…

    ” Riprendi, quindi, penna e calamaio . . .
    L’anca c’è ancora e tu non hai il saio.

    Facciamo, rifacciamo e riscriviamo
    ciò che, ripeto, solo noi sappiamo”

    Quanto mi piace questa Lei!!!! Mi piace la sua determinazione, la sua sicurezza! Sicurezza che solo la consapevolezza dell’amore di Lui le può dare.

    Vorrei davvero che anche nella vita esistessero coppie così.

    Fammi sapere quando metterete in scena commedie come questa. Non voglio perdermi un posto in prima fila!!!!

    Ciao carissimo e grazie per queste anticipazioni :) Ciao!

  2.   CASSANDRO Says:

    Il precedente mio commento merita una prosecuzione in quanto tu, Vitty, scrivi “La conclusione su come è nata la composizione, è piaciuta molto a quella Lei”, come se tu conoscessi la trama della commedia, che ho scritta con Sergio Sestolla.

    Non voglio credere che questi, per “farsi bello” te ne abbia passato la bozza, con l’impegno di non dirlo. Se lo ha fatto gli taglio la testa!

    O meglio, sono costretto ad intervenire qui per non restare indietro.

    E così, dato che la composizione di cui si discute sta all’inizio della trama, ecco quella un po’ conclusiva che sta verso la fine, dopo che è passato un bel po’ di tempo della storia fra lui e la piacevolmente passionale lei.

    SCRIVEVO UN TEMPO . . . ( Lui e Lei)

    Scrivevo un tempo poesie d’amore,
    inframmezzate a poesie osè,
    or scrivo solamente del dolore
    che sia passata quell’epoca che

    mi vide ogni momento sorridente,
    e con i sensi pronti a scattare,
    sol che ti intravedessi prorompente,
    decisa, da lontano avanzare

    con gli occhi fissi a me, perchè mi avevi
    tu pure intravisto tra la folla
    che ti passava accanto e che fendevi
    come Mosè le acque . . . A tracolla

    la borsa ti sbatteva sopra l’anca
    . . . rotonda . . . che fra un poco avresti offerto
    alla mia mano sopra quella panca
    del bar con il giardino all’aperto.

    E lì il braccio ti passavo intorno,
    tu ti facevi piccola e portavi
    il tuo corpo in avanti e . . . “Buongiorno,
    amore” mi dicevi . . . e mi baciavi

    girando lievemente la tua testa,
    la bocca dischiudendo, e sfiorando
    il volto mio . . . e qui una tempesta
    di baci c’era . . . C’era fino a quando

    tutto tornava calmo . . . ed io di friso
    restavo a respirare la tua pelle
    sul collo tuo fra la spalla e il viso
    . . . come piaceva a te . . . non più ribelle!

    Non ci si bagna nello stesso fiume
    più di una volta . . . Ha fine ogni concerto,
    siccome ha fine l’olio nel lume.
    Che colpo, ah , il tempo mi ha inferto!

    . . . Che più d’amor non scriva ormai è certo!

    ° ° °

    “Sempre che io” — hai qui soggiunto –
    “abbia di ‘friso’ . . . (boooh?) . . . pur messo punto.

    (Dove l’hai presa, di’, questa parola
    che a nessuno mai esce di gola!)

    Ma io ‘nisba’! . . . Tornerai lo stesso,
    perchè manco la virgola ci ho messo

    . . . od i puntini di sospensione!
    Te la ridarò io l’ispirazione,

    e farò in modo che sia sempre accolta,
    chè musa non si è solo una volta.

    Ancora t’amo, ancora saprò fare
    di tutto perché tu resti a cantare

    dei nostri baci, di quel poco o niente,
    come gli incontri a caso fra la gente,

    oppure del moltissimo che poi
    esplode e sconvolge tutti noi

    pure se ‘dopo’ . . . e con dispiacere . . .
    ciò tu annulli per non far sapere

    agli altri quello che abbiamo fatto,
    e che mi hai riletto poi con tatto.

    Riprendi, quindi, penna e calamaio . . .
    L’anca c’è ancora e tu non hai il saio.

    Facciamo, rifacciamo e riscriviamo
    ciò che, ripeto, solo noi sappiamo

    . . . summa di eros e di erotismo
    da meritarci, certo, l’ostracismo.

    D’amore più non scrivere!? . . . Oh, no . . .
    mai e poi mai lo permetterò,

    su te d’impatto agendo oppur di friso,
    se ‘frisare’ vuol dire un preciso
    strusciare, calcolato ed improvviso”.

    (Cassandro)

  3.   vitty Says:

    Scusarti di cosa Cassandro? Di essere venuto a lasciarmi un piacevolissimo commento?

    Il fatto che tutti e due stavamo scrivendo su queste pagine, quasi nello stesso momento, mi rende il tuo intervento ancora più caro ! E’ come se avessimo scritto qualcosa a quattro mani
    ( magari!!!! Hai visto, approfitto subito per sfruttare al meglio questo bel momento )

    Ti ringrazio per il delizioso ” esempio di come si arriva ad una dialogante composizione ”

    La domanda di Lei la capisco perchè me lo sono chiesta più volte di come riusciate, Tu e Sergio, a scrivere su qualsiasi argomento, sia politico, amoroso, di attualità. Insomma tutto, su tutto!!!

    La risposta di Lui è bellissima. Lui spiega, spiega e dice molto pià di quello che appare.

    “A te che chiedi: “mi dici com’è
    che metti giù dei versi senza sosta?
    . . . che tante poesie scrivi per me?”
    io posso dare sol questa risposta,

    senza pretesa d’essere esaustivo,
    chè in verità dovrei dirti: “Boh! . . .
    è un mistero anche per me” . . . io scrivo
    su spinta di qualcosa che non so.”

    Sarà che ognuno di noi, leggendo trova dei significati diversi da quelli dell’autore. E’ per questo che le poesie diventano parte integrante di chi legge, perchè ognuno può ritrovarci , parte di se stessi.

    “Se no all’infinito ti tormenta!
    E poi arrivi tu, e te lo indossi
    come abito scic, e lui si inventa
    il seguito . . . or con accenti mossi

    ora con rime interne . . . e piano piano
    un verso segue l’altro e un altro ancora . . .
    Sì, senza sforzo ti prende la mano
    . . . e il tutto è bello e pronto in mezz’ora.”

    La conclusione su come è nata la composizione, è piaciuta molto a quella Lei . Infatti trova ” sorprendente ” come Lui abbia

    ” detto tutto . . . senza dire niente!”

    E qua mi verrebbe da battere le mani…clap, clap , clap !!!

    bravo, bravissimo, hai dato un esempio notevole, altro che piccolo!!!” di come si arriva ad una dialogante composizione.”

    Un caro saluto, Ciao!!!! :)

  4.   CASSANDRO Says:

    Che grezza!

    Ho messo un commento senza sapere che tu stavi rispondendo.

    Scusami. Ora vado a leggere il tuo scritto. Buona notte

  5.   CASSANDRO Says:

    Così, tanto per aggiungere qualche parola al tuo inciso nella risposta a Mariotto circa le “tante” composizioni scritte ed inserite, grazie anche alla tua gentile accoglienza, nel tuo blog, Vitty..

    In vero, non mi è costato mai tanto, e così penso pure per Sergio che è più grafomane di me.

    Infatti, spesso è un nostro modo di dialogare scambiarci dei versi, e poi a produzione ultimata dobbiamo pur farli conoscere in qualche modo, che non può essere quello di ricorrere ad una casa editrice perché crediamo che oggi, quando non si vendono bene neppure i romanzi, non esiste più uno che compri libri di poesie, specialmente da parte di autori sconosciuti..

    L’unica cosa che facciamo è di raccogliere i nostri scritti, condividerli con amici e poi depositarli alle Siae: non si sa mai (vedi che illusi)

    Eccoti, Vitty, tanto per restare al gioco, un piccolo esempio di come si arriva ad una dialogante composizione.

    SCRIVERE POESIE (Lui e Lei)

    A te che chiedi: “mi dici com’è
    che metti giù dei versi senza sosta?
    . . . che tante poesie scrivi per me?”
    io posso dare sol questa risposta,

    senza pretesa d’essere esaustivo,
    chè in verità dovrei dirti: “Boh! . . .
    è un mistero anche per me” . . . io scrivo
    su spinta di qualcosa che non so.

    Il primo verso arriva prepotente,
    da solo, nudo e crudo, e si pianta
    deciso e forte assai nella mente,
    e più non viene fuori. Esso canta

    continuamente lì, siccome tarlo
    . . . ta-tan . . . ta-tan . . . ta-tà . . . finchè vi accosti . . .
    diciamo . . . un’idea, su cui spalmarlo
    e utilizzarlo, costi quel che costi.

    Se no all’infinito ti tormenta!
    E poi arrivi tu, e te lo indossi
    come abito scic, e lui si inventa
    il seguito . . . or con accenti mossi

    ora con rime interne . . . e piano piano
    un verso segue l’altro e un altro ancora . . .
    Sì, senza sforzo ti prende la mano
    . . . e il tutto è bello e pronto in mezz’ora.

    La mia sorpresa è nel vedere che
    ciò che prima non c’era . . . adesso c’è!

    E tu: “Sempre così! Sei . . . sorprendente!
    Hai detto tutto . . . senza dire niente!”

    (Cassandro)

  6.   vitty Says:

    Caro Cassandro, L’ex ministro Guidi , da ” sguattera del Guatemala ” dopo aver risposto per tre ore ai pm di Potenza sui famosi imbrogli petroliferi, si è pure trasformata in ” persona offesa” . Lei…. E noi? Noi italiani ? Come ci dobbiamo sentire…coglionati???

    Eppure sembrava così felice, entusiasta durante la telefonata fatta al suo compagno Gianluca Gemelli, sull’inserimendo dell’emendamento , definito una scorciatoia per eccelerare le procedure previste, sui lavori per il centro della Total in contrada ” Tempa rossa ” nel quale il Gemelli aveva degli interessi, essendo alla guida di due società di quel settore petrolifero.

    “Nessuno Stato, invero, a questo mondo
    meriterebbe un sì volgare affondo.

    E se il Guatemala ci dichiara
    – dato lo spregio di quella assai chiara

    allusione — che ne so . . . la guerra,
    restiamo come lei col culo a terra?”

    Queste sono le persone che ci governano. Disinvolte nel curare i loro interessi e subito vittime, non appena i loro giochetti vengono smascherati. Una specie di…” io non c’ero e se c’ero dormivo !”

    Spero che con all’affaire guidi si concretizzi quella giustizîa che prima o poi arriva!

    Voglio ricordare che renzi sta dove sta grazie a verdini e berlusconi che gli hanno fatto vincere le primarie ricevendo in dono una implosione della sinistra, una distruzione dello stato sociale,una politica di centrodestra e l’inserimento,facente parte del patto dl Nazareno, anche della Guidi allo sviluppo economico!

    Quindi se come spero la vicenda Guidi lo farà cascare sarebbe un atto di vera giustizia … Ci sarà pure un giudice a Roma…che dici???

    E veniamo alla nota dolente del referendum, mio caro amico per niente ” silenzioso” ( perchè mi pare che quando c’è da dirle le cose non ti tiri mai indietro!!! )

    Noi siamo andati a votare. Tutti nella mia famiglia.E pure chi in quel momento era in ospedale ha potuto fare il proprio dovere.

    E come noi almeno 15 milioni di italiani sono andati ad esercitare il loro diritto-dovere di cittadini.

    Eppure siamo stati dileggiati senza pietà.

    Dire che sono furiosa è poco. Per spiegarti quello che sento,provo, penso. Ti trascrivo un articolo di Giulio Cavalli che ho letto lunedì mattina su Left left. Esprime ampiamente il mio pensiero. Vorrei tanto averlo scritto io! Descrive benissimo questa classe politica

    Buona lettura e…ciao carissimo , diamo appuntamento al bullo di Rignano a settembre, quando ci sarà un nuovo referendum che non avrà bisogno di quorum… ;)

    fonte articolo Giulio Cavalli :

    http://www.left.it/2016/04/18/pd-i-paninari-democratici-usciti-da-drive-in-e-che-pisciano-sul-referendum/?utm_content=buffer6c59c&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer

    trascrivo l’articolo :

    “Il referendum, innanzitutto: hanno votato 15 milioni di persone. 15 milioni di persone che per tutto il giorno ieri sono stati coglionati da una banda di fascistelli 2.0 che sbavano arroganza sui social. Niente olio di ricino: la nuova frontiera è la presa per il culo di quattro dirigenti servetti (che senza Renzi sarebbero ad animare la pro loco del paesello) che si inventano un #ciaone per pisciare sui referendum con il Matteo nazionale che parla di “un fronte pro referendum che ha monopolizzato le tv” e di “politici che vivono su twitter”. Matteo Renzi, capite: quello che riesce a berlusconare in 140 caratteri, senza nemmeno il calcio, la gnocca e la mafia.

    Riuscire ad offendere milioni di persone che nonostante una campagna diffamatoria (sul referendum, sulla Repubblica e sulla Costituzione) hanno deciso di recarsi alle urne nel Paese più impolitico d’Europa (qui dove la Merkel ha incoronato Monti e poi Napolitano ha incoronato Renzi) in una domenica d’aprile è l’ennesima conferma di ciò che continuo a credere da tempo: siamo di fronte alla più sciatta, insolente, paninara, bulla, arrogante, saccente seppur ignorante, insulsa e pericolosa classe dirigente politica degli ultimi anni. Questi di oggi sono personaggi da televisione anni ’80 che sono cresciuti lobotomizzati da un ego problematico che li ha resi vendicativi e torvi: anche quando sorridono non riescono a nascondere il filo di bava che gli cola dagli angoli dalla bocca per l’ultima masturbatoria vittoria dell’Io. Sono adolescenziali nella gestione dei risultati, immaturi nelle reazioni e appaiono ogni giorno di più come una combriccola di inadeguati che per un colpo di culo si sono incastrati perfettamente convergenti agli interessi del loro tempo. Sono la fibbia di una cintura che sotto un mastodontico logo cromato tiene le fila della più vecchia delle corporazioni: Renzi e renzini sono la buccia geneticamente colorata di un frutto marcio e rimasticato. Fingono di avere innestato una nuova generazione nella politica italiana ma sono i figli diretti dei mediocri della prima repubblica con la sola differenza che sanno cercare più in fretta l’aforisma giusto su google in base all’evenienza.

    Matteo Renzi in televisione, alla chiusura dei seggi, è apparso con tutta la ferocia di chi per governare ha bisogno di nutrire il proprio risentimento: ha rovesciato la realtà infilando una serie di falsità sparate con un mezzo sorriso e ha rovesciato il risultato come letame sugli avversari (Michele Emiliano in primis). Non sa, Renzi, che chi ha bisogno dello scontro per brillare è quanto di meno politico ci si possa augurare a capo del governo: l’unica mediazione di cui è capace è quella di sforzarsi di parlare indirettamente di lui smontando qualcun altro, buttando legna sul braciere del tifo come un patetico aizzatore del quartierino.

    È servito questo referendum a mostrare la vera faccia del potere dominante di questo tempo. Un potere che domina semplicemente perché è malleabile da dominare per coloro che hanno bisogno di restare nascosti e che vive la politica come un’incessante serie di occasioni di rivalsa. Matteo Renzi è la chioccia di un assembramento di mocciosi che non si accorgono, cretini, di essere i migliori amici di coloro che vorrebbero (ma davvero?) combattere: hanno instillato un rancore politico peggiore di alcuni esegeti del Movimento 5 Stelle, rincuorano i conservatori meglio della migliore Democrazia Cristiana, hanno sdoganato la “solidarietà solo tra sodali” meglio di un clan, usano l’Italia come slogan come un partituncolo di destra, leccano le scarpe a confindustria meglio della Forza Italia dei tempi d’oro, continuano ad ammansire imbolsiti comunisti come una sezione rifondarola ma cattocomunista, piacciono ai cardinali ma non disdegnano le puttane, fingono di combattere il sistema che li tiene al guinzaglio meglio dei socialisti dei tempi d’oro, pisciano sul referendum, inaugurano la Salerno-Reggio Calabria, promettono (a chi serve che capisca) il ponte di Messina, fanno petting con i gay con una mezza legge tremolante che accontenta anche i parroci, twittano contro twitter, facebookano contro Facebook, vanno nei talk per dirsi contro i talk, trasformano il giornale di Gramsci in un bugiardino di partito, rendono il partito la lettiera del giglio magico e coglionano gli elettori come faceva quell’altro.

    Sul referendum quindi sì, i maggiorenti del PD hanno vinto. Ma tecnicamente parlando a sentire l’effetto che fa viene il dubbio che, come si diceva a Drive In, abbiano pestato una merda.

    Buon lunedì.”

  7.   CASSANDRO Says:

    Eccomi, eccomi. Eccolo qui il silenzioso Cassandro.

    Stai tranquilla, Vitty: domani andrò a votare e a ben evidenziare sulla scheda il mio ponderato “Sì” al quesito posto dal referendum. Avrò tanti difetti ma non quello di essere un cagnolino, pronto a seguire gli interessati consigli (ma guarda tuuuu . . .!) del tosconapolitano Renzi, cui nessuno (e tanto meno la Costituzione) ha dato il potere di svolgere la funzione di . . . “consigliori”.

    Per inciso potrei soggiungere: ma cerchi piuttosto di evitare di disturbare i cittadini italiani con provvedimenti come quello relativo (ma chi sarà mai stata l’incolto ministro a idearlo ed a stabilire le relative assurde modalità di esecuzione?) al pagamento del canone televisivo comprendendolo nella bolletta della luce: a fronte del risparmio di (audite, audite!) quindici euro agli italiani ne saranno sottratti centinaia per fare fronte alle spese che il governo incontrerà per disinnescare tale incongruo provvedimento giustamente bocciato dal Consiglio di Stato, in genere costituito da giudici di elevato standing, che si sono subito accorti come lo stesso faceva a pugni con il principio della chiarezza.

    Torniamo alla votazione sulle trivelle. Votando no, o astenendoci dal votare, faremmo ancora una volta il gioco dei petrolieri, tanto cari al ministro Guidi & C, che dall’alto del suo essere rappresentante del Popolo italiano parla di “Sguatteri del Guatemala” (secondo me non si è trattato di un lapsus ma del giudizio che la maggior parte dei politici dà o darebbe a chi non appartiene alla eletta schiera dei padroni del vapore o loro amici e parenti), con te chiedendomi “cosa mai avranno di dispregiativo le collaboratrici domestiche del Guatemala?”

    Parliamone quindi un po’ a futura memoria

    SGUATTERA DEL GUATEMALA

    La Guidi ha fatto ciò che ha fatto ( 1 ). “Okkei,
    so’ cazzi sua!” . . . per dirla papale . . .
    ed anche un poco nostri: “O ci sei”,
    si può pensare, “o ci fai”. Banale

    è quindi la risposta. Ah, bene ha fatto
    a dare alfine le dimissioni
    (da tutto, a quanto sembra). Prendo atto,
    però, che ha usato espressioni

    da trivio o borgata. Come può
    un bel ministro, che pur sta in mala
    privata posizione, dire “Eh, no . . .

    non mi si può trattare” — non mi cala
    l’invettiva seguente a tutto ciò –
    “siccome sguattera del Guatemala!”

    Nessuno Stato, invero, a questo mondo
    meriterebbe un sì volgare affondo.

    E se il Guatemala ci dichiara
    – dato lo spregio di quella assai chiara

    allusione — che ne so . . . la guerra,
    restiamo come lei col culo a terra?

    (Cassandro)

    ( 1 ) Inchiesta petrolio. Guidi in una telefonata a Gemelli: “Non sono una sguattera del Guatemala”

    POTENZA. “Non fai altro che chiedermi favori, con me ti comporti come un sultano. Mi sono rotta. A 46 anni. Tu siccome stai con me e hai un figlio con me, mi tratti come una sguattera del Guatemala”. Questo è uno dei passaggi delle intercettazioni pubblicate dalla Stampa e dal Messaggero, in cui l’ex ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi si rivolge al compagno Gianluca Gemelli, indagato nell’inchiesta sul petrolio in Basilicata.

    http://iltirreno.gelocal.it/italia-mondo/2016/04/07/news/guidi-le-intercettazioni-non-sono-una-sguattera-del-guatemala-1.13255636

  8.   vitty Says:

    E’ sempre un grande piacere leggerti caro Mariotto. E sapere che intervieni, nonostante il poco tempo a disposizione, rende il tuo scritto ancora più prezioso.

    Anch’io mi sono chiesta e ho chiesto agli amici Sergio Sestolla e Cassandro ( mica silenzioso! )” se hanno mai pensato di pubblicare le loro liriche ” Ebbene, penso che qualcuna le abbiano pubblicate, altre sono servite per lavori teatrali , e tante, tante sono state donate ( simbolicamente ) a tutti noi attraverso le pagine dei blog di vari amici. E nel corso di questi tredici ( !!) anni, sono state davvero tante. Questo dimostra l’animo generoso di questi spendidi amici, ai quali va il mio sentito grazie!!!

    In quanto ai sentimenti d’amore con noi sfondi delle porte aperte. Puoi immaginare quindi con quanto piacere ho ascoltato il discorso del papa riguardo ” alla gioia dell’amore”

    Finalmente questo sentimento è stato esaltato, in tutte le sue manifestazioni, anche le più personali, intime. Non più mortificato come è sempre accaduto fino ad ora!

    Con la Sua sensibilità è riuscito a entrare nel mondo delle emozioni dei coniugi , sia positive sia negative , nonchè nella dimensione erotica dell’amore. Si tratta di un contributo estremamente ricco e prezioso per la vita cristiana di tutti noi , che non aveva finora paragone in precedenti documenti papali.

    Questa è la conferma di quanto papa Francesco sia vicino alle notre vite.

    Ha parlato anche delle trasformazioni nell’amore…ora permettimi di scherzare un po’ su questo aspetto.

    La mente corre all’ex ministro Guidi che si è dimessa a causa dello scandalo degli emendamenti contenuti nella Legge Sblocca Italia che favorivano gli interessi del suo compagno.

    Eh, cosa non si fa per amore…un amore forse arrivato alla fine, dato che l’ex ministro ha accusato il suo compagno di trattarla come ” una sguattera del Guatemala ”

    Veramente un’affermazione piuttosto infelice e razzista che cosa mai avranno di dispregiativo le collaboratrici domestiche del Guatemala? Mah… questo governo è una delusione continua!

    Mi raccomando Mariotto, domenica ricordati di andare a votare per il referendum sulle concessioni rinnovabili energetiche.

    E’ importante, fondamentale esprimere il nostro parere. Il mio sarà un Sì senza se e senza ma. Voglio troppo bene al nostro ambiente per vederlo rovinare dall’avidità dei soliti noti. Comunque qualunque sia il il Tuo, il Vostro pensiero, l’importante è esercitare il nostro diritto di scegliere in quale mondo vogliamo vivere. Non come dice Renzi che esorta a non andare a votare per far fallire il quorum. E’ una vergogna che un presidente del consiglio non sia per niente istituzionale. Del resto, da un bulletto simile, non eletto da nessuno, non c’è da aspettarsi di meglio.

    Dimotriamogli che almeno noi Italiani siamo più responsabili di lui.

    Ciao caro Mariotto, a presto rileggerti, e buon voto!!!!

  9.   MARIOTTO Says:

    Cara Vitty, per una risposta alle tue esistenziali domande dovrai avere la pazienza di aspettare che io possa vivere una seconda vita. Quella che mi residua non è sufficiente.

    Ho pure poco tempo per chiosare la nuova poesia di Sergio Sestolla (Lambada), per cui mi limito a dire che questa non è una commento risposta, ma un iato, un intervallo, un rinvio di risposta o commento, che non so se mai verranno perfezionati.

    Posso solo anticipare intanto che questo “simil-sonetto” (probabilmente non lo è
    per via delle rime delle due quartine) è forse uno dei migliori testi di Sergio, o quantomeno quello che più ho apprezzato, fra i molti che ho avuto il piacere di leggere qui (ma non ha mai pensato a pubblicare le sue liriche? Stessa domanda vale per il silenzioso Cassandro).

    Fluido nella cadenza, serio e scherzevole nella sequenza delle immagini, quasi profondo nel contenuto, senza . . . “debolezze” (Tanto se le indico lui me le contesta)

    Gli serberò una posizione di rilievo nell’ambito delle composizioni che qui appaiono, circa le quali non nascondo il fatto che le inserisco a futura memoria in un file. Non si sa mai che si realizzi ciò che gli auguro

    Saluti per tutti

    P. S. Ti prego, Vitty, di considerare che “nel nostro piccolo” siamo già in quattro, in quanto pure io mi aggrego sul coinvolgimento e travolgimento del sentimento d’amore. Pure Papa Francesco ne ha parlato di recente positivamente nell’esortazione post sinodale “Amoris laetitia”, presentando la sessualità, pur con alcune riserve, come un «dono meraviglioso» di Dio, con una significativa autocritica per aver insistito troppo sul fine procreativo del matrimonio e non altrettanto sul suo fine unitivo. Per troppo tempo, infatti, la Chiesa ha tenuto, riconosce Francesco, un atteggiamento troppo difensivo, «con poca capacità propositiva per indicare strade di felicità».

  10.   vitty Says:

    Sergio quanto mi piace leggerti!!! Specialmente quando credi così tanto in un argomento ;) Mi sembra di sentire le atmosfere sessanttottine sul famoso slogan ” fate l’amore ,non fate la guerra ” Oppure la bella frase di Jonn Lennon che si scriveva sul diario di scuola ( anche Chiara ce l’aveva! )

    “viviamo in un mondo dove ci nascondiamo per fare l’amore ,
    mentre la violenza e l’odio si diffondono alla luce del sole .

    Ma quanto è vera e attuale questa frase! Forse è sempre stato e sempre sarà così. Ma sarebbe davvero l’ora di smetterla .

    Ho visto il film di Kubrick che tanto ti ha colpito. E ho pure letto il libro dal quale è stato tratto il film.

    La storia è piuttosto inquietante . Parla di incontri mascherati fra uomini e donne , di un matrimonio che sta’ traballando… finchè alla fine, come da un risveglio surreale, la vera ricetta per risolvere i problemi di coppia è proprio quello di ritornare ad essere una vera coppia con tanto di prescrizione medica di fare molto all’amore!

    Peccato che al termine delle riprese, i protagonisti del film : Tom Cruise e Nicole Kidman , si lasciarono definitivamente.

    Evidentemente il messaggio amoroso non fu per niente recepito :(

    Ma noi invece dobbiamo essere ottimisti , del resto, nel nostro piccolo siamo già in tre…Tu, io e Cassandro :) Se poi si aggiungono le persone che hanno letto i tuoi versi…!!! Eh, si ,perchè non si può non essere d’accordo su quanto sia bello lasciarsi coinvolgere e travolgere dal sentimento!

    Il crepuscolare Foscolo, non avrebbe per niente ammazzato
    ” il leopardo

    “ch’entro mi rugge”? .

    Ma anzi, lo avrebbe reso vitale e felice di vivere!

    Ciao Carissimo Sergio , grazie per averci fatto riflettere su quanto sia importante amare :)

  11.   SERGIO SESTOLLA Says:

    Ma che “grazie e grazie” vai tu, Vitty, a dire a Cassandro, perché anticipa, come se avesse scoperto l’acqua calda, che tutti i problemi del mondo si potrebbero risolvere incrementando al massimo il “fare all’amore”!!!!

    E lui, bono bono, che si gode il tuo “sei riuscito a farmi sorridere e a farmi sperare che l’Amore riesca a compiere il miracolo meraviglioso della pace, non dico nel mondo, ma nell’animo umano”.

    Per fortuna tua, Vitty, che hai subito soggiunto “Chissà Sergio come ne sarà entusiasta. Lui è da mo’ che cerca di promuoverla questa idea!”

    Brava. Vedo che cominci a conoscermi.

    Cassandro ha universalizzato il concetto che io, e sottolineo io, gli avevo indicato, in una delle nostre elucubrazioni parafilosofiche: concetto che avevo ampiamente mutuato dalla finale del film di Kubrik “Eyes wide shut” (la gente oggi neppure sa pronunciarlo questo titolo!).

    E dire che gli avevo fatto leggere pure la susseguente esposizione in versi, che qui propongo, nella speranza che nessuno si scandalizzi. Se ciò avvenisse mi scuso fin da ora.

    Ed ora che abbiamo rimesso un po’ le carte a posto . . . “Buona, e calma, domenica a tutti!”

    EYES WIDE SHUT ( 1 )

    (Frenarsi è necessario pure se
    ti sentiresti viceversa un re)

    (Lui)
    – Farei con te all’amore, non so se
    lo sai . . . eh sì . . . eh sì . . . ogni momento,
    ogni mezz’ora . . . un’ora ( in quanto che
    rianimarmi devo). Questo intento,

    forse tu non l’approvi o ti sorprende
    – che ti disturba, no, non me lo dire —
    ma è così . . . e quindi se si accende
    lo zolfanello solo all’apparire

    della tua figura, del tuo sguardo,
    che debbo fare? . . . mi do botte in testa
    perché mi calmi? . . . ammazzo il leopardo

    “ch’entro mi rugge”? . . . Quello che si innesca
    in me tu non lo sai, perché il “tardo”
    faccio, e il “lento” . . . Altro non mi resta,

    chè viceversa guasterei la festa
    perchè arriva un gendarme e mi arresta!

    ° ° °

    (Spesso un messaggio da particolare
    assume una valenza generale)

    (Lei)
    – Che cosa non saprei, secondo te?
    Mi fai proprio, tu, dell’altro mondo!
    “Fare all’amore sempre” . . . e che c’è
    di più divino? . . . bello a tutto tondo? . . .

    di più elettrizzante? . . . acquietante?
    . . . di più salvifico? . . . Ma scherzi tu!?
    Mi debbo trattenere ad ogni istante
    quando ti vedo. Nulla è di più

    su questa terra. Per me la salvezza
    di tutti è nel quieto pronunciare
    di Lei — e se ci penso il cuor si spezza –

    in “Eyes wide shut”: non lo scordare:
    Lei chiude il film senza incertezza:
    col dir che l’importante è “Scopare”.

    Può solamente Kubrik affermare
    che in quel verbo sta il vero campare! ( 2 )

    (Sergio Sestolla)

    ( 1 ) Eyes Wide Shut è un film del 1999 diretto da Stanley Kubrick. Ultima opera del regista, tratta dal romanzo Doppio sogno di Arthur Schnitzler

    Eyes wide shut non è un titolo qualunque. È un ossimoro che riassume in tre parole dalla difficoltosa traduzione (occhi chiusi spalancati? Occhi apertamente chiusi?) il cinema di Kubrick.

    (http://www.offscreen.it/rece/eyeswideshut.htm)

    (2 ) Tornato a casa a tarda sera Bill (Tom Cruise) ritrova la moglie che dorme accanto alla maschera da lui indossata la notte precedente e piangendo le racconta tutto. Epilogo in un grande magazzino dove è Alice (Nicole Kidman) a concludere, con parole quasi identiche a quelle del libro, dicendo che “è un bene essersi destati dai propri sogni e che sarà meglio rimanere svegli a lungo”, aggiungendo una frase conclusiva assente nel romanzo, che la sola cosa che resta a loro due di importante da fare “è scopare”.

  12.   vitty Says:

    Cassandro, ben tornato, potrei chiamarti ” uomo delle nevi!!” :) a differenza di Sergio e Mary, io non ho riso nel saperti sugli sci, anzi, mi sono preoccupata nel saperti in un luogo tanto freddo! Tu che ami il mare , il sole , i luoghi caldi!!!

    Mi chiedevo quanto ci saresti rimasto.

    Per fortuna non troppo. E’ bello riaverti qua!

    Ti ringrazio per aver cercato di dare una risposta ai miei quesiti e trovo molto giusta l’idea di ” togliere , con accordo mondiale, dalle mani di questo terrorismo planetario , i propri attuali mortali mezzi di attacco (armi, comprese quelle chimiche), che vengono forniti a iosa dai ciechi stati attaccati, vietandone la costruzione e la commercializzazione. ”

    Peccato che questa idea debba restare una mera utopia. Ci sono troppi interessi che girano intorno al traffico delle armi.

    E’ un grosso problema che riguarda intere nazioni.

    La nostra Ilaria Alpi , giornalista, inviata del Tg3 Rai in Somalia e l’operatore tv tv Miran Hrovatin , furono assassinati perchè scoprirono qualcosa di molto scottante in merito al traffico delle armi. Qualcuno stava per essere smascherato. Magari qualche politico che in tv si scagliava contro queste armi illecite portatrici di morte, mentre nel privato si arricchiva col sangue di tanti innocenti.

    Non ce la faranno a estirpare questo male. A causa dell’ipocrisia e dell’enorme movimento di denaro che questo traffico comporta.

    “È il “divieto” quello di non più
    in modo assoluto costruire . . .
    vendere . . . armi, e “l’obbligo” . . . orsù . . .
    è quello di . . . scopare a non finire”

    Invece l’idea di dover fare all’amore ” almeno una volta al giorno ” toglierebbe la cattiveria dal mondo!!! Una ricetta semplice, che non costa niente e riguarda tutti, la trovo geniale!!! sarei ben disposta , per il bene del mondo, a metterla in atto anche da subito :)

    “Non ci fu forse detto un dì: “Amatevi,
    e quindi con amor . . . moltiplicatevi”?

    Le fabbriche di armi siano chiuse . . .
    s’aprano in toto i corpi, e senza scuse!

    Si cerchi qui quel piacere immenso,
    che alla vita dà il vero senso.”

    Grazie Cassandro, sei riuscito a farmi sorridere e a farmi sperare che l’Amore riesca a compiere il miracolo meraviglioso della pace, non dico nel mondo, ma nell’animo umano :)

    Chissà Sergio come ne sarà entusiasta. Lui è da mo’ che cerca di promuoverla questa idea! ;) Vero Sergio?

    A proposito, Buona Pasqua anche a te, anche se in ritardo

    Hai fatto benissimo a rispondere a Mariotto. Io, come hai giustamente osservato, l’ho ” bombardato ” sui drammatici fatti di cronaca avvenuti recentememte.

    Ero così impressionata, spaventata , smarrita a tal punto da non sapere come riuscire a guardare ancora avanti, a darmi delle risposte del perchè accadono certe cose!

    E’ allora che gli ho chiesto un aiuto attraverso la filosofia nel darmi qualche risposta. Anche se sapevo bene che non esistono risposte su certi quesiti.

    Però mi è servito per sfogarmi.

    Povero Mariotto… spero di non averlo messo in imbarazzo. Scusami con lui se hai occasione di incontrarlo !

    A Te posso dire solo grazie per avermi dato una non risposta ” al senso della vita ” in maniera scherzosa, leggera come questa sensuale Lambada che certamente renderebbe più piacevole il viaggio verso l’ignoto a tutti i maschietti…

    “Che costa a me pensarla affascinante
    come le donne che spesso per strada
    vengono incontro a me? . . . sguardo sognante,

    fatto di ciglia lunghe e occhi di giada . . .
    Se è cos . . . l’aggancerò all’istante
    nel passo più osè della lambada.”

    Ma ci sarebbe la coda per affrontare quel ” certo ” viaggio!!!

    E per noi femmine, Sergio, quale passo di danza potresti suggerire? Forse un tango con un affascinante tanguero ( o tanghèro? :)

    In attesa di questa suggestiva danza, saluto Te e Cassandro con l’affetto di sempre.

    Vitty. :)

  13.   vitty Says:

    Mary, grazie per gli auguri e le gentili parole che mi hai rivolto per il blog. Il bello di questo mondo virtuale è poter comunicare e scambiare opinioni. Come abbiamo sempre fatto, sia da te sia da me.

    Un abbraccio e un bacio carissima , smack!!!!

  14.   CASSANDRO Says:

    Cara Vitty, prima di tutto “Buona Pasqua”, anche se un po’ in ritardo (Ciò non vuol dire che non abbia letto attentamente i tuoi pregevoli e interessanti post e gli interventi dei vari commentatori)

    In vero, ho preso una piccola vacanza e — come quella spia di Sestolla, ha riferito a Mary — sono andato a passare le festività in montagna per riposare e non di certo per “volteggiare fra le nevi” (questa infatti è stata l’espressione di Sergio, evocatrice ovviamente di un evento tanto sconvolgente che la detta Mary si è perfino rifiutata di pensarlo, scrivendo nel suo blog un complice e ridente “nun ce posso pensa’!!”, con ben due punti esclamativi . . . Grazie a tutti e due, ehm! . . . oltre che auguri).

    Intervengo ora a seguito del tuo commento sottostante del 16 marzo dove scrivi alla fine “E Cassandro cose dice di questo momento tanto difficile che stiamo attraversando?”

    E che dire, cara Vitty, se non che come quasi tutti pensano — e come tu hai in maniera finalmente veritiera posto in evidenza scrivendo “dire che la paura non avrà il sopravvento sono BUGIE” — purtroppo per noi e per i nostri figli “mala tempora currunt”.

    Mutuando una espressione del gergo calcistico, secondo me, stiamo giocando “in difesa”: ci difendiamo dai continui attacchi esterni, ed arrestiamo, quando riusciamo, uno o due terroristi autori delle stragi, a fronte di centinaia di morti effettivi o potenziali.

    Occorrerebbe togliere, con accordo mondiale, dalle mani di questo terrorismo planetario — che giorno dopo giorno appena può ci spara addosso oppure ci fa esplodere, incurante se la carneficina colpisca adulti o bambini — i propri attuali mortali mezzi di attacco (armi, comprese quelle chimiche), che vengono forniti a iosa dai ciechi stati attaccati, vietandone la costruzione e la commercializzazione. Mi sembra che viceversa si vada verso un suicidio collettivo.

    Oggi si corre indefessamente per difenderci, si corre arrogantemente per attaccare, e non c’è più tempo neppure di fare la cosa più naturale del mondo, cioè, fare all’amore, come avveniva un tempo, quando amarsi, sotto tutti i punti di vista, era quasi lo scopo primario della vita, e quindi poi umanamente rilassarsi dalla tensione che ci sta oggi inutilmente consumando. E se si imponesse per legge l’obbligo di fare ogni giorno all’amore, e quindi si tornasse al bel tempo antico?

    Tanto per sorridere su questa pazza idea, che poi tanto pazza non è, ho scritto qualcosa in proposito, non so neppure io perché.

    RIMEDIO ANTITERRORISMO
    (Un divieto e un obbligo)

    Beh, contro il terrorismo e contro bombe
    . . . sì, contro il fanatismo che non vuole
    sentir ragione ed apre mille tombe
    per chi vuol pace vera e quindi suole,

    sia sotto luna che sia sotto sole,

    farsi gli affari suoi . . . io ce l’avrei
    il mio rimedio . . . forse un po’ banale,
    fatto di un “divieto”, e — se tu sei
    sensibile a ciò che molto vale –

    di un “obbligo”, che non ha l’uguale.

    È il “divieto” quello di non più
    in modo assoluto costruire . . .
    vendere . . . armi, e “l’obbligo” . . . orsù . . .
    è quello di . . . scopare a non finire

    con godimento immenso . . . a dargli giù

    senza quel chiodo fisso volto a
    eliminare chi siccome te,
    no, non la pensa. Infatti, ben si sta
    se sol con gli altri vivi, ami e

    perciò del Ciel rispetti volontà.

    Non ci fu forse detto un dì: “Amatevi,
    e quindi con amor . . . moltiplicatevi”?

    Le fabbriche di armi siano chiuse . . .
    s’aprano in toto i corpi, e senza scuse!

    Si cerchi qui quel piacere immenso,
    che alla vita dà il vero senso.

    Per caduta di libido e poiché
    blocca i profitti ciò io temo che

    al mio rimedio si risponda “Tié!”

    Fottetevi allora in un due tre!

    (Cassandro)

  15.   Mary Says:

    Carissima, passo per lasciarti i miei più calorosi auguri di Buona Pasqua a te e famiglia!
    Questo tuo blog sta diventando sempre più un salotto “letterario” ed è piacevole tornarvi per leggere cose interessanti…

  16.   SERGIO SESTOLLA Says:

    Anch’io, come Vitty, non so bene come chiamarti, se egregio o esimio o distinto per cui opto per un più socializzante

    Caro amico Mariotto.

    Prima di tutto “grazie” per il cortese commento contenente fra l’altro un’articolata risposta alla mia “perdita di tempo” a scribacchiare, la quale, è giusto che lo precisi, ha alla base un volere fermare esclusivamente per “memoria” (e in versi, per la potenza e concisione che questi racchiudono, anche se ovviamente non assurgono a dignità di poesia) qualche situazione “contingente” (eh sì, la mia 1° debolezza è proprio la spina irritativa del tutto) sia a carattere politico, sia sociale, sia goliardico, ecc. che abbia io a vivere, e che possa pure interessare a vario titolo qualche mio lettore, il cui giudizio, positivo o negativo che sia, ovviamente mi interessa perchè base di ulteriore crescita, ammesso che si debba crescere ancora, e non solo vivere (a volte mi chiedo se non sarebbe stato meglio) come chi “e mangia e beve e dorme e veste panni”.

    Con ciò penso di avere chiarito il motivo per cui arricchisco con note i miei scritti (specie se vergate da persone che utilizzano la penna non come la zappa): fra qualche anno saranno queste le cose che interesseranno di più a quel detto mio lettore. Questa mia “2° debolezza” è il vero regalo ai terzi, oltre a rendere le mie “perdite di tempo” — grazie anche alle pregevoli considerazioni, ora esposte, Mariotto, nel tuo elegante e quasi esaustivo saggio sul fugace “tempo a nostra disposizione” – un poco meno tali.

    Tornando ad un chiarimento circa le altre debolezze acutamente rilevate, posso aggiungere che mi è sempre piaciuto, fin dai tempi del liceo, “ragionare a contrario” (come hai ben compreso alla fine della esposizione della 3 ° debolezza), e che il gioco di parole (4° debolezza) valeva soltanto per “caricare” un po’ sulle parole di Alfano e il suo ricattatorio intervento, in quanto pur con lo stralcio di taluni contenuti, nell’incipit preciso che “è’ stata così tolta una spina a questa assai confusa società”, e non voleva minimamente qualificare “da esecrare”, come ben compreso da Vitty.

    La 5° debolezza prendila come vuoi, ma lasciamela passare: non invidio proprio chi concorda su qualunque presa di posizione di Angelino Alfano: preferisco persino il senatore Razzi (che qualche estrema e triste verità l’ha pure detta!).

    E infine grazie per esserti a me accomunato alle “perdite di tempo” estremo baluardo a difesa di ciò che hai precisato . . . e che continueremo a difendere, anche per una piacevole forma di snobismo.

    Per chiuder, poiché hai accennato al “pizzico di brio” che è bene sia sempre presente nelle discussioni, anche su temi particolarmente seri ed ineluttabili – sui quali ti ha bombardato Vitty — ecco un ultimo scritto che tratta pur sempre di una unione, che questa volta, più che civile, chiamerei “fantasiosa”.

    Non è certo una “risposta al senso della vita”, sul quale chiede lumi la padrona di casa, ma almeno a questo ci avviciniamo sorridendo. Buona Pasqua a tutti

    L A M B A D A

    Più tempo passa e più penso alla morte,
    così . . . come pensassi ad un’amica . . .
    d’altronde prima o poi avrò la sorte
    d’imbattermi in questa dama antica.

    Chissà come sarà? . . . Chissà in che modo
    mi accoglierà? . . . Chissà, potrebbe anche . . .
    essere bella . . . con il corpo sodo . . .
    capelli scuri sulle carni bianche.

    Che costa a me pensarla affascinante
    come le donne che spesso per strada
    vengono incontro a me? . . . sguardo sognante,

    fatto di ciglia lunghe e occhi di giada . . .
    Se è cos . . . l’aggancerò all’istante
    nel passo più osè della lambada.

    (Sergio Sestolla)

  17.   vitty Says:

    Caro Mariotto ( permetti, vero, che esordisca così ? ) Mi piace pensare che Tu sia un amico, oltre che una semplificazione letteraria. Infatti, mi viene difficile iniziare diversamente. Come potrei chiamarti… egregio ? Esimio ? Distinto o eccellente???!!!

    :) Tutti, tutti li meriteresti questi appellativi, per come scrivi, per i pensieri altamente articolati e profondi che Hai avuto per lo scritto del nostro amico poeta Sergio Sestolla.

    Ed è proprio per questo, per l’apprezzamento e l’amicizia che nutri sia per Sergio Sestolla sia per Cassandro, che non posso non considerarti una graditissima presenza in questo , sempre più intimo, salotto .

    Stasera mi occorrerebbe la Tua cultura, la Tua conoscenza della Filosofia, per poter darmi una risposta a tutto quello che sta’ accadendo in questi giorni. Vorrei avere delle risposte che mi rendessero il senso della vita!

    Penso a quelle giovani e brave studiose ragazze, scelte per l’Erasmus in Spagna, morte in quel tragico incidente sul pullman.
    Penso alla loro vita interrotta, ai loro sogni che non si realizzeranno mai più. Al dolore immenso, inimmaginabile dei loro genitori. Mi chiedo a chi, a cosa possa servire questo sacrificio? E la loro vita così breve , che significato può avere?

    Questo fatto mi ha veramente molto turbato, ho pianto vedendo i loro volti, i loro sorrisi. Non dimenticherò i loro nomi….

    Francesca Bonello;
    Elisa Valent;
    Valentina Gallo;
    Elena Maestrini;
    Lucrezia Borghi;
    Serena Saracino;
    Elisa Scarascia Mugnozza.

    Poi c’è stato quell’orribile attentato terroristico a Bruxelles in areoporto e metropolitana. Che è costato la vita a tante persone innocenti che stavano vivendo la loro vita normale ,di tutti i giorni.

    Ora ci saranno fiaccolate e discorsi per dire al mondo che nessuno potrà cambiare le nostre vite, abitudini. Che la paura non avrà il sopravvento.

    Ma sono bugie! Di fatto la nostra vita è già cambiata.

    O forse sono io ad essere cambiata. Sento che tutto è provvisorio. Che ogni cosa può mutare da un momento all’altro.

    Si evitano i luoghi molto affollati. Ci guardiamo in giro con circospezione.

    Qualche tempo fa in autubus, un arabo si è seduto nel seggiolino dietro al mio. La signora che avevo accanto si è alzata ed ha cambiato posto. Io sono rimasta ferma, per dimostrare che non avevo timore..ma finchè quel signore non è sceso sono rimasta sul chi vive.

    Poveretto, manco ci pensava a farci del male… ma quella pelle scura, quella barba così lunga e soprattutto quello sguardo inquietante…bè, c’ha fatto pensare a cose paurose!

    Quindi, non è vero che non cambieremo le nostre abitudini, perchè di fatto, sono già cambiate.

    E allora caro amico Mariotto… a quale pensiero filosofico potrò mai affidarmi per dare un senso a tutto ciò? Per trovare la forza di guardare ancora avanti con fiducia?

    Con la speranza di ricevere una Tua risposta, Ti saluto caramente.

    Vitty.

  18.   vitty Says:

    Grazie Antonio, contraccambio di cuore ! :)

  19.   antoniodelsol Says:

    ciao Vitty, passo per gli auguri di buona Pasqua. :)

  20.   MARIOTTO Says:

    Pur se spesso per motivi di lavoro mi viene impossibile intervenire, seguo, per quel che posso, il tuo in parte poetico blog, Vitty, in base al quale ho potuto anche conoscere (e di ciò debbo dirti grazie) il delicato modo quasi minimalista di poetare con immensa grazia di Vivian Lamarque, oltre a rafforzare la mia idea su quello dei noti commentatori Cassandro e Sergio Sestolla, circa il cui ultimo commento, se mi permetti, Vitty, vorrei intervenire, provocato come mi sento dalla sua chiusura circa il “cosa pensa chi legge i suoi versi”.

    Tale premessa è molto doverosa in quanto le considerazioni che qui di seguito espongo prescindono dalla contingenza che ha ispirato la sua composizione, e attengono per un verso alle “motivazioni” che ci inducono a cimentarci in delle prove e per altro verso all’analisi dei risultati delle prove stesse: ritengo infatti che ogni composizione di Sergio, come per altri, è senz’altro un progetto di “rappresentazione di uno stato di fugace grazia”, qual è ogni esito maturato nei felici momenti d’un’ispirazione. Che son bagliori che benché fugaci lasciano sempre un’eco del passaggio, e dell’incanto.

    Ma se ciò è vero, già introduce a uno degli interrogativi che si è posto, e che più che “un dubbio” è tema quasi esistenziale che così io sintetizzo:
    può definirsi “perdita di tempo” un nostro impegno, qualora ci gratifichi?

    La domanda sulla “perdita di tempo” apre a orizzonti sconfinati, implicando risposte univoche a dilemmi che di univoco hanno solo la loro perenne non risolvibilità (il “valore” collettivo e individuale del tempo; ciò che può darci e ciò che ci attendiamo dal suo scorrere e dal suo utilizzo; come altri — individui, correnti di pensiero — pretendono debba essere finalizzato, per non esser “perso”, il tempo di un’ esistenza che altrimenti andrebbe anch’essa persa; la sfuggente evanescenza o l’ermetica incombenza di giorni e anni, a seconda che riguardino il passato o l’oggi, ovvero l’approssimarsi di difficoltà ingigantite dall’indeterminatezza, insondabili, temute).

    E ancora, quand’anche il “nostro” tempo e il suo utilizzo paiano non avere alcun significato nel mondo con cui ci relazioniamo, ben possono averlo nel mondo di motivazioni individuali dal quale traiamo le spinte per agire. E questo basta a giustificarne per noi utilizzi alternativi o originali rispetto a quelli che i più hanno prescelto, e originali rispetto alle loro la capacità di penetrarli.

    Ed ora una mia opinione — col permesso della paziente Vitty — o valutazione, o per dirla più chiaramente piccola esegesi, sulla composizione ultima (“cosa ne pensa, ecc. ecc. ?”)

    A differenza che in altri suoi scritti, di cui è ricco codesto blog, ho riscontrato in questa ultima si Sestolla alcuni punti di certa debolezza.

    • 1a debolezza

    l’estrema contingenza
    . non dell’evento da cui il testo prende spunto (l’introduzione, anche da noi, di un istituto di civile convivenza già da tempo fatto proprio in altri Stati),
    . ma dei riferimenti a suoi dettagli che, di qui a poco, consolidato l’istituto, diverranno incomprensibili a coloro che non ne abbiano vissuto il travaglio della gestazione, e che sono invece, nella dinamica del testo, il perno su cui ruota la composizione:
    – non adozione e non obbligo di fedeltà (confinati, con immagine potente, in
    una stanza detta “Compromesso”);
    – il perché del richiamo alla Natura (che è bellezza, serenità, amore e gioia)
    e della quale si pretende ed evoca il rispetto;
    – una mano da non stringere, quella di Alfano, a pena di oscure conseguenze
    negative (son “cazzi sua, [di chi stringe la mano] detto piano piano”);

    • 2a debolezza

    la necessità di corredare il testo di puntuali note esplicative della portata e del processo di formazione della legge sulle “Unioni”, e la riproposizione di commenti giornalistici di parte che, per la loro brillantezza, distraggono il lettore dal testo della composizione. Con il pericolo che, in fine, ciò che resta non è il gusto dei suoi versi ma l’apprezzamento dei pezzi di corredo;

    • 3a debolezza

    l’ambiguità del riferimento alla Natura, della quale non si capisce chiaro da che parte stia. Essa infatti, serena bellezza da vivere in gioia e con amore, va sempre assecondata (“rispettata”) perché, se le si va contro, si ritorcerebbe in ischifezza.
    Peccato, però, che nel brano non si intenda se le Unioni stiano dentro o fuori delle cose “naturali”. E solo in fine lo si intende “per contrario”, all’entrata in campo del ministro Alfano, stando la Natura – questa è la tesi – dalla parte opposta a quella sostenuta dal ministro;

    • 4a debolezza

    la goliardia del gioco di parole che muta in “vile” l’Unione che voleva essere civile, quando, al più, senza i contenuti che le son stati negati, quell’Unione è solamente “meno” unione, un po’ meno civile, ma non perciò vile o abietta, da esecrare;

    • 5a debolezza

    certa commistione tra un giudizio di valore e un sussurro di minacce.

    L’ultimo verso, quello che accenna ai “cavol suoi” in capo a chi solidarizza con Alfano, può essere inteso come esterna sentenza di condanna (morale) o come minaccia di danni certi e meritati.

    Meno plausibile la lettura più benevola, che potrebbe interpretare il rinvio ai “cavol suoi” come rinuncia a esprimere giudizi di valore su qualsivoglia posizione o convinzione.

    Un’applicazione di “relativismo etico” (con venature di relativismo culturale) eretto a regola di vita.

    Non pretendo, come al solito, che Sergio Sestolla autore del comunque sempre gradevole testo sulle “Unioni” condivida “le debolezze” che ho ora espresso (su sua espressa richiesta . . . quasi come a dire a mia discolpa che “me le ha tirato con le tenaglie”), ma se solo appena lo faranno dubitare, o lo indurranno in tentazione di una replica, l’esegeta Mariotto vedrà comprovata la sua tesi che le comuni (di entrambi) “perdite di tempo” (ma il blog è perdita di tempo?), se insaporite con un pizzico di brio, possono evolvere in validi baluardi all’incalzare del disimpegno che grava su di noi come un velo discendente in modo sempre più incombente dall’alto . . . oltre a comprovare, più che la tesi, la certezza che Vitty è in possesso di una dote di gentilezza quasi unica, ed è un pregio averla conosciuta in questo terribilmente vago internet.

  21.   vitty Says:

    Sergio, non ci posso credere che ti eri astenuto dal pubblicare il tuo commento solo perchè ero rimasta delusa dallo stravolgimento della legge Cirinnà.

    O non si è sempre detto che sono proprio le differenze di pensiero, che ci aiutano a capire meglio le cose! Infatti, se uniamo i miei punti di vista con i tuoi, ecco che la visione dei fatti si allarga aiutandoci ( aiutandomi ) a vedere e capire cose che non avevo considerato.

    Se da una parte, come dice Stefano Rodotà: “Nata per sanare discrimini, la legge Cirinnà li ribadisce”. dall’altra tante coppie che vivono insieme, oggi potranno vedere riconosciuti i loro diritti. Penso più che altro all’assistenza sanitaria. Al diritto di poter restare accanto al proprio compagno/a nel momento del bisogno.

    Spero che le pressioni europee possano presto far riconoscere anche i diritti ai bambini di avere una famiglia . L’amore non ha sesso, non deve esserci discriminazione da una famiglia etero,o da una formata da persone dello stesso sesso. L’importante è che siano amati !

    Come giustamente scrivi nei tuoi versi , sempre azzeccatissimi :

    "Che si provveda, se no le “civili
    unioni”, ahimè, saranno . . . “incivili”
    più “in” . . . o senza “ci”, soltanto “vili”.

    Chi crede che il mio dire è falso e vano
    stringa pure la mano ad Alfano ( 2 )
    Poi “Cazzi sua!”, detto piano piano."

    Non voglio fare commenti su Alfano perchè sono superflui. Lui si commenta da solo… basta guardare come agisce e ascoltare quel che dice… si rimane basiti per il suo basso profilo, sia come uomo, sia come politico. Arriverà un giorno che verrà spazzato via…

    Ciao Sergio, è stato un piacere leggerti. Grazie per avermi spiegato ancora meglio questa nuova legge :) E Cassandro cose dice di questo momento tanto difficile che stiamo attraversando? Me lo saluti? ;)

    Ciao carissimo, ti lascio un abbraccio!!!!

  22.   SERGIO SESTOLLA Says:

    Aggiungere qualcosa questo post, o diversamente commentarlo, è impresa quasi impossibile.

    Hai fatto un accurato resoconto delle varie dichiarazioni ufficiali che hanno messo in luce come noi che ascoltiamo ciò che dicono e poi si rimangiano i nostri politici e nostri rappresentanti ( che fanno apparire quindi pure noi, loro rappresentati, delle banderuole al vento), all’unico ed esclusivo fine di salvare la comoda e ben retribuita poltrona al Parlamento, siamo le vittime sacrificali del loro interessato Bla bla blà.

    Pure io ho scritto qualcosa in versi per memoria di questo provvedimento che di certo ha il merito di avere codificato delle situazioni fino ad oggi incresciose, pure se ha dovuto per motivi di realpolitik, restringere qualche porta inizialmente aperta (che probabilmente sarà riaperta appena sorgeranno delle questioni legali in argomento).

    Ma riconnettendomi, sia pure per altri motivi, al “delusamente” col quale chiudi il tuo post mi ero astenuto dal pubblicare ritenendola una mia ulteriore emerita “perdita di tempo” (a volte, vorrei proprio sapere cosa pensa che legge i miei testi: ci sarebbe da ridere!)

    U N I O N I C I V I L I

    “Unioni civili” è definita
    la nuova legge che or disciplina
    fra i tanti “Omo” il patto di vita.
    E’ stata così tolta una spina

    a questa assai confusa società
    . . . con gli “Etero” portata eguaglianza,
    ma poca: “adozione” e “fedeltà”
    son stati, infatti, chiusi in una stanza

    chiamata “Compromesso” ( 1 ) . Questo è
    motivo perché assai presto chiarezza
    venga . . . d’ambiguità si esca e

    Natura si rispetti, che è bellezza,
    serenità, amore e gioia. Se
    le si va contro torna la schifezza.

    Che si provveda, se no le “civili
    unioni”, ahimè, saranno . . . “incivili”
    più “in” . . . o senza “ci”, soltanto “vili”.

    Chi crede che il mio dire è falso e vano
    stringa pure la mano ad Alfano ( 2 )
    Poi “Cazzi sua!”, detto piano piano.

    (Sergio Sestolla)

    ( 1 ) Nel ddl Cirinnà, nella nuova riformulazione dopo il braccio di ferro all’interno della maggioranza, non ci sono più stepchild e obbligo di fedeltà, così come molti dei riferimenti al matrimonio. Il testo rimane diviso in due parti: la prima introduce ex novo nell’ordinamento italiano l’istituto dell’unione civile tra persone dello stesso sesso quale specifica formazione sociale, mentre la seconda reca una disciplina della convivenza di fatto, sia eterosessuale che omosessuale, orientata essenzialmente a recepire nell’ordinamento legislativo le evoluzioni giurisprudenziali già consolidate nell’ambito dei diritti e dei doveri delle coppie conviventi.

    CHE COS’E’ UN’UNIONE CIVILE – E’ un’unione tra persone dello stesso sesso quale specifica formazione sociale. Il riferimento (inserito con il maxiemendamento) è agli articoli 2 e 3 della Costituzione (quello sui diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali e sull’uguaglianza dei cittadini senza distinzione di sesso). Due persone maggiorenni dello stesso sesso costituiscono un’unione civile mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile ed alla presenza di due testimono. La dichiarazione all’ufficiale di stato civile, quindi, è l’atto con cui si ufficializza un’unione tra persone dello stesso sesso. È lo stesso ufficiale a registrare gli atti nell’archivio dello stato civile (nessun albo dedicato, quindi).

    ( 2 ) Secondo il ministro dell’Interno Angelino Alfano, eliminando dalla legge Cirinnà la “stepchild adoption” che consentiva ai centinaia di bambini e ragazzi di avere dei genitori e calpestando l’orientamento della stragrande maggioranza del Parlamento, il governo ha sventato una “rivoluzione antropologica contronatura”. Ora, per carità. È comprensibile che Alfano abbia un concetto approssimativo dell’antropologia e della natura, che fra l’altro si è accanita contro di lui . . . (dall’editoriale di Marco Travaglio su “Il fatto quotidiano” del 26 febbraio 2016)

    (http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/25/in-edicola-sul-fatto-del-26-febbraio-un-ministro-contronatura-indagato-alfano-per-abuso-dufficio/2497294/)

    E al ministro è arrivata la replica dell’ex Pd Pippo Civati che ne chiede le dimissioni: “Chiediamo ad Alfano di prendere la macchina del tempo che lo ha portato fino a noi e di ritornare alla preistoria da cui proviene. Un ministro dell’Eterno ritorno alla discriminazione. Si dimetta”. Ma anche della sinistra dem: “Caro Alfano – attacca Roberto Speranza – l’unica cosa contro natura di questi giorni è stato l’oscurantismo di chi non vuol riconoscere l’uguaglianza dei diritti delle persone”. “Caro Speranza – la replica di Alfano – è secondo natura che due uomini abbiano un figlio? E’ secondo natura che una donna metta sul proprio ventre la targhetta del prezzo. No, caro Speranza. Anche la politica ha un limite: la natura”.

    (http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/02/25/unioni-civili-intesa-pd-ncd.-renzi-esulta-stasera-la-fiducia-in-senato_64f38249-e81b-4661-8155-fa0916a4abfa.html)

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