Oggi 25 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne.
Violenza che viene definita  Femminicidio. Ed è stata una donna a coniare questo termine, ( inserito poi nell’Enciclopedia Treccani ) Barbara Spinelli, una giovane avvocata, attivista per i diritti umani, da dieci anni in prima linea per la difesa dei diritti delle donne.
E’ stata la principale promotrice in Italia per l’utilizzo del concetto di femminicidio, spiegandone le origini e la valenza politica nel libro “Femminicidio. Dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale”
  “Questo termine indica un omicidio legato alla questione di genere, un omicidio che
 trascina un rapporto di oppressione fra l’omicida e la vittima “
 Dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale , dando il via poi all’uso del termine un po’ ovunque.
Ma “non è un neologismo italiano” spiega la Spinelli
«Come termine neutro, per indicare l’uccisione de una femmina
al di là del rapporto con il suo carnefice, venne usato sin dall’Ottocento, in Inghilterra e nell’America del Sud “
Nel 1992 la criminologa Diana Russel usò la parola femminicide
in un proprio saggio. Aveva notato che , mentre gli uomini venivano uccisi perlopiù da sconosciuti e per vari motivi,
le donne, le lesbiche,le trans e le bambine venivano quasi tutte uccise per motivi più personali. Una relazione finita,
una gelosia, un tradimento,un’intimità negata.
C’era sempre un rapporto di oppressione alla base di questi omicidi.
Anche l’antropologa messicana Marcela Lagarde, l’anno seguente,
tradusse la parola in feminicidio per riferirsi alla violenza maschile sulle donne.
E qui il termine entrò nei movimenti femministi anche in Italia.
Come si può capire questi fatti brutali sono oggetto di studio da anni. E nonostante se ne parli sempre di più, questa mattanza non accenna a diminuire. Secondo una ricerca condotta dall’Eures, L’Istituto di ricerche economiche e sociali, è una vera strage :
Centosedici donne uccise da mariti, fidanzati, compagni o altri familiari. Una ogni tregiorni.
 Negli ultimi dieci anni i femminicidi in Italia sono stati 1.740,
 il 71,9% in famiglia. 846 di loro all’interno della coppia, 224 per mano di un ex.
C’è da restare sgomenti nel leggere queste cifre.
Per questo oggi è stata indetta questa giornata per non dimenticare queste donne uccise . L’emblema di questa giornata saranno delle scarpe rosse.
Perchè proprio le scarpe rosse???
Perchè sono come quelle  che Dorothy indossava nel Mago di Oz e che le hanno permesso di tornare a casa, per questo sono diventati simbolo della lotta contro il femminicidio e la violenza contro le donne, grazie anche ad un’artista.
Elina Chauvet le utilizzò per la prima volta il 27 luglio del 2012
davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne uccise nella città messicana di Juarez. Da quel giorno le scarpette rosse, dello stesso colore del sangue versato da tantissime donne in tutto il mondo, sono diventate il simbolo della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.
Anche nel nostro piccolo villaggio è stato ricordato questo giorno. Una panchina di una piazza dove avvengono vari eventi pubblici  nei giorni scorsi è stata dipinta di rosso, un  bel rosso brillante. Ebene la notte scorsa la panchina è stata imbrattata. Giusto per ricordarci che l’imbecillità umana non ha limiti.
demoralizzatamente vostra, vitty.


4 Commenti to “25 novembre di solidarietà”

  1.   vitty Says:

    Ti ringrazio Cassandro per aver portato la Tua solidarietà alle donne proprio nel giorno dedicato alle vittime del femminicidio.

    Ma una donna, oltre alla morte fisica, spesso subisce quella morale , con ricatti sessuali sul posto del lavoro, con approcci che non hanno niente a che vedere con la galanteria, ma che sfocia proprio nel torpiloquio.

    E’ difficile difendersi , mantenere il rispetto per se stesse quando si viene considerate come un oggetto da usare e gettare.

    E benissimo hai fatto a sottolineare che molto spetta alle mamme, affinchè i loro figli, gli uomini di domani, imparino a rispettare tutte le donne!!!

    " opportuno

    sarebbe il figlio maschio educare
    a non fare il ‘macho’, e a che ognuno
    veda nella compagna quella che
    un dì vita gli ha dato, e ancora dà
    a questo mondo la linfa, perché
    così soltanto meglio si starà."

    Grazie carissimo! la Tua sensibilità ha saputo centrare il problema, perchè tutto nasce da lì, dal rispetto che si deve alle persone, in questo caso alle donne, portatrici di vita.

    Nel salutarti Cassandro, desidero inviare una poesia che mi piace molto e che trovo davvero adatta in questa ricorrenza a tutte le donne…

    Valzer delle Donne

    Questo è il valzer delle donne del mondo,
    quelle basse, quelle alte, quelle more,
    quelle giuste, quelle che il silicone tiene
    sulla cresta dell’onda.

    Questo è il valzer delle donne maltrattate,
    chiuse dentro i burka dove non devono pensare,
    dove non possono studiare, per carità
    andare al mare, però possono respirare.

    Questo è il valzer di chi sta sempre giù,
    questo è il valzer che se inciampi puoi cadere
    nella retorica ma è anche il valzer delle
    mamme d’america, un valzer che non conta
    uno, due, tre, ma se conterà puoi contare su di me.

    Questo è il valzer delle donne colombiane,
    delle bambine Thailandesi e delle donne Africane.
    Questo è il valzer delle donne dimenticate,
    di tutte quelle che non sono mai nate.

    Questo è il valzer di chi non ne può più,
    un valzer che non deve girare più.

    “A TUTTE LE DONNE DEL MONDO CHE ANCORA OGGI
    NON HANNO GLI STESSI DIRITTI DEGLI UOMINI”

    Vincenzo Spampinato.

  2.   vitty Says:

    Mi complimento per te ,caro Antonio! Hai usato parole molto belle per noi donne, non posso che ringraziarti a nome di tutta la categoria, Grazie davvero!!!!

    Un caro saluto, ciao! :)

  3.   antoniodelsol Says:

    anche io ho scritto sull’argomento e posso dire di aver conseguito un lusinghiero successo di lettori….
    ciao Vitty, buona serata

  4.   CASSANDRO Says:

    Qualche piccola semplice parola anch’io sul triste fenomeno della “violenza sulle donne”, oggi ricordato in modo molto ben dettagliato, anche sul tuo blog, Vitty.

    Non certo dirò dei casi estremi di femminicidio, dove non basta penna o codice penale per esecrarli, ma di quelli che non raggiungono tali estremi (ma che pur fanno ugualmente male al genere femminile) poichè si fermano alla violenza verbale o di offensiva proposta, i quali sono oggi di una consistenza inimmaginabile.

    VIOLENZA SULLE DONNE

    “Mai violenza sulle donne, mai!”
    Ma questo è pure atto di violenza,
    sia pure assai leggero, perché vai
    a prendere posizione senza

    che ti sia stato chiesto apertamente.
    La donna, infatti, oggi penso che
    difendere si possa egregiamente
    da sola . . . io ci credo, e quindi se

    succede ancora ciò più che gridare
    “Quelle manacce giù!” . . . ehm . . . opportuno
    sarebbe il figlio maschio educare
    a non fare il ‘macho’, e a che ognuno

    veda nella compagna quella che
    un dì vita gli ha dato, e ancora dà
    a questo mondo la linfa, perché
    così soltanto meglio si starà.

    Il maschilismo si può debellare,
    ripeto, sol col ‘maschio’ educare,
    non disgiunto dal dovere dare
    a ‘femmina’ autostima . . . non vi pare? . . .

    in modo che al boyfriend “Va’ a cagare . . .!”
    a brutto muso gli possa gridare.
    quando questo vuole molestare.

    Una parola a volte può smontare!

    (Cassandro)

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