Allora, facciamo finta che il nuovo anno inizi ora con Febbraio. Gennaio è stato solo un mese di prova ! Da dimenticare!
Come l’influenza presa e vissuta a tre. Mica facile curarsi , riguardarsi mentre le esigenze di tutti i giorni vanno avanti con prepotenza. Per alleggerire la situazione mi immaginavo di vivere in casa del profesor Collalto, il cognato di GianBurrasca. Quello che curava le persone ,nel caso specifico la marchesa Sterzi, con delle odiose adenoidi che costringevano a parlare  di naso. Ecco, essendo tutti molto raffreddati, anche noi in casa parlavamo in maniera molto nasale.  A sentir dire ” babba bia ho le bani gelate” e rispondere come se fossimo su un altro pianeta, a me veniva da ridere. Così iniziavo a raccontare di questa marchesa Sterzi e la cura del Collalto , che altro non erano che delle inalazioni. Noi invece, più progrediti, abbiamo usato l’areosol.
Non so Voi, ma in casa non avevano tanta voglia di sentire discorsi. Per me stare in silenzio è un vero castigo. Anche perchè parlando e scherzando, un poco si sdrammatizza !
Così facevo con i miei ragazzi quando erano piccoli. Trovavo delle storie parallele alle nostre ma piene di diversivi divertenti che rendevano quel momento noioso, in un momento piacevole e avventuroso!
Devo dire che ero ben allenata perchè l’avevo sperimentato con me penso da sempre. I personaggi dei libri mi restavano dentro, fino a sentirli come amici.E nei momenti in cui dovevo stare zitta e buona, ecco che venivano a trovarmi. Oppure quando più grandina dovevo rinunciare a qualcosa pensavo sempre alle parole della signora March, la famosa mamma delle ” Piccole donne ” che spronava le proprie figlie a saper donare agli altri , certamente più sfortunati di loro, qualche oggetto, o cibo particolarmente gradito. E’ un libro che ho amato e che amo tuttora ! E’ un libro che insegna a migliorarsi , non a snaturarsi o a prevaricare qualcuno, ma a gioire nel compiere qualche azione buona e gentile.
Così come mi è rimasta nel cuore la timorosa Alice ( Una monetina per Alice ) una bambina orfana che desidera ardentemente di essere adottata, di avere anche lei una mamma che le voglia bene.
E l’avventura di Nicoletta, nascosta per otto giorni in una soffitta  da tre generosi fratelli : Maurizio, Francesco, Paolo . Per sfuggire alle vessazioni di una cattiva signora che doveva occuparsi di lei dopo la morte dei genitori.
Questi sono i libri che ho letto a sette anni che hanno  lasciato il segno dentro di me. Anche Pinocchio ( quello fu il primo libro che ricevetti come regalo per i miei sei anni. Anche quello non posso dimenticarlo , non per la storia che mi piacque molto, ma per la sgridata e punizione che mi beccai per averlo prestato ad un’amichetta. Da allora ho imparato che i libri non si prestano. O se si fa, è per dimostare quanto si tiene a quella persona )
Oggi posso dire che i miei preferiti sono i libri usati. E se dentro ci trovo qualche annotazione mi diventano ancora più cari.
Sono felice di essere cresciuta in un’epoca in cui non c’era niente di tutta la tecnologia che abbiamo oggi. Il poter leggere, sognare, volare con la fantasia ha arricchito sicuramente il mio essere.  E non è sbagliato affermare che un libro sia un amico per sempre!
Buona lettura a tutti, Vitty.


18 Commenti to “Un libro, un amico per sempre !”

  1.   vitty Says:

    Lo sapevo Cassandro che non ti avrei sorpreso con la poesia di Catullo. Come avrei potuto con tutta la cultura che ti porti dentro! Non immaginavo però che avrei “sfondato una porta aperta ” nel senso che quella poesia era un tuo cavallo di battaglia con le tue compagne di scuola!! Ah…cosa vuol dire studiare! Applicarsi ai libri…vuol dire poi aiutare chi non arriva a saper fare una traduzione…

    Sono affascinata dalla mentalità maschile ( come questa tua , che ha affinato l’arte del corteggiamento, fin dai tempi della scuola poter avvicinare, aiutando , qualche giovane fanciulla in difficoltà )

    Questo è il bello del ruolo maschile e femminile. A me non piacciono i ruoli mescolati. Sono di un’altra generazione, lo ammetto…

    Quindi ho trovato molto accattivante la tua confidenza su come usavi la versione di Catullo ai tempi della scuola.

    E che dire della bella scenetta fra Lui , Lei e Lui e ” L’uccelletto ”

    Lui così dolce , attento, intenerito nel parlare di quel dolce pennuto alla sua Lei.

    “Ti va ciò che ti vengo a prospettare?
    . . . Perchè traccheggi? . . . Che stai a guardare?

    Penso solo a un passero brioso
    . . . ad altro nooooo . . . Non farmi malizioso!”

    Invece stavolta lei è molto maliziosa!! Ma si sa noi donne un po’ sulla difensiva bisogna pur stare.

    “E come si faceva a non pensare
    dove saresti andato a parare

    già dall’attacco . . . ‘L’hai tu preso mai…?’
    Lo so quello che pensi . . . e tu lo sai!”

    D’altronde è l’eterno gioco dell’ Io so che Tu sai che Io so… che rende più vivo e piacevole il rapporto fra i due sessi.

    Fino ad arrivare all’ambito traguardo che unisce più che mai i nostri Lui e Lei:

    se mi darai ‘basia’ a mille e mille,
    finchè saremo un blocco di scintille.

    Non son tipo di stare senza amica
    ‘in su la vetta della torre antica’,

    o aver solo sui blog tanti baci.
    Io voglio quelli veri ed audaci”.

    Che bella conclusione Cassandro!!! Posso dire che concordo in pieno!! :)

    E dato che simo in campo di allusioni maliziose, permettimi di salutarti con i versi di Trilussa, interpretati magistralmente da un inedito Bocelli :

    https://www.youtube.com/watch?v=kiNOQS5dhgQ

    Ciao amico carissimo, alla prossima!!!! :)

  2.   CASSANDRO Says:

    Ah, cosa richiami alla mia mente, Vitty, riportando quei famosi versi

    “Passer, deliciae meae puellae,
    quicum ludere, quem in sinu tenere,
    cui primum digitum dare appetenti
    et acris solet incitare morsus . . . ” !

    Infatti, debbo ringraziare molto Catullo, in quanto quell’incipit mi è sempre valso per intrattenermi con qualche compagna di classe che voleva essere aiutata nella traduzione. Ed io, che? . . . non la aiutavo! (Come poi ho aiutato poi anche tante altre persone . . . che non erano certo Sestolla!)

    E poiché in questo campo ero bravino, con quella scusa ho sempre provveduto nel tempo, rispettandone il contenuto, ad una libera interpretazione di quel . . . . .

    L ‘ U C C E L L E T T O ( Lui, Lei e Lui )

    I

    — “L’hai preso mai in mano un uccelletto? . . .
    e dolcemente poi portato al petto? . . .

    e riscaldato qui con il calore
    del tuo bel seno? . . . Ed al suo tepore,

    per caso, lui di colpo si è calmato? . . .
    ha smesso di tremare? . . . e t’ha guardato,

    spostando in su la testa all’improvviso,
    perchè tu lieve gli alitassi in viso?

    . . . e sorridendo a lui dessi per giunta
    un bacio, lì . . . sul becco . . . sulla punta?

    L’hai, dimmi, accarezzato con le dita?
    . . . sul dorso? . . . fin che tu sei riuscita

    a rielettrizzarlo nuovamente
    perchè tornasse vispo tra la gente

    a raccontare ciò ch’era accaduto
    a lui nel breve spazio di un minuto:

    cioè, che se si sta in braccio a te
    puranco sulla terra il cielo c’è . . .?

    Se tutto questo qui, amor, l’hai fatto
    . . . e pure ti è piaciuto . . . quatto quatto

    mi metto accanto a te e aspetterò
    che voglia tu con me rifare ciò.

    I I

    Ti va ciò che ti vengo a prospettare?
    . . . Perchè traccheggi? . . . Che stai a guardare?

    Penso solo a un passero brioso
    . . . ad altro nooooo . . . Non farmi malizioso!”

    ciò che ho scritto posso pubblicare
    pure su un blog come un commentare,

    e lì si dice sol la verità
    . . . o qualche cosa che a questa sta!”

    I I I

    — “Ma chi ti dice, caro, che traccheggio?
    . . . che sto solo a guardare? . . . Peggio! . . . Peggio

    è quel che mi è passato nel cervello,
    sentendo questa storia dell’uccello,

    che ‘dolcemente’ avrei prima acchiappato
    e poi al seno mio ‘riscaldato’,

    ed il cui dorso inoltre ‘con le dita’
    avrei . . . Che malizia infinita!

    E come si faceva a non pensare
    dove saresti andato a parare

    già dall’attacco . . . ‘L’hai tu preso mai…?’
    Lo so quello che pensi . . . e tu lo sai!

    Ci hai messo poi una pezza, o meno . . . un velo,
    là, quando hai fatto dire ‘che il cielo

    c’è sulla terra se si sta con me’,
    per cui ti perdono . . . sempre che

    sulla malizia ti rimangi tutto:
    se no, ti lascerò a becco asciutto,

    mai rifarò con te quel gioco lì,
    del passero che dentro mi finì,

    e che ho rimandato tra le stelle
    dicendosi . . . ‘deliciae meae puellae’ ”

    I V

    — “L’annullo ciò che ho detto . . . Ah, se l’annullo
    . . . se tu fai Lesbia te e me Catullo,

    se mi darai ‘basia’ a mille e mille,
    finchè saremo un blocco di scintille.

    Non son tipo di stare senza amica
    ‘in su la vetta della torre antica’,

    o aver solo sui blog tanti baci.
    Io voglio quelli veri ed audaci”.

    (Cassandro)

  3.   vitty Says:

    Nooo, no,no,no ! Assolutamente non devi smettere di scrivere carissimo Cassandro ! Ci mancherebbe altro ! Abbiamo bisogno di persone che scrivono bene, che usano belle parole italiane che spesso non usano più, perchè ahimè, molti pensando di acquistare tempo, mortificano la nostra bella lingua, con tagli, sigle, smozzamenti di parole che finiscono col togliere il piacere di leggere.

    Invece con te, con Sergio, e anche il Capitano e Sergio Berto, e Giordano, e pure hottanta, ricordi? E la giovane Margherita, o Giovanna,Amfortas, l’amico Giovanni che vorrei tanto rileggere, e il bravo Arsenio e…non posso citarli tutti! Ma quelli che si fermavano qua, avevano tutti qualcosa da dire in maniera molto, molto piacevole da leggere!

    Voi per fortuna, come l’amica Mary, ci siete ancora! E non vi azzardate a sparire eh?

    Come non devi smettere di inviarmi poesie tanto rivelatrici sul modo di pensare, di agire nei confronti delle signore da parte di questo Lui che indubbiamente conosce meglio ti tanti altri, il modo di corteggiare ” l’altra metà del cielo ”

    Giusto, giusto smettere di regalare fiori o cioccolatini ( si vede anche in questo che Tu e Sergio siete molto amici… ) e pure libri per conquistare l’attenzione delle signore…

    “Ho smesso io di . . . “a questa un fiore”

    . . . “a questa invece i marron glaces”
    . . . “un libro a questa qui, che a quanto pare
    sa di latino e greco” (ancor ce n’è
    qualcuna!) . . . ”

    Sì, sì ce ne sarà senz’altro ” qualcuna ” che sa di greco e di latino… ma quello che più manca, è il tempo e le attenzioni che qualcuno può dedicare a loro. Sono stanche di sentire parlare di calcio, partite, sport… hanno fame e sete di di ascoltare buona musica, di sentir parlare di letteratura, poesia…

    “. . . se talune vogliono restare
    a tu per tu con me per conversare?

    . . . se vogliono parlarmi no di vini,
    ma di Saramago o Mazzantini?

    . . . se sembrano felici insieme a me
    che offro Dante e Bach e no Pelè?

    . . . se stanno appiccicate a me con gioia
    che illustro Ingres, Raffaello e Goya? ”

    Se penso che qualche anno fa un ministro ( dell’arcorese ) osò affermare che con ” la cultura non si mangia ” , mi cadono le braccia. La Cultura è il fulcro della società. Ampliare le cognizioni culturali attraverso lo studio e l’esperienza, abbellisce l’animo delle persone, modifica in meglio il modo di pensare, di guardare alla Vita.

    E quindi, non c’è da meravigliarsi se l’animo femminile si senta ammaliato e da tanto sapere fino a non voler smettere di ascoltare e magari …ricominciare ad imparare…..

    ” e invece di parlare di Morandi
    di Ovidio tratto e dell’”Ars amandi”?

    . . . la quale pure in pratica mettiamo
    quando di conversare ci stanchiamo.

    E ciò càpita spesso e volentieri
    . . . per poi ricominciar dall’Alighieri.”

    Questo Cassandro , è un metodo molto bello di corteggiamento che
    purtroppo i giovani d’oggi ignorano perchè hanno perso il gusto du fare le cose con la giusta lentezza…

    caro cassandro, dato che hai rammentato Ovidio, mi viene da salutarti con dei versi di Catullo. Magari anche questi potranno piacere alle signore…. Ciao carissimo!!!! ;)

    “Passero, passero dell’amor mio:
    ti tiene in seno, gioca con te,
    porge le dita al tuo assalto,
    provoca le tue beccate rabbiose.
    Come si diverta l’anima mia
    in questo gioco, trovando conforto
    al suo dolore, non so; ma come lei,
    quando si placa l’affanno d’amore,
    anch’io vorrei giocare con te
    e strapparmi dal cuore la malinconia.”

  4.   CASSANDRO Says:

    “Mi piace”.

    Fine.

    Che faccio, smetto di scrivere o continuo?

    Va buo’! Continuiamo allora!

    E quel Sergio sempre a tirarmi in ballo! “E mica io sono Cassandro” scrive.

    Ci mancherebbe altro che fosse Cassandro! Quel traguardo cui Sergio è orgoglioso di avere “capìto” pure Pinocchio, che era fatto di legno, lo avrebbe compreso!

    Ma lui vuole sentirsi importante!

    Si vuole paragonare a me — non permetterglielo, Vitty — io che snobisticamente già mi sento lontano dai comuni mortali, e che in tanti campi, percorsi generalmente dai soggetti semplici, da tempo . . .

    HO SMESSO IO DI . . .

    Sono gli ultimi anni . . . che mi frega
    di fare ancor la corte alle signore.
    Chi vuole Dio, beh . . . e se lo prega!
    Ho smesso io di . . . “a questa un fiore”

    . . . “a questa invece i marron glaces”
    . . . “un libro a questa qui, che a quanto pare
    sa di latino e greco” (ancor ce n’è
    qualcuna!) . . . Sono io ad aspettare

    or dalle donne un quid in quanto hanno
    . . . ah, se ne hanno! . . . un bisogno intenso
    di non sentire più quelli che sanno
    tutto di Belotti e Totti, ed il senso

    trascurano del bello e del colto
    . . . .che invece io mi sento di donare
    a piene mani a quelle da cui molto
    ora pretendo se vogliono stare

    con me, e far sì che con le mie idee
    annaffi in lungo e in largo il lor giardino,
    e aiuti a costruire le trincee
    contro il banale, l’ovvio . . . il bovino.

    Snobistico e forse boccaccesco
    è ciò . . . Ma cosa far se ci riesco?

    . . . se talune vogliono restare
    a tu per tu con me per conversare?

    . . . se vogliono parlarmi no di vini,
    ma di Saramago o Mazzantini?

    . . . se sembrano felici insieme a me
    che offro Dante e Bach e no Pelè?

    . . . se stanno appiccicate a me con gioia
    che illustro Ingres, Raffaello e Goya?

    . . . se vengo preferito al fusto e al bullo
    perchè a loro recito Catullo,

    e invece di parlare di Morandi
    di Ovidio tratto e dell’”Ars amandi”?

    . . . la quale pure in pratica mettiamo
    quando di conversare ci stanchiamo.

    E ciò càpita spesso e volentieri
    . . . per poi ricominciar dall’Alighieri.

    (Cassandro)

  5.   vitty Says:

    Sergio, come puoi pensare che mi possa annoiare a leggere a i Vostri piacevolissimi scritti ! Ho sottolineato Vostri, perchè ho capito che questi testi di teatro, sono composti a quattromani. Io mi sento molto omorata e compiaciutanel poterli leggere nel mio blog. Blog che resta in vita grazie alla Vostra presenza. E’ vero che abbiamo tanti lettori silenziosi, che saluto , però è anche vero che non amo troppo i monologhi. Mi piace poter conoscere punti di vista diversi, scambiarsi opinioni!! Le cose purtroppo piano piano cambiano e i blog stanno passando di moda. Per fortuna noi siamo gente all’antica che continuano ad amare l’arte dello scrivere e del conversare. Senza dover dire solo un asettico " mi piace " ;)

    Invece non mi è piaciuto quello che diceva un saggio " Conosciuta una donna hai conosciuto tutte le donne "

    Ma quando mai??? E mica siamo fatte con lo stampino! Ogni donna è unica. Così come lo è ogni uomo. Ognuno ha una storia diversa, aspettative, sentimenti diversi! Ci sono quelle romantiche, quelle pragmatiche, le timide e le sfacciate. E chi più ne ha più ne metta. Così come per gli uomini! Ognuno di noi è pieno di sfaccettature che risplendono al meglio quando trovano l’incastro giusto…

    Così come questa coppia litigarella che ha la fortuna di avere accanto la persona giusta. E’ un piacere per gli occhi e il cuore
    assistere ai loro battibecchi amorosi…

    "Ma cosa credi mai, amica mia?
    che cosa speri mai tu di farmi? . . .

    che so? . . . farmi morir di nostalgia?
    fare scattare in me tutti gli allarmi
    della più bassa e bieca gelosia? "

    Anche questo tipo di gelosia è un sentimento amoroso, che fa capire quanto Lui tenga a lei e soffra quando non la sente.

    A chi non piacerebbe sentirsi così desiderata! Questo desiderio è proprio l’esenza dell’amore. Se uno rimane indifferente al fatto che Lui o Lei sia presente…allora è tutto fuorchè Amore!

    Ma quando una Lei risponde così :

    "Va bene! . . . Non t’ho fatto alcuno squillo . . .
    ma stavi dentro me . . . stanne tranquillo!”

    Non c’è più niente da temere. Perchè quando una donna sente il suo Lui nella mente, nel cuore , scorrere insieme al suo sangue nelle vene, sulla pelle, dentro la pelle. Non c’è niente, niente che possa distrarla dal suo Amore!!!! Possono anche non sentirsi, ma saranno sempre insieme!!!!

    Sai cosa ti dico carissimo Sergio? Che questa parte di commendia, mi è piaciuta più del film " La La Land " che tanto ha avuto successo. Però per una romantica come me che che ha vissuto il sogno con i protagonisti, arrivare alla fine e scoprire che ognuno ha preso strade diverse…bè, è stata una bella delusione!!! Grazie quindi per avermi fatto ri-sognare con questa coppia litigarella ma tanto amorosa. Del resto lo cantava anche Jimmi Fontana che " L’amore non è bello se non è litigarello"

    https://www.youtube.com/watch?v=yAxp32jk73I

    ( chiedo scusa se non ho trovato una versione migliore. Quasi alla fine la canzone si interrompe. Pare sia La rai a volere così per il timore che le sue sigle vengano usate ascopo di lucro )

    Un caro saluto, a te e a Cassandro. Anzi, un bacio a tutti e due !! Smack! Smack! :)

  6.   SERGIO SESTOLLA Says:

    L’accostamento della gatta col topo è un topos, Vitty, un motivo ricorrente nella tematica di chiunque voglia parlare di rapporti amorosi, come abbiamo visto pure nel post che hai indicato nella tua risposta (caspita quanto si scriveva all’epoca! . . . e quanti interventi uno più simpatico dell’altro . . . ecco perché il tuo blog è ancora tanto seguito a giudicare dalle cliccate che registra: che qualcuno si faccia vivo pertanto!)

    E mica le scene e i parallelismi possono cambiare ad ogni pie’ sospinto!

    Ciò stante, per conoscere una donna non occorre farsi varie esperienze. C’era un saggio che diceva: “Conosciuta una donna hai conosciuto tutte le donne”. Sbagliava? A voi la risposta!

    Per notizia, qualora fosse interessante, nella più volta citata commedia inedita scritta con Cassandro tale accostamento è ben presente (la gatta maliziosa e tentacolare è, ovviamente, sempre l’antipatica ‘lei’!), per cui, se non ti annoi (e non si annoiano i tuoi invisibili lettori) ne invio un piccolo saggio che firmo da solo, con l’accordo di Cassandro, in quanto la base è mia . . . in quanto più specificatamente perché nel topo mi ci sono sempre riconosciuto abbastanza.

    LA GATTA E IL TOPO

    (Lui)
    – “Dovrai anche restarci un sol momento
    a tu per tu, da sola, con te stessa,
    e allora non potrai, già lo sento,
    sfuggire il mio pensiero, anzi una ressa

    . . . una gran folla . . . di ricordi avrai,
    che ti sommergeranno, come il mare
    quando ti balza sopra . . . e cercherai,
    a gran fatica, ancora di evitare

    di correre al telefono e chiamarmi.
    Ma cosa credi mai, amica mia?
    che cosa speri mai tu di farmi? . . .

    che so? . . . farmi morir di nostalgia?
    fare scattare in me tutti gli allarmi
    della più bassa e bieca gelosia?

    Se questo in fin dei conti è il tuo scopo

    . . . mi ci hai beccato, come gatta il topo!”

    ° ° °

    (Lei)
    – “Ma no, amore mio . . . non ho potuto
    chiamarti . . . Cosa credi? . . . Se soltanto
    avessi avuto libero un minuto
    sarei corsa al telefono . . . Mi vanto

    di essere . . . di ‘fare’ la preziosa,
    ma mai mai con te, cui ho donato
    tutti i pensieri miei . . . Però una cosa:
    perchèèèè ti dici tanto frastornato?

    . . . Parli di nostalgia e gelosia
    tu . . . proprio tu, con quel modo di fare
    di chi con me ci sta per cortesia,

    di chi per me dal cielo fa cascare
    un poco d’attenzione . . . Oh, mamma mia!
    che avessi fatto bene a non chiamare? . . .

    Allora . . . vuoi saperlo? . . . Ti dirò . . . !

    . . . Ma no . . . meglio di no . . . no . . . no . . . no . . . Noooo . . .”

    ° ° °

    (Lui)
    - “Ti posso fare una domanda, cocca?
    . . . ma poi non dire che son sboccato,
    chè me la stai tirando dalla bocca:
    ‘nessuno mai, di’ . . ., ti ci ha mandato!?’

    ‘No, no . . . meglio di no . . . a dire il vero,
    son buono e caro, sì, ma mi ribello
    a questi “Ti dirò . . . ” e poi . . . zero!,
    . . . a questo nuovo . . . strano ritornello.

    Sarà! . . . ma questi tuoi tentennamenti,
    questi ‘dire e non dire’ . . . anzi ‘non dire’
    mi puzzano un tantino . . . Senti, senti . . .

    senti quel ‘Noooo . . . ‘, mi stai facendo uscire
    dai gangheri con quello che t’inventi.
    Finìscila, perciò! . . . La vuoi finire?!

    Capìto? . . . Stop! . . . Ciò ch’è stato è stato!

    . . . Ed ora, di’ . . . perchè non m’hai chiamato?”

    ° ° °

    (Lei)
    – “Ci caschi, lo ripeto, dritto dritto,
    con scarpe, giacca, sciarpa e cappotto,
    per questo debbo dire al cuore ‘Zitto!’,
    anzi alla mente, chè lui è già cotto

    e quindi non più buono a programmare
    quello ch’è meglio dirti e quello che
    . . . per finta . . . ti nascondo, per destare
    un po’ più d’attenzione su di me.

    Lo vedi? . . . Basta ch’io non ti chiami
    - per validi motivi! – e piano piano
    t’accorgi che ti manco, e allora brami

    la mia telefonata da lontano:
    io con risposte monche butto gli ami
    e tu che fai? . . . Ci caschi sano sano!

    Va bene! . . . Non t’ho fatto alcuno squillo . . .

    ma stavi dentro me . . . stanne tranquillo!”

    ° ° °

    (Lui)
    –”Continuo? . . . Meglio no, se no ci faccio
    puranco la figura del pagliaccio.

    E quando mai tu la tiri fuori
    la verità? . . . Piuttosto tu ci muori.

    Se ‘stavo dentro te’ – l’hai detto tu -
    che cosa posso poi voler di più?

    La tua parola è legge . . . è vangelo,
    nessuno deve mai squarciare il velo

    su quello che affermi . . . E perciò
    mi debbo accontentare . . . Lo farò!

    ‘Non hai avuto libero un minuto!’
    Ma certo . . . è così! . . . Io non discuto

    sull’esattezza di quello che hai detto
    ma dimmi almeno ‘Come mai?’ . . . Aspetto

    una risposta . . . i ‘validi motivi’
    che prima accenni e che dopo schivi.

    Ma forse è meglio no . . . E’ meglio che
    non cerchi una risposta che non c’è.

    Accetto in bianco che . . . ‘dentro ti stavo’
    . . . tanto dal buco il ragno non lo cavo.

    E se insisto la fossa mi scavo,

    come quel topo di cui su parlavo!”

    ( Sergio Sestolla)

  7.   vitty Says:

    Non l’ho messo in dubbio neppure per un attimo Sergio, che tu non indovinassi qual è lo stesso traguarda da raggiungere in una coppia innamorata. Così come non dubito che avrebbe indovinato anche Cassandro. Cari amici miei, noi donne avremo sì tante malizie, ma tante le ho imparate leggendo le Vostre composizioni. Ho potuto scoprire i punti di vista femminili e maschili! Così come la mossa strategica del donare libri alle signore, al posto dei fiori.

    “Io non regalo fiori alle signore,
    cioccolatini ed altre stupidate,
    ma libri e sempre libri, a tutte l’ore,”

    Hai capito che bella idea…così oltre che a fare colpo, c’è l’occasione di commentare le fasi del libro !

    “Disserto poi con loro della trama
    o dello stile, in giro o al caffè,
    e di colto e di estroso assumo fama.”

    Di approfondire il senso di alcuni argomenti, i profili dei protagonisti..

    Stiamo soli sul divano . . .
    e tu mi parli ancor di Montalbano . . .

    di Dante, e di Paolo e Francesca,
    di quando baciò questi quella fresca

    bocca . . . no, anzi “il disiato riso” . . .”

    …. e siccome da cosa nasce cosa… può nascere un amore bellissimo oltre le righe…

    ” Galeotto fu il libro e chi lo scrisse”

    ( aggiungerei anche chi lo regalò ! ) :)

    Ti faccio i miei complimenti Sergio, perchè è davvero piacevole stare in Tua compagnia! Non a caso mi sono regalata oggi per la festa della donna, il piacere di risponderti e godere delle Tue parole.

    Così come mi hanno fatto piacere, i versi del poeta Nino Martoglio. Mi ha veramente divertita e ammaliata il suo accostamento della donna col gatto.

    Di solito la figura del gatto si accosta un po’ al traditore. Il che non è vero! Chi li conosce e li ama, sa quanto amore portano nel cuore per i loro padroni.

    E Martoglio ha voluto sottolineare proprio questo tratto amoroso e passionale

    “Ju sugnu la ‘iatta
    chi allicca e po’ ‘ratta,
    chi ridi e ti ‘ncugna
    e poi azzicca l’ugna.

    La fimmina sugnu,
    chi amuri ti dugnu,
    la donna, chi duna
    di spini la cruna.
    Tu si’ l’omu amanti,
    sinceru e custanti.”

    Quanto sono belli, passionali questi versi scritti in dialetto. Ti arrivano al cuore, alle viscere!!!

    Non potevi farmi regalo più gradito. Grazie!!!

    Anche noi nel lontano 2005 scrivemmo molto sull’argomento gatti.

    http://vitty.blog.tiscali.it/2005/06/22/alla_faccia_del_drink
    ______la__gatta_morta______1754934-shtml/

    Come spesso accade, iniziammo a parlare di un argomento e finimmo per parlare di …gatti!!! O gatte per la precisione.

    Amfortas scrisse che gli facevamo ricordare il concerto dei gatti di Rossini… E’ questo Amfortas?

    https://www.youtube.com/watch?v=RgU112YuaZI

    Mi piacerebbe tanto se Tu potessi intervenire per ragguagliarci sulle figure femminili nelle opere. E’ vero che sono gli uomini di solito, bugiardi e traditori? Non è per “tirare l’acqua al mio mulino ” ma…via, devo tenere su la categoria !!!!

    E dato che oggi è la nostra festa, penso farà piacere ascoltare questa bella canzone che tutte noi vorremmo ci venisse dedicata….

    https://www.youtube.com/watch?v=uJKGqZrGUjw

    Ciao e grazie per la bella compagnia!!! :)

  8.   SERGIO SESTOLLA Says:

    L’ho indovinato subito qual è questo “stesso traguardo”, da raggiungere con “qualche espediente” per conquistare l’attenzione della controparte. E mica era difficile! . . . o mica io sono Cassandro!!!!

    Comunque non la buttare a vostro vantaggio, per addossare ogni colpa al povero uomo, con il ricorso alla musica (Don Giovanni di Mozart, che secondo te, Vitty, “ne combinava e pensava una più del diavolo” – non so però se da solo — o “Pinkerton riguardo alla dolce Butterflay”, e perché no Desdemona, la “pia creatura’ che perisce per mano di Otello?).

    Per controbatterti adeguatamente sul ruolo della donna in campo operistico occorrerebbe Amfortas, io non sono in grado di sapere quando lei è vittima e soccombente, mentre lui saprebbe come ben mettere le carte in tavola. Speriamo che intervenga e sciolga il dubbio di quale personaggio femminile sia effettivamente fino alla fine di “gelo cinta”, ed operi quindi controcorrente a quello che ci hanno sempre insegnato.

    Io so solo che noi, figli del “dolce stil nuovo”, abbiamo “sempre” parlato bene del gentil sesso, e solo qualche poeta ha sparato contro a zero, tipo il nostro poeta catanese Nino Martoglio col suo parallelismo fra la donna e la gatta, che qui ti riporto, ovviamente con adeguata traduzione

    La gatta e la fimmina

    Ju sugnu la iatta
    chi allicca e po’ ‘ratta,
    chi ridi e ti ‘ncugna
    e poi azzicca l’ugna.
    Tu si’ lu surcittu,
    scantùsu ed afrittu.

    Pri spassu, pri pocu,
    ti fazzu lu jocu;
    ma quannu su’ stanca
    ju stennu la vranca,
    t’afferru, t’anggranciu
    ti sfardu, ti manciu!

    Ju sugnu la ‘iatta
    chi allicca e po’ ‘ratta,
    chi ridi e ti ‘ncugna
    e poi azzicca l’ugna.

    La fimmina sugnu,
    chi amuri ti dugnu,
    la donna, chi duna
    di spini la cruna.
    Tu si’ l’omu amanti,
    sinceru e custanti.

    Ti stennu li trizzi,
    ti fazzu carizzi…
    ma fatti li cunti
    po’ sciunnu li punti,
    ti chiudu li porti
    ti dugnu la morti.

    La fimmina sugnu
    chi amuri ti dugnu,
    la donna, chi duna
    di spini la cruna.

    (Traduzione)

    Io sono la gatta
    che ti lecca e poi graffia,
    che ride e ti pressa
    e poi ti artiglia
    Tu sei il sorcetto
    pauroso ed afflitto.

    Per spasso , per poco
    ti faccio il gioco,
    ma quando mi stanca
    io stendo le braccia(zampe)
    t’afferro , t’aggancio,
    ti sciupo , ti mangio

    Io sono la gatta
    che ti lecca e poi graffia,
    che ride e ti pressa
    e poi ti artiglia.

    Sono la femmina
    che ti da l’amore,
    la donna, che da
    le spine alla corona
    tu sei l’uomo amante
    sincero e costante.

    Ti stendo le trecce
    ti faccio le carezze
    ma fatti i conti
    poi ti scombino ( sciolgo i punti, letterale)
    ti chiudo le porte,
    ti do la morte

    Sono la femmina
    che ti dà amore
    la donna che dà
    le spine alla corona.

    (Nino Martoglio)

    Ma tornando a noi e al tema del tuo post, Vitty, dato che stiamo trattando di libri, aggiorniamoci sugli eventuali espedienti libreschi per ecc. ecc. . . . dato che, oltre a ‘donna e gatta’, assai redditizio è il binomio . . . . . .

    DONNE E LIBRI

    Io non regalo fiori alle signore,
    cioccolatini ed altre stupidate,
    ma libri e sempre libri, a tutte l’ore,
    per lauree, ricorrenze, scampagnate,

    o colloqui d’ufficio, o che so che.
    Disserto poi con loro della trama
    o dello stile, in giro o al caffè,
    e di colto e di estroso assumo fama.

    Il bello è che risulta assai gradito
    questo mio modo un poco originale
    di omaggiarle, sì che come un rito

    mi si risponde sempre “Meno male! . . . ”
    E spesso, dopo, a ciò segue anche l’invito:
    “Ne discutiamo ancora? . . . Che fa? . . . Sale!?”

    Te lo ricordi, cara, fu così
    che cominciammo? . . . Infatti io salì

    e non discesi più . . . E ancor discuto
    di libri . . . finchè tu non dici “Muto! . . .

    Zitto! . . . Stiamo soli sul divano . . .
    e tu mi parli ancor di Montalbano . . .

    di Dante, e di Paolo e Francesca,
    di quando baciò questi quella fresca

    bocca . . . no, anzi “il disiato riso” . . .
    di Omero, di Eurialo, di Niso,

    di Lesbia, di Gòngila, di Saffo,
    delle avventure venete di Baffo.

    Fèrmati un poco! . . . Parli dalle otto.
    Un libro ora rendiamo . . . galeotto”.

    puranco noi . . . Che ne diresti di . . .
    Proust o Flaubert . . . Odette o Bovary?

    (Sergio Sestolla)

  9.   vitty Says:

    Eh, Sergio, ma come siete malfidati voi uomini in merito alle donne!!! Sei persino andato a tirar fuori le parole del Duca di Mantova nel Rigoletto. E allora cosa dovremmo dire noi donne, del Don Giovanni di Mozart? Lui si che ne combinava e pensava una più del diavolo!!! E che dire di quel bell’imbusto di Pinkerton riguardo alla dolce Butterflay ?

    E la lista potrebbe allungarsi all’infinito sull’impossibilità di capire cosa veramente passa per la testa di voi maschietti.

    Vedi cosa mi fai dire se mi stuzzichi Sergio!!!!

    Naturalmente ho scherzato questo lo avrai capito amico carissimo, ho solo difeso un po’ la categoria!!!

    Certo che mi hai veramente divertito con questo incubo del Libro Giallo portato in sogno da:

    “‘nu vecchiu magu
    cu’ li capiddi janchi e ‘n cappiddazzu,
    ca ‘n celu a cavaddu di ‘nu dragu
    sfurbiciava comu ‘n aciddazzu.”

    Brrrr…più che sogno quello è stato un incubo!!!

    Tutta colpa del cercare di capire cosa si nasconde dietro i sorrisi del gentil sesso. C’era la speranza che la verità fosse racchiusa nel Libro Giallo….

    “Ciò che della donna l’uomo sa
    e quello che in futuro egli saprà”
    Felice l’ho aperto . . . .avidamente,
    ma, ahimè . . . non c’era scritto niente!

    . . . E sono caduto nella trappola come uno sciocco
    Dovevo capirlo che di colei che
    trascorre la vita facendo mille trucchi
    neppure un mago può sapere la verità.”

    No, no Sergio, niente trucchi. Solo qualche espediente per conquistare la vostra attenzione. Perchè se è vero che abbiamo due modi diversi di pensare e di agire, è anche vero che tutte e due le parti desidera arrivare allo stesso traguardo… indovina quale??? ;)

    Mi piacerebbe sentire il parere di Mary….

    Nel frattempo desidero ringraziarti ancora una volta per i tuoi deliziosi interventi e le belle poesie in dialetto che considero delle chicche preziose che regalano vero piacere agli occhi e alla mente. Un caro saluto, CIAO!!!

  10.   SERGIO SESTOLLA Says:

    Mi affretto a rispondere alla tua . . . risposta (che bello questo ping pong) per contestare una tua illusoria considerazione.

    Infatti tu scrivi, Vitty, “Bella e interessante questa metafora del Libro Antico. D’altronde il nostro Lui ( maturo ) sa talmente tante cose che può benissimo paragonarsi ad un prezioso Libro Antico”.

    Ma no, nessun Lui, giovane o maturo che sia, sa “talmente tante cose”, e in ogni caso non sa quello che desidererebbe sapere, specie nei rapporti col gentil sesso, neppure con opere di magia, sia in lingua italiana che in dialetto catanese ( che tu, come Mary) dici di apprezzare.

    LIBBRU GIALLU

    ‘Stanotti mi ‘nsunnai ‘nu vecchiu magu
    cu’ li capiddi janchi e ‘n cappiddazzu,
    ca ‘n celu a cavaddu di ‘nu dragu
    sfurbiciava comu ‘n aciddazzu.

    Ma eccu all’impruvvisu ca si posa
    davanti a la finestra d’ ‘a mè stanza,
    ‘a ‘rapi e jetta ‘nto scagn’ ‘na cosa
    ca pari ‘n libbru giallu ‘nta sustanza.

    Mentri lu cori m’abbatteva ‘n pettu
    ppi lu scatazzu iù m’ arrusbigghiai
    . . . scinnì scausu ‘nterra da lu lettu
    e trimannu la luci m’ addumai.

    Oh granni Diu! . . . supra ‘u tavulinu
    viramenti ‘ddu libbru giallu stava . . .
    Ovviu, mi fici subbutu vicinu
    e visti ca ppi titulu purtava

    "Zoccu di la donna l’omu sa
    e chiddu ca ‘n futuru iddu saprà"
    Filici lu rapì . . . avidamenti,
    ma, ahimè . . . nun c’era scrittu nenti!

    . . . E ci cascai com’ a ‘n mammaluccu.
    L’ hava ‘a capìri cca di chidda ca
    la vita passa truccu supra truccu
    mancu ‘nu magu sap’ ‘a virità!

    . . . . . . e come al solito ora traduciamo il tutto per evitare che qualcuno pensi che il “nenti” possa avere significato positivo per scoprire il vero pensiero di “chidda ca la vita passa truccu supra truccu”, o colei, per dirla più elegantemente, la quale come insegna Verdi — che ispirandosi ad una frase di Francesco I di Francia «Souvent femme varie, Bien fol est qui s’y fie!» — fa cantare al Duca di Mantova nel terzo atto del Rigoletto “La donna è mobile qual piuma al vento, muta d’accento – e di pensiero. Sempre un amabile, leggiadro viso, in pianto o in riso, – è menzognero. È sempre misero chi a lei s’affida, chi le confida – mal cauto il core!”

    LIBRO GIALLO

    Questa notte ho sognato un vecchio mago
    con i capelli bianchi e uno cappellaccio,
    che in cielo, in groppa ad un drago
    volava scompostamente come un uccellaccio.

    Ma ecco all’improvviso che si posa
    davanti alla finestra della mia stanza,
    la apre e sulla scrivania getta una cosa
    che sembra essere sostanzialmente un libro giallo.

    Mentre il cuore mi batteva in petto
    per la gran paura io mi sono svegliato
    . . . sono sceso scalzo dal letto
    e tremando la luce ho acceso.

    Oh Dio grande! . . . sopra il tavolino
    veramente quel libro giallo stava . . .
    Ovvio che subito mi sono avvicinato
    e ho visto che come titolo portava

    "Ciò che della donna l’uomo sa
    e quello che in futuro egli saprà"
    Felice l’ho aperto . . . .avidamente,
    ma, ahimè . . . non c’era scritto niente!

    . . . E sono caduto nella trappola come uno sciocco
    Dovevo capirlo che di colei che
    trascorre la vita facendo mille trucchi
    neppure un mago può sapere la verità.

  11.   vitty Says:

    Grazie Sergio per questo nuovo dono! Eh, si, ” la coppia litigarella a più non posso ” mi è veramente piaciuta, ma quella ” appassionatella ” di più!!!! Che ci vuoi fare, amo le belle storie d’amore, dove Lui e Lei trovano sempre il modo di risolvere i problemi inevitabili che la Vita ci mette davanti, rinsaldando i loro sentimenti e uscendone più forti e uniti che mai!!!

    Bella e interessante questa metafora del Libro Antico. D’altronde il nostro Lui ( maturo ) sa talmente tante cose che può benissimo paragonarsi ad un prezioso Libro Antico :

    “Nel libro antico mi ci rifletto un poco
    ora che anch’io sto a fine gioco “.

    Sempre pessimista eh, però??!! Per fortuna c’è Lei che sa trovare le parole giuste per rivalutarlo e e farlo sentire unico e importante per la sua vita :)

    come quel libro antico cui accenni,
    ma anzi più di quello dài calore
    . . . susciti passione . . . ed impenni

    puranco i sensi . . . e pure con furore! . . .
    come alla sottoscritta, cui indenni
    non hai lasciato mai e mente e cuore.

    Or che ci penso . . . quasi quasi, amico,
    me lo rileggo ‘questo libro antico’! ”

    Quanta saggezza in queste parole!!! Ora che ci penso a proposito dell’antico… ricordo un detto…ma è meglio che lo tenga per me via ;) non si possono svelare tutti i detti che ci aiutano a guardare avanti ;)

    Grazie Sergio per la Tua presenza e le belle storie che ogni volta mi racconti. Ti abbraccio, ciao!!! :)

  12.   SERGIO SESTOLLA Says:

    Dato che a te, Vitty, la coppia litigarella a più non posso è piaciuta almeno un poco, è giusto che, a compensazione, faccia ora intervenire una coppia appassionatella, sempre con riferimento al titolo del tuo post “Un libro, un amico per sempre!”, che in questo caso lo facciamo diventare un . . . . . .

    LIBRO ANTICO

    (Lui)
    — ” Non mettere il libro antico solo
    in biblioteca a far bella figura,
    oppure esporlo e prenderlo al volo
    soltanto se un dì per avventura

    capita in casa tua l’intenditore,
    o chi si vuole dare ‘aria saputa’.
    Il libro antico leggi con amore,
    devozione, cura, mente acuta,

    rispetto, in quanto che a lui si deve
    se oggi scrivo queste quattro righe,
    se tu le leggi e resisti al greve

    mondo che ti circonda con le dighe
    che lui ti ha fatto alzare ed alla neve
    non pensi e speri ancora in bionde spighe.

    Nel libro antico mi ci rifletto un poco
    ora che anch’io sto a fine gioco “.

    ° ° °

    (Lei)
    — ” Con questa testa che tu ti ritrovi
    . . . e no per mitizzare! . . . e quando esci
    dal gioco? . . . che’ ancora, amore, scovi
    astuzie per lottare . . . e ci riesci! . . .

    . . . e per sedurre anche a più non posso
    chi in te s’imbatte e per avventura
    ti ascolta, chè tu entri fino all’osso
    del cranio . . . e ci fai la tua figura

    come quel libro antico cui accenni,
    ma anzi più di quello dài calore
    . . . susciti passione . . . ed impenni

    puranco i sensi . . . e pure con furore! . . .
    come alla sottoscritta, cui indenni
    non hai lasciato mai e mente e cuore.

    Or che ci penso . . . quasi quasi, amico,
    me lo rileggo ‘questo libro antico’! ”

    (Sergio Sestolla)

  13.   vitty Says:

    Oh, finalmente Sergio Sei venuto a farci conoscere il Tuo pensiero…e qualche frecciatina su Cassandro alla quale, mi permetto di non credere perchè so quanto la lettura sia importante per Lui. E credo anche per Te…d’altronde, Siete due poeti, due scrittori di testi teatrali. Quindi è impensabile! Primo, che Voi non leggiate. Secondo , che possiate caldeggiare l’opinione che leggere sia ” considerata una assoluta perdita di tempo, ”

    Però è anche vero che taluni la pensano così… purtroppo ! Come la Lei arrabbiatissima nella gustosa scenetta che così gentilmente hai voluto farci conoscere. E in siciliano per giunta. Dialetto che amo moltissimo anch’io, non solo Mary ! Ricordi come mi chiamava l’amica ” come Alice ? ” picciottella, perchè cercavo sempre di imparare qualche espressione dialettale ! Devo dire con scarso risultato perchè non è facile imparare un dialetto se non si vive sul posto o non si parla con persone che lo parlano ogni giorno.

    Comunque leggerlo mi affascina moltisimo, mi trasmette tutte le emozioni racchiuse nelle parole.

    E questa ” SI FICI GIA’ OTTOBRI… ” vibra addirittura di emozioni!!!

    Complimenti Sergio, è stato come assistere ad una pièce teatrale dove i caratteri, buoni e cattivi, sono come scolpiti… devono enmergere dal mare delle parole.

    Mi hai fatto divertire, immaginando quella Lei furiosa per la negligenza, la voglia di fa niente di Lui, solo di leggere libri per sfuggire ai doveri di casa…

    ” Tu sulu libbra . . . ‘ddocu! . . . e cazzeggi!
    . . . Ora videmu quantu tempu passa
    prima ca scinni tu ‘sti quattro seggi
    ddà sutta? . . . ‘nta cantina? . . . ca na fassa

    addivintò ‘sta casa: tutt’ ‘i cosi
    stanu a menz’ ‘e pedi ammarazzati
    . . . e tu cu Danti, che “Promessi sposi”
    . . . ’u “Donchisciotti” . . . Socrati . . . Buzzati. ”

    E’ stato davvero divertente… succede che qualche coppia diventi davvero così, dimenticando le cose belle che ci regala l’amore.

    Allora a questa coppia litigiosa , dato che ieri era San Valentino, vorrei dedicare questa bellissima canzone di Barbra Streisand, colonna sonora del film ” Come eravamo ”

    https://www.youtube.com/watch?v=uBPQT2Ia8fU

    Ciao Sergio, grazie, grazie infinite per questo bellissimo dono !!! :)

  14.   SERGIO SESTOLLA Says:

    E sempre inni alla lettura! . . . Riposiamoci un poco!

    Cassandro non fa altro che scrivere le stesse cose da una vita. Ma che è? . . . Un’arca di scienza? . . . Ma se al liceo non leggeva neppure il giornaletto scolastico, nel quale però non disdegnava di scrivere i suoi primi versi (solo quelli poi rileggeva!)

    E quindi ecco Mary col suo motto: “Leggere, leggere, fortissimamente leggere”!
    Ma questo valeva una volta! . . . come il “Credere, obbedire, combattere”. Se ciò venisse scritto su facebook accumulerebbe una caterva di “Non mi piace”.

    Per concludere infine con te Vitty, lettrice un poco sognatrice, con “finchè la mente di questi giovani saranno costrette ad un super lavoro digitale per seguire le e-mail, sms, tweet , whatsapp e quant’altro sarà ben difficile che possano posare i loro occhi sulle pagine di un libro”.

    Scusatemi perciò se intervengo per rimettere le carte a posto: siamo nel 2017 e scendendo dal generale al particolare, l’esperienza insegna che non è che he il leggere viene sempre apprezzato, anzi a volte viene considerata una assoluta perdita di tempo, e chi pratica la lettura, di qualunque tipo . . . romanzi, poesie, saggi su internet, ecc. . . . viene considerato un perditempo, uno sfaticato, un nullafacente!

    Approfittando del fatto che nell’ultimo suo post Mary si è lanciata nel complimento “quanto mi piace ‘sto siciliano!!”, invio questo scritto dialettale che tratta un poco il tema in oggetto, e connessi “libbrazza” (libracci), avente come protagonista una borbottante persona “precisa” (che forse, e sottolineo forse, avrà pure in passato suggerito ed applicato le varie piacevoli “cure” risolutrici di filosofaggiamenti maschili, cui accenna Cassandro nel citato post), nella speranza che venga compreso (c’è pure la traduzione ad adiuvandum) e forse apprezzato . . . e no a priori contestato, ritenendo che in questa scenetta familiare la lei di turno, ora così diventata, abbia ragione di lamentarsi con quel poveretto!

    Sì, panta rei,
    anche le “lei”!

    SI FICI GIA’ OTTOBBRI…

    – “Si fici già ottobbri! . . . Ma m’ ‘u dici
    picchì n’ ‘o posi ‘stu vintulaturi?
    . . . D’ accapu si ‘mpruvulazzàu . . . fici
    ‘a muffa, varda, fin’ o’ ‘ntirrutturi.

    E nun parramu di li cacateddi
    d’ ‘e muschi: è tuttu paru puntiatu!
    Ma chi ti frega a tia! . . . tu vardi ‘aceddi
    c’ abbolunu, che tò “libbrazza” a latu.

    Mi ci arràmpicu iù, comu ‘na signa
    . . . vo’ ddiri . . . ’nto suppalcu, ca vìdiri
    n’ ’o pozzu propriu chiù . . . ma chista è ‘ntigna!
    ‘O tò carammu nun ci si ppo’ crìdiri.

    Ch’ hamu aspittari ‘a prossima ‘stati?…
    ‘ccussì l’avemu bellu priparatu?!
    . . . ‘i cosi cca nun su’ mai aggiustati,
    ca nun ni mangi pani ‘i cucciddatu!

    Tu sulu libbra . . . ‘ddocu! . . . e cazzeggi!
    . . . Ora videmu quantu tempu passa
    prima ca scinni tu ‘sti quattro seggi
    ddà sutta? . . . ‘nta cantina? . . . ca na fassa

    addivintò ‘sta casa: tutt’ ‘i cosi
    stanu a menz’ ‘e pedi ammarazzati
    . . . e tu cu Danti, che “Promessi sposi”
    . . . ’u “Donchisciotti” . . . Socrati . . . Buzzati.

    . . . E ‘nta cantina dacci ‘na scupata!
    ‘U zimmu ci sarà! . . . ‘ssà chi casinu!
    E ‘scupa’ . . . almenu ddocu! . . . e ‘nt’ acchianata
    porta, si non ti squari, anticchia ‘e vinu.

    ‘A genti a ‘st’ ura è a vinniggniari:
    cogghi ‘a racina, ‘a metti ‘nto panaru . . .
    si scucchia idda! . . . e tu a cazzuliari.
    Iù, bedda matri, occa ghiornu ti sparu!

    A tia ‘i fulinii ti ponu
    ‘n coddu acchianari . . . Ma chi fai? . . . nun senti? . . .
    Tu misu ‘nta ‘sta gnuni bonu bonu
    . . . e iù a rizzittari i sintimenti,

    e anticchi’ ‘e versu a mèttiri . . . A schifiu
    finisci si nun cangi, e si’ diversu,
    ca nun ti vogghiu chiù . . . !
    Sì, parru . . . parru . . . ma è tempu persu,

    chè me’ paroli, puri si sbraitati,
    sintirli a tia chiù nun t’ arrinesci,
    ca . . . o l’aricchi ci hai beddi ‘ntuppati
    . . . o zoccu di ccà trasi di ddà nesci.

    Comu ci ‘a fai a campari ccà,
    ‘mmenza a ‘stu quarantottu? . . . Matri mia!…
    ‘mmenza a ‘stu ‘nfernu? . . . .”.
    __________________________‘A testa isu e:
    _____________________________________ — “Maaa…
    nun sugnu già ‘o ‘nfernu cca cu tia? . . .

    . . . cu tia, ca mi mangi ‘u ciriveddu?
    . . . ca tutt’ ‘u jornu mi teni a matteddu?

    . . . ca . . . zacchi zacchi . . . camulìi ‘u quagghiu?
    . . . ca sparrulìi a unni ‘ncagghiu ‘ncagghiu?

    . . . ca nun ti fermi mancu pi pigghiari
    anticchi’ ‘e ciatu? . . . mancu pi sputari?!

    . . . E fammi stari ‘na spimmula ‘n paci:
    ci su’ chiù vuci ccà… ca a’ Porta-jaci!”

    ° ° °

    Silenziu all’antrasatta . . . ’ranni Diu,
    nun c’è ‘mparatu a chistu ‘u cori miu!

    Chi è ‘sta carma cca?! . . . Uhè, chi succeri?
    Pipìta masculina a me muggheri? . . .

    Ma nun po’ gh’ èssiri! . . . Ma quannu mai
    idda s’ astuta? . . . Cca ci sunu vaj!

    Cu l’occhi cca e dda ‘a vaiu circannu
    . . . e menu mali! . . . mi cansiu ‘u dannu

    . . . sì, ‘n tempu ‘n tempu, ca m’accàlu, e vai . . .
    ‘u so’ piattu ‘n testa mi scansai

    senza scansàri l’ultimi paroli:
    “Ma varda tu! . . . puri raggiuni voli

    ‘stu littiratu! . . . T’ haia canusciutu:
    s’ i’ bbonu sulu a lèggiri, sbinnutu . . . . . .

    Quannu li jorna to tu ha’ finutu
    . . . fattìllu a forma ‘e libbru lu tabutu!”

    (Sergio Sestolla)

    E’ GIA’ ARRIVATO OTTOBRE…

    – “E’ già arrivato ottobre!… ma me lo vuoi dire
    perché non lo conservi questo ventilatore?
    … di nuovo si è impolverato… ha fatto
    la muffa, osserva, fino all’interruttore.

    E non parliamo delle cacchine
    delle mosche… è tutto quanto punteggiato!
    Ma non importa ciò a te!… tu guardi gli uccelli
    che volano, con i tuoi libracci accanto.

    Mi ci arrampicherò io, come una scimmia
    … vorrà dire… nel soppalco, poiché vederlo
    più non posso… ma questo è un puntiglio!
    Alla tua flemma nessuno può crederci.

    Dobbiamo per caso aspettare la prossima estate?…
    così ce lo troviamo già bello pronto per l’uso?
    … le “cose di casa” qui non sono mai in ordine
    poiché tu non ne mangi pane di ciambella! (non lavori)

    Tu stai solo con i libri qui… e cazzeggi!
    … Ora vediamo quanto tempo dovrà trascorrere
    prima che ti decida a portare queste quattro sedie
    giù?… nella cantina? . . . una scenario di farsa

    è diventata questa casa… tutte le ‘cose”
    stanno in giro una su l’altra
    … e tu stai lì con Dante,
    … il … Socrate… Buzzati.

    … E mentre stai in cantina dài una scopata al pavimento!
    Una grande sporcizia ci sarà!… chissà che casino!
    E ‘scopa’… almeno lì!… e nel risalire
    porta, se non ti è difficoltoso, un poco di vino.

    La gente in questo periodo è a vendemmiare
    … raccoglie l’uva… ‘a mette dentro in paniere…
    si affatica quella gente!… e tu invece a fare sciocchezze.
    Io, madonna bella, qualche giorno ti sparo!

    A te le fuliggini addirittura possono
    salirti sul collo… Ma che fai?… non senti?…
    Tu messo in questo angolo buono buono
    … ed io a creare un po’ di tranquillità,

    e a mettere un po’ di ordine… Malamente
    finirà se non cambi e diventi diverso,
    perchè non ti voglio più così !
    Sì, parlo… parlo… ma è tempo perso,

    in quanto le mie parole, pure se gridate,
    di sentirle a te più non riesce,
    poichè… o le orecchie tue sono otturate
    … o ciò che ti dico da un lato ti entra e dall’altro ti esce.

    Come puoi essere capace a vivere qui
    in questo quarantotto?… o mamma mia!…
    in questo inferno?”
    La testa sollevo e:
    — “Maaa…
    non mi trovo già all’inferno qui con te?

    … con te che mi mangi il cervello?
    … che tutto il giorno mugugni?

    … che… zacchete zacchete… riduci in polvere la mia materia semisolida, il cervello?
    … che straparli in continuazione, “dove cogli cogli”?

    … che non ti fermi neppure per riprendere
    un po’ di fiato?… neppure per sputare?!

    … E fammi stare tranquillo un tempo piccolo come uno spillo:
    ci stanno più urla qui che al mercato di Porta d’Aci!”

    ° ° °

    Silenzio all’improvviso… O grande Dio!…
    non c’è abituato a questo il cuore mio!

    Cos’è mai questa calma?!… Uhè, che succede mai?
    … una infiammazione alla lingua di mia moglie?…

    Ma non può essere!… ma quando mai
    si spegne il suo mugugnare?… Qui ci sono guai in vista!

    Girando gli occhi di qua e di là la vado cercando
    … e meno mali che ho fatto cosi!…perché mi evito il danno

    … sì, appena in tempo: infatti mi sono chinato, e vai…
    il suo piatto verso la mia testa ho evitato

    … senza evitare però le sue ultime parole:
    “Ma guarda tu!… pure ragione vuole

    questo letterato! . . . T’ ho conosciuto:
    sei buono solo a leggere, uomo senza prospettive . . .

    Quando i giorni tuoi avrai concluso
    . . . fàttela a forma di’ libro la bara!”

  15.   vitty Says:

    Siamo in un’epoca molto strana cara Mary, dove tutto può facilitare la conoscenza, grazie ai miracoli della tecnologia, il sapere le notizie in tempo reale, risultiamo ahimè molto più ignoranti dei tempi indietro.

    Non ti sembra un controsenso? Addirittura gli studenti universitari fanno errori ortografici da terza elementare!!!!

    E’ avvero difficile crederlo.

    Così come è difficile accettare la non felicità di tanti giovani. Pur avendo tutto non riescono a gioire di niente.

    Forse quello che manca veramente è la voglia di sognare. E’ la velocità quello che frega…tutti vogliono tutto e subito. Leggere un libro comporta tempo… e se uno non è allenato, non ce la fa proprio a fermarsi e a dedicargli la sua attenzione . Teme di perderlo quel tempo!!! E pensare che la nostra mente ha bisogno di lentezza, anche per difenderci dallo stress .

    Ma finchè la mente di questi giovani saranno costrette ad un super lavoro digitale per seguire le e-mail, sms, tweet , whatsapp e quant’altro sarà ben difficile che possano posare i loro occhi sulle pagine di un libro.

    Forse sono un po’ troppo pessimista…Spero fermamente di essere smentita.

    Ciao carissima! Quanto mi piace questo mondo di parole!!! :)

  16.   vitty Says:

    Cassandro, grazie per i complimenti riguardo alla lettura ! Non credo sia un pregio…ma una vera passione!!! In questo periodo sto’ rileggendo il bellissimo libro , l’ultimo scritto prima della sua morte ,della nostra toscanissima Oriana Fallaci ” Un cappello pieno di ciliegie ”

    Una storia appassionante che va a ritroso nel tempo con usi costumi e avvenimenti vari, che ricostruiscono la storia della Sua famiglia. Praticamente tante storie in una storia. Davvero un libro avvincente scritto magistralmente da una grande scrittrice.

    Quante cose si possono imparare leggendo…

    Mi chiedo…ma questi politici rampanti che sono sempre sotto i riflettori delle televisioni con accadimenti poco ” onorevoli ” ameranno leggere qualcosa? O saranno troppo impegnati a studiare la migliore formula per fregarci e farla franca????

    “di Eco e Tolstoi . . . Gli ignoranti
    di riporto, eh sì, solo i tribuni
    possono fare, ed essere arroganti

    – ed ovviamente pur politicanti –”

    Anche stavolta hai centrato in pieno l’obiettivo!

    Mi sembrano così aridi di spirito che proprio non riesco ad immaginarli ad appassionarsi, commuoversi leggendo le righe di un libro.

    Dopo aver letto un libro che mi ha regalato tante emozioni , una volta terminato faccio fatica a staccarmi da lui. Tanto è vero che me lo tengo sempre vicino. Proprio come un vero amico che può confortarmi o consigliarmi in un momento difficile…

    D’altronde lo spiega bene Gustave Flaubert nel lontano 1857 in una
    lettera a Mlle de Chantepie :

    “Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere. ”

    Ciao carissimo, ti saluto con un abbraccio! Ciao!!!

  17.   Mary Says:

    E’ vero, cara Vitty, sarebbe meglio cominciare l’anno dal mese di febbraio e cancellare gennaio che, come leggo, ha portato cose negative a tanti.

    Leggere, leggere, fortissimamente leggere! E’ stato sempre il mio motto. E quanti bei ricordi della mia infanzia ho avuto con i libri a cui hai fatto cenno.

    Piccole donne, non so quante volte l’ho letto. E poi Pinocchio, Gian Burrasca, Piccolo mondo antico e tanti, tanti altri.

    Se penso alle statistiche riportate da Cassandro che affermano che la maggior parte degli italiani non riesce a leggere nemmeno un libro l’anno, mi viene la pelle d’oca! Purtroppo è la verità. E la scuola di oggi non aiuta a migliorare la situazione.

    I giovani non leggono nè libri, nè giornali e questo dimostra che si andrà sempre più nell’ignoranza totale.

    Leggevo, tempo fa, che correggendo dei testi per l’esame di stato di avvocato, gli scrutinatori hanno dovuto scartare non so quanti scritti perchè pieni di errori di grammatica ed ortografia. Ma si può?

    Che dire della nostra classe politica? Ma questo, cara amica, è un altro discorso…

  18.   CASSANDRO Says:

    Per fortuna esistono persone come te, Vitty, che ancora leggono libri e giornali durante l’anno.

    Contribuisci a salvare la media degli italiani incolti.

    Dal libro che attualmente sto leggendo (‘Dizionario della stupidità’ di Piergiorgio Odifreddi) rilevo che secondo i dati OCSE, che come è noto monitora il livello di cultura degli stati membri, nell’ultimo rapporto (2013) evidenzia che “l’Italia è risultata ultima nelle competenze alfabetiche, linguistiche ed espressive necessarie per vivere e lavorare in quei paesi”, e che “due terzi degli italiani non leggono neppure un libro all’anno”.

    Si d’accordo con la Divina Commedia non si mangia, come sosteneva un noto ministro delle Finanze, ma almeno ci fa “seguir virtute a canoscenza e non più “viver come bruti”.

    Complimenti perciò, ed auguri.

    LEGGERE ED AGGIORNARSI
    (Ai tempi miei!)

    Ma come mai puoi tu pretendere
    di ragionare bene se non leggi
    né libri e né giornali? . . . Come accendere
    puoi la mente tua se ti reggi

    in esclusiva quasi sul passato?
    . . . la scuola? . . . qualche testo per concorso?
    E dopo mai più hai lucidato
    il tuo cervello . . . Ed ora fai ricorso

    a frasi fatte, a luoghi comuni,
    mentre che la vita è andata avanti,
    di corsa, e taglia fuori i digiuni

    di Eco e Tolstoi . . . Gli ignoranti
    di riporto, eh sì, solo i tribuni
    possono fare, ed essere arroganti

    – ed ovviamente pur politicanti –

    . . . “sputasentenze”, e perciò babbei
    con le solite frasi “Ai tempi miei”.

    Solo se accresci la tua mente . . . “Sei”!

    Nel mondo d’oggi pur se hai scuola
    ma non ti aggiorni sei una cazzuola

    . . . e perdi il diritto alla parola.

    Buttiamola così . . . ecco . . . di getto:
    vale di più, parlando con rispetto,

    chi legge un romanzo . . . a gabinetto.

    (Cassandro)

Lascia un commento

Codice di sicurezza: