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Avevo preannunciato qualche giorno fa una bella notizia che mi riguardava….ebbene la notizia si chiama Vasco….no,noooo,cosa avete capito??? Non è un colpo di testa,un innamoramento per qualcuno…. E’ un cucciolo amorosissimo di Schnauzer nano,nero e argento che da pochi giorni allieta le mie giornate! E’ allegro e sbarazzino,un vero coccolone e giocherellone. Incredibilmente ,per la prima volta nella mia vita,sono stata scelta come “capo-branco”. Infatti segue soltanto me ( con grande disappunto degli altri componenti della famiglia) e ubbidisce solo ai miei richiami! Il gatto di casa,chiamato ormai “nonno Matisse”,sopporta con infinita pazienza le sue intemperanze….per Matisse questa è la terza generazione di cani che sopporta. Quando entrò nella nostra casa,18 anni fa,avevamo un imponente e bellissimo Chow Chow fulvo, chiamato Zoff ( e questo la dice lunga sulla nostra squadra del cuore),il quale dopo le prime giustificate diffidenze ,accettò di buon grado questo piccolo gatto nero che gli saltava intorno e cercava rifugio fra le sue zampe. La loro tranquilla convivenza durò due anni. Zoff mancò all’improvviso nel mese di Giugno durante i campionati mondiali di calcio del 90. Nel 92 entrò nella nostra famiglia una piccolissima ( 45 giorni) Schnauzer nera chiamata Biky. Fu subito adottata dall’energico Matisse. Con lui dormiva,mangiava e giocava. Infatti,aveva imparato a fare gli agguati,tipici dei gatti e il gatto aveva imparato a mordere…..insieme davano la caccia agli uccellini nel terrazzo…uccellini che tante volte ho salvato dalle loro “fauci”. Biky è stata con noi 14 anni,regalandoci ogni giorno tantissimo affetto. Temeva la solitudine….talvolta la notte mi svegliava uggiolando per essere imboccata…..questo la tranquillizzava,mangiava e ritornava a dormire. Ci siamo sentite male subito dopo Pasqua,a poche ore di distanza l’una dall’altra,lei il lunedì,io il martedì sera,dopo aver trascorso il pomeriggio intero dal veterinario per cercare di scoprire cosa le fosse capitato. Io mi sono ben rimessa,lei purtroppo a Giugno,durante i campionati mondiali di calcio è mancata. Ha lasciato un gran vuoto la nostra Biky. Sembra strano come un piccolo animale possa riempire così tanto una casa. Mia figlia che all’epoca della sua venuta aveva sei anni,non riusciva ad accettare la sua scomparsa. Era stata una compagna di giochi incredibile. “l’unica amica sincera”. Tacitamente avevamo deciso che niente e nessuno avrebbe potuto sostituirla. Finchè pochi giorni fa si è presentata questa nuova opportunità. Chiara c’ha pregato di non dire di no….un “no” che nessuno di noi voleva dire! Così, grazie al ricordo della dolcezza di quella piccolina, abbiamo aperto la porta ,le braccia e il cuore a questo cucciolo che ha riportato tanta allegria nella nostra casa.  Si chiama Vasco ha due mesi è un terremoto ed ha un musino che si fa perdonare tutto…..anche Matisse che sopporta i suoi assalti,è contento di averlo accanto…..non sono belli??!!!

entusiasticamente vostra,Vitty

 

Riferimenti: foto mia!!!

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Devo riprendere il tempo perso, non c’è che dire….due giorni di buio assoluto mi fanno venire una gran voglia di stare sempre alla tastiera!!! Invece è ora che smetta…però smetto alla grande con una bella e dolce poesia. Leggetela e….sogni d’oro!!!I ragazzi che si amano si baciano in piedi contro le porte della notte e i passanti che passano li segnano a dito ma i ragazzi che si amano non ci sono per nessuno ed è la loro ombra soltanto che trema nella notte stimolando la rabbia dei passanti la loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia. I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno essi sono altrove molto più lontano della notte molto più lontano del giorno nell’abbagliante splendore del loro amore. J. Prevert
Riferimenti: …si baciano in piedi…

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Ogni volta che la mia Chiara viene a casa , mi porta inevitabilmente un bel
“movimento”…la stessa cosa succede quando riparte!!
Perciò,a ventiquattr’ore dalla sua partenza, sono ancora “in ballo” per rimettere a posto la sua camera!!!

Oggi però mi sono fermata, mi è capitato fra le mani un libro di miti ed eroi della Mitologia Greca. Racconti che mi chiedeva sempre di leggerle….ho aperto il libro e senza dover cercare, si è aperto alla storia di Eros E Psiche, la sua preferita.

Mi è venuta voglia di leggerla…..la leggerò a voi. Okkei??

EROS e PSICHE

Eros, il figlio di Afrodite, era il dio greco dell’amore.
In molte leggende è rappresentato come un bambino, ma al tempo di questa storia era già cresciuto e si era fatto un bellissimo giovane.
Con il suo arco e la sua faretra sempre piena di frecce, aveva il potere di portare amore sia agli dei che agli uomini.Chiunque fosse sfiorato dalla sua freccia si innamorava immediatamente della prima persona che gli capitava di vedere.
–Dimmi, Eros– gli disse un giorno Afrodite.–
Sono invecchiata? Ci sono delle rughe sulla mia pelle? I miei capelli hanno dei fili bianchi?
Eros rimase sbalordito.
Non era il tipo di domanda che si aspettava da una donna che era considerata il simbolo stesso della bellezza e saèeva di esserlo.
Non capiva la domanda della madre, ma rispose sinceramente.
–Nessuna è più bella di te e nessuna lo sarà mai. Forse lo stesso Paride non ha messo Era e Atena al secondo posto? Ma perchè mi fai questa domanda?
–Non avevo dubbi circa la tua risposta– disse Afrodite sorridendo- ma pare
che la mortale Psiche non sia d’accordo. Ho sentito da fonte autorevole che pretende di essere la più bella. Si vanta di essere come la luna e io una stella lontana la cui luce impallidisce davanti allo splendore dei suoi raggi.
–Sa esprimersi poeticamente–Fece notare Eros, Ma Afrodite non si curò dell’osservazione.
–Bisogna punirla. Vai da lei e trafiggi il suo cuore con la tua freccia, ma assicurati che vicino a lei ci sia un essere orribile.Voglio che soffra per l’amore della più abominevole creatura del mondo.

Eros non era impaziente di portare a temine la sua missione: cercò di portare a termine la sua missione: cercò di convincere la madre, poi alla fine fu costretto a cedere.

Quando Paride andò da Psiche, la trovò che stava dormendo in un prato, circondata da fiori, e rimase talmente colpito dalla sua bellezza che inciampò in un sasso e cadde accanto a lei. La punta di una delle sue frecce gli graffiò una gamba e ancora prima di rendersi conto che cosa era accaduto si scoprì perdutamente innamorato di lei.

Sapeva che doveva stare molto attento, Afrodite non doveva scoprire nulla del suao amore e pertanto decise di nascondere la sua vera identità anche a Psiche. Quella stessa notte andò da lei.
–Il nostro amore sarà più grande di qualsiasi amore mai esistito. Vieni e saremo felici oltre l’immaginazione–le bisbigliò nel’oscurità.
–Ma ti chi sei che mi parli in questo modo?– gli chiese la fanciulla allarmata.
–Questo non lo devi chiedere. Ogni notte gli uccellini rapaci cominceranno i loro voli per il cielo scuro, io sarò con te, ma tu non devi mai guardare
il mio volto o cercare di scoprire il mio nome. Devi avere fiducia.

E così ogni notte Eros e Psiche si amavano e ogni mattina, prima che il sole sorgesse ad oriente, il giovane se ne andava.

Passarono i giorni e Psiche ricevette la visita delle sorelle.
Esse furono un pò scandalizzate del racconto della nuova vita di Psiche, am anche invidiose.
_-Certamente devi aver sbirciato; solo un’occhiata veloce– disse una delle sorelle.
– Non potrei sopportare di non sapre chi è.. aggiunse l’altra.
–Potrebbe essere un mostro terribile con sette teste– incalzò nuovamente
la prima.
– E avere corna come una capra!–
Le parole uscivano fuori incontrollate dalla loro immaginazione, orrore dopo orrore. Psiche si limitava a sorridere.

Quella notte non riusciva a liberarsi dalle insinuazioni delle sorelle.
Finora era stata fedele alla sua promessa.
Ma un’occhiata sola che male avrebbe fatto??

La mattina successiva prima dell’alba si svegliò e in punta di piedi andò al pinaterreno a prendere una lampada.

Quando Psiche ritornò, il giovane stava ancora dormendo: ella alzò il lume e ciò che vide la colmò di felicità perchè era il giovane più bello che avesse mai immaginato. Ora poteva prendersi gioco delle sorelle per i loro dubbi e sospetti.

Eros si scosse e, ancora nel sonno, si coprì il viso con un braccio.
Psiche ebbe paura che si svegliasse, e poichè non voleva essere scoperta spense in fretta il lume, ma una goccia di oli bollente cadde sul braccio di Eros. Egli aprì improvvisamente gli occhi e la vide.

Il giovane si fece scuro in volto ma non parlò; si alzò in silenzio la stanza. Psiche scoppiò allora in lacrime.

Quella mattina le sorelle notarono che aveva gli occhi rossi e le fecero delle domande senza ricevere risposta.

Venne la notte ed ella rimase sola nel suo letto ad ascoltare tutti i rumori della notte. Si ,rese conto che il suo innamorato non sarebbe più tornato.

Seguirono mesi lunghi e tristi dopo aver vagato per il mondo, si rivolse ad Afrodite.
–Dea dell’amore, tu puoi capire le mie sofferenze–la supplicoò–Ho èperso il bene più prezioso che avevo solo per curiosità. Ti prego aiutami per la mia leggerezza.

Gli dei non perdonavano facilmente quando avevano subito dei torti e Afrodite non era diversa.
–Il giovane che tu ami è mio figlio Eros. Perchè un dio dovrebbe amare una ragazza sciocca? E’ possibile che ritorni da te solo se tu farai esattamente quello che ti dico.

Psiche acconsentì speranzosa, ma non sapeva ancora che le prove sarebbero state troppo difficili per una ragazza come lei.

Come prima prova Afrodite l’accompagnò in un granaio in cui vi era un grosso mucchio di grano di segale, e orzo.
–Vedi quese sementi? Sono inutili così come sono. Dividi una qualità dall’altra e fai tre mucchi separati. Non appena avrai finito vieni da me.

Psiche si sedette per terra e cominciò il suo lavoro. Ben presto si rese conto che anche fosse vissuta mille anni non sarebbe mai stata in grado di finire quel lavoro.
Nel raggio di luce che stava tramontando, vide un esercito di formiche.
Arrivate vicino al mucchio grande, si divisero in tre colonne, ogni formica del primo gruppo si occupava del grano, quelle del secondo della segale e quello del terzo, dell’orzo. A notte alta avevano finoto e se andarono silenziosamente come erano venute.

Come seconda prova Afrodite le comandò di scendere nell’oltretomba a prendere uno scrigno pieno d’amore.
Psiche aveva incontrato Orfeo e sapeva dov’era lo stretto passaggio che conduceva all’Ade. Non perse tempo e partì per la sua missione.

Poichè era mandata da Afrodite, Caronte e Cerbero la lasciarono passare senza farle domande e ben presto la giovane fu ammessa alla presenza della regina degli inferi.
–Afrodite può avere lo scrigno– disse Persefone, dopo aver ascoltato il racconto– Ma ciò che lo scrigno contiene è solo per lei. Nessun altro lo deve aprirlo.

La dea le porse il cofanetto e la giovane riprese la via del ritoeno.
Mentre si avvicinava al buoi passaggio per risalire, le parole di Persefone le turbinavano nella mente. La tentazione di vedere cosa c’era nello scrigno si faceva sempre più forte. Al pensiero del poere che quel cofanetto poteva conferirle, dimenticò completamente che la curiosità aveva già rovinato la sua vita con Eros.

Forse poteva riconquistare l’amore del suo innamorato.

Non appena arrivò alla luce del sole la giovane alzò il coperchio.
Invece di amore lo scrigno conteneva sonno eterno.
Psiche si abbandonò sull’erba, chiuse gli occhi e si addormentò.

Zeus, impietosito, la portò in cielo accanto ad Eros.
E forse è ancora là, distesa tra i fiori, come quando la vide Eros la prima volta.

Peccato finiscono tutte male!!!
Chiara a questo punto dormiva già da un pezzo……così la fine gliela raccontavo a modo mio!! ( Bene naturalmente).

Però, la curiosità……è proprio brutta…..bisogna che mi corregga…..
se fa questi scherzi…….

Ciao, buonanotte!

Riferimenti: Cosa faccio….gli apro gli occhi…??!!

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Sempre dal mio libro ” Le più belle lettere d’Amore”, mi piace farvi conoscere questa di Anais Nin a Henry Miller.

Lui è L’autore di Tropico del Cancro , lei è la scritttrice sperimentale ,
quasi surrele ,nota per il suo “Diario” pubblicato in sei volumi fra il 1966 e il 1976.
Henry era nato nel 1891, la Anais nel 1903.
La loro è una storia d’amore completa, fatta di passione, gelosia,tenerezze,
rimproveri, affinità intellettuale profonda, senza mezzi termini, il loro epistolario abbraccia un arco di vent’anni.
Entrambi sposati la cosa non provoca in loro grando complessi.
I sotterfugi, le bugie, non suscitano in nessuno dei due il minimo accenno al rimorso, anzi rappresenta un motivo di eccitazione in più .
Fu una relazione , la loro ,straordinaria, variabilissima, capace sempre di rinnovarsi malgrado i momenti di crisi , in un intreccio costante con la loro stessa crescita artistica.
Anais morì nel 1977, Henry nel 1980.

(Louveciennes)
6 settembre 1932

Henry,

Te ne sei appena andato.Sono tornata di sopra, nella mia stanza, per essere sola.
Sono talmente piena di te, che ho paura a mostrare il mio volto.
Henry, nessuna tua partenza mi ha mai lasciata così sconvolta.
Non so che cosa sia accaduto stasera, che cosa mi attaesse in te, tanto da
darmi una voglia di esserti vicina, di dormire con te, di tenerti stretto….Una folle, spaventosa tenerezza….il desiderio di prendermi cura di te…..E’ stato un grande dolore per me, che tu dovessi andartene.
Quando dici le cose che hai detto a proposito di Madchen ( in Uniform),quando sei premuroso e commovente, io perdo la testa.
Per stare con te una notte, butterei al diavolo l’intera mia esistenza, sacrificherei cento persone, sarei capace di tutto.
Lo dico per non darti grattacapi,Henry, ma semplicemente perchè non riesco fare a meno di dirti che sono traboccante, disperatamente innamorata di te come mai lo sono stata di nessuno.
Anche se tu te ne fossi andato il mattino dopo, l’idea che dormivi nella stessa casa sarebbe stato un dolcissimo sollievo al tormento che devo sopportare questa notte, il tormento di sentirmi spezzata in due quando ti sei chiuso il cancello alle spalle.
Henry, Henry, Henry, ti amo, ti amo, ti amo. Ero gelosa di Jean Renaud che è con te tutti questi giorni , che dorme a Clichy.
Questa sera tutto fa male, non solo la separazione, ma questa terribile fame del corpo e della mente per te, che ogni giorno tu accresci, che di continuo rinfocoli.
Non so quel che stò scrivendo.
Sentimi stretta a te come mai ti ho tenuto stretto, più profondamente, più tristemente, più disperatamente, più appassionatamente.
Mi inginocchio di fronte a te, mi do a te e non è abbastanza, non abbastanza.
Ti adoro.
Il tuo corpo, il tuo volto, la tua voce, la tua persona umana…..oh Henry,
ho voglia di correre via per essere sola con i sentimenti che provo per te.

Anais.

Riferimenti: Dolce amore mio…..

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La notte avanza lentamente,silenziosamente ci avvolge col suo mantello di oscurità. Sensazioni sconosciute si insinuano nelle nostre menti, dolci visioni ci accompagneranno fino alle luci dell’alba, quando altri sogni, daranno il cambio a questi sogni.
Prima di lasciarci andare, prima di abbandonarci dolcemente, facciamoci cullare da queste magiche parole

O tu, di me tre volte ancor più bello,
fiore unico, dolcezza senza pari,
più florido di ninfa o di mortale,
più di colomba o rosa roseo e bianco!
In te naturraggiunge il suo vertice,
annuncia che con te finisce il mondo.
Scendi dal tuo destriero, o meraviglia,
e la tua testa orgogliosa assicura
con le briglie al pomo della sella.
Se tu mi concedi questa cortesia,
ti svelerò mille segreti dolci;
se siedi qui, dove serpe non sibila,
accanto a me , ti coprirò di baci!
Non stancherò le tue labbra saziandole:
le renderò avide l’eccesso,
io le farò arrossire e impallidire
in modi sempre nuovi;dieci baci
saranno un bacio, un solo bacio venti.
E’ breve quanto un’ora il giorno estivo
se speso in questi giochi, i più incantevoli!
Guardami:ho fronte liscia e luminosa,
ho gli occhi chiari, vivaci e splendenti,
la mia carne è dolce, sensuale, arde il mio sangue….
Ah se stringessi la mia mano morbida!
Ah, se le nostre mani fossero una !
Vuoi che ti parli? Incanterò il tuo orecchio.
Vuoi che io, fata mi libri sull’erba?
Vuoi che danzi sulla sabbia, e non lasci la mie orme?
E’ spirito di fiamma Amore vero,
è senza peso, si innalza leggero……

William Shakespeare.

Riferimenti: Buonanotte occhi neri, buonanotte sssssssss

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Seguo con interesse Jack Folla mi piace come scrive e quello che scrive.
Non tutti potranno essere d’accordo con le sue idee, ma questo articolo è qualcosa di più dell’espoizione di un pensiero, è un omaggio a un direttore di un giornale, molto delicato, che mi fa piacere proporvi.
PS
E’ rigorosamente scritto a mano, senza copia incolla, perchè lo copio da giornale!!!!

Una Rosa per un Direttore senza più Giornale per Me.

Sono sotto la Piazza Vecchia di Scanno con una rosa in pugno. E’ molto
scuro, in fondo al pozzo, ma il mio piccolo fiore rosso accende il buio.
Sono arrivato a mezzanotte e all’alba me ne andrò.
Lascerò la mia rosa a contrastare il nero.
A volte , dove non arrivano gli uomini, osano i fiori.
Ieri, navigando su Internet, ho scoperto che il direttore di un giornale
si è dimesso per Jack. Ho comprato una rosa e preso un treno.
Ma non ho mai regalato un fiore a un uomo, sua moglie potrbbe equivocare, e poi io non so nemmeno chi sia, non conosco il suo sguardo, la sua voce, la sua età.
Tutto quello che ho scoperto è che dirigeva ” La Foce “, giornale indipendente di Scanno, fondato nel 1944. E che il suo primo articolo di
fondo comincia così: ” Uno dei miei primi articoli da direttore editoriale di questo giornale traeva ispirazione da Jack FDolla, una delle voci più note del panorama mediatico e letterario dell’Italia contemporanea.
E proprio Jack Folla torna in questo mio ultimo articolo.
Si , cari, questo è il mio ultimo scritto da direttore editoriale.
Il 25 Luglio, infatti, ho rassegnato le dimissioni…..”

Giuro, fratelli, un colpo. Mi è sembrato di udire la voce di mia madre: ” Jack, che altro hai combinato?”. L’unico che si sia dimesso per me è stato un secondino dopo che gli tirai il bugliolo perchè voleva spegnere la luce
senza farmi finire di leggere in pace l’ultima pagina del “Male oscuro ”
di Giuseppe Berto, e un’altra volta, una ragazza di nome Maria, giurò che per me avrebbe lasciato il suo fidanzato. Ma oggi quel secondino è il direttore del penitenziario e Maria con quel ragazzo si è sposata e hanno fatto tre figli.

Chi è Antonio Carfagnini e perchè si dimette per me?
Nel suo editoriale il direttore spiega che, con i suoi giornalisti, avevano
deciso di invitarmi a una di quelle manifestazioni che si tengono nelle notti d’estate nella Perla d’Abruzzo. Un dibattito in piazza , suppongo ,
o in un antico palazzo pubblico, chissà. Per realizzare la serata, aveva
chiesto un contributo al consiglio d’amministrazione del giornale.
Voi direte: chiaro, non avevano i fondi, oppure il contabile era fuggito
alle Bahamas con la caposervizio cultura, quella con le lentiggini, rubando
la cassa degli abbonamenti e i proventi della pubblicità.
Invece no: Sulle prime ” La notte di Alcatraz” era stata approvata e i soldi in cassa ci sono, tanto che il consiglio d’amministrazione de ” La Foce” li ha devoluti all’ultimo minuto al Comune per un’altra manifestazione dell’estate di Scanno.
Ma non dovrebbe essere il contrario? Misteri d’Abruzzo.
Concluisione: il direttore si dimette.
Considera la bocciatura della sua serata pubblica con Jack Folla un atto di sfiducia .”E se manca la fiducia”, scrive ,”meglio è per tutti che l’indesiderato si faccia da parte. Del resto, come dice Jack, teste da tagliare ce ne sono a bizzeffe: io, signori, ho aperto le danze”.E se ne va.

E io vengo. Con la mia rosa battagliera e sconsolata.
Dritto in piedi sotto la piccola città. Mentre tutto dorme.
Non per protesta, ma per riconoscenza, quasi per amore. Di un gesto , dignitoso e folle, che non cambierà la storia di questo Paese ma che di certo ha rivoluzionato la vita di un uomo. Un giornalista di provincia che
non è più direttore e si è dimesso per me.

Non sono un politico e non conosco a memoria i colori delle giunte comunali.
Ignoro a quale partito appartenga il sindaco di Scanno, mi crediate o no.
Ammetto che stavo per digitare su un motore di ricerca il nome di quel comune accoppiato con giunta, ma poi non ho più fatto clik.
Fra me e me si era rotto qualcosa senza fare rumore, senza dire una parola , senza produrre un risultato . Come il filo spezzato della fiducia
tra il direttore ed editore, o fra moglie e marito che decidono di separarsi, o fra ciò in cui credevi e quello che sei diventato.
Se tuo marito ti tradisce, che importanza ha il nome dell’amante?
Lo scandalo è la fine di un amore, o il licenziamento, o la perdita della fiducia in se stessi, o la caduta della libertà.
Scandaloso è che viviamo in un paese dove è diventato un tradimento esprimrere la propria popinione.Se non è allineata. Non conforme.
Inopportuna. Senza partito. Nuda.
Tuti gli altri particolari mi nauseano.
Grazie sconosciuto direttore.
Questa piccola rosa è per te.

E’ bello, vero??? Ti piace Occhi Neri?
Riferimenti: Jack…sei un mito……….

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Stamani mi sono decisa,vado in centro a fare spese,prima mi taglio i capelli,un bel colpo e…zac! La testa è nuova,mi sento nuova e ho un appuntamento!
La libreria mi aspetta,varco la soglia e un odore inconfondibile e amato mi corre incontro! Sono pervasa da una leggera euforia! Libri,libri,sono dapperttutto. Li guardo con finto distacco,in realtà avrei voglia di cercare,toccare con le mani le copertine,sentira il frrrr delle pagine quando si scorrono veloci,avvicinarli al naso e respirare la loro essenza!
Un signore sorridente si avvicina”ha trovato qualcosa?” “Sto cercando l’ultimo libro di Erri De Luca,Il contrario di Uno” “Ah” fa lui,”l’ho sentito ieri sera,gli ho chiesto se era disponibile per alcuni incontri col pubblico! Ma sarà difficile,non presenzia volentieri”.
Il cuore mi batteva a 1000 all’ora,non sono riuscita a commentere,ho solo sorriso. Nel frattempo ha preso il libro,l’ha messo in un sacchetto e me l’ha consegnato,ho pagato e…..Mio,era tutto mio! Sono uscita velocemente,appena girato l’angolo,ho tirato fuori il libro e come lui ha scritto in un’altro racconto” Ho girato il foglio sempre alla svelta per proseguire da quel primo rigo,in alto a sinistra”. Ho cominciato a leggere,sentire la sua voce,incurante delle persone che passando magari mi urtavano.Ero in un altro mondo.Mi ha riportato alla realtà ,la sirena di un’ambulanza.Ho chiuso il libro,però non l’ho riposto in borsa,l’ho tenuto stretto in mano. In macchina era vicino a me,sono stata felice.Ora lo leggerò piano piano,per farlo durare più a lungo,le frasi le leggerò tantissime volte per capire anche quello che non è scritto.La vita può essere bella! In questo mondo pieno di superficialità,trovare tanto amore in un libro credo non sia cosa da poco!!
Riferimenti: il mio amore nascosto in un libro

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