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Stamani aprendo le finestre ho avuto uno speciale Buongiorno!!! Un frullo d’ali ,veloce e leggero ,mi ha annunciato il ritorno delle rondini!!! Sono uscita nel terrazzo a godermi quel loro volteggiare,quella meravigliosa danza sospesa nel cielo che sa di primavera! Eh si,oramai non ci sono più dubbi,i loro eleganti volteggi sanciscono senza ombra di dubbio l’inizio della bella stagione.

A parte la “bella stagione”,che ahimè non amo troppo,dato che sono una vera innamorata dell’autunno-inverno,l’appuntamento con le rondini mi è quanto mai caro.Sono ormai molti anni che vanno e vengono,e ogni volta la loro vista mi suscita grandi emozioni. Abitando in cima all’attico il loro volo è quasi alla mia altezza. Posso seguire la sistemazione dei nidi,il momento in cui vengono deposte le uova…o quando si alternano per imboccare tutti quei beccucci aperti in attesa di cibo… i primi voli dei rondinini mi lasciano col fiato sospeso….qualche volta qualcuno non ce la fa e cade a terra….ma i più ce la fanno ,ed è un incanto seguire le loro evoluzioni sentendoli garrire beati.

Bentornate dunque care rondini ,ci terremo compagnia tutta l’estate ,e i miei pensieri voleranno con voi come aquiloni colorati….

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Ti do’ pienamente ragione Cassandro,ad esserti "ntussicatu ‘a matinata!"(frase rilevata nel commento nel blog http://lelli.blog.tiscali.it/yn2444904) al ricordo dello scempio fatto alla bellissima Piazza Navona dalla becera e prepotente campagna elettorale di questo disgustoso presidente del consiglio. Una campagna elettorale sempre più gridata e inquinata da affermazioni false e pretenziose,tutte tese a destabilizzare l’unità dell’Italia tutta. Un presidente,ricordiamocelo ,che attacca senza posa le istituzioni che da sempre sono una garanzia per tutti i cittadini. Urla e strilla per lesa maestà,perchè osano inquisirlo…..il suo modo di fare negli affari,nel mondo politico….molto disinvolto,lo hanno portato ad essere quello che è. Non importa se sul suo cammino ha dovuto abbattere leggi e comportamenti corretti….lui non sa cosa sia l’etica…desidera una sola cosa,il potere e farla franca su tutto. Non per niente si è riscritto le leggi su misura,come gli abiti che indossa,per se’ e per i propri amici. Ha infilato nel governo i suoi avvocati ( se ne ha tanti…eh…vuol dire che ha tanto da farsi difendere!) per poter avere mano più libera nel cambiare leggi e leggine…. Quando snocciola con aria sdegnata davanti ai giornalisti,le accuse e i procedimenti aperti contro di lui dalla magistratura,senza arrivare mai a niente di fatto,si dimentica,il furbetto (!) di aggiungere che la giustizia non è potuta andare avanti,perchè le Sue leggi,hanno depenalizzato quei reati. Così ora,rubare nella pubblica amministrazione,conviene di più che rubare una mela!!! Corrompere diventa una bazzecola….i magistrati caso mai,faranno la parte dei perseguitatori per mera cattiveria e invidia nei suoi confronti. E urla,urla….getta fumo negli occhi…vomita scempiaggini ad ogni piè sospinto….è ossessionato dai Komunisti,vede "rossi" dappertutto….. per lui la magistratura è rossa, gli industriali sono rossi, i giornalisti sono rossi, i politici sono rossi, i sondaggi sono rossi, gli idraulici sono rossi, i preti sono rossi, internet è rossa, le regioni sono rosse, l’Authority per il controllo delle Telecomunicazioni da lui creata è rossa, il vino è rosso, gli studenti sono rossi, le università sono rosse, gli operai sono rossi, i contadini sono rossi, i poveri sono rossi, i ricchi sono rossi e persino i cigni ammalati sono rossi!!!!! Urla sbraita e nasconde….nasconde le sue alleanze con le anime più nere dell’estremismo nero. I tg tacciono su queste alleanze e le dichiarazioni del para-nazista Romagnoli,del suo disprezzo della Shoah! Dichiarazioni che sono però rimbalzate all’estero,facendo indignare il Presidente del parlamento Europeo Josep Borrel. Lo stesso giorno,il nostro presidente della Repubblica,Carlo Azeglio Ciampi,di sua iniziativa si è recato alla sinagoga di Roma per ribadire che " Un uomo della mia generazione non dimenticherà mai il rastrellamento degli ebrei nel ghetto di Roma,non dimenticherà mai la Shoah". C’era bisogno di questa rassicurazione,perchè per la prima volta nella storia democratica italiana,arrivano i fascisti ( quelli veri) e fanno campagna elettorale con un leader che viene dalla P2 e che va in giro spacciandosi per "liberale" Mandiamolo a casa quindi,facciamo che il 9 Aprile sia un grande festoso,costruttivo : B A S T A ! ! ! Facciamo nostre le parole,i versi del bravo Giorgio Caproni! Guardateli bene in faccia, Guardateli Alla televisione. magari, in luogo di guardar la partita. Sono loro, i "governanti". Le nostre "guide". I "tutori" -eletti-della nostra vita. Guardateli. Ripugnanti. Sordidi fautori dell’ "ordine", il limo del loro animo tinge di pus la sicumera dei lineamenti. Sono (ben messi!) i nostri illibati ministri. Sono i senatori. I sinistri – i provvidi!-sindacalisti. "Lottano" per il bene del Paese. Contro i terroristi e la mafia. Loro, che dentro son piu’ tristi dei piu’ tristi eversori. Arrampichini. Arrivisti. In nome del popolo (Avanti!Sempre Avanti!), in perfetta Unita’ arraffano capitali-si fabbricano ville. Investono all’estero, mentre "auspicano" (Dio, quanto "auspicano"!) pace e giustizia. Loro, i veri servitori della Giustizia in nome (sempre, sempre in nome!) del Dollaro e dell’Oro. Guardateli, i grandi attori: i guitti. Degni -tutti-dei loro elettori. Proteggono i Valori (in Borsa!) e le istituzioni…. Ma cosa si nasconde dietro le invereconde Maschere? Il Male che dicono di combattere?…. Toglieteceli davanti. Per sempre. Tutti quanti. ( GIORGIO CAPRONI) PS: Ieri sera Cassandro mi ha scritto questo: "Questa sera ho potuto constatare che la gigantografia di Berlusconi che ci ride in faccia è stata tolta da Piazza Navona, come ho già comunicato a Lelli (Giulia). L’arte offesa ha avuto la sua rivincita. Ah, la Piazza mi è parsa addirittura più bella. " E festeggiamola dunque questa piazza! Con alcune poesie tue e di Sergio! Facendo venire così la voglia a molti,me compresa,di venire presto a scoprirla ed ammirarla questa bellissima città!!!Ciao!!
Riferimenti: Arrivederci, Roma…Good bye…au revoir…

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Così siamo arrivati a S.Valentino! per le romantiche come me, questo giorno non può assolutamente passare inosservato?.,è veramente con piacere che mi accingo a dire grazie , non una volta , ma cento, mille volte ,agli amici Cassandro e Sergio , per l’ immersione in questo mare di dolcezza
.
Questa raccolta la chiamerei:

L’AMORE, SECONDO NOI

STRAPPACORE

Purtroppo t’amo in modo “strappacore”.
Credo che in vita mia io non abbia
amato mai così,con questo ardore
Mi stai sotto la pelle come scabbia,

e più mi gratto per mandarti via
e più t’infili tu, sicchè m’ingolfo
fino a che mi rassegno e??così sia?,
mi dico,e butto via sapone e zolfo.

E’questa,solo questa,la mi rabbia
lo stare a te soggetta in tutti i modi
mentre più sbarre tu metti alla gabbia

e la rinsaldi inoltre con i chiodi
al punto che non vi entra manco sabbia.
E il bello è che ci godo e che ci godi.

Ti amo come ‘al tempo del colera’
Di aver l’amor di Daza ‘Ariza spera.

(CASSANDRO)

PARLAMI

Parlami tu…ed io ti regalo
la mia esperienza…i tuoi sogni
confidami un pò…Fa che sia palo
su cui la tua mano…se bisogni

tu di sostegno avrai…appoggerai.
Non posso offrirti nulla di diverso
…di più…di altro. E D’altronde mai
te lo darei…chè andrebbe perso,

in quanto strade nuove a me non note
percorrere dovrai prima che
-ed avverrà-il sole e le sue rote

scompaiano dal tuo cammino…Se
lo riterrai…parlami,e vuote
risposte non avranno i tuoi “perchè”

Scudi io ti darò contro ogni male
…trarrò da ogni tua ferita il sale.

Ti insegnerò soltanto ciò che vale.

Da parte tua al meglio sempre spera
…c’è sempre una luce nella sera.

Scorda la “Storia di una capinera”.

Lievi le mani quindi affonda in me
e prendi tutto quello che vi è.

E’ tuo ciò che so. Salute a te!

( Cassandro)

R O B A M I A

Sarà! Ma io a te ci sto attenta!
hai troppe idee in testa per restare
sempre allo scoglio e non navigare
in mari aperti. La mia mente stenta

a credere che sia riuscita
a fare io entrare te nel mio porto:
temo pertanto che dalla mia vita
tu possa uscire un dì. Non mi conforto

nel dirmi:?ma lo vedi,per te vive!?
?e mi agito?e molto!?sol se penso
che–non per te(chè non avrebbe senso)
ma per le occasioni un po?lascive

che incontrare puoi lungo la via?
tu possa altrove volgere gli sguardi,
i tuoi interessi?Sulla vita mia,
io lotterei allor senza riguardi

per toglierti di mezzo chi ti tenta,
con la bellezza oppur con la cultura,
per darti poi chissà?una fregatura
(e pure a me)?Ecco perché sto attenta!

Tu chiama ciò,se vuoi:passione,
possesso,voglia,amore,gelosia,
o perdita di tempo e di ragione?
per me è guardarmi ben’la roba mia!

(SERGIO SESTOLLA)

B A C I

Fissandoci negli occhi e ad occhi chiusi
Passiamo ore ed ore a baciarci,
in un respiro sol stiamo confusi
come se non dovessimo lasciarci.

Ma tutto finirà, chè non c’è cosa
Che dura eterna per l’eternità:
questione di tempo?anche la rosa
odora odora ma poi sfiorirà!

Perciò,finchè possiamo,fortemente
Diamoci baci,fino a farci male,
torniamo quindi a farlo lievemente
sciogliendoci siccome in acqua sale.

Le calde labbra mie tienile in pegno
mentre accarezzo quelle tue col dito
per ricordare il dolce lor disegno
appena tutto ciò sarà finito.

Ma prima di quel dì facciamo ancora
Quel che abbiamo fatto notte e giorno,
baci su e giù, a dritta ,a manca,a prora,
dal sorgere del sole?al suo ritorno.

( CASSANDRO)

Belle tenere sognanti, romantiche….dolci….!

Cosa ci può essere di più dolce di uno splendido chiaror lunare?

Questa è la mia chicca preferita…

CHIAROR LUNARE

” Possibile che noi sempre di corsa
l’amore lo facciamo…col giornale
al braccio stretto io,tu con la borsa
che pende dalla spalla?…Ma è normale

non riuscire mai ad ottenere
un pò di pace,di tranquillità?
E questo più per te che ami godere
il “dopo” più che il “prima” o la”metà”.

“Metà” che rappresenta anche la meta,
dato purtroppo il modo inconsueto
che abbiamo noi di amarci e che mi vieta

poi di godere del tuo volto lieto
e di sfiorar le tue guance di seta
mentre chiaror lunare entra discreto”.

( Sergio Sestolla )

LA SCUSA DEL SALUTO

Per nostra fortuna oggi si usa
appena ci si incontra di baciarsi
toccandosi la guancia,e questa scusa
ci è stata a noi di aiuto per sfiorarsi

un poco pelle a pelle?E quando mai
avremmo noi potuto farlo??pure
se io volevo?come sai?
o tu bramavi..come so.Che cure

?e che attenzioni abbiamo usato!?
Che scarti in quello scontro!?e ciò perché
le nostre bocche per voler del fato

al fine erano accoste in modo che
un poco?ci bastava?il nostro fiato
si confondesse tutto in noi,e?

Che fantasia abbiamo!?Senti e sento
Profondo bacio,tipo ?Via col vento?.

Da ciò sempre più lento noi il saluto
Or lo facciamo,e si?quasi un minuto!

(SERGIO SESTOLLA)

ALLA MIA MENTE TORNI

Alla mia mente torni più di quanto
tu possa mai avere immaginato
nei tempi in cui,non per farmi vanto,
mi apristi il cuore tuo immacolato

ed io…
a restare…da interdire!…
davanti allo sguardo tuo lucente,
al portamento timido, al fuggire
da me a volte via…sempre silente,

ed io…
a non capir,o capir troppo,
e quindi a non seguirti,a ignorar
ciò che col corpo mi dicevi e il groppo
che avevi in gola e che volevi urlare

ed io…
odor di greco e di latino,
di Dante ed altri,a te che mi ascoltavi,
contenta di quel po’, e a me vicino,
nulla intendendo,lieve ti accostavi

ed io…
Chi capì fra noi di più
che si fermava solo a quei giorni
il nostro sogno,amica, fosti tu
che ora alla mia mente invano torni.

E non mi resta che scrivere versi,
inutili,su tutto ciò che persi.

Pure a gridarli forte come tromba
han suon or sol di volo di colomba.

( Sergio Sestolla)

Ti piacciono Colomba? Sono romantiche e attuali,vero?? Come? Qualche tuo amico potrebbe storcere il naso?? Nooooo, non credo, perché l?amore colpisce tutti, giovani,meno giovani, romantici e non?..comunque, Cassandro ha pensato anche a loro?..ecco un bel duetto, stile fumetto?..tsè??ce n?è per tutti?.ce n?è??

D R A G O E M A N D R A K E

(Lui)

-!Ma chi ti vuole sol come realtà?!
Perché vuoi viver solo se ti vedo,
soltanto se son sveglio?non mi va
sentirti mia sol se ti possiedo!

Ti voglio invece anche nella mente
Per riempir di te il mio pensare,
pure allorquando dormi intensamente
e i sogni miei vieni ad abitare:

?qui non ci sono freni inbitori,
?qui posso farti ciò che più agogno
?qui puoi bruciarmi con i tuoi ardori

?di aver l?età?tu qui non hai bisogno,
chè io ti fermo qui,così non muori?
Che drago!?Dormi e vai pure in un sogno!?

°°°

(Lei)

-? E il drago sarei io??Questa è bella!?
Ma senti che mi tocca di ascoltare!
?mi sembra tale e quale la storiella
di quello che fa?maniaci e quartare?.

Tu alzi il mazzo e tu mischi le carte,
le asole tu fai e pure i bottoni?
nel sogno tu dirigi la mia parte
?tu insomma te la canti e te la suoni!

Sappi però che anch?io spesso dormendo
-forse mentre mi sogni-sogno che
fra le mie braccia stai?e stai fremendo.

Mandrake son?che drago?!!!?E sai perché?
?di cose insieme tre ne sto facendo:
dormo?ti sogno?e vengo da te!?

(CASSANDRO)

…….E un Amore da …far girare la testa….?!

V I N O V I N E L L O

(Lui)
– “I versi buoni sono come il vino,
devi centellinarli ad uno ad uno,
attentamente, e assaporarli fino
a quando capirai che ognuno

di essi non vien posto lì per caso,
ma per entrarti in mente, piano piano,
e scivolarti in cuor come sul raso
scivola via la palma della mano.

Dei miei tu ti sei proprio abbuffata,
ne hai la pancia piena, amore bello…
li bevi come vino non d’annata

e forte come il ?Chianti? ed il ?Brunello?:
infatti loro mai t’hanno ubriacata,
ma resa allegra, sì…come vinello”.

° ° °

(Lei)
– “Lo so che i versi sono da gustare
attentamente, proprio come il vino,
e pure so che questo è da versare
con grazia, sia ch’è doc o cannellino.

Tu porgi infatti i versi come ?Albana?
lieve riverseresti nel bicchiere,
ed è sempre per me impresa vana
restar con gli occhi asciutti, ch’è un piacere

…di quelli che fan mordere le dita…
saper che in una rima ora risiedo,
che c’è in un verso un po’ della mia vita,
che un endecasillabo possiedo.

Ma come il vino può andare perso
se a terra la bottiglia butti giù,
così darò al vento ogni tuo verso
…accorto, dunque!…se non mi ami più.

(Cassandro)

E per finire ecco l’Amore a tutto tondo,visto dalla parte di lei e visto dalla parte di lui…..

IL SONNO DELL’AMORE

Fare l’amore, certo, mi piace,
però più che dell’atto in sè per sè
adoro il corpo tuo quando giace,
stanco alla fine, tutto su di me

… nonchè sentirti il cuor come un tamburo
battere forte forte sopra il mio
per acquietarsi poi in sonno duro,
sonno che t’ho donato solo io.

Ed è un peccato che non puoi capire
cosa vuol dire averti abbandonato,
col corpo che mi schiaccia ed avvertire

però solo il calore del tuo fiato,
il tuo scendere in me e qui morire,
finchè, mio caro, non ti avrò svegliato.

(Sergio Sestolla)

IL SONNO DELL’AMORE
(visto dalla parte di lui)

Dormire dopo aver fatto l’amore
è dolce forse più dell’amor stesso,
precipiti in un mondo senza odore,
senza colore… statua di gesso

ti senti quasi… e giù… nell’aldilà
di botto ti ritrovi… non sai come
– nè t’interessa — qui ritornerà
il corpo tuo, che non ha più nome.

Sei diventato nube… forse cielo…
oppur… che so?… il centro della terra
? o schiuma che per mar va pelo pelo.

Nulla nella tua mente più s’inserra:
su questa infatti è disceso un velo,
che con il mondo non ti fa più in guerra.

(Sergio Sestolla)

Con il cuore pieno di Amore e poesia ,ringrazio gli autori, e non mi resta che andare via!!!

BUON SAN VALENTINO A TUTTI!!!!!

E per finire ecco qua un regalo davvero prezioso dai nostri amici poeti.  Una bella riflessione sulla vita della Signora delle Camelie,  e tutta la sua storia messa in versi.

Allora,siete pronti per immergervi in questa fantastica e amorosa storia?:

 

LA SIGNORA DELLE CAMELIE . . . EROINA SFORTUNATA O FORTUNATA?

Se si pensa a quale è stato il suo destino, sia nel romanzo ed ancor più nella sua trasposizione musicale, la Signora delle camelie si presenta come un personaggio a dire poco “per nulla benvoluto dal Cielo”:

1) affetta da tubercolosi polmonare fin dalla più tenera età, come può dedursi dal fatto che aggravandosi, muore poco più che ventenne (rapportata ai tempi d’oggi ancora una ragazzina),

2) amata — per non dire, più realisticamente, “posseduta” — da uomini più vecchi di lei, con i quali è quanto meno pensabile che avesse dovuto intrattenere licenziosi rapporti d’amore (i vecchi non si accontentano di un amore “semplice”), simulando un trasporto di certo non invidiabile (provate a rifletterci attentamente un attimo come una persona giovanissima, “con quella testolina graziosa”, profumata, “esilissima”, sensibile e viva possa godere nell’amplesso di un…anziano, forse anche grasso, forse poco olezzante, e forse, dato il tipo di frequentazioni, pure incolto, anche se discendente di nobile stirpe),

3) innamorata di un giovane bello, idealista ed ancor pieno di quella vita che a lei sta per sfuggire, è costretta ad abbandonarlo (non interessa per colpa di chi o di cosa), e privarsi quindi dell’unica persona verso la quale, per la prima volta (che poi sarà l’unica), il suo essere ha pulsato di ardore vero, e con la quale era entrata in quella dolce, inspiegabile (“lingua mortal non dice quel ch’io sentia in seno”) e totale “datio animae corporisque”, sulla cui assolutezza v’è traccia pure nei versi di F. M. Piave (“amor ch’è palpito dell’universo intero, misterioso, altero, croce e delizia al cor”),

4) beffata dal fato in quanto ritrova il suo amato sogno, ma da questo riceve solo gretto disprezzo ed ingiuste offese…(e qui mi fermo in quanto sulla sua non lontana, presagita fine la pietas spinge a non intrattenersi).

Eppure Margherite Gautier o Violetta Valéry, chiamiamola come vogliamo, ma è sempre lei “La Signora delle camelie”, può dirsi una donna fortunata per un duplice ordine di motivi:

1) ha ottenuto un posto (attenti: ne stiamo già parlando come di una persona effettivamente esistita!) nell’immaginario collettivo, in quanto la conoscono, bene o male, “quasi” tutti, pur essendo esigua la percentuale di coloro che ha letto per intero l’opera letteraria o teatrale (sarebbe stato immodesto aspirare al privilegio riservato solo ad alcuni personaggi, tipo Don Chisciotte, notoriamente noto anche a chi non sa leggere),

2) pur essendo nata dalla penna di un autore (Dumas figlio) che la crea per vendicarsi della donna che l’aveva abbandonato (Marie Duplessis), e quindi propenso a tenerla nell’opera ben sotto le righe, nel corso della scrittura la “Signora” dalle “ciglia lunghissime che abbassandosi ombreggiavano il roseo colorito delle guance”, ruba la penna al suo autore e si scrive da sola, come càpita nella maggior parte delle vere creazioni artistiche, a volte pure a dispetto di chi sta ponendo nero su bianco, passando così da elemento pensato in negativo ad elemento risolto in positivo.

E che fosse in realtà la protagonista, un elemento positivo è d’altronde pure pensabile se è vero, come è vero, che su tutto conta l’animo (anche per le “cattive signorine”), e per fortuna oggi appare sempre più in regresso (pur se con intermittente rigurgito) quel certo tipo di pensiero che ritiene che chi esercita “il mestiere più antico del mondo” sia necessariamente insensibile all’aspirazione verso l’alto (latente vi potrebbe essere anche un qual senso di invidia a non poterne, o a non riuscire a poterne, godere i favori), nell’ignoranza che situazioni ambientali, sociali, politiche e quindi culturali possono avere avuto il loro consistente peso verso la nascita ed il persistere dell’apparente “male”, e nella illusione di non esserne corresponsabili per avere fatto poco o nulla perché non sorgessero nei soggetti di cui si parla umiliazioni, rabbia e, spesso (Nihil sub sole novi), desiderio di vendetta, da “Muoia Sansone” o “dopo di me il diluvio”.

Ma questo è un altro discorso…

Altre tre considerazioni potrebbero portare latu sensu a ritenere fortunata la Signora dagli “occhi neri sormontati da sopracciglia d’un arco così puro, da sembrare dipinte”:

il primo, è un fatto temporale: la Signora muore ancora giovane e quindi ancora bella (i registi, affascinati dalla protagonista come doveroso omaggio sono soliti così raffigurarla anche nel momento dell’addio supremo), per cui sempre la ricorderemo incantevole, come ricordiamo sempre assai piacevolmente il suo alter ego più vicino a noi, la spumeggiante Marilyn (non scordiamo che la bellezza è categoria fondamentale del nostro mondo, al punto che, come dice Belli, “E Dio stesso, ch’è un pozzo de saviezza, la madre che ppijò la vorze bella”); non vivendo a lungo la Signora ha inoltre evitato che lo stesso innamorato potesse stancarsi di lei, e quindi non più vederla nello stato di felice innamoramento a seguito dell’inesorabile passare del maligno tempo, e potesse concludere un giorno nell’incontrarla, come Proust fa dire a Swann nei confronti di Odette, “E dire che ho perduto tanti anni della mia vita, che ho voluto morire, che ho avuto il mio più grande amore, per una donna che non era il mio tipo”;

il secondo è un fatto legato all’evolversi della psicologia femminile, in quanto lei fra le prime donne riesce ad afferma, pagandolo a caro prezzo, il principio della libertà femminile: infatti, lottando (e soccombendo) contro la società borghese, assai spesso un mostro onnivoro, prova ad anticipare i tempi del riscatto femminile (anche per questo a livello di inconscio ci è simpatica), per cui la vediamo agire e decidere autonomamente della sua persona, di cosa fare e perché farlo, anche quando sbaglia per necessità o per troppo amore (passeranno più di cento anni perché il “sempre libera degg’io” diventi il sessantottino “la chitarra è mia!”)

il terzo è un fatto artistico e psicologico: complice la recitazione e tutta la macchina scenica, in genere chi a teatro viene a contatto con detto personaggio risulta da lei illuminato di una grazia improvvisa, quasi sconosciuta, perché costatiamo che Lei è una donna che ancora conosce l’intima essenza dei sentimenti, di cui noi siamo in parte orfani. Ciò avviene giacchè in Lei — che purtroppo sarà poi ingenerosamente indicata con l’appellativo “la traviata” — pulsa la forza dell’amore (che notoriamente “omnia vincit”) , perché Lei, non bacata dal suo modo di vivere, più subìto che voluto (non scordiamo cosa fosse la società del 1800, compresa la storia di Marie, nata Alphonsine), crede nel suo prossimo ed ha fiducia (nessuno vive se non ripone fiducia in qualcuno) in Armand o Alfredo, e più che altro crede in se stessa ed in una vita futura dove (utopia?) potrà esprimersi liberamente, senza convenzioni, dando in tal modo un senso al suo peregrinaggio su questa terra.

E così la Signora seduce ancora una volta, e le riesce (e gliene siamo grati) di fare tornare a casa lo spettatore forse anche un po’ più buono (ah, quanto sentiamo il bisogno inconfessato di tornare ad essere buoni!) e più tollerante verso gli altri, quelli che ci passano accanto e ci sfiorano, che al nostro fianco esistono ed operano, che con le loro storie ed i loro modi di pensare intersecano le nostre storie ed il nostro modo di pensare, verso i quali finalmente riteniamo di potere cominciare ad evitare di tranciare frettolosamente giudizi negativi o gratuitamente farli oggetto di qualificazioni offensive.

Ma anche questo è un altro discorso…

Dati gli oltre centocinquant’anni dalla creazione della storia, al fine di tentare di attualizzarla proviamo a ricreare la vicenda in versi, a ripensarla ai tempi d’oggi, con il linguaggio del 2000 e un po’ con il modo di pensare dei giovani (non scordiamo che i protagonisti sono due ventenni).

Eccone un sommario risultato, incentrato su alcuni momenti, forse i più popolarmente noti, grazie al melodramma verdiano, seguendo il quale si procederà alla caratterizzazione dei personaggi ed alla descrizione del sorgere del loro amore (atto I), dell’idillio, dell’intervento del padre e dell’ira di lui (atto II), nonché della malattia finale (atto III).

Al calar della tela, sulla fine della “Signora” potrebbero campeggiare quegli altri versi, non più dei tempi d’oggi, che delicatamente riassumono e concludono la triste vicenda di Margherita: “Passa la bella donna e par che dorma”.

E questo è il vero discorso.

CASSANDRO E SERGIO SESTOLLA

 

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LA SIGNORA DELLE CAMELIE . . . OGGI

P R I M O _____A T T O
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AMORE . . . AMORE . . .AMORE ( Lei )

Amore . . . amore . . . amore, voglio amore,
per questo prendo tutto alla giornata,
perchè l’amor non è un calcolatore,
o cosa da venire programmata.

Esisto in quanto amo e quindi vivo
intensamente ciò in cui mi avventuro,
però nella memoria nulla scrivo
per non aver ricordi nel futuro.

Per me i ricordi son solo rimpianti,
che indietro non riportan ciò che fu:
così, baci leggeri o tracotanti

appena dati non ci sono più.
Sono scomparsi . . . Non ci sono santi!
. . . come di sassi in mare. Glu . . . glu . . . glù.

S I N F O N I A (Lui)

Nella gran sinfonia della vita
tu, cara, rappresenti un “allegretto”,
chè rendi ogni giornata assai gradita
con quel modo di fare così schietto.

Tu sei pertanto il primo movimento . . .
o il terzo . . . mentre io, meno esaltante,
forse sarò il secondo . . . quello lento,
quello pensoso . . . in genere l’”andante”.

Però insieme a te poi salto il fosso,
chè se mi girerai attorno un po’,
appena dal tuo brio sarò scosso,

il quarto movimento diverrò,
cioè un “andante”, sì, ma “molto mosso”,
che . . . se ti abbraccio . . . chiude in un “rondò”.

E la tonalità? . . . Con te, amore,
che dubbio c’è? . . . sarà modo maggiore!

LA PRIMA VOLTA ( Lui )

“Ma cosa fai?” dicesti, e mi guardasti
. . . con le mie labbra ti sfioravo già . . .
girasti il volto . . . un lampo . . . e mi baciasti
per prima tu, con quella intensità

che non ho più trovato, sì, perchè
tu lo facesti…furiosamente,
godendotela tutta . . . tutta: beh,
quel bacio è fisso qui, nella mia mente!

Ricordo. Al “cosa fai?” la bocca apristi,
ed alla mia con foga l’incollasti,
e qui…e qui . . . Ecco, reagisti

come chi conosce bene i gesti,
e sa suonare tutti quanti i tasti,
perchè Amor non fugga mai . . . ma resti.

_ _ _ _

E poi concesso hai che entrassi in te . . .
e tutto diventò celestiale.
Null’altro mi ricordo . . . solo che
accolto fui come uno che vale.

E l’impeto rimase nel cervello
chè mi bloccai tosto, incantato,
svanito quasi…sì, siccome quello
che vien da fatto magico toccato.

Che incanto infatti la tua morbidezza,
la tua dedizione assoluta
in quell’amplesso fatto di dolcezza,

di gioia forte e intensa, e perciò muta,
scandita dal tuo muover con lentezza
la tua persona, che anche in ciò mi aiuta.

P R E N D I ( Lei )

Tu nella vita ti lamenterai
di ciò che lasci, no di ciò che prendi:
piglia pertanto, sia che sali o scendi,
. . . che vieni o resti . . . sai o non sai.

Afferra, acchiappa poi senza ritegno
se sol t’accosti al campo dell’amore:
il tempo passa, la bellezza muore,
la vita tutto al più è appena un segno.

Che cosa la credevi? . . . architettura?! . . .
sfida dell’uomo al cielo?! . . . dardo al sole?! . . .
E’ immagine – sol questo – che non dura,

o dura quanto un mazzo di viole,
quanto un’ecclisse che la luna oscura,
o lo sfrecciare in mar di lieve iole.

Non voglio dirlo, pure se lo penso,
che questo ha per me, purtroppo, un senso.

T A N G O ( Lui )

- “Io t’ho trovato che sapevi fare
l’amore molto bene, che baciavi
assai meglio di Gilda: eri un mare
ove affondavo quando t’accostavi . . .
Chissà chi debbo tanto ringraziare?
. . . Comunque era così e con me stavi.

Non ti stancavi mai della passione
che ti squassava e che mi trasmettevi,
anzi coglievi al volo ogni occasione
perchè questa crescesse e in tempi brevi
ci ravvolgesse . . . Eri una canzone
dai toni acuti, gravi, forti e lievi.

Suonavi in tutte le tonalità,
eri modo maggiore e mai minore,
se pur da altri avevi avuto il ‘la’
ora donavi a me onde sonore
d’intensa e nuova musicalità,
d’impeto nuovo e di nuovo tenore.

Non eri fotocopia del passato.
Aveva un peso, sì, l’esperienza,
ma tu quel seme avevi rinnovato
e fatto fiore di diversa essenza.
Nel mio giardino ormai sta piantato,
che tal più non sarà se sarà senza.

Ah, quanto veri i versi, amica mia,
di quel famoso tango: . . . Gelosia!”

I E R I E D O M A N I ( Lei )

Ho sempre avuto un cuore molto attivo,
e ciò ti ha fatto sospirar: ‘Peccato!’,
con l’aggiunta di: ‘io non arrivo
mai primo in te . . . chè un altro già c’è stato!’

Che dirti non lo so . . . mi costa caro
ora quello che ho fatto in precedenza,
ma, sai?, vivevo al buio, senza un faro,
. . . e forse senza troppa intelligenza!

Soltanto ora io t’ho conosciuto!
Ti prego quindi non mi rinfacciare
ciò ch’è morto e sepolto, ma in aiuto
vieni piuttosto a me, e senza scrutare

trasmettimi di te quello che puoi.
Il mio futuro sta nelle tue mani . . .
io te lo dono . . . accoglilo, se vuoi . . .
scorda il mio ieri . . . pensa al mio domani!

MEZZO BIANCO E MEZZO NERO ( Lei )

Ma tu mi fai morir dalle risate!
. . . ma come ci può mai essere al mondo
chi come te ancor crede alle fate?
. . . Ma tu la società l’hai vista a fondo? . . .

Chi sono, di’, secondo te i briganti?
quelli che hanno l’archibugio in spalla?
. . . o non piuttosto i molti che hai davanti,
che stando sopra agli altri stanno a galla . . .

che avanzano ogni giorno più pretese,
che fan tornare a sera gli altri stanchi
alle lor case senza luci accese.
Guardati sempre dai colletti bianchi!

. . . E, di’, ‘traviate’ son solo le donne
che battono per strada su e giù?
. . . fingon d’amare tanti ma le gonne
solo per lavorar tirano su?

…ed è un lavoro, sappi, degradante,
falso perché non puoi tu confidare
che senza alcun piacere in ogni istante
muori affogando in acque poco chiare.

. . . E santo e pio infine è chi va in chiesa,
Iddio prega e poi il compagno fotte?
. . . oppure chi in silenzio sta a difesa
dei semplici, siccome Don Chisciotte?

Aprili gli occhi! . . . Non far come quello
che taglia con l’accetta il falso e il vero,
e che separa netto il brutto e il bello:
c’è pure il mezzo bianco e il mezzo nero!

L A ” S T E L L A ”

(Lui)
– “Ognuno a questo mondo ha una condanna,
che a volte vien chiamata pure ‘stella’:
da quando nasci fin che vai a nanna
sempre ti seguirà, sia brutta o bella.

Esempio, chi è ricco è condannato
a non capire manco da lontano
…lo sai…se amor di donna è spensierato
o mezzo perchè uno apra la mano;

mentre per il non ricco è l’inverso,
e il suo destino è di desiderare
sempre qualcosa e di sentirsi perso
ne caso che una una donna voglia amare.

E la mia ‘stella’? . . . di fermarmi spesso
a studiare il mondo e la sua gente,
e di pensare in modo un po’ complesso
ma inutile perché controcorrente”.

(Lei)
– “Tutto sommato credo che ti vada
ancora bene . . . chè tu puoi, amore,
tenere ancora tutti gli altri a bada,
mentre io no, perchè ‘stella’ peggiore

. . . quella dell’allegria . . . mi sovrasta,
che mi fa arrabbiar come una negra
quando vorrei dire al mondo: ‘basta!’,
e invece resto sempre . . . quella allegra.

Ma che ne sai tu che vuole dire
brindare fra la gente col sorriso
pur se ti assale noia a non finire
o il cuore di tristezza tieni intriso?

D’altronde questa ‘stella’ me ne ha dato
. . . ah, se me ne ha dato di successo!
anche se debbo dir che l’ho pagato,
e a caro prezzo, quando senza nesso

per gli altri sorridevo . . . e sorrido,
prendendo in giro . . . più che questi . . . me.
Come vorrei, ah, io farmi un nido
e viverci . . . per come son . . . con te!

Ma prima o poi questa ‘stella’ ingrata,
sì, la seppellirà la mia risata”.

P E N S I E R I

(Lui)
Sono i pensier d’amor come formiche
che appaiono di botto nelle case,
e stanno lì finchè da buone amiche
tranquille se ne tornano alla base.

Come non puoi contro loro agire
così tu quei pensier devi accettare,
vengono se vogliono venire
e vanno via quand’è l’ora di andare.

(Lei)
Lottar per non averli è impresa vana
se nel tuo ciel s’è accesa nuova sfera,
che fa vicino a te pur chi è lontana,

che viva rende anche una chimera
e certa la speranza più arcana.
Di aver tali pensieri sempre spera

(Lui e Lei)
Quante formiche in mente questa sera!

B) S E C O N D O______A T T O
============================

CREDERMI DEVI ( Lei )

Credermi devi . . . non sapevo che
al mondo si potesse tanto amare!
Ma t’ho incontrato . . . e l’ho visto da me
come una donna si possa annullare

e assurgere da ciò a nuova vita . . .
E rinnovarsi . . . E diventar più bella . . .
Sì, sfolgorare come all’uscita
nel ciel di notte nero nuova stella . . .

Solo per l’altro splendere . . . per chi
è diventato il suo riferimento,
colui al quale voler dire “sì”

già prima di conoscerne l’intento,
e accendere il suo cuore lì per lì
con uno sguardo o con un gesto lento.

Credermi devi . . . ancora me lo chiedo
se sogno, e di sognare non mi avvedo.

B A C I ( Lui )

Fissandoci negli occhi e ad occhi chiusi
passiamo ore ed ore a baciarci,
in un respiro solo stiam confusi
come se non dovessimo lasciarci.

Ma tutto finirà, chè non c’è cosa
che dura eterna per l’eternità:
questione sol di tempo, anche la rosa
odora odora ma poi sfiorirà.

Perciò, finchè possiamo, fortemente
diamoci baci, fino a farci male
. . . torniamo quindi a farlo lievemente
sciogliendoci siccome in acqua sale.

Le calde labbra mie tienile in pegno
mentre accarezzo quelle tue col dito
per ricordare il dolce lor disegno
appena tutto ciò sarà finito.

Ma prima di quel dì facciamo ancora
quel che abbiam fatto giorno dopo giorno,
baci su e giù, a dritta, a manca, a prora,
dal sorgere del sole . . . al suo ritorno.

G I O R N I S O V R A N I ( Lei )

Che giorni questi . . . ah! . . . giorni sovrani,
in cui ci assaporiamo da ogni parte,
. . . le vivo e le ricordo le tue mani,
veloci . . . il loro muoversi con arte

sopra di me . . . e sotto . . . e attorno attorno,
. . . e il tuo respiro caldo come mai
sul collo . . . e poi il mio “Ciao” e il tuo “Buongiorno”,
e quindi ancora io: “Come stai?” . . .

e tu senza risposta a respirare,
ad inghiottir l’odor della mia pelle
. . . ed io ferma lì, ferma a gustare
quell’attimo sognato con le stelle

sol poche ore prima . . . Era questo
l’inizio d’ogni giorno . . . era l’effetto
di ritrovarci e poi . . . poi c’era il resto! . . .
Giorni sovrani, sì . . . l’ho proprio detto!

IL SONNO DELL’AMORE

(Lui)
Dormire dopo aver fatto l’amore
è dolce forse più dell’amor stesso,
precipiti in un mondo senza odore
e qui diventi statua di gesso.

Giù . . . giù . . . sempre più giù . . . nell’aldilà
di botto ti ritrovi e non sai come
- nè t’interessa – a galla tornerà
il corpo tuo che non ha più nome.

Sei diventato nube . . . forse cielo . . .
o forse sei il centro della terra . . .
o schiuma che per mar va pelo pelo.

Nulla nella tua mente più s’inserra:
su questa par che sia disceso un velo,
che con il mondo non ti fa più in guerra.

_ _ _ _ _

(Lei)
Fare l’amore, certo, mi piace,
però più che dell’atto in sè per sè
adoro il corpo tuo quando giace,
stanco alla fine, tutto su di me,

. . . nonchè sentirti il cuor come un tamburo
battere forte forte sopra il mio
per acquietarsi poi in sonno duro,
sonno che t’ho donato solo io.

. . . Ed è un peccato che non puoi capire
cosa vuol dire averti abbandonato,
col corpo che mi schiaccia ed avvertire

però solo il calore del tuo fiato,
il tuo scendere in me, e qui morire
. . . Finchè, mio caro, non ti avrò svegliato.

L ‘ I D E A L E (il Padre di Lui a Lei)

Esistono al mondo dei valori
che tu non puoi disperdere così:
la fedeltà, avere dei candori,
vivere chiara come il mezzodì.

Non puoi ritenerti in un deserto,
pensare solo a te, al tuo piacere:
chi sta al tuo fianco deve essere certo
che le tue tenerezze sono vere,

che c’è nella tua testa solo lui,
e, aggiungo, che c’è stato anche in passato,
quando ti era estraneo, per cui
è l’ideale suo che hai amato.

Ma se sei stata d’altri un po’ diversi
non credere che or possa durare:
làscialo allora…al vento sian dispersi
i sogni da cui il sol non può spuntare.

Quando si sa che amare non si può
. . . o non si deve . . . è meglio dire “no”.

SANTA O NON SANTA (il Padre a Lui)

Mai fermarti al volto della donna…
chè lì non ci sta tutto . . . lei la faccia
la cambia, eccome!, sì che una Madonna
ti può sembrare quella che va a caccia.

Non la guardare mai, figlio mio,
nel viso per saper quello che è:
troveresti ‘il Dio che non è Dio’,
e tardi ne sapresti tu il perchè.

Guarda piuttosto come lei si siede,
come le gambe incrocia o le accavalla,
come in avanti e indietro smuove il piede,
come si stringe o spinge quando balla.

Ciò che la donna fa e perchè lo fa
manco Domineddio lo può capire
. . . tu pensa te! . . . che arrivi, guardi e olà . . .
com’è, e come sarà, vuoi scoprire.

Più facile sarebbe un terno al lotto! . . .
Mica ci stan gli schemi di una volta! . . .
se li è portati via il Sessantotto
– ma dove vivi mai? — quindi ascolta

. . . ascolta ciò che tuo padre ti dice:
non c’è più posto per gli stilnovisti,
scomparse son “la Pia”, ”Beatrice”
e la “Francesca”…è quella di Battisti.

Devi capirlo: chi veste di rosso,
e sta abbracciata a un altro è proprio lei,
pur se non vuoi crederlo . . . al fosso
Susanna or mostra ai vecchi pure i nei!

Gli Dei in cielo non ci stanno più . . .
sono caduti . . . sàppilo anche tu!

I L B A R O ( Lui )

No, all’ “acqua passata” non ci credo,
all’ “ahimè, non lo farò mai più!”,
all’ “ero un’altra e solo adesso vedo
come ho giocato la mia gioventù”.

Ma che “programmi nuovi” e “nuovi scopi”! . . .
L’anello d’oro quando ha troppo rame
rosso diventa poi . . . la gatta i topi
li acchiappa pure quando non ha fame.

Incombe su di noi il nostro passato,
nessuno lo può mettere da parte,
al mondo ognuno resta quel che è stato:

esempio, il baro . . . se bara con arte
sempre più assi avrà e avrà fregato
chi gioca con un sol mazzo di carte.

E in questo esempio è abbastanza chiaro
a chi io pensi nel parlar del baro.

VATTENE VIA! (Lui)

Vàttene via . . . via! Vàttene via
con queste forme estreme di bellezza
. . . d’incanto . . . da portare alla pazzia . . .
allo gioir d’amor con sfrenatezza!

M’hai dato tutto: il cielo . . . il paradiso
. . . e forse anche di più, se “il più” c’è . . .
Ancora mi slanguisco al tuo sorriso,
al tuo: “Sono tua . . . Eccomi a te!”

E non capii che eri…terno al lotto
anche per altri al tempo stesso, jena!
Per cui or che ho pagato anch’io lo scotto

vàttene via! . . . Dovunque . . . Però a Siena
lontana stai da Via di Salicotto:
non puoi abitar lì, nè farvi scena.

Come “perchè?” . . . Perchè in quella contrada
si proibiva ciò a donne di strada.

————
(Nota)

Targa apposta in Siena all’inizio
ed alla fine di Via di Salicotto

IL SER.MO PRENCIPE
MATTIAS HA PROIBITO
CHE NELLA STRADA
MAESTRA DI SALICOTTO
POSSINO HABITARE
MERETRICI.AGOSTO MDCXXXI
IL XXX DI NOVEBRE
PENA CATURA E ARBITRIO

C) T E R Z O_______A T T O
=========================

S E N Z A S C O P O ( Lei )

Alzarsi la mattina senza scopo,
truccarsi un po’ soltanto per levare
quel brutto colorito grigio topo
di chi tutta la notte sta a pensare.

Guardare alla finestra il primo sole,
saper che sarà alto . . . che andrà via . . .
ed in quest’arco io le tue parole
udire non potrò, chè compagnia

di altri avrai avuto . . . Ma perchè,
perchè hai scelto di stare lontano
e credere che questo basti a me

perchè possa scordare la tua mano,
il tuo sorriso e quelle cose che
facevan me colomba e te gabbiano!

Mi opprime or che te ne sei andato
pur questo cielo immenso, smisurato.

HAI FATTO MALE A STARE MALE (Lui)

Hai fatto male a stare male. Ora
mi hai costretto a prender atto che
mi manchi se mi manchi, e mi addolora
considerare in generale ” . . . e se

. . . per un caso qualsiasi . . . decide
di lasciarmi solo che farò?”
Certo, lo so, ormai non ci si uccide
se un amore finisce. Sì, però

si chiuderà di certo un orizzonte,
anche se altri il tempo ne aprirà
– me l’hai insegnato tu — e un altro ponte,

caduto questo, si ricostruirà.
Sarà! . . . però, mia cara, ad altra fonte
di dissertarmi proprio non mi va.

FOSCOLIANA (Lui)

E poi non sei caduta da cavallo,
non hai deturpato il tuo bel volto,
lo so che è soltanto un intervallo,
che passerà il male che ti ha colto.

Pur se non sei la Pallavicini,
nè Foscolo io sono, in questo istante,
stai male, come quella, tra i cuscini,
e come quello io son trepidante.

Che non darei in questa occasione
per posseder la penna assai forbita
del rosso Ugo e fare una canzone
anch’io all’amica un po’ avvilita?!

. . . la qual come Luigia è sempre stata,
scoppiettante di vivacità,
ardita e pure un po’ spregiudicata,
lei stando in sella, tu in società.

Ma tutto finirà. Come cometa
ritornerai in cielo inghirlandata,
ed io, sulla scia di quel poeta,
riscriverò “All’amica risanata”.

Guarisci . . . e che il riso tuo mi sferzi
a tornar lieto. Uhè, “nun famo scherzi!”

NON LO RACCONTARE (Lei)

Grazie. Speriamo! . . . Ascolta ora però
– non posso a questo punto farne a meno –
ciò che ho da dirti…tutto ciò che ho
nel cuore, che non sa più stare a freno.

Ma tu, ti prego, assegna alle parole
che sto per pronunciare il giusto senso:
non ne possiedo tante, ho queste sole,
ma molto, molto più, è quel che penso.

“Tienile strette strette le mie mani,
stai sempre accanto a me, sii tu il mio scopo,
sii tu l’after day, il mio domani,
sii tu la realtà del giorno dopo!”.

Lo so che incombe sempre più la sera,
ma il cuor mi monta come una marea
se sol ti ho vicino . . . e spera . . . spera…
Sì, la speranza è l’ultima dea.

Ed ora, scusa, debbo andare via . . .
Tu resta . . . Non mi puoi accompagnare . . .
Ripensa a ciò che ho detto, anima mia,
ripensaci . . . ma non lo raccontare.

(CASSANDRO E SERGIO SESTOLLA)

 

Clap,clap,clap!!   Bravi,bravissimi Sergio e Cassandro,non nego di aver versato qualche lacrima per il triste destino di questa Margherita innamorata. 

Grazie per avermi fatto sognare e palpitare  . Posso mandare un bacio a tutti e due?  Smack,Smack!!!! 

 

 

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Questa terza parte di poesie di Cassandro e Sergio, si potrebbe intitolare: POESIE DEL TEMPO LIBERO Infatti, momenti di svago come un gioco di carte, una partita a scacchi, una passeggiata assaporando un po’ di zucchero filato….una “navigata” in internet col pc,ascoltare una dolce musica, diventano speciali, grazie alle parole e alle tenere atmosfere, che la penna di questi due cari amici hanno saputo rendere. Perciò…..zitti, zitti….andiamo ad ascoltare…..vieni Colomba, stai qui, vicina a me…..

Scacchi

C’è nelle vita come negli scacchi Sempre una mossa giusta per sfuggire Al gioco avverso,fino a quando non stacchi Da questo mondo…quindi non lo dire “ E’ fatta ormai per me…E’ andata male!” Non conta ciò che è stato l’altro ieri! Libera appena puoi la diagonale E dacci sotto con i tuoi Alfieri. E se l’altrui Regina troppo corre Costringila a difendere il suo Re, inchiodala,e attacca con la Torre, così nuova speranza torna in te. Pur quando hai perso tutto…anche il Cavallo, e resta solo il Re,basta uno scatto per metterti al sicuro e fare “stallo”. Solo da chi ha la falce accetta il “matto”! E’ degno degli Dei ogni tuo atto… Tieni la guardia alta, il cuore intatto! ( Cassandro)

Personal Computer

Non son certo romantica,lo sai, e l’amo questo mondo d’elettronica, di video-clip,di byte,overlay …e accetto anche l’accento oltre la tonica. La storia deve pur fare il suo corso, e se t’opponi…beh,cavoli tuoi!… per me ci sto…non ho questo rimorso …almeno questo ,no.Ma tu non puoi Buttartici così…a capofitto! …contro natura è poi quel fatto lì. Ti prego,non difenderti…stà zitto!… Non la sopporto questa cosa qui: ricever poesie che hai scritto con un freddo programma sul pc. O dentro o fuori…ogni cosa ha un costo: fammele a mano…o pgliala in quel posto ( Cassandro)

Partita a Poker – Siamo rimasti in due e sei “Servita” quindi”parola” a te amica mia– –Euro cento,ecco!… …Sei ardita!… …”E sono anche sincera…fila via!”… “ Ho cambiato,uhè,solo due carte” …e ti è rimasto un tris…Sono sicura Rilancia!…oppure mettiti da parte, che stavo bene fin dall’apertura”. –Euro mille,allor se vuoi giocare!.. –Ma pure un milione!…non ci credo che tieni gioco…vuoi sempre bluffare… ma a carte non ci stò…e quindi:Vedo. –Ho vinto, cocca!…Ecco scala al re!” –E non ci fai niente…ho full…amore!… Nel full ci sguazzo”… –E come mai?…Perché?… –Ma perché ho full di te anche il mio cuore! Tu guardami più spesso e dammi ascolto, se ho le carte buone mi si legge in volto! Solo che se mi stai tu davanti Sorrido sempre…non ci stanno santi! (Sergio Sestolla)

Zucchero filato

Nel blog non concretizzare mai… Sono qui pronti ad assalirti i guai! Hai mai mangiato”zucchero filato?” …dolce la bocca…profumato il fiato? …Felicità?…Beh,solo un attimino… e resti con in mano il bastoncino, che presto butterai nell’angolino. Pur se t’inventi di parlare al vento Io ti capisco,chè conosco bene Quel vento lì,che dall’eterno ha spento Della ragione i lumi e dato pene. Pur se t’inventi di scrivere poi Sull’acqua in modo che nessuno veda Io ti capisco…beh,vuoi o non vuoi Son stato di quell’acqua spesso preda. Pur se tracci nell’etere dei segni Erranti tra i cirri,ora rosati Od ora invece di pioggia pregni, io ti capisco…e so che inviati sono soltanto a me…Ti prego spegni, se puoi, il fuoco che ti spinge a tanto… per me un’idea sono…e t’ingegni a farmi realtà…Io questo incanto …per cui per me un’idea resti anche tu, spesso gioiosa ed elettrizzante… io temo a petto a te assai di più. Già mi ha scottato questa idea vagante. In fondo navighiamo…il destino Ci ha dato tutto ma non certo il vino. Lasciamole le cose come stanno, pur se con angoscia e con affanno, pure se quel senso assai diffuso di non poter di noi farne l’uso Che ne vorremmo fare…okkei?…Chiuso! ( Sergio Sestolla)

A conclusione di questa bella raccolta, cosa dite di una bella “SINFONIA?”

Sinfonia

Nella gran sinfonia della vita Tu, cara,rappresenti un”allegretto”, che rendi ogni giornata assai gradita col tuo modo di fare così schietto. Tu sei pertanto il primo movimento… O il terzo…mentre io,meno esaltante, forse sarò il secondo…quello lento, quello pensoso…in genere l’”andante”. Però insieme a te poi salto il fosso, chè se mi girerai attorno un po’, appena dal tuo brio sarò scosso, il quarto movimento diverrò, cioè un “andante”,sì,ma “molto mosso”, che …se ti abbraccio…chiude in un “rondò”. E la tonalità?…Con te, amore, che dubbio c’è?…sarà modo maggiore! ( Cassandro)

Che dire…….siete bravi,,,,,,,,,,ed io sono al settimo cielo di avere tante Vostre poesie!!! Un bacio a tutti e due…….di cuore…..Vieni Colomba, rileggiamole insieme……

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Cari Cassandro e Sergio,

visto che non capita tutti i giorni di incontare dei veri poeti, e dato la ?dispersione ? delle Vostre composizioni in ?varie riviste letterarie?, ho deciso di ragrupparle , magari a puntate, nei miei post.
Tu Cassandro e l?amico Sergio, mi avete fatto dono di tanti bei versi.

Versi che mi hanno fatto sorridere, sognare, commuovere.

Versi sempre graditi e ??..ben custoditi!!

Mi piace cominciare con un profilo che ognuno di Voi fa dell?altro, una schermaglia simpatica, che aldilà di qualsiasi parola, nasconde una profonda stima e un sincero affetto fra Voi!!!

Sergio Sestolla

All?Amico CASSANDRO

Io so parlare solo con i versi:
dovranno pur finire le danze e
?tu stanco alfine?i sogni tuoi dispersi?
ed io:?Vitty,vuoi ballar con me??

E se mi dirà ??sì??aspetto risposta!?
Le narrerò di dame e cavalieri,
di cielo e stelle,e con suo nulla osta
la illuminerò coi miei pensieri.

Anche se c?è da illuminare poco
In chi brilla di già di propria luce,
e le dirò che la vita è un gioco,

che fantasia tesse e poi cuce
su splendido telaio al lume fioco,
mentre che Amore in alto ci conduce.

Tieniti quindi il ?tiè!??io non lo so
Se lei ciò gradirà?ma se sì?.?thò!

Amici come prima, vero?O no?!

Risposta di CASSANDRO

All?Amico SESTOLLA

Allora tu mi provochi?!?okkei!
In versi ti vuoi battere per Vitty?
?Accetto, e vedremo a chi lei
darà il biglietto per star con gli afflitti.

Cominciamo dal nome:io, Cassandro
Mi chiamo, e invece tu?Sergio Sestolla,
richiamo i graci io?ecco,Meanandro
?cosa richiami tu??una cipolla!

E questo penso basti?uno a zero!?
Va la vittoria quindi a me,spero.

E son Vitty e vittoria stessa cosa
?il premio a me ed a lei una rosa,

che ben si adatta a chi poesia,
adora,e d?amor vive e fantasia.

Non chiederti che cosa sarà mai
Il premio?questo tu non lo saprai

Né io te lo dirò,e sai perché??
Perché Vitty non vuole?Separè

Ecco, questi sono Cassandro e Sergio?.naturalmente qui stavamo recitando ognuno la nostra parte, una parte che solo con il loro aiuto, ho potuto interpretare!!

Magia dei Blog

Coi Blog,sappi che non sei tu più sola
Qui puoi serenità prendere al volo

?E nascono nei blog amori veri
e passioni forti e profonde
?e gelosie?nonché spesso pensieri

arditi e travolgenti come onde

di un mare in tempesta con venti
di un ciclone che tutto travolge,
per cui mille performance inventi
perché ti legga chi nelle tue bolge

vorresti trascinare?e ci riesci
spesso?talvolta?Ma comunque sia
sempre qualcosa nasce,che qui mesci
un vino di parola e fantasia,

che ubriaca chi per caso sta
sulla tua linea d?onda e vi trova
ciò che gli ha rifiutato realtà.
Ed è così che nasce ?Vita Nova?.

Che il blog sia magia ecco la prova!

( Cassandro)

Non bisogna dimenticarsi però che non è impossibile trovarsi faccia a faccia con

IL CRETINO DEI BLOG

Lo troverai sempre un cretino
…stanne sicura!…e nulla ci puoi fare…
nei commenti dei blog…siccome vino
che si fa aceto nel lungo invecchiare.

Mentre altri vini si fanno d’annata
lui fa la feccia,sì che come stappi
t’inonda con la sua maleducata
scrittura al punto che meglio strappi

gli scritti suoi,che cioè cancelli
il suo commento greve oppure stolto
e dal tuo blog quindi lo espelli

come quel vino che a tappo tolto
butti nell’uno o l’altro dei lavelli.
Il blog è di cretini a volte folto.

A te solo ignorarli…dammi ascolto!

( Sergio Sestolla)

Dimmelo in Versi

Dimmelo in versi?che cos?è l?amore?
Chiese al poeta la fanciulla in fiore
?tutti ne parlano siccome cosa
splendida assai,dolce ,luminosa.

Che il cuore ognuna fa sbalzare forte,
che vince tutto,forse anche la morte.
Questo ho sentito dire attorno a me
Ma lo vorrei sapere ora da te

s?è vero?se è bene stare immersi
dentro l?amore tutta la vita,
sentirsi fra le nuvole dispersi
e non voler trovare vie d?uscita?.

Ed il poeta:? In versi o non versi
L?amore è questa idea tua pulita.
. … E arriva quando meno te lo aspetti,
va via se non lo culli e lo rispetti.

( Sergio Sestolla)

Ah……ma ce n’è un’altra per me!!!!

CHE COSA SCATTA?

Chissà che cosa scatta nella mente
di chi sul blog pubblica i suoi scritti
o di chi nel suo sito, ecco, si sente
di inserirli, come…esempio…Vitty

coi versi di Cassandro e di Sestolla
oggi…e di altri un dì, anche domani…
perché siccome colorata bolla
viaggino leggeri per i piani

dello spazio immenso a far sognare,
sorridere, ideare quelli che
si troveranno a leggerli, e pensare

che a questo mondo altro se ce n?è
di gente pazza ancor pronta a donare
aggratis, così, senza un perché!

Che cosa scatta…mai si scoprirà
tranne per Vitty…eh, sì…la sua bontà!

(Cassandro)

Non ho parole carissimo…sono lusingatissima!! Una però mi viene, è poca, pochissima cosa…ma dentro c’è tutta la mia gratitudine! Grazie!!

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Allora?.Vi è piaciuta la sorpresa?? Un po? per volta le posterò tutte, così, oltre che a riunirle, chi non le conosce, imparerà ad apprezzarvi.

Colomba, sei ancora qui? Le prossime parleranno di Venezia…..del carnevale…..restami accanto, ci faremo trasprtare in quella magia….

Un sincero Grazie e un abbraccio. Vitty.

Riferimenti: caro amico ti scrivo…..

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Carissimo, visto che tanto amabilmente ci fai dono , sia del tuo tempo, sia della tua brillantissima cultura, ho pensato di omaggiarti con questi versi
rinascimentali! Sono del XIII secolo, una chicca.
Spero di farti fare una bella risata, come degna conclusione di una bella giornata.

Oi dolce mio marito Aldobrandino,
rimanda ormai il farso suo a Pilletto,
ch’egli è tanto cortese forte e fino
che creder non dèi ciò che te n’è detto.
E no star tra la gente a capo chino,
che non sè bossa, e fòtine disdetto;
ma così amorevolmente vicino
ca noi venne a dormir nel nostro letto.

Rimanda il farso ormai, più no li tenere,
ch’e’ mai non ci verrà oltre tua voglia,
poi che n’ha conosciuto il tuo volere.

Nel nostro letto già mai non si spoglia.
Tu non devèi gridare, anzi tacere:
c’ha me non fece cosa ond’io mi doglia.

Rustico Filippo

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Cassandro,scrivi benissimo! Vorrei averla anch’io la tua capacità di espressione!!!Come sono belle quelle frasi in italiano antico,danno un tocco particolare,d’altri tempi che mi piace molto. Devi essere parecchio “acculturato”. Io sono solo una maestra di asilo,che però non ho mai avuto una cattedra,solo supplenze e tanta,tanta colonia!!
Ieri ero in gita con vecchie compagne di scuola,abbiamo fatto lo stesso viaggio ad Assisi, che facemmo,spensierate e piene di sogni,alla vigilia della maturità! Per un giorno siamo tornate quelle di allora.Ormai siamo tutte fra i 40 e i 50 anni,ma giuro che ieri nessuno lo avrebbe detto.Si,è stato divertente,per un giorno,dimenticare i problemi di sempre ed essere spensierate! Però è stato bello anche tornare,la mia vita è qui,con mio marito i miei figli.Questi figli tanto desiderati,senza i quali,non potrei vivere.Con mio marito( più grande di me) che mi ha insegnto tutto della vita.Anche se da tanto tempo non parliamo più di noi,non vede più me,ma una parte integrante della casa. Tant da crearmi una piccola evasione ,che rispetto ad altre,forse è più innocente(forse).
In quanto a Sara,sapere che hai letto”Tu,Mio” e “Montedidio tutto d’un fiato”,mi fa un’enorme piacere,se l’hai letto così difilato,è segno che ti è piaciuto! Concorderai con me nel riconoscere che Erri è uno scrittore sensibile e fuori dalla norma.
Sono anche lusingata di essere stata letta da te! Sei fra i miei blog preferiti. Ciao e grazie a tutti e due.

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Grazie per quello che hai scritto, i tuoi versi ( nessuno Mai mi dedicato dei versi) li scriverò sul libro di Erri che porto con me, si intitola ” Tu,Mio” (ogni riferimento a persone o cose,è puramente casuale). Cosa mi piace di Erri!? Tutto. E’ un uomo di grandi passioni,anche se a vederlo non si direbbe,bisogna saper leggere fra le righe, deve aver molto sofferto,le delusioni sono evidenti sul suo volto,ma non si è mai piegato , arreso. Ha creato però una barriera fra lui e gli altri,non permetterà a nessuno di ferirlo ancora. Ha una grande forza d’animo,è un gran ricercatore,non scende a compromessi, insomma è fantastico. Non gli ho mai parlato e forse non lo farò mai,primo perchè potrei apparire ridicola ,e questo non lo sopporterei,secondo…non mi viene a mente, non voglio dire ,e se mi sbagliassi???!! No,lui è senz’altro così.
Anch’io sono timida e solitaria,posso sentirmi sola in mezzo a mille persone,la solitudine è uno stato mentale,siamo due persone che hanno attraversato non pochi ostacoli. Con lui mentalmente sto’ bene e quando lo sento ( poco perchè è anche schivo ) puoi capire l’emozione.
Conosci i suoi libri? IO ho letto: Come noi coi fantasmi-Tu,Mio-Aceto,arcobaleno-In alto a sinistra-Montedidio. Non sono molti ma tempo spero di averne tanto per leggerli tutti .Ciao

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